298 missioni aeree e 423 ore di volo, 797 crociere e 53286 miglia nautiche percorse, questi sono i numeri del 2017 dell’attività svolta dal ROAN – Reparto Operativo Aeronavale di Livorno per la sicurezza del territorio della regione Toscana.  Volevamo saperne qualcosa di più così siamo andati a toccare con mano il lavoro dell’ente aeronavale della Guardia di Finanza che sovraintende alla sicurezza e alla prevenzione degli illeciti che potrebbero avvenire nel tratto di mare di propria competenza.

E’ mattina presto quando arriviamo ai cancelli dell’aeroporto militare di Pisa. Dopo il ritiro del permesso ci dirigiamo verso l’ultima palazzina lungo la perimetrale dell’aeroporto. Qui ha sede la Sezione Aerea di Pisa della Guardia di Finanza con la quale trascorreremo due intense giornate lavorative.

Ad accoglierci il Comandante pilota Maggiore Massimo Anedda e i suoi uomini. La caserma della Sezione Aerea della GdF è composta da due palazzine che affacciano sul piazzale degli elicotteri. La palazzina comando con gli uffici e la palazzina manutenzione con il grande hangar.

Le giornate che ci attendono sono dense di attività che il Comandante Anedda ci spiega nella sala briefing dove vengono affrontati in prima battuta gli aspetti tecnici di quello che andremo a fare e di quello che vedremo fare dal personale delle Fiamme Gialle per poi passare a questioni inerenti il volo come le condizioni meteo ed eventuali “Notam” presenti in zona di operazioni. Già in questa fase emergono i primi aspetti e peculiarità di questo reparto operativo che, come vedremo in dettaglio, si occupa di tutte le questioni inerenti la funzione di polizia economica esclusiva sul mare e sul territorio di competenza. Con le attività programmate affronteremo un ampio spettro di impieghi della sezione aerea quali il monitoraggio aereo del territorio, la ricognizione costiera e il contrasto dei traffici illeciti in mare.

Ci dirigiamo nell’hangar da dove vediamo sul piazzale il nostro elicottero pronto per la missione. La sezione aerea pisana dispone di due elicotteri HH-412C e di un OH-500B. Voleremo principalmente con un HH-412C “Volpe 220” e a fine attività anche con l’OH-500B per alcune foto air-2-air lungo la costa toscana. Altri attori saranno tre motovedette della Stazione Navale della GdF di Livorno, poichè nel corso delle quotidiane attività di pattugliamento delle acque territoriali, ai fini di polizia economico finanziaria e di ordine e sicurezza pubblica in mare, i mezzi aerei e le unità navali delle Fiamme Gialle si trovano spesso a cooperare per massimizzare l’efficacia del dispositivo di controllo messo in atto dal Corpo.

In volo con gli elicotteri HH-412C della Guardia di Finanza

Decolliamo per la prima parte della nostra missione, quella riguardante il monitoraggio e aereo del territorio e la ricognizione costiera. Ci attende una lunga missione di più di tre ore di volo durante la quale andremo a pattugliare le acque dell’Arcipelago Toscano e a controllare alcune zone della costa toscana, in particolare il promontorio dell’Argentario, e di alcune isole quali l’Elba, Montecristo, Gorgona, Pianosa e il Giglio. Durante queste missioni di pattugliamento il personale svolge un monitoraggio finalizzato al controllo del demanio, al contrasto dei fenomeni di abusivismo edilizio, al controllo ambientale sia su terra che su mare, alla scoperta di eventuali traffici di stupefacenti. Ad Ottobre 2017 il ROAN di Livorno e l’ente Parco dell’Arcipelago Toscano hanno firmato un Protocollo Operativo per rafforzare la vigilanza delle acque marine protette circostanti le isole dell’Arcipelago Toscano attraverso le unità navali del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno, del Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Livorno e degli elicotteri della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Pisa.

Dopo il lungo volo rientriamo a Pisa e l’elicottero viene preso in carico dal personale della manutenzione che, dopo aver controllato l’elicottero e rifornito di carburante, lo prepara per una nuova missione di pattugliamento, questa volta in notturna. Eh si il lavoro qui non si ferma mai! Anche perché come ci conferma il Comandante Anedda, buona parte degli illeciti si svolgono di notte e bisogna essere pronti H24 per contrastarli. Cambiato l’equipaggio, il nostro “Volpe 220” decolla nuovamente per un altro lungo volo notturno a sorveglianza e protezione della Toscana. Un impegno complesso quello degli uomini di Pisa che hanno il compito di sorvegliare 22.987 Km2 di territorio. La missione notturna ci permette di riprendere qualche scatto dell’HH-412 in una veste diversa dal solito.

La mattina seguente ci aspetta una’attività molto interessante, forse la più complessa affidata agli elicotteri e cioè il contrasto ai traffici illeciti in mare mediante intercettazione ed inseguimento di contrabbandieri in mare. In questa occasione si tratterà di una attività addestrativa nella quale una motovedetta classe 600 simulerà una imbarcazione veloce carica di droga, intercettata e inseguita dal nostro “Volpe”, da una motovedetta classe 2000 e da un guardacoste classe Buratti.

Siamo al largo della costa tirrenica tra Marina di Pisa e Livorno e l’azione è incredibilmente veloce e potente sia in mare che in cielo. Il nostro elicottero manovra a bassa quota con potenza e precisione sul gommone dei contrabbandieri senza mai mollare la presa con virate continue e strette assecondando l’azione pressante ed incessante delle motovedette impegnate nel “tagliare” l’onda ai trafficanti per costringerli a rallentare e a fermarsi. Una cooperazione incredibile quanto mai estremamente precisa ed efficace tra gli equipaggi di cielo e di mare che permette l’arresto e il sequestro del carico di droga che anche questa volta non arriverà sulle strade delle nostre città. Nonostante l’età il buon vecchio 412 si dimostra ancora un affidabile, poderoso e robusto elicottero con potenzialità operative sempre adeguate all’impegno richiesto.

L’addestramento al quale abbiamo partecipato riproduce fedelmente lo scenario che gli equipaggi dei mezzi aerei e navali della Guardia di Finanza affrontano quotidianamente nella normale attività operativa di lotta al contrabbando e al traffico illecito di stupefacenti, ed è necessario per mantenere una già elevata preparazione tecnica e capacità operativa con standard di sicurezza ai massimi livelli.

Forse in Toscana potrebbe essere raro vedere un inseguimento del genere ma questa simulazione operativa ricalca esattamente quello che avviene oggi, ad esempio, nelle acque che dividono le coste albanesi da quelle italiane. Trafficanti di droga che vengono intercettati dagli elicotteri e dalle motovedette delle Fiamme Gialle. La perizia aerea e navale di questi uomini viene messa a frutto giornalmente in contesti spesso “border-line” dove le intercettazioni in mare possono diventare realmente pericolose e dove la cooperazione aeronavale diventa fondamentale per la cattura dei trafficanti. Così ogni giorno con umiltà, caparbietà e professionalità il personale delle Fiamme Gialle mette le proprie capacità a disposizione della sicurezza del territorio, delle istituzioni e della popolazione.

Il ROAN di Livorno e la Sezione Aerea di Pisa della Guardia di Finanza

La Sezione Aerea di Pisa viene instituita l’11 gennaio 1958, quale quinto Reparto aereo del Corpo e primo assoluto come ala rotante sull’aeroporto di San Giusto. Inizialmente il Reparto fu dotato di elicotteri a pistone per poi passare, nel 1975, ai velivoli con propulsione a turbina, gli Hughes NH500, tutt’ora in servizio ed ai quali nel 1999 si affiancò l’Agusta A109, un elicottero bimotore di superiori prestazioni ed abilitato all’impiego notturno. Nel 2006, con il passaggio da Sezione Aerea a Sezione Aerea di Manovra, il Reparto viene dotato dell’Agusta-Bell AB412HP, elicottero bimotore di categoria superiore ed estese potenzialità operative. A partire dall’ottobre 2014, il Reparto è tornato ad assumere la denominazione di Sezione Aerea, con il conseguente ritorno alle dirette dipendenze del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno di Mare nell’ambito del Comando Regionale Toscana.

La circoscrizione di servizio della Sezione Aerea di Pisa comprende tutto il territorio della regione Toscana, arcipelago compreso, nonché una zona di sovrapposizione che si estende sulle province di Parma e Piacenza. Attualmente il Reparto è impiegato in diversi settori operativi che vanno dal concorso alla sicurezza interna ed esterna del Paese al contrasto ai traffici illeciti in genere, con una specifica funzione di polizia economica esclusiva sul mare territoriale in cooperazione con le unità navali del Corpo. Il Reparto di volo è inserito in piani di intervento di protezione civile e concorre nelle varie operazioni di soccorso (SAR) sia su mare che su terra. Il monitoraggio aereo del territorio si concretizza in missioni di ricerca natanti e ricognizioni costiere o terrestri finalizzate al controllo del demanio, polizia ambientale ed al contrasto dei fenomeni di abusivismo edilizio, nonché di traffico di stupefacenti.

Con riferimento all’attività di soccorso si evidenzia, in modo particolare, l’intervento in occasione dell’emergenza idrogeologica che ha interessato le province di La Spezia e Massa Carrara nel 2011 e nei naufragi della Moby Prince (1991) e della Costa “Concordia” (2012). Negli ultimi anni il Reparto è stato anche impegnato in attività di contrasto all’immigrazione clandestina, rischierando gli equipaggi e i mezzi presso l’isola di Lampedusa, dal 2009 al 2013. La Sezione Aerea di Pisa è stata insignita per tale attività meritoria di un importante riconoscimento ovvero di un Encomio Solenne al Reparto. Il reparto aereo, sotto le direttive del Comandante del Reparto Operativo Aeronavale, si coordina e lavora in sinergia con i Comandi territoriali Provinciali attraverso scambio di informazioni e riprese aerofotografiche, nonché, pianificazione di operazioni ed interventi congiunti.

Come già accennato la sezione aerea di Pisa fa parte del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno. Il ROAN di Livorno è il Comando che impiega tutti i mezzi aerei e navali del dispositivo aeronavale regionale toscano, svolgendo un’azione di controllo sul territorio, sulle acque interne, sul mare territoriale e nella zona contigua. La Guardia di Finanza impiega 15 ROAN, posti alle dipendenze dei Comandi Regionali, a copertura totale del territorio nazionale per garantire il controllo della fascia costiera, del mare e delle acque interne.

Tutti i Comandi del Comparto Aeronavale della Guardia di Finanza hanno in dotazione mezzi navali ed aerei che permettono quindi lo svolgimento delle attività di pattugliamento marittimo esercitando in mare, in via esclusiva, le funzioni di polizia economica e finanziaria nonché l’attività di contrasto ai traffici illeciti per la tutela degli interessi nazionali. Ricordiamo che la Guardia di Finanza dal 1° gennaio del 2017 è l’unica forza di polizia sul mare. Le Fiamme Gialle, infatti, oltre ai compiti istituzionali connessi all’azione di polizia economico-finanziaria e di contrasto ai traffici illeciti, garantiscono oggi anche le attività di pubblica sicurezza per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in mare. Di fatto, fatte salve le attribuzioni assegnate alla Guardia Costiera, ovvero la salvaguardia della navigazione e salvataggio in mare, la Guardia di Finanza è oggi l’unica forza di polizia in mare con il compito di polizia giudiziaria.

Ecco quindi che mezzi e uomini del Comparto Aeronavale della Guardia di Finanza prendono parte ad operazioni in diversi settori operativi, quali la lotta al traffico degli stupefacenti, al contrabbando di sigarette, all’immigrazione clandestina e al controllo economico del territorio, ma anche alle attività di soccorso S.A.R. (Search And Rescue, Ricerca e Soccorso) per la salvaguardia delle vite umane.

Il comparto aeronavale della Guardia di Finanza sta assumendo un’importanza significativa e una valenza strategica nell’assolvimento dei propri compiti. Abbiamo parlato di questo e del tema riguardante il nuovo assetto di Polizia del Mare con il Colonnello Amedeo Antonucci, Comandante del ROAN di Livorno dal 4 Luglio 2017 e con il Maggiore Massimo Anedda, Comandante della Sezione Aerea di Pisa.

AvRep: Col. Antonucci come è strutturato il ROAN di Livorno? Il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno è stato istituito il 1° gennaio 2000, ha il rango di Colonnello ed è alle dirette dipendenze del Comando Regionale Toscana della Guardia di Finanza di Firenze. La circoscrizione del Reparto comprende tutto il litorale, le acque interne e territoriali della Regione Toscana, comprese le isole dell’Arcipelago.
Dal Reparto Operativo Aeronavale di Livorno dipendono:

  • la Stazione Navale di Livorno, con sede nella storica caserma Tullio Santini situata nella darsena Vecchia dell’antico Porto Mediceo di Livorno; il Reparto Navale, comandato dal Maggiore Maurizio De Pierno, ha alle sue dipendenze – tra l’altro – anche le Sezioni Operative Navali di Marina di Carrara, di Portoferraio, sull’isola d’Elba, e di Porto Santo Stefano nell’Argentario, nonché un Nucleo Sommozzatori in sede;
  • la Sezione Aerea di Pisa, situata nell’area aeroportuale militare, comandata dal Maggiore pilota Massimo Anedda.

Nell’ambito del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno, inoltre, è presente un Ufficio Comando, alle cui dipendenze sono poste la Sezione Personale e AA.GG., la Sezione Operazioni ed i militari della Sala Operativa. Complessivamente, il reparto è formato da oltre 200 militari tra Ufficiali, Ispettori, Appuntati e Finanzieri, specializzati sia del contingente di mare che del contingente aereo.

AvRep: Col. Antonucci quali sono i compiti principali affidati al Reparto Operativo Aeronavale di Livorno. Il Reparto Operativo Aeronavale di Livorno esercita in via esclusiva, sul mare e lungo il litorale della Regione Toscana, le funzioni di polizia economico-finanziaria affidate alla Guardia di Finanza, nonché le attività di prevenzione e contrasto ai traffici illeciti via mare effettuati per via extra-ispettiva – cioè al di fuori dei normali canali di introduzione di merci e persone nel territorio dello stato, tipicamente porti e aeroporti – per la tutela degli interessi nazionali e dell’unione Europea.

Di particolare rilevanza per i compiti del Reparto Operativo Aeronavale è la previsione del Decreto Legislativo n. 177/2016 (cd. Decreto Madia) che attribuisce alla Guardia di Finanza le funzioni di sorveglianza delle acque marine confinanti con le aree naturali protette, considerato che nella propria circoscrizione rientra il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, considerato il parco marino più grande del Mediterraneo, nel cuore del Santuario dei Cetacei istituito nel 1999 quale area marina internazionalmente tutelata; in merito, il 12 ottobre 2017 è stato sottoscritto un importante Protocollo Operativo d’Intesa tra l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed il Reparto Operativo Aeronavale di Livorno.

Devo sottolineare, infine, che il citato Decreto “Madia” ha attribuito alla Guardia di Finanza – in via esclusiva – le funzioni nell’ambito del comparto di specialità della “sicurezza del mare”, per cui, nelle acque della Regione Toscana, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Livorno è l’unica Forza di Polizia in mare.

AvRep: Col. Antonucci in cosa consiste il protocollo Operativo d’Intesa tra la Guardia di Finanza e l’Ente Parco Arcipelago Toscano? Come detto, il 12 ottobre 2017 è stato sottoscritto il Protocollo Operativo d’Intesa con l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Si tratta di un importante accordo, autorizzato dal Comando Generale del Corpo, finalizzato a rafforzare la vigilanza delle acque marine circostanti le isole dell’Arcipelago Toscano, sottoposte a diversi regimi di tutela e di gestione, attraverso l’intervento delle unità navali ed aeree, nonché del Nucleo Sommozzatori, del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno. Tra l’altro, questo reparto può monitorare le isole ad accesso contingentato attraverso la remotizzazione delle immagini acquisite dal sistema di videosorveglianza dell’Ente Parco.

AvRep: Col. ci può spiegare quali sono i nuovi compiti assegnati alla GdF in ambito sicurezza del mare e polizia del mare a seguito del DLgs 177/2016? Il Decreto Legislativo 177/2016 ha disciplinato il comparto della “sicurezza del mare”, affidandone la responsabilità operativa alla Guardia di Finanza, in via esclusiva. Con la prevista soppressione di presidi navali di Polizia e Carabinieri, nonché con la soppressione del Corpo Forestale, la Guardia di Finanza è la sola Forza di polizia nazionale deputata a operare in ambiente marino, con anche il compito di eseguire i servizi di ordine e sicurezza pubblica e di controllo del territorio sul mare e nello spazio aereo sovrastante, in occasione di grandi eventi, manifestazioni religiose, sportive, culturali, di protesta, nell’ambito della vigilanza nei porti e della scorta ad obiettivi sensibili. Pertanto, oltre alle ordinarie attività, il Reparto Operativo Aeronavale di Livorno deve garantire la sicurezza in mare in favore di soggetti e imprese che operano in tale ambito e lungo le coste, contribuendo ad abbattere la percezione di insicurezza eventualmente percepita.

AvRep: compatibilmente con le comprensibili esigenze di riservatezza, quali sono le modalità operative cui si attiene? Il Reparto Operativo Aeronavale di Livorno impiega le unità aeree e navali in ricognizioni e vigilanza del territorio marino e lungo il litorale di competenza, supportato dal costante interscambio informativo con i Reparti territoriali della Guardia di Finanza. Gli elicotteri della Sezione Aerea di Pisa, inoltre, sono impiegati su tutto il territorio della Regione Toscana, sia per ricognizioni che a supporto di operazioni condotte da tutti i Reparti del Corpo.

Avrep: Col. Antonucci con quanti e quali mezzi navali ed aerei opera il ROAN di Livorno? Complessivamente il Reparto Operativo Aeronavale di Livorno dispone di 18 unità navali e 3 elicotteri. In particolare, la Sezione Aerea di Pisa ha in dotazione un elicottero OH-500 e due elicotteri HH-412, questi ultimi abilitati al volo notturno.

AvRep: Col. Antonucci quali sono le professionalità del personale navale e del personale aereo? Il personale dei Reparti aerei e navali del Corpo dispone di speciali qualifiche e particolari abilitazioni, necessarie per l’impiego nello specifico settore. A ciò si aggiunge il costante impiego, del personale specializzato, in attività operativa di natura aeronavale, caratterizzata quindi da elevatissima professionalità specifica e capacità di intervento nei settori istituzionali.

AvRep: Col. Antonucci personale ed unità aeronavali del ROAN sono mai stati distaccati fuori dell’area di competenza classica nell’ambito di esercitazioni od operazioni militari o di polizia? Le unità del reparto Operativo Aeronavale di Livorno hanno partecipato a diverse attività fuori dalla propria area di competenza, come alla sede dell’Isola di Lampedusa ed in Spagna, nell’ambito delle attività gestite dall’Agenzia Europea Frontex per il controllo delle frontiere esterne.

AvRep: Col. Antonucci e Magg. Anedda esiste un’operazione congiunta navale-aerea particolarmente interessante da raccontare? Merita di essere ricordata l’attività svolta dalle dipendenti unità aeronavali in occasione del naufragio della nave Costa Concordia, nella notte tra il 13 ed il 14 gennaio 2012 nei presso dell’isola del Giglio, che resterà scolpita indelebilmente nel ricordo dei militari intervenuti nella tragica occasione.

AvRep: Col. Antonucci e Magg. Anedda potete fornirci i dati dell’ultimo anno sulle attività svolte? Le unità del Reparto Operativo Aeronavale di Livorno hanno condotto 797 crociere per 4532 ore di moto, percorrendo oltre 53286 miglia nautiche, e 298 missioni aeree per 423 ore di volo. Sono stati effettuati oltre 620 controlli di polizia in mare, recuperati circa € 530.000 di tributi evasi, effettuai oltre 100 controlli sulla capacità contributiva.

AvRep: Col. Antonucci visto l’aumento dell’operatività, a seguito dei nuovi compiti di polizia del mare, le forze messe in campo sono ancora adeguate o ci sono prospettive future in termini di adeguamento o acquisizione di mezzi sia navali che aerei? Con l’acquisizione delle unità dei Carabinieri e del Corpo Forestale, alcune delle quali destinate proprio a questo Comando, e grazie ai programmi di potenziamento del Corpo, il Reparto Operativo Aeronavale di Livorno dispone di mezzi assolutamente adeguati alle esigenze operative ed in grado di fronteggiare i molteplici e delicati compiti istituzionalmente affidati.

Salutiamo e ringraziamo il Col. Antonucci e il Magg. Anedda per l’intervista e torniamo alla parte prettamente aerea dei nostri due giorni con le Fiamme Gialle perchè è importante ricordare che gli elicotteri della Guardia di Finanza chiamati “Volpi” dal loro nominativo radio sono un elemento cardine della struttura investigativa ed operativa del Corpo. Operano H24 su tutto il territorio nazionale e le acque territoriali italiane integrati nei comandi territoriali a supporto delle attività operative del Corpo.

Il Servizio Aereo della Guardia di Finanza, che gestisce gli elicotteri e gli equipaggi di volo, è attivo nel controllo delle frontiere e pattugliamento marittimo, nella lotta al contrabbando, al traffico di stupefacenti, all’immigrazione clandestina, al terrorismo, alle organizzazioni mafiose fino alla lotta all’inquinamento ambientale e al soccorso della popolazione in occasione di calamità naturali o incidenti. Tutte queste possono essere svolte anche grazie ad una spiccata sinergia tra la componente aerea, quella navale e quella terrestre ottimizzando così il controllo del territorio e delle acque che circondano il nostro paese.

Le solide competenze tecniche del personale del comparto aereo, unite alla grande motivazione e professionalità degli equipaggi degli elicotteri, fanno del Servizio Aereo della Guardia di Finanza un vero baluardo contro tutte le attività illecite su terra e soprattutto su mare.

Grazie al Comandante Magg. Massimo Anedda abbiamo potuto rivolgere qualche domanda a due piloti della sezione Aerea di Pisa, un “veterano” e un “giovane” in addestramento per capire le loro esperienze e le loro aspettative, le loro capacità.

Tenente Cataldo (pilota in addestramento) Come è nata la scelta di carriera nella GdF legata soprattutto alla passione per il volo? È un sogno che coltivo sin da piccolo; in realtà galeotta è stata la decisione di mio padre di appendere in camera mia, sin da quando ho memoria, la sua sciarpa azzurra e la sua sciabola simboli dell’ufficiale. Sono cresciuto con questa immagine e la scelta di diventare pilota della Guardia di Finanza mi ha permesso di unire questo mio irrefrenabile desiderio a quello che è a tutti gli effetti il sogno di ogni uomo: il volo, il librarsi in una terza dimensione, ampliando i propri confini, scorgendo nuovi orizzonti. Sin dall’ entrata in Accademia ho capito come questo non sia una professione come altre. Ha peculiarità tutte sue. A un pilota della Guardia di Finanza, non si richiede di essere solo un buon pilota, ma anche un ottimo militare del Corpo. Il saper utilizzare il manuale di volo e al tempo stesso i codici del mondo tributario e giuridico, gli attribuisce quella connotazione di unicità. È questo che lo rende affascinante.

Tenente Cataldo, secondo lei quali sono le qualità che un pilota del Corpo deve avere? La prima cosa che mi viene in mente è l’umiltà. Sin dal primo giorno del mio arruolamento mi è stato ripetuto come un mantra. È una passione che richiede sacrificio, ma che sa gratificarti. Lo studio e il costante aggiornamento sono alla base del nostro lavoro. Quando andiamo in volo la preparazione è la cosa più importante, poiché da essa dipende la nostra vita come quella di tutto l’equipaggio. Conoscere i propri limiti ti permette di operare in una condizione di sicurezza e ti permette di individuare quei campi suscettibili a eventuali miglioramenti.

Tenente Cataldo, quali saranno  i prossimi step a medio e lungo termine che dovrà affrontare per diventare un pilota operativo del reparto? Prima di essere assegnato a questo Reparto, ho frequentato un corso presso il 72mo stormo dell’ aeronautica, al termine del quale ho conseguito il Brevetto militare di pilota di elicottero. Attualmente sono impegnato in un corso di post formazione al termine del quale avrò le competenze per operare con i mezzi in dotazione al nostro reparto in quei settori propri del Corpo. Diciamo che l’aeronautica mi ha dato le ali e la Guardia di Finanza mi ha insegnato a usarle. Poi nel mondo aeronautico molto è legato all’ esperienza volativa, pertanto la mia speranza è quella di poter un giorno essere abilitato su macchine tecnologicamente superiori in dotazione al nostro Comparto e magari diventare un giorno pilota istruttore.

Tenente Cataldo, c’è qualche domanda che vorrebbe fare o che ha fatto ai suoi colleghi più anziani sul funzionamento di un elicottero o sulla vita al reparto operativo? La curiosità è insita nella natura del pilota.  Volare di per sé, non fa parte della natura umana, pertanto è utile, se non necessario, un costante confronto con altri piloti. Il nostro lavoro è talmente ricco di sfaccettature che individuare una specifica domanda lo ritengo quasi impossibile. Ogni giorno so che ci sarà un nuovo aspetto a cui porre attenzione, ma sempre con la consapevolezza di trovare nei miei colleghi più esperti un valido ausilio a quello che è richiesto ad un pilota della Guardia di Finanza: lo studio, nonché il costante aggiornamento. Un buon pilota non può andare a dormire fino a quando non ha imparato qualcosa di nuovo, questo è un consiglio che mi è stato suggerito dai miei colleghi con più esperienza.

Tenente Cataldo, dove si vede tra qualche anno nell’ambito del reparto di volo? Aspettative e aspirazioni. Attualmente ricopro le funzioni di Comandante di nucleo operativo della sezione aerea, un compito che mi inorgoglisce molto. È naturale che per un ragazzo della mia età, le aspettative, come le aspirazioni, siano molteplici. La voglia di migliorarmi, spero mi spingerà un giorno a ricoprire incarichi di responsabilità sempre maggiori con cui potermi confrontare, e magari diventare io stesso un punto di riferimento per un nuovo giovane pilota che si affaccia a questo affascinante mondo. 

Lgt. pil. Domenico Nevano (pilota C.E. esperto), quando e perché ha scelto la componente aerea del corpo rispetto a quella navale o terrestre per la sua carriera nel Corpo? Mi piacerebbe risponderle con una citazione del grande Leonardo “Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare”. Difficilmente troverà un pilota che le dica cose diverse da: “la scelta di diventare pilota è sicuramente legata alla passione per il volo”. Anche per me, come per la maggior parte dei piloti, la scelta della componente aerea rispetto a quella navale o terrestre è stata dettata da una passione che è nata sin da piccolo giocando con gli aeroplanini di carta o guardando stupito il volo degli aerei e poi col tempo il gioco si è fatto più adulto diventando un vero e proprio lavoro al servizio della collettività.

Lgt. pil. Domenico Nevano, secondo lei quali sono le qualità che un pilota del Corpo deve avere? Fare il pilota è sicuramente una scelta di vita che va presa molto seriamente in quanto molto impegnativa, ancor più se si decide di intraprendere gli studi come pilota militare. Un pilota dei Reparti volo della Guardia di Finanza è innanzitutto un pilota militare, poi è anche un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria nonché un ufficiale o un agente di polizia tributaria e ciò significa dover essere in grado di assolvere a più compiti, che spesso si sostanziano in più attività non sempre legate al volo. In particolare poi, la stessa attività volativa è molto varia per cui definirei il pilota del Corpo un pilota “MULTITASKING”, un pilota cioè che deve essere in grado di assolvere a diverse tipologie di missioni che vanno dalla più semplice ricognizione su terra o su mare alla più complessa attività di soccorso, in grado poi di operare sia di giorno che di notte e spesso in condizioni meteo marginali.

Lgt. pil. Domenico Nevano, quali sono state le tappe della sua formazione per diventare pilota operativo del reparto? L’iter da seguire è piuttosto articolato e complesso soprattutto se l’obiettivo è quello di diventare un pilota “Full “, cioè un pilota capo equipaggio esperto, perché ciò comporta sacrifici, studio, ostacoli da superare e capacità di mettersi in discussione costantemente, dai primi esami teorici per accedere ai corsi, fino alle ultime verifiche professionali del livello di addestramento ed operativo “controlli periodici di standardizzazione”, anche quando si è prossimi ad appendere il “casco al chiodo”. Requisito essenziale e imprescindibile per intraprendere quest’attività è l’idoneità psico-fisica certificata dall’Istituto Medico Aerospaziale dell’Aeronautica Militare e quindi il superamento del concorso interno per piloti di elicottero. Il secondo step, che consiste poi nella vera selezione, è rappresentato dal corso svolto presso il 72° Stormo dell’Aeronautica Militare di Frosinone che “può terminare” con il raggiungimento del tanto agognato brevetto di pilota militare di elicottero. Il terzo step poi è rappresentato dallo svolgimento presso i comandi del Corpo, del corso per il conseguimento della Capacità Operativa o “prontezza all’impiego”. Il suo conseguimento permette al pilota della Guardia di Finanza di svolgere i differenti profili di missione – operative, tecniche, addestrative, di soccorso etc. – a bordo degli aeromobili in dotazione al Corpo, al fine del perseguimento degli obiettivi assegnati. Successivamente ogni pilota svilupperà un percorso addestrativo legato spesso al Reparto Aereo di assegnazione, conseguendo in base alle necessità del Corpo, abilitazioni e capacità operative sugli aeromobili in dotazione agli stessi Reparti.

Lgt. pil. Domenico Nevano, quali sono le attività tipiche che svolge quotidianamente al reparto di volo? La mattina si inizia sempre con il briefing meteo, notam e argomenti dei manuali di volo o degli inconvenienti di volo. Successivamente si dà atto a ciò che è previsto nel programma di volo, quindi si intraprende, qualora prevista, la missione di volo assegnata. Le faccio notare che anche quando nessun volo è previsto in programma, i piloti del reparto devono essere pronti al decollo per eventuali richieste avanzate dalle Sale Operative del Corpo o da parte di altri Enti dello Stato. Oltre all’attività di volo prettamente operativa ed addestrativa, non bisogna poi trascurare l’attività tecnica, che spesso risulta essere molto impegnativa sia dal punto di vista fisico (qualora si operi diverse ore sul piazzale di volo con temperature elevate) che mentale. Qualora “l’equipaggio di allarme in linea volo” non ha missioni assegnate, c’è sempre qualche attività da portare a termine, sia essa prettamente d’ufficio o di natura investigativa. Non bisogna mai trascurare il fatto che oltre ad essere piloti che osservano dall’alto eventuali situazioni di interesse dal punto di vista operativo siamo anche e soprattutto “Finanzieri” che operano a tutela degli interessi economico-finanziari del paese.

Lgt. pil. Domenico Nevano, qualche consiglio per i giovani colleghi in addestramento? Il mio consiglio è sempre quello di svolgere quest’attività con passione, impegno e spirito di sacrificio. La passione è fondamentale, come in tutte le cose; al venir meno di questa componente un pilota dovrà prendere un’unica, possibile decisione, che è quella di “mollare”. Lo stress psico-fisico dovuto alle varie condizioni di volo in cui sei chiamato ad operare, non ti permetterà di continuare se non hai passione. L’altro fattore fondamentale è sicuramente l’impegno, caratterizzato dall’addestramento sia teorico che pratico; un pilota deve costantemente tenersi aggiornato (procedure, manuali volo, pubblicazioni etc.) ed addestrato alle diverse tipologie di missioni cui verrà chiamato a partecipare. Non da ultimo, poi, ricordo sempre ai colleghi più giovani, che senza spirito di sacrificio non si raggiungono risultati; essendo stato impegnato per diversi anni in Reparti Alturieri, racconto loro le numerose volte in cui ho ricevuto la fatidica telefonata, anche nel cuore della notte, per partire rischierato su altre basi e/o aeroporti, per attività antidroga, anti-immigrazione o di soccorso, lasciando la famiglia e gli affetti a casa.  

Lgt. pil. Domenico Nevano, ore di volo accumulate fino ad oggi? Ad oggi ho totalizzato circa 4200 ore di volo, volate sia di giorno che di notte su diverse linee monomotore come OH500A e OH500-B e bimotore come MCH109A e HH412C.

Lgt. pil. Domenico Nevano, esiste un tipo di missione più difficoltosa o stressante rispetto ad altre? I piloti dei reparti volo della Guardia di Finanza, come le dicevo, devono essere piloti “MULTITASKING”,  devono essere in grado di svolgere missioni di volo che vanno dalle più semplici ricognizioni terrestri o marittime per rilevare e segnalare illeciti di natura ambientale, di natura edilizia o a tutela del patrimonio artistico-archeologico o naturalistico o alla ricerca di piantagioni di marjuana o a supporto di pattuglie automontate per l’esecuzione di attività di Polizia Giudiziaria, alle crociere di sorveglianza in mare, che pur essendo impegnative non possono però essere paragonate per difficoltà e stress alle missioni di soccorso. Effettuare una missione di soccorso in mare, spesso durante la notte, a 70/100 miglia dalla costa, in condizioni meteomarine marginali, alla ricerca di un’imbarcazione alla deriva spesso carica di clandestini da soccorrere o di naufraghi in imminente pericolo di vita, significa testare la propria preparazione, il livello addestrativo nonché il non trascurabile aspetto umano. E quando la missione si conclude positivamente dai anche un senso al rischio che hai corso…la gratitudine di un bambino, di una donna o di uomini salvati da un destino che sembrava già scritto rimane sempre indelebile in ognuno dei membri di un equipaggio e ti dà linfa vitale per continuare a svolgere questo bellissimo lavoro al servizio della collettività.

Lgt. pil. Domenico Nevano, ha dovuto mai affrontare un’emergenza in volo? Di emergenze ne ho avute, come credo tutti i piloti che hanno totalizzato diverse migliaia di ore di volo, ma sicuramente quella che ricordo con particolare dovizia di particolari è quella accadutami diversi anni fa nel Canale di Sicilia. Ero rischierato sulla base di Lampedusa come pilota Capo Equipaggio a supporto e con membri di Equipaggio di altro Reparto. La missione sembrava essere una “semplice e routinaria” ricerca natanti notturna a Sud di Lampedusa, con l’aggiunta dell’imbarco di un operatore/giornalista televisivo. Alle 70 Nm circa a Sud di Lampedusa il nostro bravo operatore di sistemi di bordo segnala un target al radar, ed in avvicinamento lo osserviamo sul monitor del Flir “Forward looking infrared”…si tratta di un barcone alla deriva strapieno di migranti… Intanto comunichiamo il tutto alla Sala Operativa, che invia sul posto una motovedetta del Corpo, già presente in zona operazioni, per il trasbordo dei migranti. Più fortuna di così il giornalista/operatore Tv non avrebbe potuto avere…”così pensava”…mentre tenevamo il target illuminato col faro di ricerca allo scopo di facilitare le manovre di avvicinamento della nostra unità navale per il successivo trasbordo, il tutto ripreso dall’operatore TV, mi accorgo che il primo orizzonte inizia a precessionare senza alcuna indicazione sul pannello allarmi. In buona sostanza stavamo per perdere le informazioni di assetto ma anche di prua…infatti di lì a poco sul pannello allarmi compare l’accensione della spia “AHRS”…in buona sostanza abbiamo perso la piattaforma giroscopica…riprendo momentaneamente il controllo manuale dell’elicottero e richiamo il mio secondo alla lettura della check-list…l’emergenza si è conclusa positivamente con l’atterraggio sull’aeroporto di Lampedusa e comunque col  salvataggio da parte dell’unità navale dei migranti in balia del mare, ma in me quell’evento, come credo negli altri membri dell’equipaggio nonché dell’operatore/giornalista TV, rimarrà per sempre indelebile. Credo che anche le emergenze hanno un loro specifico significato, soprattutto quando si possono raccontare…sicuramente un grosso vantaggio nella individuazione e poi nella risoluzione della stessa è da imputare all’addestramento sia sull’elicottero che al simulatore grazie alle sessioni di “Recurrent Emergency Training” svolte presso la SAS Flight Academy di Stoccolma. E’ proprio l’addestramento continuo e costante che ci permette di rafforzare quei processi di recupero delle informazioni senza il quale le stesse cadrebbero in un profondo “oblio”.

Lgt. pil. Domenico Nevano, ci vuole raccontare un aneddoto o una missione che le sta particolarmente a cuore? Sono tante le missioni di volo che si mantengono vive nei miei ricordi, ma quelle di soccorso, soprattutto quando ci viene chiesto di intervenire di notte e qualche volta anche con condizioni meteomarine marginali, sono quelle che ci danno poi le maggiori soddisfazioni. Un ricordo particolare va ad una sera di una domenica, mentre ero a casa a guardare una posticipo di calcio in TV, vengo chiamato dal mio Comandante che mi chiede di raggiungere al più presto l’Aeroporto di Base, perché siamo stati allertati dalla Prefettura per il recupero di una neonata in imminente pericolo di vita appena nata in un ospedale su un’isola del Tirreno. Il recupero sull’isola della neonata tenuta nell’incubatrice col medico al seguito ed il successivo trasporto all’Ospedale dei bambini del capoluogo avviene non senza difficoltà, soprattutto a causa delle condizioni meteo marginali presenti sull’isola; ma alla fine quella serata rimarrà per sempre impressa dentro di me come nel resto dell’equipaggio come la più bella, in quanto abbiamo avuto il privilegio di salvare la vita ad una creatura appena nata.

Durante i giorni di permanenza alla sezione Aerea di Pisa non potevamo tralasciare anche la parte manutenzione e supporto tecnico. La manutenzione e il supporto tecnico sono settori di primaria importanza in ogni ente militare, in un reparto di volo sono addirittura vitali. Anche in questo reparto è presente un nutrito gruppo di manutentori e specialisti di grande professionalità che si prendono cura giornalmente degli elicotteri in carico al reparto.

Abbiamo, quindi, chiesto al Lgt. Spec. Calogero Piparo, Comandante del Nucleo Efficienza della Sez. Aerea: come è organizzata la manutenzione degli HH412C, quali interventi fate presso la Sezione Aerea e quali invece competono alla ditta Agusta e/a Pratica di Mare? Il piano manutentivo degli elicotteri HH-412C si può suddividere in due macro categorie: quella programmata ad intervalli di tempo e/o ore di funzionamento prestabiliti dalle Pubblicazioni tecniche applicabili e quella straordinaria susseguente ad inefficienze, avarie o fattori accidentali. A seconda del livello di difficoltà degli interventi tecnici, questi vengono svolti in autonomia da personale del Reparto o con l’ausilio di specialisti del Centro di Aviazione del Corpo. Solamente in casi ben determinati, dove sono richieste specifiche abilitazioni, si ricorre alla Leonardo S.p.a. (ex Agusta) che è la cd. D.R.S. (Ditta Responsabile del Sistema) per l’elicottero in questione. In particolare presso questo Reparto vengono di norma compiute tutte le attività ispettive che intercorrono tra due Ispezioni Maggiori quindi in lasso temporale di 1200 ore di funzionamento oppure 8 anni.
Negli ultimi tempi il Corpo della Guardia di Finanza ha intrapreso una politica di “internalizzazione” degli interventi tecnici che, grazie anche all’accresciute esperienza e capacità tecniche dei manutentori, ha fatto si che sempre un maggior numero di attività venissero compiute in autonomia e senza l’ausilio di Ditte Aeronautiche “civili”, con conseguente notevole risparmio di risorse economiche. A tal proposito vorrei sottolineare con orgoglio, che i militari appartenenti al Nucleo Efficienza della Sezione Aerea di Pisa hanno effettuato e portato a termine, nell’anno 2016, la prima Ispezione Maggiore eseguita da personale appartenente ad un Reparto Operativo del Corpo su un elicottero HH-412C.

Aviation Report e l’autore desiderano ringraziare per l’opportunità concessa e il supporto continuo: l’Ufficio Stampa del Comando Generale della Guardia di Finanza a Roma e il Lgt S. Serafini, il Comandante del ROAN di Livorno Colonnello A. Antonucci, il Comandante della Sez. Aerea di Pisa Maggiore M. Anedda e tutto il personale della Sez. Aerea di Pisa e del ROAN di Livorno.

Testo e immagini: Stefano Monteleone, Gianluca Conversi
Interviste a cura di: Stefano Monteleone

Video: Stefano Monteleone

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