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News Militari

Ecco quanto emerge dal documento Defence in a Competitive Age della difesa britannica: F-35B, Typhoon, Tempest

Come avevamo scritto lo scorso 7 marzo, su diversi media britannici erano stati pubblicati molti articoli speculando sui tagli alla difesa che sarebbero emersi dai documenti Integrated Review of Security, Defence, Development and Foreign Policy, pubblicata il 16 marzo 2021, e la Defence in a Competitive Age, pubblicato oggi 22 marzo 2021, e che delineano i piani per modernizzare le forze armate, l’intelligence e la diplomazia britanniche. L’opinione generale era focalizzata sui tagli all’orizzonte per le forze armate inglesi, insieme ad alcuni processi di modernizzazione.

Come sappiamo, il Regno Unito non è nuovo a tagli inaspettati e forse troppo anticipati dei propri equipaggiamenti, ricordiamo ad esempio la flotta degli Harrier, quella dei Tornado e ultimamente quella dei velivoli Sentinel R1. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’accelerazione su diverse tematiche, inclusi progressi significativi nella cyber sicurezza, nella gestione dello spazio, nella crescita dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti ad essa collegate. Abbiamo assistito a vari cambiamenti nell’ordine globale e di alcune minacce.

Questa tendenza accelererà negli anni a venire, ed emergeranno ancora nuove tecnologie che potrebbero entrare in servizio e cambiare anche radicalmente il modo in cui vengono condotte le operazioni militari. Per far ciò è importante innovare e sviluppare nuove capacità anche liberando risorse da progetti ormai in uso o di generazione precedente. La tecnologia corre a velocità impressionante e spesso ci si ritrova a cambiare progetti ed idee anche già in corso di definizione o di sviluppo.

Quello di cui si temeva maggiormente era il taglio di ben 90 velivoli F-35B rispetto al requisito iniziale di 138, giusto due gruppi di volo per equipaggiare le due nuove grandi, forse troppo, portaerei STOVL della classe Queen Elizabeth, la HMS Queen Elizabeth II e la HMS Price of Wales. Ora da quello che emerge non sembrerebbe così, ma questo è quello che si legge nel documento.

“La Royal Air Force continuerà a far crescere la sua capacità di Combat Air nei prossimi anni, poiché stabiliremo completamente tutti e sette i Typhoon Squadrons operativi e amplieremo la Lightning II Force, aumentando le dimensioni della flotta oltre i 48 aeromobili che abbiamo già ordinato. Insieme forniranno una capacità formidabile, che sarà continuamente aggiornata per far fronte alla minaccia, sfruttare l’integrazione multi-dominio ed espandere l’utilità. La Royal Air Force svilupperà a spirale la capacità del Typhoon, integrerà nuove armi come l’arma di precisione “SPEAR Cap 3″ sviluppata nel Regno Unito e investirà nel programma Radar 2 per dotarlo di un potente radar array a scansione elettronica. Integreremo più armi del Regno Unito su Lightning II e investiremo per garantire che il suo software e le sue capacità siano aggiornati insieme al resto della flotta globale di F-35.”

Quindi non è chiaro quanti saranno effettivamente gli F-35B che il Regno Unito metterà in servizio, non saranno 48 ma potrebbero non essere comunque nemmeno i 138 come pianificato. Il livello di ambizione e di enfasi messi sul caccia di sesta generazione Tempest probabilmente significa che il più alto numero plausibile di F-35 per il Regno Unito potrebbe essere di 60-72 velivoli. Tuttavia, l’F-35 rimane fondamentale per i piani della Gran Bretagna, perché l’utilizzo dell’aereo con le marine militari americane, italiane e australiane, tra le altre, fornisce un quadro operativo comune con cui lavorare.

Per quanto riguarda gli altri velivoli della flotta delle forze aeree britanniche, la Royal Air Force ritirerà gli equipaggiamenti che hanno un’utilità sempre più limitata nell’ambiente operativo digitale e futuro. Ciò includerà la razionalizzazione delle flotte più vecchie per migliorare l’efficienza, con il ritiro dei Typhoon Tranche 1 entro il 2025 e degli Hawk T1 con ulteriori investimenti nell’addestramento sintetico che fornirà piloti più capaci in modo più rapido ed efficiente. La Royal Air Force ritirerà anche il BAe146 come era già stato previsto entro il 2022 e metterà fuori servizio anche la flotta del C-130 Hercules entro il 2023 per dare spazio agli A400M Atlas aumentando la capacità di trasporto operando insieme ai C-17 Globemaster e ai Voyager.

Anche i velivoli E-3D Sentry Awacs verranno ritirati nel 2021, come parte della transizione alla flotta più moderna e più capace di tre E-7A Wedgetail nel 2023. L’E-7A trasformerà la capacità di allarme e controllo aereo del Regno Unito e della NATO. I nove velivoli da pattugliamento marittimo P-8A Poseidon contribuiranno alla protezione dei mari. Inoltre l’introduzione in servizio dei 16 sistemi a pilotaggio remoto a lungo raggio Protector  costituirà la spina dorsale della sorveglianza persistente e multispettrale, con la capacità di colpire e agire con decisione contro i potenziali avversari in tutto il mondo.

Il Royal Army sta ritirando gli elicotteri CH-47 Chinook più anziani e sta investendo, insieme agli Stati Uniti, in nuove varianti di questo velivolo testato dal punto di vista operativo, migliorando capacità, efficienza e interoperabilità. Gli elicotteri d’attacco Apache AH-64 saranno aggiornati a una capacità all’avanguardia entro il 2025 e dovrebbe sostituire la flotta Puma con nuovi elicotteri tra i quali il miglior candidato sembrerebbe essere l’italiano Leonardo Helicopters AW149. Mentre per la Royal Navy confermate le flotte di elicotteri Wildcat e Merlin Mk2 (ASW and Crowsnest)/Mk4.

Caccia di sesta generazione Tempest

Per quanto riguarda il Future Combat Air System britannico, chiamato anche Tempest, secondo il documento giocherà un ruolo vitale nelle capacità strategiche militari per i decenni a venire, consentendo di dare un contributo decisivo alla sicurezza globale, nonché di creare posti di lavoro e diffondere la prosperità in tutto il Regno Unito.

Secondo il documento, la Gran Bretagna ha stanziato 2 miliardi di sterline in finanziamenti per lo sviluppo per Tempest nei prossimi quattro anni, una somma notevole in un momento in cui l’alleanza franco-tedesco-spagnola per costruire un combattente europeo in competizione sembra vacillare.

L’investimento è pianificato per lanciare la prossima fase del programma di acquisizione FCAS per progettare e fornire il concetto Tempest che sfrutterà la base industriale inglese per creare un’impresa con sede nel Regno Unito. Questa impresa completamente digitale trasformerà la consegna dei velivoli, raggiungendo velocità e riducendo i costi e interrompendo gli approcci tradizionali all’approvvigionamento della difesa. Il programma mira alla capacità operativa iniziale dal 2035 in modo che, nel tempo, il sistema possa sostituire i Typhoon quando raggiungeranno la fine della loro vita operativa.

E’ in corso di approfondendo la partnership con l’Italia e la Svezia attraverso una fase internazionale di ideazione e valutazione che inizia quest’anno e si sta esplorando importanti opportunità di cooperazione con il Giappone. Il FCAS/Tempest rimarrà un pilastro chiave dell’approccio globale del Regno Unito poiché rafforzando l’interoperabilità e la cooperazione con gli Stati Uniti e le relazioni con il consorzio Typhoon in Europa e anche in altre nazioni con idee simili. Si tratta di un importante sforzo nazionale e internazionale, che investe nella tecnologia e nelle competenze nazionali in tutto il Regno Unito con la dimostrazione della leadership inglese sulla scena globale.

Integrated Force 2030: Royal Air Force

  • Typhoon
  • F35B Lightning II
  • P-8A Poseidon
  • Voyager
  • C-17 Globemaster
  • A400M Atlas
  • Rivet Joint
  • Shadow
  • Protector
  • E-7A Wedgetail
  • Red Arrows
  • CH-47 Chinook
  • Medium Lift Helicopter
  • RAF Force Protection Wings
  • Future Combat Air System project (including swarming drones) in corso.

Naturalmente questi sono solo degli estratti del documento completo “Defence in a Competitive Age” che può essere letto nella sua interezza a questo link https://www.gov.uk/government/publications/defence-in-a-competitive-age

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Redazione di Aviation Report

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