Lockheed Martin ha consegnato un totale di 110 jet F-35 agli Stati Uniti e alle nazioni alleate nel 2024, ha affermato lo scorso 8 gennaio, in una nota, l’appaltatore della difesa con sede a Bethesda, nel Maryland. Il totale delle consegne raggiunge la fascia alta dell’intervallo compreso tra 75 e 110 consegne di jet, come aveva annunciato l’azienda la scorsa estate. Il programma F-35 contribuisce per circa il 30% ai ricavi dell’azienda.
Lockheed ha alzato il suo obiettivo di vendita a luglio dopo che il Pentagono ha ripreso a ricevere le consegne di F-35 dopo una pausa di mesi sui ritardi nell’aggiornamento del software. Lockheed ha aggiornato i jet nell’ambito del programma Technology Refresh 3, o TR-3, che fornisce all’F-35 display e potenza di elaborazione migliori.
Il TR-3, sarà un sostanziale upgrade rivolto all’hardware della macchina, con la sostituzione ed implementazione dei principali processori, con particolare attenzione rivolta ai processori grafici. Le future macchine che usciranno con TR-3, saranno parte del Block4, con al suo interno un incredibile quantitativo di 75 upgrade, una vera innovazione, pensando che in passato, un ambizioso aggiornamento aveva 6 o 7 punti evolutivi al suo interno.
Questi punti evolutivi del TR-3, possono essere suddivisi in tre categorie:
- ogni sensore sarà migliore in range, fedeltà, sensibilità, capacità di rilevamento in ambienti molto diversi tra loro;
- la possibilità di portare un quantitativo maggiore di differenti armamenti;
- pacchetto di aggiornamenti che riguarda l’interoperabilità del velivolo per apprendere informazioni da più fonti, elaborarle e distribuirle ad altri attori presenti in un determinato teatro operativo.
Lockheed Martin sta lavorando a processori con “Open Mission Architecture System”, perché in un futuro prossimo, un velivolo non sarà più concepito fine a se stesso, ma sarà sempre più parte di un network multi-dominio, dove ogni macchina, ogni sensore al suo interno, diventeranno parte di un unico network. In questo scenario, l’F-35 sarà un nodo chiave. Potrà acquisire informazioni dell’ambiente circostante, attraverso i suoi sensori con una maggiore definizione, elaborarle e ridistribuire le stesse ad altri attori, presenti nello stesso teatro operativo, che siano altri velivoli, truppe a terra, mezzi navali o centri di comando e controllo, o condurre esso stesso un attacco con gli armamenti a sua disposizione, o condurre missioni EW (Eletronic Warfare) di guerra elettronica.
Il jet F-35 di Lockheed Martin è il velivolo da combattimento più avanzato al mondo. Offre letalità, capacità di sopravvivenza e connettività senza pari alle forze armate americane e agli alleati in tutto il mondo. Con oltre 1.000 F-35 consegnati fino ad oggi, il programma F-35 ha raggiunto un nuovo traguardo in termini di capacità ed operatività.
Il programma F-35 contribuisce annualmente con circa 72 miliardi di dollari all’economia americana. La sua rete di 1.650 fornitori supporta 275.000 posti di lavoro negli Stati Uniti in tutti i 50 stati. Il jet F-35 è più di un semplice velivolo da combattimento: è un vero moltiplicatore di forza. Con la suite di sensori più avanzata di qualsiasi caccia della storia, offre interoperabilità e potenza senza pari alle forze armate in tutti i domini.
L’F-35 è una pietra angolare della sicurezza globale e della resilienza economica. Lockheed Martin, nella nota stampa ha detto che guardando al futuro, l’azienda rimane impegnata a guidare l’innovazione, rafforzare le partnership e supportare gli uomini e le donne che dipendono dall’F-35 per proteggere le loro nazioni.
Per quanto riguarda l’Europa, nel prossimo futuro ci saranno più di 650 jet F-35 distribuiti su tutto il continente, con una capacità di interoperabilità tra di essi, sin da subito, molto rassicurante in previsione di una futura protezione dello spazio aereo europeo unificato. Lockheed Martin a tal proposito, sta lavorando oltre che per porre le basi per un modus operandi unificato, per ciò che riguarda la parte in volo della linea F-35 in Europa, e anche per ciò che concerne la parte manutentiva a terra. Così ché, un F-35 decollato dall’Italia, potrà avere supporto tecnico in Olanda e continuare la propria missione addestrativa magari in Germania.
Jet F-35 in Italia
Come abbiamo già scritto a metà settembre 2024, il Ministero della Difesa ha ufficializzato l’acquisizione di 25 nuovi aerei F-35 suddivisi in 5 F-35B per l’Aeronautica Militare e 5 F-35B per la Marina Militare oltre ad ulteriori 15 F-35A per l’Aeronautica Militare. Questa nuova acquisizione porterà la flotta nazionale a 115 aerei F-35: 95 per l’Aeronautica Militare (75 F-35A e 20 F-35B) e 20 F-35B per il Gruppo Aerei Imbarcati della Marina Militare.
L’Aeronautica Militare e la Marina Militare portano avanti il concetto di interoperabilità e lo sviluppo di capacità interforze che costituiscono un ulteriore passo in avanti nell’integrazione dei velivoli omniruolo di quinta generazione F-35B, con caratteristiche STOVL (decollo corto e atterraggio verticale), evidenziandone capacità e versatilità.
L’incremento da 30 a 40 velivoli F-35B costituirà un notevole aumento di queste capacità e permetterà anche un addestramento più sinergico degli equipaggi delle due forze armate e uno scambio di esperienze e tattiche tutto a favore della capacità di proiezione della componente aerea F-35 da mare e della sua valorizzazione in ottica expeditionary.


