Lockheed Martin F-16 Block 70 - F-16G
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USAF valuta l’acquisto di nuovi “F-16G” per rafforzare la flotta

La United States Air Force esamina di nuovo l’ipotesi di acquistare caccia F-16 di nuova costruzione. Fonti multiple citate da Air & Space Forces Magazine e Aviation Week indicano che la forza armata includerà questa opzione nella preparazione del bilancio fiscale 2028 e del relativo Future Years Defense Program. Lockheed Martin propone una versione denominata F-16G, derivata dal Block 70 attualmente in produzione per clienti esteri. Ricordiamo che l’ultima consegna di un F-16 nuovo all’USAF risale al 18 marzo 2005.

L’interesse nasce da un problema numerico concreto. A maggio 2026 l’inventario di caccia della USAF contava 1.098 aerei, 47 unità sotto il minimo legale di 1.145 imposto dal Congresso. La valutazione della flotta del 2025 puntava a 1.558 caccia “combat-coded” entro il 2035 per mantenere un livello di rischio accettabile rispetto alla strategia militare nazionale. Un obiettivo intermedio di circa 1.369 aerei entro il 2030 completerebbe il quadro. La flotta attuale di 826 F-16, di cui 484 in servizio attivo, ha un’età media di 34 anni. Molti esemplari hanno già ricevuto programmi di estensione della vita operativa, ma i limiti strutturali restano.

Un portavoce del Department of the Air Force ha dichiarato che la forza aerea si trova nelle fasi iniziali di analisi delle opzioni per il prossimo Future Years Defense Program. Non ha ancora definito i requisiti di missione precisi né lo spettro completo delle soluzioni possibili. Le discussioni potrebbero emergere durante il meeting dei generali a quattro stelle previsto per l’autunno.

Perché i nuovi F-16G tornano al centro delle valutazioni USAF

I nuovi F-16G offrirebbero un vantaggio immediato. La linea di produzione esiste già e funziona. Lockheed Martin produce i Block 70/72 a Greenville, in South Carolina, dopo il trasferimento da Fort Worth. La struttura serve principalmente ordini di Foreign Military Sales e dispone di un backlog superiore a 100 aerei, con consegne già effettuate e ulteriori potenziali clienti internazionali. Un ordine USA non richiederebbe la riapertura di una linea chiusa né lo sviluppo di un programma completamente nuovo.

Il costo e la velocità di integrazione giocano a favore. Un F-16 di nuova costruzione costa meno di un F-35 in termini di acquisizione e soprattutto di sostentamento operativo lungo l’intero ciclo di vita. L’USAF manterrebbe infrastrutture, addestramento e competenze già mature sulla piattaforma. Lockheed Martin si dichiara pronta a supportare le esigenze dell’USAF e sottolinea che i suoi prodotti costituiscono già la spina dorsale della flotta.

Le capacità del Block 70 di base includono il radar AESA APG-83, display centrali aggiornati, IFF avanzato AN/APX-126, Link 16, compatibilità NVIS e JHCMS II, EGI moderno, avionica COTS e Automatic Ground Collision Avoidance System. La cellula offre una vita strutturale di 12.000 ore di volo, oltre il 50% in più rispetto alle versioni precedenti. La proposta degli F-16G aggiungerebbe serbatoi conformali, serbatoi alari da 600 galloni, un pod IRST e il targeting pod Sniper. Tutti questi elementi esistono già su varianti precedenti o esportate e non richiedono sviluppi radicali.

Queste caratteristiche aumentano autonomia, persistenza e flessibilità di base, elementi utili in scenari Indo-Pacifico o in missioni che non richiedono necessariamente stealth di quinta generazione. L’USAF continua al contempo gli aggiornamenti sulla flotta esistente, tra cui il sistema di guerra elettronica IVEWS (AN/ALQ-257), che ha ricevuto ulteriori finanziamenti per la produzione a basso tasso iniziale.

Nuovi F-16G e il bilanciamento tra capacità e quantità nella flotta USAF

La decisione di un eventuale acquisto di nuovi F-16G si inserisce in un contesto più ampio. L’USAF punta a incrementare gli ordini di F-35A fino a circa 100 unità all’anno e di F-15EX fino a 24 entro il 2030. Introdurrà inoltre il caccia di sesta generazione F-47 e i Collaborative Combat Aircraft. Questi programmi competono per fondi, capacità industriale, personale e infrastrutture. I ritardi nelle consegne di F-35 e le dismissioni di piattaforme più anziane, tra cui gli A-10, stanno ampliando il divario.

L’F-16G non sostituisce gli asset stealth ma fornisce capacità aggiuntiva a costi inferiori. Già nel 2021 l’allora Assistant Secretary of the Air Force Will Roper aveva indicato la possibilità di ordinare nuovi F-16 per affiancare F-22, F-35 e F-15EX. Nel maggio 2025 il Capo di Stato Maggiore Gen. David Allvin, rispondendo a una domanda del senatore Tom Cotton, non aveva escluso l’opzione di un “Block 80” configurato per gli Stati Uniti, pur sottolineando la necessità di verificare tempi di adattamento, posti disponibili sulla linea di produzione e capacità della base industriale.

Chi si chiede se l’USAF abbia già deciso di acquistare nuovi F-16 riceve una risposta chiara: no. Le indagini restano esplorative. Alcuni media americani avevano riportato già a dicembre 2025 contatti dell’USAF con Lockheed Martin sui prezzi della variante Block 70. L’eventuale inserimento nel bilancio fiscale 2028 dipenderà dalle priorità di finanziamento e dalle decisioni interne. Lockheed Martin continua a produrre per i clienti esteri e la capacità della linea di Greenville potrebbe richiedere ampliamenti se l’USAF decidesse ordini consistenti.

Stabilizzare la base industriale e limiti di produzione

Un altro interrogativo frequente riguarda le differenze rispetto agli F-16 attualmente in servizio. I nuovi esemplari partirebbero da una cellula nuova con vita strutturale estesa e avrebbero configurazioni già ottimizzate, senza dover recuperare ore di volo accumulate. Gli aggiornamenti in corso sugli aerei esistenti li mantengono rilevanti, ma non risolvono il problema della quantità complessiva.

La produzione di nuovi F-16G aiuterebbe anche a stabilizzare la base industriale. Mantenere attiva la linea di Greenville garantirebbe continuità per futuri ordini export e ridurrebbe i rischi di perdita di competenze critiche. Allo stesso tempo l’USAF dovrà bilanciare questa opzione con gli investimenti già pianificati su piattaforme di nuova generazione e sui sistemi non pilotati.

L’analisi attuale dell’US Air Force rimane preliminare. I numeri della flotta e i limiti di produzione delle piattaforme di quinta e sesta generazione spiegano perché l’idea di nuovi F-16 ritorna periodicamente. La proposta degli F-16G offre una via pragmatica per aumentare rapidamente la capacità disponibile mentre i programmi di lungo termine maturano. Le decisioni definitive emergeranno con il processo di bilancio e con le valutazioni interne dei vertici della forza aerea.