Ad ottobre siamo andati a visitare la Sezione Aerea di Pisa della Guardia di Finanza che ha da poco ricevuto i nuovi elicotteri MH-169A che hanno sostituito gli iconici AB412. Durante la visita abbiamo avuto modo di partecipare a due missioni di volo durante le quali ci sono state mostrate le capacità operative, di uomini e mezzi, che il reparto pisano, in collaborazione con la Stazione Navale di Livorno, mette in campo giornalmente a supporto dei compiti istituzionali.
La Sezione Aerea di Pisa della Guardia di Finanza rappresenta uno dei 15 reparti volo delle “Fiamme Gialle” ubicati su tutto il territorio nazionale, dei quali 13 con competenza regionale e 2 con capacità di proiezione operativa a lungo raggio (Catania e Grottaglie).
Nello specifico come comparto aeronavale la GdF ha una componente di proiezione che fa capo a quello che è il Comando Operativo Aeronavale, che è un Comando di secondo livello che si occupa in effetti di quello che è l’esplorazione aeromarittima a lungo raggio e che viene chiamata Componente di Proiezione e che, per intenderci opera le unità navali maggiori, opera tutti gli aeromobili ad ala fissa, tramite il GEA di Pratica di Mare, e opera gli elicotteri della Sezione Aerea di Manovra di Catania e quella di Grottaglie, che hanno proprio questo aggettivo in più, di Manovra, proprio per differenziarle da tutte le altre.
Tutte le altre, come ad esempio Pisa, che è una Sezione Aerea che fa parte di quella che invece è la cosiddetta Componente Regionale Costiera del comparto aeronavale; quindi con una dipendenza diversa perché, come tutti i reparti della Toscana, dipende dal Comando Regionale Toscana. Operando sul mare e su terra, inclusa la montagna, è una delle sezioni aeree della componente regionale costiera che hanno i compiti più ampi generalmente riferibili alla polizia economico-finanziaria che è demandata alla Guardia di Finanza dal Decreto Legislativo n.68 del 2001.
In più questi compiti tengono in considerazione quella che è la materia concorsuale che la Sezione Aerea chiaramente ha in taluni ambiti come, ad esempio, nella parte del soccorso con i reparti del SAGF, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.
La sinergia fra Soccorso Alpino e Sezioni Aeree negli ultimi anni è aumentata e sono stati implementati nuovi reparti come quello dell’Abetone che lavora con il reparto elicotteristico pisano. I militari del SAGF svolgono, in taluni periodi dell’anno, turni di allarme in Sezione Aerea e questo dimostra quanto sia importante la capacità di rispondere a quelle che possono essere crisi di protezione civile.
In particolare, la Stazione di Abetone Cutigliano (Pistoia) è stata istituita il 27 aprile del 2018 aprendo, così, un nuovo scenario di impiego della Sezione Aerea chiamata a concorrere alle operazioni di soccorso anche in ambiente montano. Il SAGF di Abetone Cutigliano vigila, infatti, su una vasta area territoriale, che comprende la zona appenninica di Toscana ed Emilia-Romagna, favorita dalla sua ubicazione strategica a cavallo delle due regioni, ma può anche essere chiamata a concorrere alle operazioni di soccorso e protezione civile in altre zone del territorio nazionale. Un servizio alla popolazione questo che la Guardia di Finanza garantisce durante tutto l’anno.
Nelle settimane scorse proprio la Sezione Aerea di Pisa ha lavorato da attore protagonista, subito dopo l’incidente avvenuto durante l’esercitazione Grifone 2024, con l’aeroplano francese che ha impatto nell’appennino tosco-emiliano, nella tratta che va da Pavullo verso la Francia. “In questa occasione siamo stati taskati per primi proprio per fare la ricerca anche a mezzo del sistema IMSI/IMEI Catcher. A bordo del velivolo precipitato un telefono cellulare continuava a funzionare; quindi, abbiamo utilizzato il nostro sistema per andare a fare questa ricerca, sempre in sinergia con il nostro soccorso alpino che pure era impiegato nella ricerca”, ci ha detto il Comandante, Cap. Cocchi.
Che ha aggiunto anche che proprio il COA dell’Aeronautica Militare ha taskato l’equipaggio della Guardia di Finanza perché di tutti gli equipaggi e assetti presenti in quella zona quello della Finanza era l’unico ad avere appunto il sistema IMSI/IMEI Catcher. L’MH-169A con molteplici ricognizioni ha ristretto sempre di più l’area di ricerca interpolando tra i ripetitori che avevano agganciato i cellulari dell’equipaggio del velivolo caduto fino al suo ritrovamento.
Da sempre la Guardia di Finanza concorre alle operazioni di mantenimento dell’ordine e di pubblica sicurezza, ma in mare dal 2017 è diventata una forza di polizia con l’esclusività di questa funzione e il panorama dei compiti che in generale vengono affidati alla Guardia di Finanza si svolge anche in mare.
“Fare sicurezza del mare significa svolgere analisi dei traffici, pattugliare, raccogliere informazioni e supportare le nostre unità navali durante le operazioni di esplorazione. Include inoltre tutte le attività di polizia economica, ambientale e di polizia di frontiera, intese anche come contrasto all’immigrazione e alla prevenzione di fenomeni come i traffici illeciti e le frodi finanziarie”, aggiunge il Cap. Cocchi.
La polizia finanziaria comprende tutte le operazioni a tutela delle entrate dello Stato. Ad esempio, si effettuano controlli sulle merci provenienti da frontiere extra-UE che potrebbero essere soggette ai dazi. Un altro esempio è la verifica delle esenzioni d’accisa applicate al carburante utilizzato da alcune unità navali e aeromobili, in determinate condizioni specifiche.
La polizia economica, invece, protegge i mercati. Un esempio è l’attività di contrasto al lavoro nero sulle unità navali. “I nostri sensori possono monitorare costantemente le imbarcazioni: pensate alla pesca, dove il numero di persone a bordo può essere verificato da noi e successivamente dalle unità navali. Questo tipo di controllo garantisce la concorrenza leale nei mercati dove tutti pagano le tasse, non si sfrutta la manodopera in nero e non si fa dumping abbattendo i costi e quindi i prezzi rispetto a chi fa tutto seguendo le regole”, dice il Cap. Cocchi.
La polizia ambientale, dove la Sezione Aerea concorre chiaramente con l’osservazione dall’alto garantisce di poter individuare ad esempio di scariche, segnalare ed intervenire, anche grazie ad una stretta sinergia con l’ARPAT, l’Agenzia Regionale della Protezione Ambientale, con la quale si eseguono controlli mirati.
“Quindi una capacità abbastanza vasta di operazioni per le quali possiamo impiegare i nostri mezzi”, aggiunge il Cap. Cocchi. Il reparto pisano si articola su 3 macro-articolazioni così suddivise:
- Nucleo Operativo, formato da piloti e dagli Operatori di Sistemi di Bordo.
- Nucleo Efficienza, costituito dagli Specialisti che si occupano dell’aspetto manutentivo degli elicotteri e dal servizio antincendio.
- Squadra Comando che si occupa della gestione di tutte le pratiche amministrative e burocratiche del Reparto.
Oggi poter contare su una componente aerea al passo con gli scenari operativi è fondamentale. La Sezione Aerea di Pisa, grazie al nuovo MH-169A, passa da elicotteri con una sensoristica ormai datata verso ad elicotteri che danno una capacità operativa elevatissima con sensori che volando in determinate condizioni anche in termine di quota riescono a fornire delle immagini, in full digital, molto nitide con le quali si riesce anche ad identificare le persone. “In realtà stiamo parlando di passi avanti importanti, anche la capacità che ci siamo detti di agganciare il cellulare, verificare le utenze, è un qualcosa di veramente molto importante cosa che prima non potevamo fare sui vecchi AB412”.
L’AB412 in servizio con la Sezione Aerea di Pisa, era un elicottero che svolgeva il suo lavoro in modo egregio. Pur nascendo con una filosofia prettamente militare, era una macchina la cui progettazione risaliva a molti anni fa, rendendola ormai datata per i tempi attuali. Nonostante fosse una piattaforma stabile, utilizzabile in operazioni di soccorso e dotata di sensori adeguati alla tecnologia dell’epoca, l’AB412 non poteva competere con i miglioramenti tecnologici delle nuove macchine.
Il nuovo elicottero Leonardo MH-169A ha portato, quindi, enormi progressi, soprattutto in termini di sicurezza interna. “Grazie a tecnologie come la visione sintetica, ora possiamo visualizzare i rilievi, la mappa, la nostra posizione, gli ostacoli e utilizzare il TCAS (Traffic Collision Avoidance System), che ci fornisce la posizione in tempo reale degli altri aeromobili rispetto al nostro e ci avverte di possibili rotte di collisione. Questo rappresenta un passo avanti significativo per la sicurezza, che è il vero punto di svolta”, ci dice il Cap. Cocchi.
Il verricello di soccorso del nuovo elicottero ha una velocità operativa molto più elevata rispetto al 412, riducendo così i tempi delle fasi critiche durante le operazioni di salvataggio. Gli apparati moderni comprendono una sensoristica di bordo all’avanguardia e innovazioni nella parte avionica. Questo include la possibilità di ampliare le operazioni condotte di notte, grazie ai sensori a infrarossi, la capacità di illuminare con il laser e la funzione IMSI/IMEI Catcher, che permette di individuare le utenze telefoniche. Queste caratteristiche consentono così un ampio spettro di utilizzi dell’MH-169A, che spaziano dalle operazioni di polizia alla ricerca e soccorso.
Ad un anno dall’arrivo dei nuovi elicotteri, la Sezione Aerea di Pisa ha chiuso il 2023 con un totale di circa 300 missioni di volo, per un totale di 420 ore di volo. Questi numeri sono in linea con gli obiettivi di efficienza delle ore di volo stabiliti dall’organo di vertice del Comando Generale. Le ore di volo riflettono una sostenibilità generale del Corpo anche da un punto di vista economico. Il Comando Generale individua un obiettivo, un target, e grazie a queste nuove macchine, che sono molto efficienti e beneficiano di pacchetti di manutenzione regolari, il reparto riesce a mantenere un’operatività elevata.
Il Comandante ci ha ci ha confermato che il reparto ha registrato pochissimi giorni di fermo macchina, e che questi sono stati minimi rispetto al passato, quando con i vecchi mezzi si verificavano spesso fermi prolungati a causa delle difficoltà di approvvigionamento rapido dei pezzi di ricambio. Nel 2024, fino ad ora, sono già state svolte 187 missioni, totalizzando 204 ore di volo. Il target annuale si aggira sempre intorno alle 400 ore di volo per reparto.
Il reparto pisano sarà responsabile della gestione di tre elicotteri MH-169A, e almeno per i prossimi anni l’assetto rimarrà invariato con questa configurazione. Strategicamente, la Guardia di Finanza ha deciso di destinare gli AW139 ai reparti del Centro-Sud Italia. Questa scelta è stata fatta perché le unità del Sud hanno un’attività operativa più intensa e statisticamente rilevante per quanto riguarda l’esplorazione marittima.
L’AW139 ha una maggiore capacità di carico, sia in termini di carburante che di ore di volo, rendendolo più adatto per le missioni di ricerca. Inoltre, alcuni di questi elicotteri sono stati acquistati con pacchetti di finanziamento agevolati dall’Agenzia Europea delle Frontiere Esterne, Frontex, che impone l’utilizzo di questi elicotteri per specifiche finalità durante alcuni periodi dell’anno. Le operazioni del Centro-Nord, invece, richiedono un tipo di contrasto diverso ai fenomeni di immigrazione rispetto a quello che si rende necessario dal Centro verso il Sud.
Grazie a tutto il personale della Sezione Aerea abbiamo potuto vivere in prima persona alcune di queste operazioni descritte fin qui. Una prima missione svolta in area collinare in concorso con il personale del SAGF della stazione dell’Abetone e una seconda missione in concorso con due unità navali della stazione di Livorno. In entrambi i casi abbiamo ritrovato tutto quello che il Comandante Cocchi ci ha illustrato a parole con in prima battuta l’estrema capacità professionale del personale della Guardia di Finanza.
L’elicottero Leonardo MH-169A della Guardia di Finanza
La Sezione Aerea di Pisa è stato il primo reparto operativo della Guardia di Finanza a ricevere il nuovo elicottero Leonardo MH-169A nel marzo 2023, versione FOC (Full Operative Configuration) che incorpora considerevoli migliorie e sistemi di missione rispetto al modello basico Leonardo AW169M.
L’AW169M storicamente nasce come la variante militare dell’elicottero bimotore di nuova generazione da 4,8 tonnellate AW169 destinato ad affiancare l’AW139, dotato di tangenza operativa massima di 15000 piedi, con un’autonomia operativa di circa 3 ore.
È il frutto di un lavoro di sviluppo e progettazione durato 5 anni ed è stato concepito secondo i più rigorosi requisiti EASA con standard CS-29 tanto che, proprio grazie alle sue peculiarità, questa macchina ad oggi, rimane il punto di riferimento nel suo segmento di peso.
I primi sei AW169M consegnati alle Fiamme Gialle furono configurati con una dotazione entry-level, denominata Utility Helicopter UH169A e dotati di carrello ruotato e destinati a prendere il posto degli ormai anziani 412.
Le macchine successive, denominate MH169A FOC ( dove MH è l’acronimo di Multipurpose Helicopter e FOC di Full Operative Configuration), sono state appositamente equipaggiate con pattini anziché ruote, potenza incrementata, aggiunta di appendici aerodinamiche, ma soprattutto di un sistema di missione di ultima generazione denominato ATOS-RW/MMS che consente l’acquisizione, l’elaborazione e la trasmissione di una lunga serie di dati raccolti nel corso di una missione operativa grazie ai sensori elettro-ottici FLIR e al radar di ricerca.
L’ATOS è il cuore operativo della macchina mirato all’espletamento dei compiti istituzionali della GdF. La macchina è certificata in Categoria A ed è in grado di effettuare operazioni in Performance Class 1, il che significa che in caso di avaria a bordo in fase di decollo o di avvicinamento, è possibile abortire il decollo o proseguire il volo in sicurezza senza necessità di effettuare un atterraggio forzato. L’apparato propulsivo è garantito da 2 Turboshaft Pratt and Whitney Canada PW210A1 dotate di FADEC per una velocità massima di 144 KTAS.
Sotto il piano degli apparati di bordo l’elicottero è dotato di un innovativo sistema di bordo IMSI/IMEI-Catcher attraverso il quale il dispositivo “sostituendosi” ad una specifica cella telefonica, è in grado di acquisire e catturare il codice IMEI del cellulare o il codice IMSI di una o più SIM telefoniche localizzando il target con una accuratezza di pochi metri. Tutto ciò rappresenta un punto di svolta sia nelle attività di ricerca e soccorso che per attività di polizia giudiziaria.
La versione FOC poi è stata appositamente equipaggiata con un’ampia gamma di sistemi e sensori forniti dalla stessa casa madre tra i quali un sistema di missione RW Atos con una consolle avanzata, un sistema antighiaccio, un nuovo ed avanzato radar di sorveglianza chiamato Gabbiano, il sistema elettro-ottico Leoss, oltre al transponder per individuazione amico/nemico (Identification Friend or Foe) IFF M428. Nuovi sono i sistemi di comunicazione V/UHF così come i pannelli di controllo e nuova è l’adozione di un sistema iperspettrale SPHYDER per applicazioni di telerilevamento, progettato anch’esso da Leonardo con tecnologie proprietarie.
L’avionica istallata a bordo è di ultima generazione e rappresenta il non plus ultra: il cockpit si avvale di un’innovativa strumentazione di tipo glass N.V.G. Ready basata su 3 display da 8×10 pollici con tecnologia touch screen e grafica 3D, il che significa che ha una visualizzazione completamente digitale e la grafica dei tre display si manifesta intuitiva e “user-friendly” proprio grazie alla sua capacità ottica tridimensionale.
Dai display i piloti possono gestire ogni singola fase di volo in totale sicurezza, grazie ai sistemi e agli impianti di navigazione istallati a bordo fra i quali due GPS in ridondanza, un TCAS Traffic Collision Avoidance System di seconda generazione in grado di monitorare realtime il traffico aereo presente in zona e le relative quote di volo, fornendo al pilota molteplici manovre evasive di risoluzione “anti-collisione” ed aggiungendo un notevole passo in avanti nella safety.
Sempre per la sicurezza del volo è stato istallato un Helicopter Terrain Awareness and Warning System (HTWAS) che fornisce messaggi di allerta per prossimità con il terreno e un Synthetic Vision System che permette al pilota e al copilota la visione sintetica dello spazio circostante in 3D).A questi due sistemi si aggiunge un OPLS ( Obstacle Proximity LIDAR System) ovvero una serie di sensori LIDAR installati nel main rotor che consentono una visione a 360° attorno alla macchina, assicurando un monitoraggio degli ostacoli fino a 25 metri. L’abbattimento del carico di lavoro dei piloti viene invece garantito da un sistema di controllo digitale automatico a 4 assi (DAFCS) completo di Dual FMS (flight management system); un dettaglio questo che consente alla macchina di essere certificata a svolgere le operazioni anche in single pilot sia in VFR che IFR.
Proprio in quest’ultima versione sono state introdotte avanzate funzionalità dell’autopilota per compiti di ricerca e soccorso (SAR Mode – Search and Rescue) anche con un solo pilota a bordo secondo le regole del volo strumentale IFR (Instrument Flight Rules). Le funzioni SAR permettono dunque di pilotare in modalità automatica lungo una rotta predefinita, riducendo così il carico di lavoro del pilota durante questa fase critica della missione.
L’AW169 è l’unico elicottero nella sua categoria di peso ad oggi a disporre di SAR Mode avanzati. Ulteriori vantaggi rispetto al vecchio 412 ci sono anche sotto il piano dei sistemi di recupero a mezzo verricello, grazie ad un nuovo verricello molto più rapido in fase di calo e riavvolgimento durante le operazioni. Novità anche sul piano delle emissioni acustiche, ridotte grazie all’adozione di un rotore principale a velocità variabile. L’aerodinamica dell’AW169 è stata inoltre progettata per aderire al programma European Clean Sky Green Rotocraft Drag Reduction.
La macchina è stata concepita in risposta alla crescente domanda di un elicottero di nuova generazione che possa unire eccellenti prestazioni con autonomia e sicurezza senza paragoni. Particolarmente versatile, l’elicottero affronta le condimeteo più difficili con prestazioni al vertice della categoria.
La disponibilità di un’unità di potenza ausiliaria (APU), unico mezzo della categoria ad avvantaggiarsene, gli garantisce inoltre la piena disponibilità degli equipaggiamenti di bordo anche a rotori fermi oltre ad una maggiore sicurezza a terra. È prevista nel prossimo futuro un’ulteriore evoluzione con serbatoi dalla capacità implementata per aumentare la durata delle missioni di pattugliamento e di polizia aerea.
Su diretta specifica richiesta della Guardia di Finanza, la fornitura di 169 prevede un numero complessivo di 22 macchine, delle quali 18 dotate di pattini fissi (versione M) e di 6 a carrello rigido quindi non retrattile con consegne cominciate nel 2019. Il contratto siglato con Leonardo prevede inoltre che l’intera flotta di 169 venga interamente consegnata entro il 2024; questo come parte di un accordo del valore di 280 milioni di euro che comprende oltre alle macchine anche un pacchetto completo di supporto e addestramento.
Storia degli anni recenti del Servizio Aereo della Guardia di Finanza e della Sezione Aerea di Pisa
Il 2024 è l’anno della ricorrenza dei 250 anni dalla costituzione della Guardia di Finanza. Ripercorriamo brevemente la storia del suo Servizio Aereo. Fondato il 5 ottobre 1774 dal Re di Sardegna Vittorio Amedeo III, inizialmente come Legione delle Truppe Leggere, il Corpo si è evoluto nel tempo, adattandosi alle esigenze mutevoli della società e diventando una pietra miliare nella tutela della legalità economica e finanziaria del Paese.
Il Servizio Aereo della Guardia di Finanza è stato protagonista di alcuni dei momenti più significativi della lotta al crimine organizzato nella storia del nostro Paese, come ad esempio l’arresto del noto latitante Pasquale Zagaria. Dal contrabbando di sigarette vissuto tra gli anni ’70 e gli anni ’80 nel Golfo di Napoli, passando per gli inseguimenti di scafi veloci carichi di droga e di sigarette che tentavano di approdare sulle coste della Puglia durante gli anni ’90, fino ad arrivare ai giorni nostri che vedono il Servizio Aereo del Corpo quotidianamente impegnato nel contrastare le nuove e più insidiose forme di illegalità messe in atto dai trafficanti di droga e di esseri umani, che vedono nel Mediterraneo la via più semplice per compiere i loro loschi affari.
Il Servizio Aereo coopera stabilmente con i dispositivi delle Forze di polizia nazionali ed europee e con i servizi di intelligence che investigano sui traffici illegali. Tutto questo ha portato la Guardia di Finanza e i suoi aerei a proiettare la propria capacità aeronavale operativa fino alle porte del Mediterraneo ed oltre operando anche dalle coste delle Canarie, del Senegal o da Gibilterra per contrastare le azioni della criminalità organizzata.
È il 1° febbraio 1954, giorno in cui venne istituito il “Servizio Aereo” presso il Comando Generale della Guardia di Finanza, dapprima con l’impiego esclusivo di velivoli ad ala fissa. Successivamente si introdurrà anche una aliquota di mezzi ad ala rotante.
Nel corso dello stesso anno furono eseguite due esercitazioni di ricerca e di cooperazione aeronavale. La prima chiamata “Tirreno” effettuata tra il Mar Ligure e l’arcipelago toscano e la seconda “Orchidea” tra le Isole Ponziane e Punta Licosa nel Cilento). Nella primavera del ’55 fu creato e istituito un servizio permanente di esplorazione aeromarittima dotato di tre bimotori Beechcraft C-45 messi a disposizione dall’Aeronautica Militare per la Guardia di Finanza sugli aeroporti di Palermo-Boccadifalco, Napoli-Capodichino e di Pisa-S.Giusto.
Dopo un’attenta e ponderata valutazione, infatti, oltre alla già presente componente terrestre, si scelse di dotarsi in via permanente anche di una componente aerea autonoma per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali basata sull’ala rotante, con lo scopo di velocizzare ed estendere gli interventi e il proprio raggio di azione nelle azioni di controllo e nella lotta al contrabbando marittimo senza dover dipendere perennemente dall’Arma Azzurra per missioni e manutenzione. Fu così che il 9 aprile del 1955 sull’aeroporto di Roma-Urbe si tenne la cerimonia di consegna alla Guardia di Finanza dei primi due elicotteri.
I nuovi mezzi vennero consegnati alla neocostituita Sezione Aerea di Napoli Capodichino. Si trattava di 2 Augusta-Bell AB.47G, prodotti in Italia su licenza Bell a cui vennero assegnati i nominativi radio “Volpe 1” e “Volpe 2”; si trattava di una versione migliorata dell’AB.47D; un apparecchio per l’epoca all’avanguardia dotato di una velocità di crociera di 60 nodi e con un’autonomia di circa due ore e mezza.
L’11 gennaio 1958 fu Pisa a vedersi assegnati una coppia di elicotteri a pistone, i primi AB47G2 denominati “Volpe 9” e “Volpe 10”. La scelta fu dettata dalla necessità di contrastare ed interrompere i traffici nello specchio di mare del porto di Livorno.
La Sezione, posta alle dipendenze dell’Ottava Legione territoriale di Firenze, aveva all’epoca il compito specifico di assicurare la vigilanza marittima e costiera dell’Arcipelago Toscano integrando l’attività di esplorazione del velivolo C-45 in seno a Pisa e dei mezzi navali della Stazione di Livorno nell’ambito dell’attività anticontrabbando.
La storia araldica dell’intero Servizio Aereo della Guardia di Finanza invece si fissa al 1959 quando il Comandante della ex Quinta Sezione di Pisa incaricò un ufficiale dell’Esercito in carico alla allora 46^ Aerobrigata perché realizzasse un bozzetto da impiegare come emblema e che riproducesse il nominativo radio impiegato dagli elicotteristi della GdF: la volpe. Il distintivo una volta pronto riscosse immediatamente successo e venne successivamente ufficializzato, tanto da restare fino ad oggi sempre lo stesso.
Fino a metà degli anni ’60, gli elicotteri delle Fiamme Gialle dislocati presso l’Aeroporto di Pisa, furono gli unici ad assicurare un servizio di collegamento e soccorso alle isole dell’Arcipelago Toscano. L’aeroporto Militare era all’epoca la sede sia di alcuni Reparti da trasporto ma anche caccia ognitempo. Ai tempi il 23° Gruppo Caccia dell’Aeronautica Militare era rischierato presso la 46^ Aerobrigata.
Nel 1961 la Sezione di Pisa venne dotata della versione migliorata del 47, la J (Jota) denominato “Ranger”. Il nuovo elicottero, evoluzione del G2, possedeva un motore più potente e maggiore spazio interno, in grado di ospitare una piccola pattuglia, facilitando operativamente le missioni di ricognizione e S.A.R., polizia marittima e non ultime, le ricognizioni fotografiche di siti archeologici e il trasporto sanitario; quest’ultime due necessità che si erano recentemente aggiunte.
Nel 1964, ci fu un’ulteriore evoluzione grazie alla consegna dell’AB-47J3, equipaggiato con un nuovo motore e di una strumentazione per il volo IFR di tipo basico.
Gli anni ’70 però rappresentarono per la Sezione Aerea di Pisa una vera e propria svolta dal punto di vista dell’evoluzione del mezzo aereo. Si passò infatti dal motore a pistoni alla turbina. Tutti gli AB-47G2 e AB-47J3 vennero così sostituiti dal più performante Breda-Nardi NH-500, costruito su licenza Hughes. Il nuovo elicottero, monomotore quadripala, consentiva una velocità di crociera di circa 90 nodi (contro i 65 del precedente mezzo) e una rapida riconfigurazione nella versione trasporto sanitario.
Il primo NH-500 giunse al reparto il 26 luglio 1975, fu rinominato “Volpe 59”. Il 1977 rappresentò per la Sezione Aerea il primo anno di operatività completa sulla nuova macchina, che grazie alle peculiari caratteristiche di compattezza, versatilità e manovrabilità consentì al personale del Reparto di contraddistinguersi in altri settori d’impiego, come la ricognizione terrestre.
Nel 1978 la Sezione Aerea aveva in dotazione tre elicotteri NH-500. Erano gli anni di piombo e a causa dell’emergenza terrorismo, il Reparto venne largamente impegnato anche in attività di ricognizione stradale e di polizia giudiziaria, sfruttando le capacità del mezzo aereo. Al piccolo Nardi nel 1999 si affiancò l’Agusta A-109, una macchina bimotore di prestazioni superiori ed abilitata anche all’impiego notturno.
Nel 2006 invece, con il passaggio da Sezione Aerea a Sezione Aerea di Manovra, il Reparto venne dotato dell’Agusta-Bell AB412HP ritirato dal servizio nel 2022. A partire dall’ottobre del 2014 il Reparto è tornato ad assumere la denominazione di Sezione Aerea, con il conseguente ritorno alle dirette dipendenze del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno.
Gli autori desiderano ringraziare il Comandante e tutto il personale della Sezione Aerea di Pisa, il Comandante del ROAN e tutto il personale della Stazione Navale di Livorno, l’Ufficio Stampa del Comando Generale della Guardia di Finanza.
Testo: Simone Ferrante e Stefano Monteleone
Immagini: Simone Ferrante, Stefano Monteleone, Gianluca Vannicelli
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