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Marina Militare

Nave Cavour è rientrata a Taranto dopo tre mesi in mare per la certificazione all’utilizzo degli F-35B con la campagna Ready for Operations

La portaerei Cavour della Marina militare ha fatto rientro a Taranto nella stazione navale Mar Grande terminando così, dopo tre mesi, la Campagna Ready for Operations (RFO). La nave è stata “salutata” in Mar Jonio dal cacciatorpediniere Andrea Doria, dalla nave anfibia San Giusto e dal sommergibile Prini.

La nave ammiraglia della Squadra Navale grazie alla campagna RFO ha avviato con pieno successo le attività fondamentali nel percorso di qualificazione ad impiegare il nuovo sistema d’arma costituito da velivoli di quinta generazione, gli F-35 nella versione B, a decollo corto e appontaggio verticale.

Ho voluto essere personalmente presente al rientro della Portaerei Cavour per testimoniare la vicinanza e la riconoscenza del Governo e della Difesa a tutto il personale della nostra Marina Militare. Questa portaerei rappresenta la massima espressione del potere marittimo e della naval diplomacy di una Nazione. La capacità portaerei è indicativa del rango internazionale del Paese ed è il pilastro della capacità di proiezione sul mare e dal mare e rappresenta la massima espressione del potere marittimo di una Nazione, nella sua più ampia accezione. L’Italia entra, quindi, a far parte di una élite di pochi Paesi al mondo in grado di esprimere una capacità portaerei con velivoli da combattimento di 5^ generazione, diventando di fatto l’unico Paese dell’Unione Europea a vantare questa capacità.” Così il Sottosegretario di Stato alla Difesa, senatrice Stefania Pucciarelli, che ha accolto nave ed equipaggio in rappresentanza del Ministro della Difesa, accompagnata dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, e dal Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio Paolo Treu.

Gli importanti risultati ottenuti in collaborazione con gli Stati Uniti d’America, nel corso delle attività appena terminate costituiscono un fondamentale passo per la Marina Militare che inizierà a sostituire gli AV-8B Plus Harrier, oramai arrivati alla fine del ciclo di vita operativa, e che punta a conseguire, entro il 2024, la Initial Operational Capability.

Soddisfatto il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone: “La campagna Ready for Operations si è conclusa con la piena realizzazione degli obiettivi inizialmente proposti e ha portato al conseguimento da parte della Naval Air System Command – autorità certificatrice americana – dell’autorizzazione all’impiego del F35-B a bordo della portaerei Cavour”. L’iter sarà completo con l’acquisizione della Final Operational Capability con la consegna dell’ultimo velivolo.

La campagna Ready for Operations del Cavour, rappresenta un successo di rilevanza strategica per la Marina Militare, la Difesa ed il Paese, che rafforza ulteriormente il legame transatlantico con gli Stati Uniti, così come affermato dal Ministro della Difesa, onorevole Lorenzo Guerini, in occasione del saluto all’equipaggio alla partenza della portaerei da Taranto: “Si tratta certamente di un’attività di natura tecnico-operativa – ha detto il ministro Guerini dal ponte di volo della portaerei– ma con risvolti importanti sul piano strategico-militare per la Difesa e per il Paese nel panorama internazionale. Un risultato che non sarebbe stato raggiunto senza la tenacia, la professionalità, l’abnegazione di donne e uomini che credono fortemente nella loro professione e nella loro missione, pronti a dimostrare le loro capacità in ogni occasione, generosi e straordinari professionisti del Mare”.

Durante le Sea Trials, svolte in Oceano Atlantico a largo della East Coast degli Stati Uniti, due velivoli F-35B americani equipaggiati per le attività di test, imbarcati sul Cavour, hanno portato a compimento tutte le prove previste, effettuando oltre 50 missioni di volo, in diverse condizioni meteo e stato del mare, attività notturne, circa 120 appontaggi verticali e altrettanti decolli corti con l’ausilio dello ski jump, nonché prove di decollo verticale.

Le attività di prova in mare hanno richiesto un enorme impegno dei team impegnati tanto sul ponte di volo e in hangar della portaerei quanto nei locali operativi dell’Unità, da dove sono state gestite le attività di volo. A bordo della portaerei si è realizzata una straordinaria integrazione tra il personale italiano e americano, un vero valore aggiunto per far sì che le delicate attività di decolli e appontaggio degli F-35B fossero condotte in sicurezza ottenendo il massimo dell’efficacia.

Sono profondamente grato agli uomini e alle donne del mio equipaggio, per la loro professionalità e per il senso del dovere che hanno messo in luce nel portare a termine questa ambiziosa impresa, specialmente in un momento così difficile per le nostre famiglie e per l’intero Paese, a causa dell’emergenza pandemica- così il Comandante di nave Cavour Giancarlo CiappinaIl loro esempio di spirito di sacrificio e la loro generosità mi riempiono il petto d’orgoglio: è grazie alla professionalità e ai sacrifici dei nostri uomini e donne, nonché delle loro famiglie, che la Marina – nonostante l’esiguo e sempre il più ridotto bacino di personale disponibile – riesce a preservare con efficacia l’essenziale funzione di difesa sul mare e dal mare e di confermare il ruolo della Forza armata quale vitale strumento per la sicurezza dei nostri mari e per la tutela dell’economia del Paese, a fortissima connotazione marittima”.

La campagna RFO, durata 3 mesi nei quali la nave ha percorso oltre 15000 miglia marine, ha affermato con forza il legame di cooperazione con la US Navy e il Corpo dei Marines. Oltre alle sessioni addestrative condotte nel mese di febbraio con il cacciatorpediniere americano Stout e un aereo da pattugliamento marittimo, di grande impatto è stata anche l’attività con la portaerei Gerald Ford, unità statunitense della nuova e omonima classe a propulsione nucleare.

Il Cavour ha condotto anche attività di certificazione del ponte di volo per operare con il convertiplano MV-22 Osprey in forza ai Marines. Il convertiplano Osprey è un velivolo plurimotore, a doppio pilotaggio, con capacità di decollo e appontaggio verticale grazie ai rotori basculanti, progettato per missioni di supporto a operazioni speciali. La funzione primaria del velivolo è il trasporto d’assalto anfibio di truppe, attrezzature e rifornimenti per unità navali dotate di ponte di volo e basi a terra. Un altro tassello aggiunto alle capacità di proiezione sul mare e dal mare.

Inoltre, durante le Sea Trials è stato anche certificato il sistema di avvicinamento degli F-35 sul Cavour. Il Naval Air Traffic Management System Program Office americano (PMA-213) ha concluso le certificazioni PALS (Precision Approach Landing Systems) dei sistemi JPALS – Joint Precision Approach Landing Systems e SPN-41B ICLS – Instrument Carrier Landing System (ICLS) della portaerei italiana Cavour utilizzando un velivolo F-35C mentre la nave era in navigazione al largo della costa orientale degli Stati Uniti.

Capacità fondamentali per ottenere l’interoperabilità internazionale tra i paesi partner e clienti dell’F-35, interoperabilità che potrebbe vedere gli F-35B di nazionalità diverse operare indistintamente dalle unità portaeromobili alleate. Contemporaneamente lo stesso sistema è stato certificato anche sulla portaerei britannica Queen Elizabeth II che a breve sarà impegnata del suo primo dispiegamento operativo con gli F-35B inglesi e con quelli americani.

Il Joint Precision Approach and Landing System, o JPALS, è un sistema di navigazione GPS differenziale basato su software e un sistema di atterraggio con avvicinamento di precisione che può guidare gli aeromobili su portaerei, su navi d’assalto anfibie o su piste semi-preparate o austere in tutte le condizioni meteorologiche. Utilizza un datalink crittografato anti-jam per comunicare tra l’aereo e una serie di sensori GPS, antenne e apparecchiature di bordo delle unità navali.

Immagini: UPICOM Marina Militare

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Redazione di Aviation Report

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