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Gli USA approvano la vendita di razzi APKWS all’Italia

© Sgt Tim Hammond / UK MOD © Crown copyright 2026

Il Dipartimento di Stato americano ha approvato una possibile Foreign Military Sale (FMS) all’Italia relativa alla variante air-to-air dell’Advanced Precision Kill Weapon System-II (APKWS-II). La notifica ufficiale della possibile vendita di razzi APKWS all’Italia, pubblicata il 21 agosto 2026, riguarda 5.031 sezioni di guida WGU-59B/B e un pacchetto di equipaggiamenti correlati, per un valore stimato di 364 milioni di dollari, pari a circa 312 milioni di euro.

Questa autorizzazione rappresenta un passaggio preliminare nel processo FMS. Non costituisce ancora un contratto firmato, ma apre la strada alle successive negoziazioni tra i governi e il contractor. Il principale contraente indicato è BAE Systems. Al momento non risultano accordi di compensazione industriale (offset) collegati all’operazione.

Il pacchetto include, oltre alle sezioni di guida, lanciatori LAU-131 A/A, testate ad alto esplosivo Mk-152, motori a razzo MK66, spolette di prossimità, testate da addestramento WTU-1/B, motori inerti MK66, attrezzature di supporto, documentazione tecnica, trasporto e servizi di assistenza ingegneristica, tecnica e logistica forniti dal governo americano e dal contractor. L’Italia, secondo la valutazione americana, non avrà difficoltà ad assorbire questi sistemi nelle proprie forze armate.

Cos’è l’APKWS air-to-air e perché interessa l’Italia

L’APKWS-II trasforma i razzi non guidati Hydra 70 da 70 mm in munizioni a guida laser di precisione. Una sezione di guida, inserita tra la testata e il motore a razzo, aggiunge quattro alette pieghevoli con sensori laser a ampio campo di vista. Questo permette di ingaggiare bersagli fissi o in movimento con elevata accuratezza e a costi contenuti.

La variante air-to-air, specificamente richiesta dall’Italia, adatta il sistema al contrasto di minacce aeree, in particolare i droni. Contro bersagli lenti e a basso costo, un’APKWS completo costa poche decine di migliaia di dollari, a fronte di oltre un milione per un AIM-120 AMRAAM o circa 420.000 dollari per un AIM-9X. Un singolo hardpoint può ospitare un pod da sette razzi invece di un solo missile, aumentando la profondità di fuoco contro attacchi a sciame.

La Royal Air Force ha già integrato e impiegato operativamente l’APKWS-II sui Typhoon nel Medio Oriente nel 2026, dopo prove rapide. L’Italia e il Regno Unito collaborano sull’interoperabilità della flotta Eurofighter, comprese prove di integrazione di armamenti come le Paveway IV. L’eventuale adozione sui caccia F-2000 italiani potrebbe beneficiare di queste esperienze comuni.

Il comunicato americano non specifica la forza armata destinataria né la piattaforma. Tuttavia, la menzione esplicita della variante air-to-air e il contesto operativo puntano verso un impiego prioritario in missioni di Counter Unmanned Aerial Systems (C-UAS) sui Typhoon dell’Aeronautica Militare. Attualmente i Typhoon italiani utilizzano AIM-120, Meteor, IRIS-T e il cannone da 27 mm per il contrasto ai droni, come dimostrato di recente durante una missione NATO di Baltic Air Policing in Lettonia.

L’APKWS air-to-air rafforza il contributo italiano alla NATO

Il Dipartimento di Stato sottolinea che la vendita migliora la capacità italiana di affrontare minacce attuali e future, rafforzando la difesa del territorio nazionale e fungendo da deterrente regionale. Il sistema proteggerà l’Italia e le forze terrestri alleate, migliorando in modo significativo il contributo di Roma alla difesa aerea e missilistica integrata della NATO.

L’operazione sostiene gli obiettivi di politica estera e sicurezza nazionale degli Stati Uniti, consolidando un alleato NATO stabile in Europa. Non altera gli equilibri militari regionali e non produce effetti negativi sulla prontezza operativa americana. Non richiede l’assegnazione di personale aggiuntivo USA in Italia.

In un contesto caratterizzato da attacchi di droni a basso costo, come quelli osservati in Ucraina, contro Israele o nel Mar Rosso, l’APKWS offre una risposta economicamente sostenibile. Un singolo hardpoint che porta sette razzi guidati moltiplica le possibilità di intercettazione senza esaurire rapidamente le scorte di missili costosi.

© Aviation Report / Gianluca Vannicelli

Vendita di razzi APKWS all’Italia

Quanto tempo impiegherà l’Italia a finalizzare l’acquisto dell’APKWS? Il processo FMS prevede ulteriori fasi di negoziazione tecnica, finanziaria e contrattuale dopo l’approvazione del Congresso. I tempi dipendono dalle priorità nazionali e dalla capacità produttiva di BAE Systems, ma l’Italia ha già dimostrato di assorbire rapidamente sistemi simili.

Quali piattaforme italiane potrebbero impiegare l’APKWS air-to-air? Il documento ufficiale non lo indica. L’esperienza britannica sui Typhoon e la collaborazione bilaterale su queste piattaforme rendono i caccia F-2000 i candidati più plausibili, anche se non si escludono altri velivoli o sistemi a terra.

L’APKWS air-to-air richiede modifiche ai caccia? BAE Systems afferma che non sono necessarie modifiche sostanziali al razzo, alla piattaforma o al sistema di controllo del fuoco. Serve principalmente un lanciatore LAU-131 A/A più lungo rispetto alla versione standard.

Questa autorizzazione conferma l’attenzione italiana verso soluzioni a basso costo e ad alta densità di fuoco per la difesa aerea. Una volta finalizzata la vendita di razzi APKWS all’Italia, la fornitura di oltre 5.000 sezioni di guida amplierà le opzioni operative dell’Italia all’interno del quadro NATO, mantenendo un rapporto costo-efficacia particolarmente favorevole contro le minacce emergenti dei sistemi aerei senza pilota.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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