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Granit 2023: la Serbia mette in mostra le capacità dell’esercito e dell’aviazione militare

Più di 45.500 visitatori hanno assistito alla presentazione delle capacità delle forze armate serbe denominata “Granit 2023” presso l’aeroporto militare “Colonnello-Pilota Milenko Pavlović” a Batajnica. L’esibizione ha coinvolto più di 5.000 membri del Ministero della Difesa e dell’Esercito serbo, circa 2.300 armi e attrezzature militari e più di 60 aerei.

Nella parte “aerea” del programma della “Granit 2023”, tra l’altro, si sono esibiti gli aeroplani MiG-29SM Fulcrum modernizzati, Orao, Lasta e CH-92, gli elicotteri Mi-35, H-145 e Mi-17. Il drone CH-95 è stato presentato per la prima volta ai visitatori. Ricordiamo che la Serbia è la prima ed unica nazione in Europa ad utilizzare i droni cinesi. Anche i sistemi missilistici antiaerei FK-3, Pantsir S-1 e i sistemi missilistici modernizzati Kub e Neva sono stati messi in mostra. A terra sono stati messi in mostra anche tutta una serie di mezzi terrestri, blindati, corazzati e artiglieria.

Il sistema FK-3 era stato presentato lo scorso anno nell’ambito dell’esercitazione “Shield 2022”. La Serbia ha acquistato 4 batterie che hanno una portata di circa 100 chilometri (secondo alcune fonti fino a 120 km) e 27 in altezza. Le 4 batterie possono coprire la maggior parte del territorio della Serbia e possono tracciare fino a 40 bersagli contemporaneamente e su 6 di essi sparare fino a 12 missili alla volta. L’FK-3 è la versione per l’esportazione dell’HQ-22 che è entrato in servizio con l’Esercito cinese nel 2017. E’ stato sviluppato con capacità minori come versione da esportazione della variante cinese del sistema di difesa aerea HQ-22 che ad esempio ha una portata fino a 170 km.

La Serbia è il primo operatore europeo di questo sistema e il suo acquisto aveva sollevato diverse polemiche in Europa ma il presidente Vučić aveva respinto le critiche descrivendo l’acquisto come “legittimo, completamente regolare e trasparente”. Il sistema FK-3 era stato consegnato il 9 aprile 2022 tramite una missione, molto seguita sui social network, di 12 aerei da trasporto Y-20 dell’aeronautica militare cinese.

Alla dimostrazione delle capacità delle forze armate serbe “Granit 2023” hanno partecipato il presidente della Repubblica e Comandante Supremo delle forze armate serbe Aleksandar Vučić, il vice primo ministro e ministro della difesa Miloš Vučević e il capo di stato maggiore del Generale delle Forze Armate serbe Milan Mojsilović. All’esibizione organizzata in occasione della Giornata delle forze armate serbe hanno partecipato anche il primo ministro ungherese Viktor Orban, il membro serbo e presidente della presidenza della Bosnia ed Erzegovina Željka Cvijanović, il Presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina Milorad Dodik, il ministro della Difesa dell’Ungheria Kristof Šalaj Bobrovničski, il Presidente dell’Assemblea Nazionale serba Vladimir Orlić e il Primo Ministro della Repubblica serba Ana Brnabić.

La dimostrazione dinamica della “Granit 2023” è iniziata un lancio dimostrativo con il paracadute da parte dei membri della 63a Brigata Paracadutisti con le bandiere della Repubblica di Serbia e dell’esercito serbo dall’elicottero Airbus H-145M da un’altezza di 1.500 metri. Questo è stato seguito dal programma di volo, che ha preso il via con l’attacco simulato da parte di elicotteri da combattimento Mi-35 che hanno svolto azioni contro obiettivi nemici al fine di fornire supporto di fuoco aereo alle forze di terra e creare condizioni favorevoli per lo svolgimento delle operazioni antiterrorismo.

Dopo il supporto del fuoco aereo, sono state create le condizioni per l’ingresso di diversi elicotteri Mi-8 e Mi-17 dai quali sono sbarcati teams della 72a brigata delle operazioni speciali utilizzando tecniche di discesa in fast rope. Il tutto sotto la copertura degli aerei da combattimento MiG-29 che hanno assicurato anche la protezione dei gruppi di attacco dell’aviazione militare serba.

Dopo aver creato le condizioni di sicurezza dello spazio aereo, il gruppo d’attacco aereo “Orao” è decollato con a capo del gruppo d’attacco un aereo “Orao” modernizzato e armato con un missile guidato aria-superficie VRVZ-200. Dopo il gruppo di aerei d’attacco è decollato anche aereo G-4 “Supergaleb”. Nel frattempo gli elicotteri hanno esfiltrato le forze speciali con la copertura dei Mi-35 che hanno fornito il supporto di fuoco aereo diretto per creare le condizioni per l’estrazione delle squadre a terra.

L’aviazione da combattimento serba si basa su tre tipi di velivoli, inclusi quattordici MiG-29SM Fulcrum modernizzati che ora hanno una capacità di attacco limitata, l’aereo da attacco e ricognizione Soko J-22 Orao e gli addestratori Soko G-4 Super Galeb in grado di svolgere limitatamente anche altre missioni quali la polizia aerea. “Le nostre risorse aeronautiche saranno esaurite nei prossimi dieci o dodici anni“, aveva detto lo scorso anno il Ministero della Difesa serbo.

Da qui la ricerca di nuovi velivoli da combattimento, per anticipare il ritiro dei MiG-29, una faccenda “complessa e difficile“, aveva affermato il ministro della difesa serbo poiché oltre all’acquisto degli aerei, bisogna considerare anche “i pezzi di ricambio, le munizioni, le infrastrutture aeronautiche, i simulatori, la formazione di piloti e tecnici, i costi di manutenzione, ecc“, concludeva il ministero.

Come avevamo riportato su Aviation Report, lo scorso anno, la Serbia era in trattative con il Regno Unito e con la Francia per acquisire aerei da combattimento Eurofighter Typhoon e Rafale sia di nuova costruzione che di seconda mano come parte di uno sforzo più ampio per modernizzare l’aviazione militare del paese sostituendo proprio la sua flotta di caccia MiG-29 Fulcrum.

Il 16 aprile 2022 il vice primo-ministro serbo Nebojša Stefanović aveva dichiarato che l’aviazione militare e la difesa aerea serba (Ratno vazduhoplovstvo i protivvazduhoplovna odbrana: RV i PVO) era in trattative per 12 aerei Typhoon mentre continuava le discussioni anche con la Francia per ulteriori 12 esemplari del Dassault Rafale. Per gli aerei inglesi si parlava molto probabilmente di velivoli tranche 1, che dovrebbero essere ritirati dal servizio entro il 2025 secondo i piani della Royal Air Force.

Immagini: Ministero della Difesa della Repubblica di Serbia, Dimitrije Ostojic Mo