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F-35A per il Regno Unito: 12 nuovi aerei per il ritorno della RAF ad un ruolo nucleare

@ Archivio Aviation Report / Gianluca Vannicelli

Il 24 giugno 2025, il governo di Londra ha annunciato un’importante svolta strategica per la Royal Air Force (RAF), con l’acquisto di 12 nuovi caccia stealth Lockheed Martin F-35A per il Regno Unito, certificati per trasportare armi nucleari. Questa decisione segna il ritorno della RAF a un ruolo nucleare aereo, assente dai cieli britannici dal 1998, quando l’ultima bomba nucleare a caduta libera WE.177 fu ritirata dal servizio.

L’annuncio, reso pubblico dal Primo Ministro Keir Starmer durante il summit NATO all’Aia, rappresenta quello che il governo britannico ha definito “il più grande rafforzamento della postura nucleare del Regno Unito in una generazione”. Questo sviluppo non solo amplia le capacità della RAF, ma rafforza anche l’impegno del Regno Unito nella missione nucleare aerea di condivisione della NATO (Dual Capable Aircraft, DCA), integrando la sua deterrenza nucleare basata sui sottomarini Trident.

L’acquisto dei 12 F-35A per il Regno Unito, che saranno basati presso la RAF Marham, si inserisce in un piano più ampio per l’acquisizione di un totale di 138 F-35 entro la fine del programma, di cui una combinazione di varianti A e B. Ma perché questa decisione è così significativa, e come si colloca nella storia della RAF e nel contesto geopolitico attuale?

La scelta degli F-35A per il Regno Unito: vantaggi operativi e strategici

Gli F-35A, a differenza degli F-35B già in servizio con la RAF e la Royal Navy, sono caccia con decollo e atterraggio convenzionali (CTOL) progettati per operare da piste tradizionali. Certificati nel marzo 2024 per trasportare la bomba nucleare americana B61-12, offrono una maggiore capacità di carico bellico e un raggio d’azione superiore rispetto alla variante B (2.200 km contro 1.700 km). Inoltre, richiedono meno ore di manutenzione, garantendo una maggiore disponibilità per le missioni, e costano fino al 25% in meno per aereo rispetto agli F-35B, offrendo un risparmio significativo per i contribuenti britannici.

Questi caccia saranno principalmente utilizzati dal 207 Squadron, l’unità di conversione operativa (OCU) della RAF, per l’addestramento dei piloti. Grazie alla maggiore capacità di carburante, gli F-35A per il Regno Unito consentiranno sortite più lunghe, migliorando l’efficienza nella formazione dei piloti e riducendo i tempi necessari per raggiungere le squadriglie di prima linea.

Tuttavia, il loro ruolo non si limiterà all’addestramento: in caso di crisi, questi aerei saranno pronti a partecipare alla missione nucleare NATO, rafforzando la deterrenza dell’Alleanza contro minacce crescenti, in particolare dalla Russia, come sottolineato dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Air Chief Marshal Sir Rich Knighton.

L’integrazione degli F-35A nella missione DCA segna un cambiamento epocale. Ma quali sono le implicazioni di questa scelta? La RAF non solo riacquista una capacità nucleare aerea, ma si allinea a paesi come Belgio, Germania, Italia e Paesi Bassi, che già partecipano alla missione DCA con aerei certificati per il trasporto di armi nucleari. Questo rafforza la postura di deterrenza collettiva della NATO, in un contesto globale definito dal Segretario alla Difesa britannico John Healey come “un’era di incertezza radicale”.

Una storia di nucleare: l’evoluzione della Royal Air Force

Per comprendere appieno l’importanza di questo annuncio, è utile ripercorrere la storia del ruolo nucleare della RAF, come descritto in dettaglio da fonti recenti. Durante la Guerra Fredda, la RAF ha avuto un ruolo centrale nella deterrenza nucleare britannica, operando aerei come il Canberra, il Jaguar e il Tornado, equipaggiati con bombe nucleari a caduta libera WE.177.

Questi velivoli rappresentavano una componente chiave della strategia NATO, pronti a rispondere a un potenziale conflitto con l’Unione Sovietica. Tuttavia, con la fine della Guerra Fredda, il Regno Unito decise di decommissionare le sue bombe nucleari aeree nel 1998, concentrando la sua deterrenza esclusivamente sui missili balistici Trident imbarcati sui sottomarini classe Vanguard.

Questa scelta rifletteva un cambiamento strategico: i sottomarini garantivano una deterrenza continua e nascosta, mentre l’eliminazione delle armi nucleari aeree riduceva i costi e semplificava la postura nucleare britannica. Tuttavia, l’evoluzione del panorama geopolitico, con crescenti minacce da stati che modernizzano i loro arsenali nucleari, ha spinto il Regno Unito a riconsiderare il ruolo della RAF nella deterrenza. La Strategic Defence Review (SDR) del 2 giugno 2025 ha evidenziato la necessità di una maggiore integrazione con la NATO e ha raccomandato l’acquisto degli F-35A per rafforzare la partecipazione britannica alla missione nucleare aerea.

Un aspetto cruciale di questa decisione è che gli F-35A britannici saranno equipaggiati con bombe nucleari B61-12 di proprietà statunitense, il cui utilizzo richiede l’autorizzazione del Presidente degli Stati Uniti e del gruppo di pianificazione nucleare della NATO. Questo limita l’autonomia operativa del Regno Unito, ma si allinea alla strategia di condivisione nucleare dell’Alleanza, che mira a distribuire il peso della deterrenza tra i membri.

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Impatti Economici e Operativi dei nuovi F-35A per il Regno Unito

L’acquisto degli F-35A per il Regno Unito non è solo una mossa strategica, ma anche un investimento economico significativo. Il programma F-35 supporta 20.000 posti di lavoro in tutto il paese, con oltre 100 fornitori britannici coinvolti nella catena di approvvigionamento globale, che rappresenta il 15% della filiera produttiva del caccia. La decisione di optare per gli F-35A, più economici rispetto agli F-35B, dimostra un’attenzione alla sostenibilità economica senza compromettere le capacità operative.

Dal punto di vista operativo, l’introduzione degli F-35A completa la flotta esistente di F-35B, che continueranno a essere utilizzati sia dalla RAF che dalla Royal Navy per operazioni da terra e dalle portaerei. La combinazione delle due varianti consente una maggiore flessibilità, con gli F-35B ottimizzati per le operazioni su portaerei e gli F-35A ideali per missioni a lungo raggio e per il ruolo nucleare. Inoltre, l’interoperabilità con altre forze aeree NATO che operano gli F-35A, come quelle di Belgio, Paesi Bassi e Germania, rafforza la capacità dell’Alleanza di operare in modo coeso.

Molti appassionati di aviazione si chiedono: perché il Regno Unito ha scelto gli F-35A invece di continuare con gli F-35B? La risposta risiede nei vantaggi operativi ed economici della variante A. Con un raggio d’azione maggiore e costi inferiori, gli F-35A sono ideali per missioni a lungo raggio e per l’addestramento, oltre a essere certificati per il trasporto di armi nucleari, a differenza degli F-35B.

Un’altra domanda comune è: come si inserisce questa decisione nella strategia nucleare britannica? La RAF non sta sostituendo la deterrenza basata sui sottomarini Trident, ma la sta integrando con una capacità aerea che rafforza il ruolo del Regno Unito nella NATO. Questo approccio “dual-track” risponde alle crescenti minacce globali e garantisce una maggiore flessibilità strategica.

Infine, gli F-35A saranno utilizzati esclusivamente per missioni nucleari? No, gli F-35A saranno impiegati principalmente per l’addestramento e per missioni convenzionali, con la capacità nucleare attivata solo in caso di crisi, come parte della missione DCA della NATO.

Prospettive future e implicazioni geopolitiche

L’acquisto degli F-35A segna un punto di svolta per la RAF e per la postura di difesa del Regno Unito. In un contesto globale segnato da crescenti tensioni, con la Russia che intensifica la sua retorica nucleare e altri stati che modernizzano i loro arsenali, il Regno Unito si posiziona come un attore chiave nella deterrenza NATO. Tuttavia, alcuni analisti, come riportato da The War Zone, sottolineano che una flotta iniziale di soli 12 F-35A potrebbe avere un impatto limitato come forza nucleare “token”. In futuro, il Regno Unito potrebbe considerare ulteriori acquisizioni per bilanciare la flotta tra F-35A e F-35B, potenzialmente avvicinandosi a un equilibrio 50/50 tra le due varianti.

Inoltre, la decisione britannica potrebbe influenzare altri membri NATO. Paesi come la Polonia e la Germania, che hanno espresso interesse per la missione nucleare DCA, potrebbero accelerare i loro programmi di acquisizione degli F-35A, rafforzando ulteriormente la deterrenza collettiva dell’Alleanza.

L’acquisto di 12 F-35A per il Regno Unito rappresenta un momento cruciale per la RAF, che torna a ricoprire un ruolo nucleare aereo dopo quasi tre decenni. Questa mossa non solo rafforza la deterrenza britannica e la sua integrazione nella NATO, ma dimostra anche un impegno verso la modernizzazione delle forze armate in risposta a un panorama geopolitico sempre più complesso. Con benefici economici, operativi e strategici, gli F-35A segnano l’inizio di una nuova era per la RAF, pronta a affrontare le sfide del futuro con una forza più letale e integrata.

Categorie: News Militari
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