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Categorie: News Militari

Recuperato il relitto del velivolo stealth F-35B inglese precipato in mare durante il decollo dalla portaerei HMS Queen Elizabeth

Secondo i media britannici il relitto del jet invisibile F-35B da 100 milioni di sterline che si è schiantato nel Mediterraneo durante il decollo dalla portaerei della Royal Navy HMS Queen Elizabeth sarebbe stato recuperato dal fondo del mare.

Come sappiamo il mese scorso l’F-35B Lightning inglese era precipitato in acque profonde nel Mediterraneo orientale durante il decollo, innescando un’importante missione di ricerca internazionale con i vertici della difesa inglese che temevano che la tecnologia stealth segreta del jet potesse cadere nelle mani dei russi.

Il recupero dell’aereo è stata così la massima priorità per il Ministero della Difesa inglese perché l’F-35B perso potrebbe essere praticamente integro data la bassa velocità con la quale è caduto in mare. Non c’era alcuna indicazione credibile che i sottomarini russi fossero in corsa verso la tomba sottomarina dell’F-35 ma il timore che la Russia potesse mettere le mani su parti del velivolo e dei suoi sensori era molto elevato.

Il filmato di una telecamera di sorveglianza della portaerei che è circolato sui social network e che abbiamo pubblicato anche noi mostrava il pilota che si lanciava in sicurezza mentre l’aereo raggiungendo la fine della pista, cadeva in mare praticamente quasi da fermo.

Le operazioni per recuperare l’F-35 del Regno Unito nel Mar Mediterraneo si sono concluse con successo“, ha confermato ieri il Ministero della Difesa. La Marina degli Stati Uniti ha collaborato al recupero con una unità navale specializzata per il recupero in acque profonde proveniente da Rota, in Spagna, per guidare la missione di ricerca e recupero.

Ci sono volute due settimane per localizzare il relitto e un’altra settimana per riportarlo alla luce, ha detto una fonte della difesa. Anche la Marina Militare italiana ha partecipato alla missione di salvataggio, che è stata anche ostacolata dal maltempo.

I funzionari del Ministero della Difesa inglese hanno insistito sul fatto che tutto il relitto è stato recuperato e che “non vi è alcun pericolo e che le apparecchiature sensibili sull’aereo non sono state compromesse“.

Il giornale The Sun ha rivelato che l’incidente è stato causato da una copertura antipioggia di plastica a buon mercato che è stata risucchiata nel motore al momento del decollo. Il pilota del famoso 617th Squadron, conosciuto come i “Dambusters” uno squadrone congiunto con un mix di personale della Royal Air Force e della Royal Navy, è stato recuperato da un elicottero Merlin della portaerei e riportato a bordo della nave da 65.000 tonnellate che in navigazione è transitata direttamente sul luogo dell’incidente pochi secondi dopo che l’aereo è affondato.

Il relitto recuperato ora navigherà verso un porto alleato senza nome prima di essere riportato nel Regno Unito per essere sottoposto a indagine per verificare l’esatta dinamica dell’incidente.

L’incidente ha lasciato la Royal Air Force con solo 23 F-35B nella sua flotta con il Regno Unito che si è impegnato ad acquistarne 138, e con i militari che invece si aspettano che la cifra reale sia la metà a causa dei tagli alla difesa. La RAF britannica riceverà sei F-35B nel 2022 e altri sette nel 2023, con i primi 48 velivoli ordinati per essere consegnati entro la fine del 2025.

Questo è il quinto incidente di un F-35, di tutte le versioni, ma è la prima perdita di un F-35 britannico e il primo F-35 perso mentre operava da una portaerei o da una nave d’assalto. Il Corpo dei Marines ha perso due F-35B, l’US Air Force un F-35A, e la Japan Air Self-Defense Force un F-35A perso in mare. Il Regno Unito, che ha in servizio 24 su 48 F-35 in ordine, è secondo agli Stati Uniti per numero di ore di volo, quindi ha inevitabilmente un rischio maggiore di incidenti rispetto alle nazioni partner F-35 più piccole. Il Lightning britannico non è il secondo esemplare di Joint Strike Fighter precipitato in mare, dopo quello della Japan Air Self-Defense Force (JASDF) che si è schiantato al largo della costa nord-orientale del Giappone nell’aprile 2019.

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Redazione di Aviation Report

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