La quarta tappa del nostro “tour” sulle Scuole di Volo AM, vede come protagonista il 61° Stormo stanziato sulla base di Lecce-Galatina. Lo storico aeroporto, attraversando tutte le fasi della nascita ed evoluzione dell’Arma Aerea in Italia, oggi ospita un reparto fiore all’occhiello dell’Aeronautica Militare che fa dell’addestramento integrato il proprio leit motiv, e grazie anche all’innovativa “International Flight Training School” si propone come indiscussa eccellenza per unicità dell’offerta formativa professionale ad alta tecnologia. Anche il nuovo stemma adottato dal reparto, già della Scuola Caccia di Castiglione del Lago negli anni d’oro, raffigurante un’aquila che abbraccia l’arco di Diana Cacciatrice rappresenta la continuità storica che meglio identifica la “nuova” missione affidata alla Scuola salentina.

Da campo di fortuna all’IFTS

La storia dell’Aeroporto Militare di Galatina-Lecce ha inizio ben ottantotto anni fa allorquando con decreto dell’allora Ministro Italo Balbo, il 31 Marzo 1931 venne inaugurato il “Regio Campo di Fortuna” intitolato alla memoria del Cap. Pilota Antonio Ramirez. Nel 1936 fu elevato al rango di  “Regio Aeroporto di Seconda Classe” e due anni dopo fu intitolato alla M.O.V.M. Ten. Pilota F. Cesari nato a Galatina, divenendo durante la prima fase del secondo conflitto mondiale, base strategica e trampolino di lancio per le operazioni nei Balcani e nel Mediterraneo. A seguito dei fatti dell’8 Settembre 1943 divenne sede dei reparti della Regia Aeronautica Cobelligerante con l’alternarsi di molte unità Italiane ed Anglo-Americane, rischierate in attesa di essere dislocate sul territorio della penisola già liberato… durante queste fasi del conflitto vennero costituiti due grandi raggruppamenti operativi con le nuove coccarde tricolori.

Il Raggruppamento Bombardamento e Trasporti impiegato in compiti logistici e Il Raggruppamento Caccia a cui vennero assegnati compiti di scorta aerea, ricognizione ed appoggio tattico. Si trattava di unità che vertevano su velivoli scampati al macello della guerra, spesso recuperati grazie al prodigioso lavoro degli specialisti che riuscivano da tre o quattro rottami a mettere insieme un velivolo, o da macchine “elargite” dagli alleati ma anch’esse ormai logore e provate da anni di impiego operativo.

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L’attuale unità invece trae le sue origini direttamente dal reparto costituito l’1 Novembre 1945 in seno all’allora Regia Aeronautica, con compiti “istruzionali e di formazione” per i piloti militari, che svolgeva le attività didattiche sia teoriche che di volo, sulle basi di Gioia del Colle, Brindisi-Casale e Lecce-Galatina con una flotta velivoli tra i più disparati che formavano una linea volo davvero molto eterogenea; si andava infatti dai Macchi 200, ai Macchi 202 e FIAT CR42, Caproni 100, Caproni Ca134… insomma una sorta di Armata Brancaleone che però ebbe il merito di continuare la tradizione aviatoria militare in un periodo molto difficile per la nostra nazione.

 Le tre sedi “scolastiche” erano a loro volta così strutturate organicamente:

Gioia del Colle
1° Gruppo Volo – composto dalla 1^ e 2^ sq. svolgeva il 1° periodo istruzionale per il conseguimento del B.P.A. (30 ore volo). Il reparto in precedenza era schierato a Lecce-Galatina poi trasferito a Gioia del Colle nel 1946

Brindisi-Casale
2° Gruppo Volo – composto dalla  3^ sq. svolgeva il 2° periodo istruzionale (50 ore volo)

Lecce-Galatina
3° Gruppo Volo – composto dalla  4^ sq. inizialmente su svolgeva il 3° periodo istruzionale  per il conseguimento del B.P.M. (60 ore volo)

Per dovere di cronaca riportiamo anche il 4° gruppo (7^ e 8^ squadriglia)  che fungeva da Scuola Addestramento al Bombardamento.

Il 18 Giugno 1946 venne sciolta la Regia Aeronautica e costituita l’Aeronautica Militare, il 1° Settembre successivo il reparto assunse la denominazione di “Scuola di Volo delle Puglie” e dal 1° Novembre 1948 passò alle dipendenze dell’Ispettorato delle Scuole A.M. con sede presso l’Aeroporto di Guidonia-Montecelio (Roma). Le Scuole Volo delle Puglie, con l’insegna raffigurante l’arco teso della Caccia ed un Pinguino, erano strutturate al pari di uno Stormo con tre Gruppi di Volo a cui era assegnato lo svolgimento dell’iter addestrativo degli allievi Piloti Ufficiali e Sottufficiali. Le macchine utilizzate erano FIAT G.50 biposto, FIAT CR42 trasformati in biposto, FIAT G.55A e Macchi 202/205, IMAM RO41 e Caproni Ca164 tutti ex Regia Aeronautica in livrea alluminata e coccarde tricolori.

Negli anni ’50 senza  strepidio di fanfare ma con la solidarietà del Patto Atlantico e il sostanzioso contributo del programma  MDAP (Mutual Defende Aid Program) messo a punto dagli USA per i paesi “amici” la nostra Aeronautica Militare risorge.

In quegli anni giungono alla Scuola di Lecce i primi Stinson L.5, che negli anni successivi vengono rimpiazzati dai bimotori Beechcraft C.45 “Bici”, N.A. T6 “Texan” ed F-51 “Mustang”,   negli anni affiancati dai prodotti nazionali  Piaggio P.149, Macchi 416 “democristiano” ,FIAT G46 e G55/59 biposto e monoposto che sfoggiano i nuovi codici ottici “S3” seguiti dal numero di carrozzella. Il 28 Marzo 1954, viene concessa la Bandiera d’Istituto, con D.P.R. nº 181 del 2 Marzo 1954, mentre dal 1° maggio 1955 la base aerea di Galatina assunse la denominazione di  “Scuola Volo 2° e 3° Periodo”

Il 1° Novembre 1957 il reparto venne rinominato “Scuola Volo Periodo Basico” e, dal 25 Ottobre 1960 assunta la denominazione di Scuola Volo Periodo Basico Iniziale” all’unità venne affidato il compito precedentemente svolto dalla Scuola di Alghero. Il 15 Gennaio 1962, con la progressiva dismissione dei velivoli ad elica e l’assegnazione al 214°gruppo volo del nuovo velivolo a getto Macchi MB326 per l’addestramento secondo la nuova dottrina “Jet ab initio”,il reparto leccese assunse la denominazione di “Scuola Volo Basico Iniziale Aviogetti” (S.V.B.I.A.) e sono proprio di questi anni gli ultimi due corsi Allievi Sottufficiali Piloti (ASUP) utilizzando ancora gli ultimi velivoli con motore a pistoni “Texan”.

L’alba degli anni ’80 vede ancora cambiamenti in seno alla Scuola leccese, infatti dopo un ventennio di attività addestrativa e  oltre 400.000 ore di volo con il Macchi MB326, inizia la conversione sul nuovo assetto Macchi MB339-A, poi affiancati dalla versione CD, attualmente in dotazione nella sua versione aggiornata T339A-MLU. Altro nuovo compito assegnato in quegli anni alla S.V.B.I.A. fu quello di qualificare gli Istruttori di Volo a seguito della chiusura della Scuola Centrale Istruttori Volo di Grottaglie (S.C.I.V.).

Nel 1986 le mutata esigenze operative portarono la S.V.B.I.A. ad avere una struttura organica con tre reparti volo e quindi avvenne una nuova trasformazione del reparto in 61^ Brigata Aerea, mentre è nel 1995 che la 61^ Brigata Aerea assume l’attuale denominazione di 61° Stormo. Nell’Agosto del 1997 lo Stormo inizia la conversione sulla nuova versione del T339-A denominata FT339-C. Il 30 Settembre 2003 lo Stormo viene intitolato alla memoria del S.Ten. Pilota Carlo Negri.

Lo Stormo Oggi

Posto alle dipendenze del CSAM/ 3^ Regione Aerea di Bari, il 61° Stormo grazie al nuovo syllabus addestrativo basato sull’IPTS (Integrated Pilot Training System) 2020 messo a punto dall’Aeronautica Militare per preparare i piloti militari ad operare sui velivoli di nuova generazione, si può considerare una vera e propria accademia del volo a 360°; dotato di aule didattiche modernissime e multifunzionali, postazioni per la pianificazione delle missioni e de-briefing , di aule simulatori, il reparto salentino è stato “rimodulato” per attuare  il nuovo percorso fomativo –addestrativo tendente ad anticipare le attività di volo in passato previste presso gli  O.C.U. dei reparti operativi. Ciò ovviamente è stato pensato per tenere bassi i costi operativi e alto il livello di training grazie all’uso di differenti sistemi di simulazione. Gli assetti attualmente in carico al reparto sono; T339A-MLU (Mid Life Upgrade), FT339-C, T346-A.

L’attuale struttura organica della Scuola di Lecce-Galatina, è quella classica di uno Stormo della nostra Aeronautica Militare e oltre ai Gruppi Volo, prevede anche un Centro Addestramento Equipaggi (CAE) , un Reparto Logistica, il 961° Gruppo Efficienza Aeromobili (GEA), l’Infermeria di Corpo, il Gruppo Protezione delle Forze, un Servizio Amministrativo e gli organi di Staff.

I gruppi volo

  •  214° Gruppo Volo: Gestisce la fase II-  Primary Pilot Training
  •  213° Gruppo Volo: Gestisce la fase III Fighter Track ed RPA TrackSpecialized Pilot Training
  •  212° Gruppo Volo: Gestisce la fase IV – LIFT Lead In to Fighter Training

Addestramento dei piloti
“Fight as you train and train as you fight “ è lo  slogan che rappresenta e sintetizza  l’approccio all’addestramento avanzato della Scuola leccese, la missione assegnata allo Stormo viene così ripartita ed espletata:

Fase II – Addestramento Basico (Primary Pilot training)
Dopo aver espletato la Fase I e conseguito il B.P.A. (Brevetto Pilota Aeroplano) al 70° Stormo di Latina, gli allievi giunti a Galatina vengono assegnati al 214° gruppo volo per iniziare il Primary Pilot Training, sul T339-A, comune a tutti i piloti e finalizzato alla individuazione delle linee su cui voleranno: Fighters, pilotaggio remoto RPA, Ala Rotante e Trasporto.

Dopo una prima parte della durata di circa 5 settimane di “ground school” che si svolge presso il Centro Addestramento Equipaggi gli allievi svolgono due settimane di attività al simulatore per familiarizzare con il velivolo su cui voleranno. Esitata questa fase si va a bordo dei T339-A iniziando la prima delle 12 missioni durante le quali l’istruttore pilota insegna i principi basici del volo, nozioni sul volo acrobatico e soprattutto addestra alle diverse modalità e tipologie d’atterraggio.

L’allievo è così pronto per la “solista”, il primo volo senza istruttore. La Fase II prosegue con un mix di simulatori e missioni reali in VFR (Visual Flight Rules), IFR (Instrumental Flight Rules), in formazione, volo notturno e bassa quota e per ogni forma di volo sono previsti esami valutativi. A fine corso l’allievo avrà effettuato circa 45 ore al simulatore e una novantina di ore di volo reale. In questa fase il ruolo svolto dai piloti istruttori del 214° è fondamentale ed estremamente delicato, poiché a loro è affidato il compito di riconoscere le capacità e le potenzialità dell’allievo e decidere la “linea” futura cui indirizzarlo.

Solo i piloti destinati alla linea aerotattica e alla linea “pilotaggio remoto” rimarranno a Lecce per proseguire il percorso formativo mentre quelli destinati alle altre linee operative verranno avviati nelle sedi opportune per essere qualificati piloti militari. Il 214° Gruppo Volo provvede anche alla formazione degli istruttori di volo per la Fase II e la Fase III con un  corso denominato Pilot Instructor Training (PIT).

Fase III – Addestramento Avanzato “Fighter Track” ed “RPA Track” – (Specialized Pilot Training)
In buona sostanza il 213° Gruppo funge da “trait d’union” nel percorso addestrativo tra i due gruppi (214° e 212°) con il compito di far conseguire ai giovani allievi selezionati per le linee da combattimento il Brevetto di Pilota Militare mediante l’utilizzo dell’assetto FT339-C. Lo Specialized Pilot Training per entrambe le tipologie, Fighter Track ed RPA Track, prevede una iniziale “ground school” di diverse settimane presso il Centro Addestramento Equipaggi.

Per la Fase III Fighter Track ogni allievo svolgerà un’attività di volo molto intensa, sia reale che a bordo di simulatori; su questi ultimi verranno effettuate in totale circa 40 ore, grazie alle quali gli allievi possono affinare il training al volo strumentale e alla navigazione sperimentando e imparando a fronteggiare “live” situazioni anomale e di emergenza che si potrebbero verificare durante una missione reale.

Sui velivoli FT339-C invece gli allievi voleranno, poco meno di 100 ore, in missioni VFR (Visual Flight Rules) , voli IFR (Instrumental Flight Rules) – utilizzando tutte le radio assistenze come il TACAN (Tactical Air Navigation), il VOR (Very High Frequency Omnidirectional Radio Range), l’ILS (Instrumental Landing System), il GPS (Global Positioning System) – voli notturni, in formazione basica, acrobatica, avanzata e tattica, navigazione ad alta  media e bassa quota, cross-country e sono anche previste missioni di poligono, finalizzate a preparare i frequentatori a quella che sarà la loro attività futura. Superato l’ultimo esame che consiste in una bassa quota tattica “out & back”  fuori sede, gli allievi ottengono  l’agognato B.P.M. e sono pronti per affrontare la fase successiva di training presso il 212° Gruppo Volo.

La Fase III RPA invece è più incentrata sull’acrobazia e sul volo strumentale e sostanzialmente ricalca il programma di Fase II ma in forma ridotta, infatti il relativo syllabus prevede un totale di circa 30 ore al simulatore e poco meno di 70 ore in volo reale.

Fase IV – Addestramento Pre-Operativo (LIFT)
Il corso LITF (Lead-In Fighter Training) viene svolto al 212° gruppo volo… il termine LIFT indica l’addestramento pre-operativo dei neo piloti militari ed è indispensabile per assicurare il necessario livello capacitivo del pilota prima dell’avvio alle OCU (Operational Conversion Unit) presso le linee dedicate alla Difesa Aerea, al Supporto Tattico, alla Ricognizione e alla Difesa Avanzata.

Il corso LIFT dura circa 8 mesi, e 149 eventi, di cui la metà effettuata sugli avanzatissimi simulatori che fanno parte dell’ITS (Integrated Training System), il complesso sistema integrato di addestramento legato al velivolo T 346-A; è suddiviso in due parti di cui la prima esclusivamente teorica denominata “Ground School”. Ultimata la prima parte si passa ai corsi volo, suddivisi in missioni a difficoltà crescente e sviluppati per il 50% in missioni reali e 50% in missioni ai simulatori.

Nelle missioni in volo reale viene il utilizzato il nuovo assetto T346-A e il frequentatore viene addestrato in missioni air-to-air, e dopo le prime missioni di transizione alla nuova macchina, si passa al volo in formazione avanzata o tattica, BFM offensive/difensive e ACM 2 vs1. La fase air-to-ground comprende missioni al simulatore e in volo reale ripartite in low-level, navigation e attack, le ultime svolte in Sardegna sul Poligono di Decimomannu. Proprio sul poligono sardo il nuovo assetto T346-A dà il meglio di sé, permettendo di operare un numero nettamente più elevato e diversificato di missioni addestrative rispetto i trainer di vecchia generazione; infatti è possibile effettuare attività simulata radar in volo reale, e simulare l’impiego di missili attivi, munizionamento sia a guida laser che GPS, con tutte le capacità operative legate all’utilizzo di “data link” e “targeting pod”, e non per ultimo unico nel suo genere, consente la simulazione in volo reale di comportamenti e reazioni dei differenti assetti in dotazione ai reparti operativi dell’Aeronautica Militare. Inoltre in termini di sicurezza i comandi di volo vocali e fly by wire permettono di sfruttare tutto l’inviluppo aerodinamico del velivolo.

Al termine del corso i piloti militari completeranno la loro formazione presso i reparti OCU di destinazione. Al riguardo da evidenziare che, sin dall’introduzione in linea del T-346-A, proprio in considerazione delle potenzialità espresse dal nuovo trainer, è stata avviata una fase di collaborazione tra il 212° Gruppo e i Gruppi OCU dei Reparti operativi, mirata a standardizzare i sillabi addestrativi e a cercare di individuare l’“entry level” richiesto da ciascuna OCU, adattando l’addestramento alle esigenze degli Stormi che impiegano piloti fighters.

Il 212° Gruppo espleta anche l’addestramento pre-operativo dei navigatori idonei alla linea aerotattica ed il corso di addestramento per i futuri piloti istruttori (Lift Instructor Pilot).

La Manutenzione a Galatina

Nessun assetto aereo potrebbe levarsi in volo in piena efficienza e sicurezza senza “le cure” del personale tecnico che si occupa della manutenzione ordinaria degli assetti di volo. Sul sedime di Galatina sono presenti due articolazioni che hanno il compito specifico di assicurare la manutenzione della flotta stanziata sull’aeroporto “F. Cesari”: il 10° Reparto Manutenzione Velivoli (RMV) e il 961° Gruppo Efficienza Aeromobil (GEA).

Entrambi inseriti nella catena manutentiva della Forza Armata hanno linee gerarchiche differenti e competenze specifiche, si relazionano e si coordinano quotidianamente per mantenere aggiornata la situazione complessiva della flotta, il piano impiego velivolo (PIV), operando in sinergia per la migliore e più efficace gestione delle risorse.

10° RMV (Reparto Manutenzione Velivoli)
Il 10° Reparto Manutenzione Velivoli (R.M.V.) è un Comando di Corpo indipendente dalla scuola di volo, retto da un Colonnello ingegnere del ruolo normale del Genio Aeronautico; l’ Ente manutentivo erede del 3° Reparto Tecnico Aeromobili dal 1998 è posto alle dirette dipendenze del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare. La sua missione consiste nella gestione tecnica e logistica della flotta velivoli in carico al 61°Stormo, nella manutenzione per i velivoli della linea MB-339 di tutta l’Aeronautica Militare compresa la PAN ed infine la gestione dell’operatività delle barriere d’arresto, sia a cavo che a rete, installate in tutti gli aeroporti gestiti dall’Aeronautica Militare, sia in Patria che all’estero.

961° GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili)
Il Gruppo Efficienza Aeromobili fa parte della struttura ordinativo-organica dello Stormo ed è posto alle dipendenze del Comandante del 61° Stormo. Nato nel 2003, svolge compiti che vanno dalla gestione dell’efficienza della flotta della scuola di volo mediante la manutenzione ordinaria e di 1° livello, all’addestramento del personale specialista, al controllo qualitativo delle procedure e delle attrezzature, alla gestione e manutenzione degli equipaggiamenti di emergenza e sopravvivenza, e di alcuni simulatori di volo. Il 961°GEA è stato tra i primi Reparti militari ad aver conseguito e mantenuto la certificazione prevista dalla ISO EN UNI 9001:2008 e la certificazione della Direzione degli Armamenti Aeronautici AER P 2005 a testimonianza della grande attenzione dedicata alla qualità dei processi manutentivi impiegati.

Il GEA è articolato in due settori: uno “staff” di cui fanno parte, oltre alla segreteria del gruppo, l’ufficio tecnico e la sezione controllo qualità manutenzione. In “line” invece c’è la “Direzione Tecnica” da cui dipendono quattro Sezioni, ciascuna con le proprie competenze: approntamento linea volo, manutenzione armamento, manutenzione meccanica e manutenzione avionica.

La gestione della flotta FT339-C e T339A-MLU avviene applicando le direttive impartite del programma annuale del 10° RMV dove sono predisposti i ratei di utilizzo per ogni singolo velivolo nelle diverse versioni sulle base delle richieste dei Gruppi Volo.

La gestione ordinaria della flotta T346-A è affidata sempre al personale specialista del 961° GEA che espleta le Hourly Post Flight Inspection (100fh) supportato da tecnici della Divisione Velivoli Leonardo che mantiene un supporto fisso in seno al reparto, e viene effettuata all’interno dell’hangar del GEA o all’interno delle hangarette 346.

In aggiunta il personale del 961° GEA, coadiuvato dal supporto del personale LDV, esegue tutte le lavorazioni di manutenzione correttiva e programmata asincrona rispetto alle H.P.F.I. al fine di mantenere costantemente elevata la disponibilità di velivoli in front line sempre in aderenza alle pubblicazioni tecniche approvate dalla D.A.A. e alle sue norme cogenti prima tra tutte la AER P 2005.

Gestione parti di ricambio:

  • MB339: sia per la flotta T339A che per la flotta FT339C esistono in Forza Armata le capacità manutentive per alcuni particolari cui si affiancano dei contratti di riparazione con le ditte fornitrici/riparatrici gestiti dal Comando Logistico.
  • T346-A: è in essere un contratto di supporto da parte della Divisione Velivoli Leonardo che prevede la gestione completa delle parti di ricambio con contratto a sportello (la ditta quindi attraverso le sue capacità o i suoi subfornitori provvede al ripristino in efficienza di tutte le parti di ricambio facenti parte della dotazione acquisita dalla Forza Armata).

Intervalli manutentivi sugli assetti :

  • MB339: una ispezione speciale velivolo e turbogetto ogni 150fh e una ispezione periodica programmata velivolo e turbogetto ogni 250fh sino al raggiungimento delle 2000fh della cellula scadenza cui è prevista la Revisione Generale denominata I.R.A.N. presso lo stabilimento Leonardo velivoli di Venegono.
  • T346-A: gli intervalli manutentivi per i velivoli T346-A prevedono una Hourly Post Flight Inspection ogni 100efh (o ogni 6 mesi), una “Periodic Inspection” ogni 500efh (o 24 mesi), una ispezione Phase A ogni 2000efh (o 8 anni) e una Phase B ogni 4000efh (o 16 anni).

Altre articolazioni
Il Reparto Logistica è formato da oltre 250 unità, tra militari e civili in possesso delle professionalità più diversificate, e fornisce il supporto logistico alla base che va dagli autieri, ai controllori del traffico aereo, al personale antincendio, alle mense, alla manutenzione delle infrastrutture. L’Infermeria di Corpo è composta da medici e infermieri militari che operano in una struttura moderna fornita di attrezzature adeguate alla missione del reparto, mentre il Gruppo Protezione delle Forze si occupa della sicurezza del sedime aeroportuale.

Infine vi sono gli Uffici di Staff del Comandante lo Stormo, quali l’Ufficio Comando, il Servizio Amministrativo, e il Servizio di Prevenzione Protezione e Tutela Ambientale, il cui personale ha principalmente competenze giuridico-economiche, a vari livelli, come è naturale che sia in un’organizzazione gerarchizzata quale è la Forza Armata. Infine è presente un Ufficiale Psicologo con compiti di prevenzione e supporto.

È inutile sottolineare che, in ogni settore, il personale è assolutamente qualificato e ogni tipo di formazione è sottoposta a continuo aggiornamento. Come ama sottolineare il Col. Surace, Comandante la base aerea, “a prescindere dalle singole competenze, il vero motore della base salentina è la passione che ogni individuo mette nel proprio lavoro, passione che è trasversale alle diversificate professionalità degli uomini e delle donne di questo Reparto”.

Attività congiunte con reparti nazionali ed esteri
Altro aspetto meno conosciuto ma non per questo meno importante, è la partecipazione del reparto all’esercitazione TLP (Tactical Leadership Programme), infatti con l’ingresso in linea del T346-A, il 61° Stormo con il 212° Gruppo Volo, in diverse occasioni ha supportato l’addestramento dei Flying Course del TLP con rischieramenti sulla Base spagnola di Albacete. In queste missioni, i perfomanti assetti di Galatina hanno “giocato” il ruolo “Red Air” ovvero quello di simulare attacchi aerei portati ad altri velivoli, italiani e/o stranieri.

Le attività finora svolte dal 346 al TLP hanno avuto eccellenti riscontri sia in termini di capacità e prestazioni del trainer italiano, che ha dimostrato di sapersi integrare perfettamente in un contesto addestrativo multinazionale, sia agli istruttori del 61° Stormo che hanno l’opportunità di ampliare il proprio know how professionale, facendo propri i contenuti operativi che, al rientro in reparto si trasformano in valore aggiunto per l’addestramento dei  frequentatori il corso di fase IV (LIFT), futuri piloti militari destinati ai velivoli da combattimento. Inoltre il 212° Gruppo, con il T-346, prende parte alle più importanti esercitazioni nazionali della Difesa come la Joint Stars.

International training Flyng Shool (ITFS)

Da diversi anni il profilo d’impiego operativo dell’aereo da combattimento è mutato, l’era del velivolo tutto motore e del pilota tanto manico è solo un ricordo. Ormai si parla di “sistema aereo integrato” e la superiorità nella gestione della capacità informatica ha definitivamente soppiantato il binomio romantico motore&manico: oggi il “Top Gun” non è solo il pilota più abile nel volo, ma il pilota più preparato in grado di gestire al meglio i dati e le informazioni. L’Aeronautica Militare, intuendo anzitempo il cambiamento, e trovando in Leonardo un valido partner, ha lavorato alla rimodulazione dell’offerta formativa-addestrativa per i piloti militari rivoluzionando il mercato internazionale e, da questa intuizione prende corpo l’International Flight Training School.

Nel Luglio 2018 durante il Salone Internazionale di Farnborough, è stata siglata tra AM e Leonardo una lettera di intenti che prevede la creazione in Italia di un centro di addestramento appunto denominato IFTS. L’iniziativa, che punta a soddisfare la sempre più crescente richiesta di addestramento proveniente da partner stranieri, è nata dalla volontà di mettere a sistema due eccellenze nazionali: la riconosciuta expertise dell’Arma Azzurra nel campo dell’addestramento, e in particolare in quello avanzato, e le risorse di Leonardo Industries, la principale realtà industriale italiana del settore della sicurezza e della difesa. Obiettivo di questa progettualità è valorizzare, nel breve-medio termine, l’eccellenza raggiunta dall’Italia e dall’Aeronautica Militare nel settore dell’addestramento avanzato, potenziando in maniera significativa l’offerta formativa disponibile, il tutto a vantaggio dell’intero Sistema-Paese.

Nel dettaglio, l’Aeronautica Militare sarà responsabile della qualità dei corsi erogati attraverso la gestione degli iter addestrativi e si occuperà della formazione degli istruttori civili, mentre Leonardo supporterà l’iniziativa incrementando le slot addestrative disponibili (al momento LDV ha reso disponibili altri 4 assetti M346 sulla base salentina).

Attualmente stanziata sullo stesso sedime aeroportuale del 61° Stormo, l’IFTS è innovativa sia per l’alta tecnologia che impiega che per gli orizzonti internazionali a cui rivolge la propria offerta ed è ormai certo che negli anni a venire vedrà sempre più un progressivo incremento di allievi “stranieri” con il conseguente impiego di tutti gli aeromobili e dei sistemi addestrativi integrati di cui dispone.

Il fulcro è il sistema d’addestramento integrato M-346A della Divisione Velivoli Leonardo che con dispositivi altamente sofisticati basati a terra, comprensivi di simulatori di volo per missioni complete, ambienti virtuali in tempo reale all’avanguardia (LVC) e velivoli trainer avanzati equipaggiati con sistemi per l’addestramento tattico in volo ETTS (Embeded Tactical Training Simulation) che consente all’allievo la simulazione dell’utilizzo di sensori, contromisure elettroniche ed armamenti con l’ausilio dei comandi vocali e del casco HMD. Il syllabus addestrativo dell’ITFS prevede infatti circa 150 eventi formativi, di cui il 50% in volo sull’assetto reale e il 50% a terra sui simulatori, consentendo così una significativa e reale riduzione dei costi.

In quest’ottica è in fase di sperimentazione ed implementazione il TMIS (Training Management and Information System) uno strumento per garantire l’ottimizzazione delle risorse a disposizione (aule, Computer Based Training – CBT, Simulator Based Training – SBT, simulatori, velivoli e Live, Virtual, & Constructive). Il TMIS èun software per la gestione della programmazione e pianificazione dell’attività addestrativa in modo automatizzato, creato con l’obiettivo di ridurre al minimo l’intervento manuale sulle pianificazioni giornaliere ottimizzando allo stesso tempo le risorse disponibili e permettendo la quasi totale gestione delle attività della scuola.

La struttura a terra che ospita l’ITFS è il Ground Based Training System (GBTS), un vero e proprio gioiello ”higth tecnology”  a supporto della formazione teorica, verte su una infrastruttura formativa-addestrativa articolata su un’area multimediale a 4 livelli crescenti di simulazione, che gradualmente si avvicinano sempre più all’assetto reale. Si inizia da sale di simulazione low cost, con attrezzature  simili ai comuni PC equipaggiati con periferiche per la condotta del velivolo, fino al più avanzato simulatore del sistema M346 (T346-A) che utilizza l’addestramento accademico computerizzato per l’auto-apprendimento, il Part Task Trainer (PTT) simulatore del cockpit con campo visivo di 180° e due Full Mission Simulators (FMS), simulatori avanzati con campo visivo di 360°, seggiolino eiettabile realistico, opzione di utilizzo del modernissimo casco HMD con visore integrato con la strumentazione di bordo. Il fattore veramente innovativo del Integrated training System (ITS) è dato dalla possibilità di interfacciare in tempo reale più simulatori agli assetti in volo per le sessioni addestrative assegnate, in cui l’istruttore può svolgere missioni congiunte con gli studenti “up in the air”.

Per meglio rendere l’idea delle opzioni offerte dall’ITS basta pensare alla possibilità di pianificare una missione, volarla al simulatore ed effettuato il download sull’assetto reale si è pronti per una missione in volo reale … oppure, sempre dai sistemi a terra si possono generare simulazioni di possibili avarie sugli assetti in volo o ancora simulare tracciati radar di target ostili da ingaggiare.

Inoltre è anche possibile monitorare in tempo reale la missione sugli assetti in volo e, dopo l’atterraggio effettuare il download della missione svolta nella sua interezza analizzando in sede di de-briefing le registrazioni video e audio acquisite nonché i parametri di volo e quindi ricreare il tutto virtualmente esattamente nelle identiche condizioni manifestate in volo.

I corsi sono progettati per essere modellati secondo le esigenze delle differenti forze aeree, e adattati agli Allievi Piloti in formazione-addestramento fino al raggiungimento di un livello di preparazione finale ottimale, con l’obiettivo primario di ridurre al massimo tempi e ore volo presso gli O.C.U. dei reparti operativi. L’addestramento pre-operativo effettuato con il sistema ITS346, è propedeutico alla linea aerotattica, e garantisce la più alta efficacia costi-preparazione, nella formazione dei piloti militari per la condotta degli assetti di ultima generazione.

Durante la nostra visita a Galatina erano in addestramento allievi di Arabia Saudita, Austria, Francia, Grecia, Kuwait e Singapore con piloti istruttori di Argentina, Austria, Francia, Grecia, Spagna e Stati Uniti.

I velivoli

MB339 (T339A-FT339C)
Su questo velivolo siamo certi ci sia ben poco da dire, visto che da 40 anni svolge il ruolo di addestratore presso la nostra Aeronautica Militare. L’Aermacchi MB-339 (ora T339A ed FT339C) è un aviogetto monomotore biposto da addestramento avanzato e da appoggio tattico leggero spinto da un turbogetto; ‎Rolls-Royce‎; ‎Viper 632-43 prodotto dall’azienda italiana Aermacchi e, dalla fine degli anni ’70   in dotazione all’Aeronautica Militare nelle versioni PAN, 339A, 339CD. L’ultima versione 339CD (Completamente Digitale) ora FT-339C è aggiornata e migliorata sia nell’avionica che nella strumentazione di bordo dove i classici strumenti analogici a quadrante tondo sono stati sostituiti da 3 schermi a colori e dal visore a testa alta del tipo Head Up Display in entrambi i posti di pilotaggio ciò per permettere ai piloti in addestramento di abituarsi subito al tipo di strumentazione che troveranno sui caccia di ultima generazione. Inoltre per aumentare l’autonomia e capacità operativa il velivolo è stato anche dotato di una sonda fissa per il rifornimento in volo. Con l’arrivo del nuovo M345 gradualmente verrà ritirato dalla linea operativa.

M346 Master (T346-A)
Il velivolo in origine frutto di una collaborazione tra l’allora Aermacchi e la Yakovlev Design Bureau di Mosca, effettuò il primo volo nel 1996 e l’anno successivo fu proposto come sostituto dell’Aermacchi MB-339, in servizio presso le scuole volo dell’Aeronautica Militare. L’attuale Leonardo M-346, il cui prototipo fu presentato il 7 giugno 2003 effettuando il primo roll-out il 15 luglio 2004, è un velivolo ampiamente modificato rispetto allo Aermacchi/Yak-130 della joint venture Italo-Russa e imbarca sistemi ed equipaggiamenti esclusivamente di produzione occidentale.

Oggi considerato il velivolo da addestramento più avanzato al mondo, nonché l’unico appositamente studiato per formare i piloti destinati ai velivoli militari ad alte prestazioni di nuova generazione l’M346 è un jet bimotore biposto in tandem, lead-in fighter trainer (LIFT) ottimizzato per la fase finale dell’addestramento dei futuri piloti militari.

La macchina dispone di un sistema di controllo di volo vocali e Fly-By-Wire a quattro canali, sistemi principali ridondanti, avionica con la più recente interfaccia uomo-macchina con display multifunzione (MFD) e a testa alta (HUD), comandi di tipo Hands on Throttle And Stick (HOTAS) ovvero con 17 interruttori montati su cloche e manetta motore che consentono la gestione dei comandi principali, con la possibilità a loro volta di settaggio su  5 differenti configurazioni per ognuna delle modalità impostate sulla strumentazione.  Dotato di funzionalità per la sicurezza volo come il PARS (Pilot Activated Attitude Recovery System) è anche equipaggiato con un’APU (Auxiliary Power Unit) che gli permette di operare in piena autonomia.

Il sistema Flight Control System (FCS) del velivolo è stato sviluppato da Leonardo così come il software di volo. L’aereo possiede elevata manovrabilità grazie ai materiali compositi con cui è costruito, alle varie soluzioni aerodinamiche adoperate, all’ampio inviluppo di volo, all’elevato rapporto spinta-peso pari a 1:1 caratteristiche che gli consentono piena maneggevolezza fino ad un angolo d’attacco di 40°. Equipaggiato con una coppia di turboventole ITEC F124-GA-200  che producono una spinta di 28,5 kN cadauna, ha una velocità di salita di 106 m/s (22,000 ft/min) e può raggiungere Mach 0,95 con una tangenza operativa di circa 13.700m (44,94751 ft). Il velivolo è lungo 11,5 m con superficie alare di 9,72 m. L’autonomia di volo è di 1.889 km implementabile a 2.537 km con due serbatoi ai pod subalari. Imbarca un cannone da 20 mm DEFA (ma in opzione può imbarcare un cannone da 30 mm) e dispone di punti d’attacco subalari e alle tip per un carico massimo di circa 3000 kg.

M345 HET (High Efficiency Trainer)
La linea volo è attualmente composta da 3 macchine differenti, ma nel futuro molto prossimo è destinata a standardizzarsi su due tipi di Trainer da utilizzare per l’addestramento. Oltre al T346-A, l’Aeronautica Militare ha già trovato un sostituto per la linea “339” impiegata nelle fasi basica e avanzata di formazione dei piloti militari alla componente aerotattica. Il nuovo velivolo è stato individuato nel Leonardo (Aermacchi) M-345 HET un addestratore basico monogetto, evoluzione del Siai S-211 e del successivo Aermacchi M-311, già in fase di sviluppo operativo a Venegono concepito per essere semplice, efficace, affidabile e con costi di manutenzione e supporto estremamente contenuti.

L’M345 è in grado di garantire prestazioni ottimali per l ‘addestramento fornendo un’avionica attuale ed un pacchetto che comprende simulatori di volo e altri ausili didattici a terra, un sistema di simulazione integrato a bordo del velivolo, tutto facente parte di in un unico sistema addestrativo denominato LVC (Live, Virtual, Constructive). L’Aeronautica Militare ritiene che l’M345 (T345-A) utilizzato nella “fase II” e nella “fase III” espleterà alla perfezione il proprio compito formativo anticipando all’allievo le soluzioni di avionica e strumentale che ritroverà sul T346-A costituendo così una continuità addestrativa tra i due sistemi d’arma.

@ A.Castellazzi, G.Clemente via G. Conversi

I vertici della Forza Armata hanno stimato un fabbisogno di circa 45 M-345 per la sostituzione dei residui T339A-MLU ancora in linea presso il 61° Stormo e dei velivoli della nostra Pattuglia Acrobatica Nazionale “Frecce Tricolori”… ad oggi con l’ultimo accordo stipulato a Giugno scorso, si è formalizzata la fornitura di 18 assetti M345 (T345-A) nonché del pacchetto comprensivo di sistemi di addestramento a terra e di supporto logistico della durata quinquennale.

Conclusioni

Questo reportage è il frutto di due giorni intensi e molto pregnanti trascorsi all’interno della base di Galatina, in “compagnia” di personale sempre disponibile, che ci ha guidato attraverso le articolazione dello Stormo, facendoci conoscere la realtà in cui operano giornalmente, facendo sembrare facile ciò che invece facile non è, facendoci respirare la stessa aria che respirano gli Allievi nel loro percorso formativo che li porterà alla tanto agognata “Aquila Turrita” appuntata sul petto dell’uniforme.

In questi due giorni abbiamo “toccato e sentito” realmente lo spirito e la professionalità con cui operano i militari, uomini e donne, del 61° Stormo tutti consapevoli che solo con la preparazione e l’impegno di ogni singolo si raggiunge quella eccellenza oramai riconosciuta anche in campo internazionale.

Abbiamo visitato la struttura Ground Based Training System  e “volato” sui simulatori di Leonardo Divisione Velivoli, con una guida particolare, un pilota della nostra linea EF2000 che ha deciso di diventare istruttore per mettere la propria esperienza a disposizione dei futuri piloti militari “fighter”.

Lasciando la base rivolgiamo ancora una volta lo sguardo al cielo dove si stagliano le silhouette di due T346-A seguite da due FT339-C che manovrano per una nuova missione… ci ritornano in mente le parole del Comandante di Stormo, il Col.Pil. Surace: qui da noi al sessantunesimo non ci si può mai fermare, tutti i giorni sono giorni operativi… ogni giorno è importante, un pilota militare si “costruisce” giorno per giorno… da noi volare 50 e più missioni addestrative al giorno rientra nella normalità… siamo qui proprio per questo, forti della nostra esperienza e coscienti delle nostre possibilità… se questa è normalità, evviva la normalità!

L’autore e Aviation Report desiderano ringraziare per la collaborazione: SMA Ufficio Pubblica Informazione, CSAM/ 3^ Regione Aerea di Bari, Col. Pil. Surace Comandante del 61° Stormo, il T.Col. Serafino M. al momento della nostra visita e il T.Col. Antonio M. attuale Comandante del GEA e i Comandanti dei 3 Gruppi Volo.

Un ringraziamento per la squisita accoglienza, l’infinita disponibilità e il costante supporto che ha permesso la realizzazione del reportage alla Sezione Comunicazione Istituzionale del 61° Stormo (T.Col. Bruno Centonze, Cap. Angelo Guerrieri, 1° Lgt. Donato Chiarello e PM Giuseppe Vernaglione), nostre “ombre” durante i giorni della visita. Un ringraziamento particolare infine al Cap. Pil. Riccardo M. nostra guida durante la visita al Ground Based Training System.In ultimo, ma non questo ultimi, GRAZIE a tutti gli uomini e le donne del 61° Stormo per la collaborazione e gentilezza dimostrata durante la nostra permanenza.

Testo e foto: Gianni Scuderi
Foto storiche: SMA, 61° Stormo, Gen. G. Griffani, Gen. B. Servadei, Sig. Trentini, Sig. Mazzucchelli,  G. Scuderi, S. Bottaro.

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