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Aermacchi T-339A: l’iconico addestratore lascia il servizio attivo per il nuovo Leonardo T-345A

@ Aviation Report / Gianluca Vannicelli

Il 12 giugno 2025, presso l’aeroporto militare di Galatina, sede del 61° Stormo e del 10° Reparto Manutenzione Velivoli, si è tenuta una cerimonia storica per l’Aeronautica Militare: il “passaggio di consegne” tra l’Aermacchi T-339A (MB-339A), affettuosamente chiamato “Macchino”, e il nuovo addestratore T-345A.

Questo evento ha segnato la fine di un’era per un velivolo che, per quasi 45 anni, ha rappresentato un pilastro nella formazione dei piloti militari italiani e internazionali, accumulando oltre 340.000 ore di volo. La cerimonia di Galatina ha celebrato il ritiro del T-339A dal servizio di addestramento, segnando l’ingresso in servizio del T-345A, il nuovo addestratore di Leonardo.

L’evento, riservato a piloti, tecnici e manutentori che hanno operato sul “Macchino”, ha visto la partecipazione di figure di spicco come il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale Antonio Conserva, e il Comandante delle Scuole, Generale Silvano Frigerio. Un evento dal forte valore simbolico, il T-339A entrò in servizio infatti nell’ottobre del 1981 proprio a Lecce Galatina presso l’allora Scuola Volo Basico Iniziale Aviogetti, che rappresenta un altro importante passaggio di crescita per il settore dell’addestramento al volo in campo militare, una eccellenza italiana riconosciuta ed apprezzata a livello internazionale.

Il T-345A è un velivolo monomotore turbofan progettato per l’addestramento basico e basico-avanzato per il conseguimento del brevetto di pilota militare, equipaggiato da una moderna avionica e caratterizzato da costi operativi paragonabili a quelli di un addestratore turboelica di elevata potenza.

Grazie alla stretta parentela con il fratello maggiore T-346A, in uso per l’addestramento avanzato presso l’IFTS di Decimomannu, e in linea con gli standard avionici dei più moderni jet da combattimento, l’entrata in servizio del T-345A rappresenta un’ulteriore fase di crescita del sistema di addestramento al volo dell’Aeronautica Militare.

Il T-345A verrà impiegato, presso il 61° Stormo, inizialmente dal 214° Gruppo Volo, durante la fase II “Primary Pilot Training” e in futuro, anche dal 213° Gruppo Volo, durante la fase III “Military Pilot License”, che prosegue con il T-339CD. Sebbene l’Aermacchi T-339A cessi il servizio di addestramento, la variante CD continuerà la sua attività di addestratore e la variante PAN che sarà utilizzata dalle Frecce Tricolori fino all’introduzione dell’M-346 Master, prevista nei prossimi anni.

Il T-339A ha formato tante generazioni di piloti facendo la storia dell’addestramento e dell’Aeronautica Militare”, ha evidenziato il Generale Conserva nel suo intervento.

Emozione e tristezza perché come 339A finisce il suo compito istruzionale ma un saluto addolcito dal fatto che proseguirà la sua missione di addestratore come 339CD, così come continuerà a portare il nostro tricolore nel mondo nella sua versione 339PAN […] Siamo lieti di salutare l’arrivo del suo successore, il migliore addestratore basico e basico-avanzato da qui ai prossimi 40 anni, velivolo dai costi molto contenuti contraddistinto dalla capacità di addestrare i nostri allievi in un ambiente completamente digitale preparandoli, sin dalle prime fasi, ai futuri caccia di 4^, 5^ e 6^ generazione. Un salto qualitativo ulteriore che ci pone quali leader indiscussi nel settore dell’addestramento al pilotaggio in Italia, in Europa e nel mondo. Entro la fine dell’estate i primi frequentatori italiani e di tutte le nazioni che hanno scelto l’Aeronautica Militare per l’addestramento dei loro piloti potranno usufruire di un prodotto di eccellenza che forma una bellissima coppia con il T-346, addestratore avanzato che proprio a Galatina ha vissuto il suo pieno sviluppo.

Presente anche Stefano Bortoli, Managing Director della Divisione Aeronautica di Leonardo, che ha dichiarato che “l’M-345 nasce dalla consolidata esperienza di Leonardo nel settore degli addestratori militari, frutto del successo di velivoli come il SIAI-Marchetti SF-260, l’Aermacchi MB-326 e l’Aermacchi MB-339. Quest’ultimo, in particolare è da 45 anni in servizio addestrando piloti militari italiani e stranieri e colorando i cieli di tutto il mondo con il tricolore della Pattuglia Acrobatica Nazionale, che molto presto adotterà come nuovo velivolo l’M-346 di Leonardo. Grazie all’introduzione dell’M-345 e alla sua integrazione nel sillabo addestrativo della Forza Armata, che già comprende l’M-346 per le fasi di formazione successive, l’Aeronautica Militare potrà vantare il sistema di addestramento militare ad ala fissa più moderno in Europa”.

La cerimonia è stata aperta dal discorso di benvenuto del Comandante del 61° Stormo, Colonnello Gianfranco Liccardo. La giornata ha incluso anche il tradizionale e suggestivo “passaggio di consegne” in volo, durante il quale un velivolo T-339A, leader di una formazione mista insieme a tre velivoli T-345, si è separato dal gruppo puntando verso l’alto a simboleggiare la fine della sua missione ed il passaggio di testimone con il nuovo velivolo.

Durante la cerimonia il Comandante delle Scuole/3^ Regione Aerea, Generale di Squadra Aerea Silvano Frigerio, ha donato al Comandante del 61° Stormo un ricordo della giornata, una stick di T-339A su base in pietra leccese. Inoltre, un videomessaggio del primo collaudatore, Generale Franco Bonazzi, pilota che effettuò il volo del primo prototipo sulla base di Galatina nel lontano 12 agosto 1976, ha reso omaggio al velivolo sottolineandone l’importanza per generazioni di piloti.

Una mostra statica con esemplari in livrea “special color”, una galleria fotografica e aree espositive dedicate alla storia del T-339, hanno raccontato questi 45 anni di attività, con oltre 400.000 ore di volo dedicate alla formazione di migliaia di piloti militari italiani e stranieri.

Il leggendario “Macchino” – come è comunemente conosciuto l’MB-339A tra appassionati ed addetti ai lavori, celebre nel mondo nella sua versione “PAN” ancora utilizzato dalle Frecce Tricolori – conclude così la sua lunga carriera di addestratore presso la scuola salentina. A partire da luglio 2025, infatti, sarà il T-345A di Leonardo a raccogliere questa eredità, un ulteriore tassello nel processo di ammodernamento della filiera di formazione ed addestramento dei piloti militari che non solo rafforza la leadership italiana in termini di tecnologie e competenze in questo settore strategico per la Difesa e per l’industria aerospaziale italiana, ma consolida anche il ruolo del 61° Stormo di Galatina come centro di eccellenza mondiale nel campo del military flight training.

Origini e Sviluppo dell’Aermacchi T-339A

L’Aermacchi T-339A (MB-339A) è un aviogetto monomotore biposto progettato e prodotto dall’azienda italiana Aermacchi (oggi parte di Leonardo S.p.A.) a partire dagli anni ’70 che, grazie ad una costante attività di manutenzione, di aggiornamenti sistemici e all’impegno di migliaia di tecnici e specialisti dell’Aeronautica Militare, ha dimostrato una straordinaria longevità operativa distinguendosi da subito per la sua affidabilità, robustezza e versatilità e ricoprendo un ruolo fondamentale nella formazione dei piloti militari.

Sviluppato come successore del celebre MB-326, l’MB-339 fu concepito per rispondere a un requisito dell’Aeronautica Militare che cercava un nuovo addestratore avanzato per sostituire sia l’MB-326 sia il Fiat G-91T. Il progetto, guidato dall’ingegnere Ermanno Bazzocchi, uno dei più grandi progettisti aeronautici italiani, mirava a creare un velivolo versatile, affidabile e con costi operativi contenuti, mantenendo però elevate prestazioni per l’addestramento e, potenzialmente, per missioni di supporto tattico leggero.

Il primo prototipo, denominato MB-339X, effettuò il suo volo inaugurale il 12 agosto 1976, ai comandi del collaudatore Franco Bonazzi, dall’aeroporto di Venegono Superiore. Dopo una serie di test, le consegne all’Aeronautica Militare iniziarono nel 1979, con il primo lotto di 15 esemplari su un totale previsto di circa 100. Il MB-339A si distinse subito per la sua semplicità costruttiva, robustezza e capacità di coprire l’intero iter addestrativo dei piloti, dalla fase basica a quella avanzata.

L’Aermacchi T-339A è un velivolo monomotore biposto a getto, progettato per l’addestramento avanzato e il supporto tattico leggero. Le sue caratteristiche principali includono:

  • Dimensioni: lunghezza di 10,97 m, apertura alare di 10,85 m e altezza di 3,96 m.
  • Motore: equipaggiato con un turboreattore Rolls-Royce Viper 632-43, capace di generare una spinta di circa 4.000 lbf (17,79 kN). Questo motore, derivato dal predecessore MB-326, garantiva una velocità massima di circa 900 km/h (Mach 0,82) e un’autonomia di 1.700 km e 3.000 km con serbatoi supplementari.
  • Configurazione: ala bassa rettilinea con prese d’aria alla radice, seggiolini in tandem con il posto posteriore rialzato per migliorare la visibilità dell’istruttore, e un carrello robusto con pneumatici a bassa pressione, adatto a piste semipreparate.
  • Avionica: la versione originale MB-339A era dotata di un’avionica analogica avanzata per l’epoca, con strumenti di navigazione e comunicazione migliorati rispetto al MB-326. La successiva versione MB-339CD (Completamente Digitale) introdusse un cockpit con display multifunzione e avionica moderna, rendendo il velivolo più simile ai caccia di ultima generazione come il Tornado e l’Eurofighter Typhoon
  • Armamento: sei piloni subalari per un carico massimo di 2.040 kg, che potevano ospitare missili aria-aria AIM-9L Sidewinder, pod per mitragliatrici da 12,7 mm, cannoni da 30 mm, bombe, razziere o serbatoi ausiliari.
  • Seggiolini eiettabili: dotato di seggiolini Martin Baker MK IT-10LK, completamente automatici, che garantivano l’espulsione sicura attraverso il tettuccio spesso 8 mm.

La configurazione a posti scalati, con il seggiolino dell’istruttore rialzato, era particolarmente apprezzata per l’addestramento, poiché consentiva una visibilità ottimale durante le esercitazioni, incluse quelle armate. L’MB-339 è stato prodotto in diverse versioni per adattarsi a esigenze operative e clienti diversi:

  • T/MB-339A: La versione originale per l’Aeronautica Militare, utilizzata principalmente per l’addestramento basico e avanzato al 61° Stormo di Galatina.
  • MB-339PAN: Variante specifica per la Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) “Frecce Tricolori”, introdotta nel 1982. Equipaggiata con un impianto fumogeno per le acrobazie (colori verde, bianco e rosso) e priva di serbatoi alle estremità alari per migliorare la manovrabilità. È l’unico jet al mondo capace di eseguire la figura acrobatica “Lomcovák”.
  • MB-339CD: Versione aggiornata con avionica digitale, display multifunzione e capacità di simulare scenari operativi complessi, utilizzata per preparare i piloti a velivoli moderni come il Tornado e l’Eurofighter.
  • MB-339K Veltro II: Variante monoposto per attacco al suolo, equipaggiata con due cannoni DEFA M552 da 30 mm. Ne fu costruito un solo prototipo.
  • MB-339NAT: Versione derivata dall’MB-339A, modificata per la pattuglia acrobatica degli Emirati Arabi Uniti “Al Fursan” dal 2010.
  • Altre versioni esportate e prodotte per nazioni come Argentina, Malesia, Nigeria, Perù, Nuova Zelanda, Eritrea, Ghana e Dubai, con varianti specifiche come MB-339AM, MB-339AF, MB-339AC e MB-339CB.

Impiego Operativo dell’Aermacchi T-339A

L’MB-339A è stato un pilastro dell’addestramento dei piloti dell’Aeronautica Militare, utilizzato principalmente dal 61° Stormo di Galatina per la fase II (Primary Pilot Training) e, nella versione CD, per la fase III (Military Pilot License). La sua versatilità ha permesso di formare generazioni di piloti destinati a operare su velivoli da combattimento come il Tornado, l’AMX e l’Eurofighter.

Oltre all’addestramento, l’MB-339 ha dimostrato capacità operative in ruoli di supporto tattico leggero. Durante la Guerra delle Falkland (1982), la Marina Argentina impiegò 10 MB-339A con la 1ª Escuadrilla Aeronaval de Ataque, operando da Port Stanley e altre basi. Un episodio significativo avvenne il 21 maggio 1982, quando un MB-339A, pilotato dal tenente Guillermo Owen Crippa, attaccò la fregata HMS Argonaut, diventando il primo velivolo a colpire le forze anfibie britanniche durante il conflitto. Tuttavia, cinque velivoli furono distrutti o catturati.

L’Aeronautica Eritrea ha utilizzato l’MB-339 in ruoli multipli, da addestratore a caccia-bombardiere, durante il conflitto con l’Etiopia e contro gruppi di ribelli. Altre nazioni, come Malesia, Nigeria e Nuova Zelanda, hanno sfruttato il velivolo per missioni di addestramento e attacco leggero.

Le Frecce Tricolori e l’MB-339PAN

Uno degli aspetti più celebri del MB-339 è il suo utilizzo da parte della Pattuglia Acrobatica Nazionale “Frecce Tricolori”, che dal 1982 lo impiega come velivolo ufficiale, sostituendo il Fiat G-91PAN. La variante MB-339PAN, con i suoi impianti fumogeni e la livrea tricolore, è diventata un simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo. La pattuglia, composta da 10 velivoli (9 in formazione e 1 solista), è considerata la migliore al mondo grazie alla straordinaria manovrabilità del velivolo e alla precisione dei piloti.

Nonostante l’ala dritta, meno permissiva rispetto all’ala a freccia del G-91, l’MB-339PAN ha contribuito a elevare il livello tecnico delle esibizioni, rendendo le acrobazie delle Frecce Tricolori un “marchio di fabbrica” riconosciuto globalmente. Recentemente, la flotta MB-339PAN è stata sottoposta a un aggiornamento Mid-Life Update (MLU), con miglioramenti ai sistemi di navigazione e GPS, per estenderne la vita operativa.

Eredità e impatto

Con oltre 230 esemplari costruiti e utilizzati da nove nazioni, l’MB-339 ha rappresentato un successo industriale per l’Italia, consolidando la reputazione di Aermacchi come leader nella produzione di addestratori. Il velivolo ha formato migliaia di piloti in tutto il mondo e ha contribuito allo sviluppo di competenze tecniche in paesi come Brasile, Sud Africa e Australia, dove fu prodotto su licenza.

Nonostante la concorrenza di velivoli come l’Hawk britannico e l’Alpha Jet franco-tedesco, l’Aermacchi T-339A si è distinto per la sua affidabilità e versatilità. Tuttavia, con l’evoluzione delle tecnologie aeronautiche, il velivolo ha iniziato a mostrare i segni dell’età, portando alla sua graduale sostituzione con modelli come l’M-345 e l’M-346.

L’MB-339A, il “Macchino”, è molto più di un semplice aereo: è un simbolo dell’eccellenza italiana nell’aviazione militare. Dalla sua entrata in servizio nel 1979, ha plasmato generazioni di piloti, rappresentato l’Italia nelle acrobazie delle Frecce Tricolori e dimostrato la sua versatilità in scenari operativi reali. La cerimonia di farewell del 12 giugno 2025 non è solo un addio, ma un tributo a un velivolo che ha scritto una pagina gloriosa nella storia dell’Aeronautica Militare. Con il T-345A pronto a raccogliere il suo testimone, l’eredità del MB-339 continuerà a ispirare il futuro dell’aviazione italiana.

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Testo e immagini: Gianluca Vannicelli

Gianluca Vannicelli: Direttore Responsabile di Aviation-Report.com e fotografo professionista, ho volato con diversi aeromobili quali: HH-139, HH-101A, C27J, KC-767A, C-130J, U-208, HH-212, SF260EA (Aeronautica Militare); CH-47F, NH-90, AB-412 (Esercito AVES), NH-500, AW139, AW169, MH-169A, P-72B (Guardia di Finanza), NH-500 (Carabinieri), C27J (Aeronautica Lituana) e C27J (Aeronautica Rumena) Editor-in-Chief of Aviation-Report.com and a professional photographer, I have flown several aircraft such as: HH-139A, HH-101A, C27J, KC-767A, C-130J (Air Force); CH-47F, NH-90, AB-412 (Army AVES), NH-500, AW139, AW169, P-72B, MH-169A (Guardia di Finanza), NH-500 (Carabinieri), C27J (Lithuanian Air Force) and C27J (Romanian Air Force)

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