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Facciamo un quadro generale della situazione degli F-35A dell’US Air Force e del software versione Block 4

L’F-35 è la pietra angolare della flotta da combattimento dell’aeronautica militare statunitense” oggi e nel prossimo futuro, ha affermato il Capo di Stato Maggiore il Generale Charles Brown. Se pensiamo che oggi l’80% dell’inventario dei caccia dell’US Air Force è composto da velivoli progettati negli anni ’60 e ’70 e costruiti principalmente negli anni ’80 del secolo scorso e utilizzati duramente per decenni, sicuramente Brown ha pienamente ragione anche perché l’altra faccia della medaglia dell’inventario è solo un 20% di velivoli costruiti con gli attributi moderni di furtività, consapevolezza della situazione e sistemi di guerra elettronica necessari per avere margini di successo negli attuali o prossimi scenari di battaglia. Ad oggi l’F-35 è l’unico caccia statunitense in produzione con queste capacità.

I leader della US Air Force hanno recentemente ribadito il loro sostegno all’F-35, definendo il caccia di quinta generazione la pietra angolare delle capacità tattiche dell’US Air Force. Le osservazioni hanno avuto lo scopo di chiarire la recente copertura mediatica che erroneamente aveva sostenuto che l’US Air Force aveva ammesso che il programma F-35 aveva fallito nei suoi intenti.

Durante una conferenza stampa del 25 febbraio scorso all’Aerospace Warfare Symposium dell’Air Force Association, il Generale Charles Q. Brown, Jr., Capo di Stato Maggiore della US Air Force, ha smentito questa affermazione, affermando che l’F-35 è la pietra angolare della flotta da combattimento dell’Aeronautica militare americana oggi e in futuro.

Brown ha confermato che il programma dell’US Air Force è di 1.763 F-35A e ha chiarito anche che l’US Air Force non prenderà soldi dal programma F-35 per finanziare il sistema di sesta generazione NGAD – Next Generation Air Dominance. Il 26 febbraio scorso il segretario ad interim dell’US Air Force John Roth ha aggiunto che l’F-35 è l’aereo principale per il prossimo futuro.

Come detto più volte l’F-35 Lightning II, nelle sue tre versioni, è più di un caccia, è un potente moltiplicatore di forza con sensori avanzati e suite di comunicazione che migliorano le capacità delle piattaforme aeree, di superficie e terrestri collegate in rete, condividendo informazioni critiche nelle operazioni nello spazio di battaglia JADo (Joint-All Domain).

Al 1 marzo 2021 Lockheed Martin ha consegnato più di 620 F-35 e la flotta ha superato più di 368.000 ore di volo. Nove nazioni stanno attualmente utilizzando gli F-35 sui propri spazi aerei o della NATO e 10 forze aeree hanno dichiarato la capacità operativa iniziale. Di queste, sei tra cui la US Air Force hanno impiegato l’F-35 in missioni operative abilitando capacità congiunte nel dominio aereo. Ci sono inoltre più di 1.270 piloti e più di 10.150 manutentori abilitati ad operare con il caccia di quinta generazione americano.

Oggi L’F-35 è l’unico caccia in produzione in grado di sopravvivere in ambienti altamente contestati e di affrontare avversari di pari livello. Essendo l’aereo da caccia più letale e connesso al mondo, l’F-35 offre capacità di combattimento senza pari, rafforzando e accrescendo le alleanze globali. Con l’avanzare degli avversari e dell’età dei vecchi velivoli, l’F-35 è fondamentale per mantenere il dominio aereo per i decenni a venire.

Il Tenente Colonnello James Christensen, comandante del 356th Fighter Squadron della US Air Force, ha affermato che l’F-35 consente alla sua unità di proteggere ed aumentare la letalità dell’intero pacchetto aereo con i sensori, le armi e la suite avionica più avanzati al mondo disponibili su qualsiasi velivolo da combattimento, con una maggiore capacità di rilevamento dei nemici e la bassa osservabilità.

Lockheed Martin continua a ridurre il costo dell’F-35 per fornire capacità di quinta generazione allo stesso costo o inferiore agli aerei di quarta generazione. Negli ultimi cinque anni, Lockheed Martin ha ridotto del 40% il costo per ora di volo dell’F-35, abbassando così anche il costo per i clienti dell’F-35 in tutto il mondo. Rispetto al lotto 11 di produzione, oggi un F-35A (lotto 14) costa 78 milioni di dollari (-12.8 %), un F-35B (lotto 14) costa 101 milioni di dollari (-12.3%) e un F-35C (lotto 14) costa 94 milioni di dollari (-13,2%). Per quanto riguarda la produzione a pieno regime, nota anche come Milestone C, però bisognerà attendere la conclusione di tutta una serie di test nell’ambiente di simulazione congiunta, il JSE – Joint Simulation Environment, che emula minacce avanzate, necessario per condurre valutazioni simulate dell’F-35 in una serie di scenari ad alto rischio che non possono essere replicati nei test di volo dal vivo.

La decisione della produzione a pieno ritmo segnerebbe la fine formale della fase di sviluppo iniziale dell’F-35 e spianerebbe la strada al Pentagono per chiedere al Congresso il permesso di acquistare l’F-35 in lotti pluriennali. Questo consentirebbe ulteriori riduzioni di prezzo. I contratti pluriennali sono vietati fino a quando un importante sistema d’arma non è ritenuto maturo.

Nel frattempo anche l’affidabilità dell’F-35 continua a migliorare, con la flotta globale che raggiunge in media tassi di missione superiori al 70% con un feedback positivo dagli utilizzatori e più recentemente proprio dall’aeronautica militare statunitense che ha utilizzato gli F-35 nell’area di responsabilità del Comando Centrale USA, il CENTCOM AOR, per 18 mesi consecutivi. Inoltre ultimamente il 34th Fighter Squadron ha partecipato all’esercitazione Red Flag 2021-1 senza perdere una sola sortita e l’USAF ha mandato gli F-35A a più di 7.500 chilometri dall’Alaska a Guam per l’esercitazione Cope North 2021, passando da -35 a 30 gradi di temperatura, per operare da un aeroporto con poche infrastrutture, austero.

Ad ottobre 2020, per la prima volta i Lockheed Martin F-35 sono stati dotati del nuovo hardware ODIN – Operational Data Integrated Network, un primo passo per sostituire il travagliato sistema di supporto del caccia stealth di quinta generazione. Il sistema ODIN, basato su cloud, sostituirà l’ALIS – Autonomic Logistics Information System dell’F-35 che gestisce la diagnostica, la manutenzione, la catena di approvvigionamento e tracciamento dei pezzi di ricambio, le operazioni di volo e l’addestramento. L’ODIN dovrebbe raggiungere la piena capacità operativa da dicembre del 2022.

L’ALIS nel corso del suo sviluppo ed utilizzo ha incontrato vari problemi e non è riuscito a soddisfare le aspettative. A gennaio 2020, il GAO – US Government Accountability Office aveva dichiarato in un rapporto che il sistema aveva ancora 4.700 carenze da risolvere. Tali problemi includevano dati inesatti o mancanti, difficoltà nell’implementazione del sistema, necessità di più personale del previsto, un processo di risoluzione dei problemi inefficiente, una scarsa esperienza utente, applicazioni immature, una formazione inefficace e falle nel software che lo hanno reso oggetto di attacchi informatici.

Oggi però il vero scoglio che il programma F-35 deve superare è l’aggiornamento del suo software alla versione Block 4 che aggiungerà nuove capacità a livello degli armamenti, dei sistemi informatici e dei sensori. L’attuale scadenza del 2027 per il completamento di questa versione rappresenta già un ritardo di tre anni dalla scadenza iniziale del 2024 che il Dipartimento della Difesa USA aveva stabilito nel 2018. Il GAO – Government Accountability Office ha affermato che i costi dello sviluppo del software Block 4 sono aumentati di 1,9 miliardi di dollari tra il 2019 e il 2020, portando il costo complessivo a circa 14,4 miliardi di dollari.

La più grande sfida potenziale è che questi elementi di modernizzazione del software non raggiungano il caccia così rapidamente come pianificato lasciando troppo margine all’evoluzione delle minacce sia in termini di sistemi radar che di armamenti delle difese aeree dei potenziali avversari. Inoltre sono in sviluppo anche nuovi sensori da applicare ai velivoli che però necessitano del software più moderno per funzionare senza problemi.

A questo si aggiunge naturalmente lo spettro dei costi di retrofit nella misura in cui si continuerà a produrre aeromobili con il software non aggiornato e che poi dovranno essere tutti aggiornati con un costo che dovrà essere sostenuto in seguito e che non è chiaro se rientrerà nel costo totale del programma che dovrebbe costare quasi 2 trilioni di dollari nel corso della sua vita.

Una parte degli F-35 prodotti dal lotto 15 avranno un aggiornamento chiamato Technical Refresh 3 teso a rimpiazzare 22 componenti elettronici e ad integrare il Next-Generation Distributed Aperture System e l’Integrated Core Processor che supporteranno così l’aggiornamento al software Block 4 che inizialmente dovrà essere retrofittato su 457 macchine a partire da quelli prodotti dal lotto 5. Urge quindi un riallineamento urgente di tutto il programma.

Come abbiamo detto l’US Air Force ha pianificato di mettere in servizio 1.763 velivoli entro il 2038 come sostituito degli F-16C/D Fightning Falcon e degli A-10C Warthog con l’assegnazione degli F-35A a 44 gruppi di volo in 31 basi aeree, di cui almeno 20 gruppi di volo attivi per il 2030. I velivoli con il software Block 3I hanno raggiunto la capacità operativa iniziale nel 2016 con la possibilità di impiegare le bombe GBU-31 e -32 JDAM – Joint Direct Attack Ammunitions, le GBU-12 Paveway laser guidate e i missili aria-aria AIM-120C AMRAAM dalle stive interne. Il software Block 3F ha aggiunto la piena capacità operativa nel 2017 con la possibilità di utilizzare anche i missili aria-aria AIM-120C7 e gli AIM-9X, le bombe GBU-39 SDB – Small Diameter Bombs e gli AGM-154 JSOW – Joint Stand-Off Weapons. Il retrofit dei restanti velivoli nelle versioni Block 1B, Block 2B e Block 3I verrà completato quest’anno.

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Redazione di Aviation Report

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