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Aeronautica Militare

Contratto da 30 milioni di dollari alla General Atomics per l’aggiornamento dei velivoli senza pilota dell’Aeronautica Militare MQ-9A Predator B

La General Atomics Aeronautical Systems Inc si è aggiudicata un contratto da 30,5 milioni di dollari per l’aggiornamento dei velivoli senza pilota dell’Aeronautica Militare MQ-9A Predator B dallo standard Block 1 allo standard Block 5, ha annunciato il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

L’aggiornamento Block 5 include una capacità di alimentazione elettrica notevolmente aumentata, un carrello di atterraggio migliorato e le ultime versioni dei sensori GA-ASI Lynx® Multi-mode Radar e Raytheon Electro-Optical. Questi aggiornamenti consentiranno agli MQ-9 di operare in eventuali scenari sempre più contestati e a più alta resistenza militare.

Il contratto di modernizzazione di mezza vita (MLM) MQ-9, aggiudicato nell’ambito del programma US Foreign Military Sales (FMS) l’8 settembre, include tutti e cinque gli UAV MQ-9A del lotto 1 e le stazioni di controllo a terra mobili Block 30 attualmente in servizio con l’Aeronautica Militare. Il contratto durerà fino al 31 gennaio 2023.

“General Atomics Aeronautical Systems Inc., Poway, California, was awarded a firm-fixed-price and fixed-price-incentive-firm $30,547,124 order (FA8689-21-F-2800) to a previously awarded, indefinite-delivery/indefinite-quantity contract (FA8689-20-D-2020) for the Italy Mid-Life Modernization (MLM) Lot 1 MQ-9A Block 5 aircraft and Block 30 Mobile Ground Control Station (MGCS) procurement. Work will be performed in Poway, California, and is expected to be completed by Jan. 31, 2023. This contract involves 100% Foreign Military Sales to Italy. This award is the result of a sole source acquisition. Foreign Military Sales funds in the amount of $30,547,124 are being obligated at the time of award. The Air Force Life Cycle Management Center, Wright Patterson Air Force Base, Ohio, is the contracting activity.”

GA-ASI aveva annunciato per la prima volta il programma MLM per la flotta italiana MQ-9 il 27 maggio 2021. In quella occasione il vicepresidente regionale europeo Scott Smith affermava che “l’Aeronautica Militare Italiana è da tempo leader nell’utilizzo dei velivoli MQ-9 RPA per supportare un’ampia gamma di missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione in Italia, nel Mediterraneo e a supporto delle operazioni della NATO. Questi miglioramenti daranno alle forze aeree italiane la capacità di vedere meglio e più chiaramente che mai con i loro MQ-9 RPA e siamo orgogliosi di lavorare con l’ItAF per aggiornare la loro flotta.

L’MQ-9A Predator è un sistema aeromobile a pilotaggio remoto di classe strategica che garantisce una lunga persistenza in volo a media ed alta quota, permettendo di ottenere elevate prestazioni sia nella condotta delle missioni Intelligence, Surveillance, and Reconnaissance (ISR), sia nell’ambito di operazioni di pattugliamento, ricerca e soccorso, protezione delle installazioni e scorta di truppe a terra.

Grazie ai sensori a disposizione e alla professionalità degli equipaggi di volo e del personale analista foto-interprete, l’MQ-9A può rilevare la presenza di minacce o di ordigni esplosivi improvvisati, tra i pericoli più insidiosi e diffusi nei Teatri Operativi odierni. L’Italia si è collocata come primo contributore durante l’operazione Inherent Resolve, dopo gli Stati Uniti, in termini di assetti aerei specializzati in raccolta informativa, sorveglianza e ricognizione, per il contrasto delle cellule DA’ESH, la protezione della popolazione ed il supporto alla pacificazione in Iraq.

In questo contesto operativo i Predator italiani del Task Group Predator “Araba Fenice” hanno raggiunto le 12.000 ore di volo nel mese di marzo 2021, a partire dalla sua costituzione nel 2014, quando venne schierato in teatro operativo tra le prime unità aeree della Coalizione. Dal 2014 i velivoli UAV Predator del 32° Stormo di stanza in Kuwait hanno ricognito oltre 6000 obiettivi sui cieli dell’Iraq.

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Redazione di Aviation Report

Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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