F-35B inglesi
F-35B inglesi (@ UK MoD Crown Copyright 2020)

Regno Unito: speculazioni su ipotetici tagli alla difesa definiti dal documento Integrated Review che sarà pubblicato il 16 marzo 2021. Gli F-35B vittime sacrificali dei tagli?

Su diversi media britannici sono stati pubblicati molti articoli nel weekend che parlano di ciò che potrebbe o non potrebbe emergere nella Integrated Review of Security, Defence, Development and Foreign Policy, che sarà pubblicata il prossimo 16 marzo 2021 e che delineerà i piani per modernizzare le forze armate, l’intelligence e la diplomazia britanniche. L’opinione generale sembra essere che ci saranno tagli all’orizzonte per le forze armate inglesi, insieme ad alcuni processi di modernizzazione.

Il Regno Unito non è nuovo a tagli inaspettati e forse troppo anticipati dei propri equipaggiamenti, ricordiamo ad esempio la flotta degli Harrier, quella dei Tornado e ultimamente quella dei velivoli Sentinel R1, ma non sappiamo cosa accadrà o non accadrà a partire dalla pubblicazione dell’Integrated Review. Tutto ciò che circola è una fuga di notizie, supposizioni e voci di corridoio, ad oggi una vera e propria speculazione.

È certo che ci saranno modifiche a livelli di equipaggiamento e sembra probabile che alcuni di questi verranno messi fuori servizio, con modifiche strutturali significative alle forze armate. Ma il tutto dovrà essere visto ed analizzato in un’ottica a lungo termine.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’accelerazione su diverse tematiche, inclusi progressi significativi nella cyber sicurezza, nella gestione dello spazio, nella crescita dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti ad essa collegate. Abbiamo assistito a vari cambiamenti nell’ordine globale e di alcune minacce.

Questa tendenza accelererà negli anni a venire, ed emergeranno ancora nuove tecnologie che potrebbero entrare in servizio e cambiare anche radicalmente il modo in cui vengono condotte le operazioni militari. Per far ciò è importante innovare e sviluppare nuove capacità anche liberando risorse da progetti ormai in uso o di generazione precedente. La tecnologia corre a velocità impressionante e spesso ci si ritrova a cambiare progetti ed idee anche già in corso di definizione o di sviluppo.

E in questo discorso può rientrare ad esempio, nel caso specifico del Regno Unito, lo stop alle operazioni del velivolo Sentiner R1, aereo relativamente giovane ma sostituibile nelle missioni e capacità con un drone specializzato o, come avevamo già accennato in un altro articolo, può essere il caso della riduzione dell’investimento sugli F-35B per recuperare risorse importanti da investire sul caccia di sesta generazione Tempest che richiederà importanti investimenti per la ricerca, la progettazione e lo sviluppo di tutte le nuove tecnologie, intelligenza artificiale compresa, che lo caratterizzerà.

Per quanto riguarda i velivoli di quinta generazione F-35B, il Sunday Times britannico riporta di un taglio di ben 90 aerei rispetto al requisito iniziale di 138, giusto due gruppi di volo per equipaggiare le due nuove grandi, forse troppo, portaerei STOVL della classe Queen Elizabeth, la HMS Queen Elizabeth II e la HMS Price of Wales. “Un ordine per altri 90 jet da combattimento F-35 Lightning deve essere annullato a favore del caccia Tempest, costruito nel Lancashire, mentre 24 vecchi caccia Typhoon verranno ritirati anticipatamente. Intere flotte di aeromobili saranno messe fuori servizio man mano che i droni diventeranno sempre più comuni”.

Dal 2015 l’intenzione inglese era quella di acquistare 138 jet F-35 Lightning II per sostenere le operazioni delle due nuove portaerei almeno fino al 2060. Il Regno Unito è un partner di primo livello del programma Joint Strike Fighter e l’apporto, in termini monetari si può quantificare nel 15% di ciascun aereo prodotto dagli stabilimenti di Fort Worth, Cameri e Nagoya. Il Dipartimento della Difesa ha inizialmente ordinato 48 jet nella variante B, ma non si è ancora impegnato ad acquistarne altri e non ha definito ancora se i restanti 90 aerei saranno tutti nella versione B o un mix di A e B. Il mix, se mantenuto l’ordine iniziale di 138 velivoli, porterebbe ad un risparmio di circa 1,3 miliardi di sterline e porterebbe alla difesa inglese anche maggiori benefici di tipo operativi dato che gli F-35A, rispetto ai B, hanno più autonomia e maggior carico bellico.

Tornando alle speculazioni sulla Integrated Review, quindi tagli alla flotta F-35B (90 velivoli in meno), alla flotta Eurofighter Typhoon (24 velivoli in meno), ma anche alla flotta Sentinel R1 e a quella degli Islander aerei che saranno integralmente sostituiti dai droni, alla flotta dei velivoli da trasporto C-130J Hercules (14 velivoli in meno), alla flotta degli E-7 Wedgetail (da 5 a 3 esemplari), alla flotta vip BAe 146, con 30 anni di anzianità, sostituita da velivoli in leasing e alla flotta degli elicotteri da trasporto che sarà ridotta di 45 unità, come riportato dai media il 41% della linea di volo.

C’è da dire però, ad esempio, che sulla flotta vip il Ministero della Difesa inglese aveva già annunciato l’anno scorso il previsto ritiro entro il 2022, quindi non è legato alla Integrated Review. Il Primo Ministro e la casa Reale stanno già utilizzando il velivolo A330 MRTT Voyager “Vespina” con la livrea nazionale britannica.

E’ interessante anche la notizia, fulcro della Integrated Review, che Boris Johnson starebbe costruendo una sala operativa in stile Casa Bianca, dal costo di oltre 9 milioni di sterline, per fare da bunker di comando del governo per le emergenze come attacchi terroristici e pandemie. Da questo centro di comando il Primo Ministro inglese potrà guardare gli attacchi dei droni e gli impegni militari mentre avvengono sugli schermi piatti da parete a parete, proprio come fece Barack Obama quando le forze speciali statunitensi uccisero Osama bin Laden. Il SitCen – Situation Center, che aprirà quest’estate, sorgerà accanto alle sale riunioni Cobra nel seminterrato dell’Ufficio di Gabinetto, dove i ministri si incontrano attualmente in caso di emergenza, a due minuti a piedi da Downing Street.

Non ci resta che attendere il prossimo 16 marzo 2021, data della pubblicazione della Integrated Review, per fare delle analisi su dati certi ed ufficiali, anche se pensiamo non saranno molto diverso da quanto già pubblicato e reso noto dai media britannici.