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Patrouille Suisse: fine dell’era degli F-5 Tiger con la transizione verso i PC-7

@ Aviation Report / Gianluca Conversi

La Pattuglia Acrobatica Svizzera, nota a livello mondiale come Patrouille Suisse, rappresenta da oltre sessant’anni un’icona dell’aviazione militare elvetica. Con le sue evoluzioni precise e spettacolari sui cieli europei, ha incantato generazioni di appassionati, incarnando i valori di precisione, performance e orgoglio nazionale.

Ma un capitolo cruciale di questa storia sta per chiudersi: il Parlamento svizzero ha confermato la dismissione definitiva della flotta di Northrop F-5 Tiger II entro la fine del 2027. Questa decisione, motivata da ragioni economiche e ambientali, segna l’addio ai jet supersonici che hanno definito l’identità della squadriglia, aprendo le porte a una nuova era con i turboelica Pilatus PC-7.

La svolta è arrivata lo scorso 17 settembre 2025, quando il Consiglio degli Stati ha respinto con 30 voti contro 13 una proposta di miliardo supplementare per munizioni, confermando il Programma d’Armamento 2025 per un totale di 1,5 miliardi di franchi svizzeri. Tra le voci di spesa, spiccano 850 milioni per 32 sistemi d’artiglieria AGM Artillery Gun Module e 255 milioni per la manutenzione dei Leopard 2, ma è la voce sulla dismissione degli F-5 Tiger a catturare l’attenzione degli esperti di aviazione militare.

La decisione parlamentare: costi e sostenibilità al centro del dibattito

Con un margine stretto di 22 voti a 20, il plenum ha optato per la messa fuori servizio dei velivoli entro il 2027, stimando un risparmio annuo di 44 milioni di franchi, ridistribuendoli a F-35 e droni. I motivi della dismissione degli F-5 Tiger della Patrouille Suisse? Sono chiari: gli F-5, introdotti negli anni Settanta, hanno superato il loro ciclo vitale, richiedendo investimenti proibitivi per avionica, sedili eiettabili e sistemi di navigazione.

Il Dipartimento Federale della Difesa ha sottolineato che mantenere la flotta non solo drena risorse preziose – necessarie per l’integrazione dei futuri F-35A Lightning II – ma anche genera emissioni elevate, in contrasto con gli obiettivi di sostenibilità svizzeri. Una minoranza ha proposto di riutilizzare gli F-5 per addestramento e polizia aerea, ma la maggioranza ha prevalso, valutando alternative più economiche.

Come ha dichiarato il consigliere federale Martin Pfister, “un miliardo extra per munizioni comprometterebbe l’intero quadro finanziario, quando per riempire gli arsenali servono 8-10 miliardi“. Questa scelta riflette una strategia più ampia: razionalizzare le flotte per focalizzarsi su asset moderni come gli F/A-18 Hornet e i PC-21, garantendo al contempo la continuità delle dimostrazioni acrobatiche senza oneri eccessivi.

La domanda sorge spontanea: cosa succederà alla Patrouille Suisse dopo il 2027? La risposta è già in parte delineata: il team proseguirà con i Pilatus PC-7 Turbo Trainer del PC-7 Team, un’alternativa low-cost e a basse emissioni che promette di preservare lo spirito della squadriglia, pur con un impatto scenico diverso.

Gli F-5 Tiger II della Patrouille Suisse un simbolo svizzero pronto all’addio

Progettato negli anni Sessanta dalla Northrop come caccia leggero e versatile, l’F-5 Tiger II è entrato in servizio nella Swiss Air Force nel 1978, con una flotta iniziale di 98 esemplari. Oggi ne rimangono 25 operativi, di cui 18 volabili, utilizzati non solo per le acrobazie della Patrouille Suisse ma anche per tiro a bersaglio, addestramento e rimorchio, sgravando gli Hornet da compiti secondari. Con una velocità massima di Mach 1,6, un raggio d’azione di 1.000 km e una maneggevolezza leggendaria – grazie a wing loading basso e flap automatici – il Tiger ha dimostrato affidabilità in scenari di difesa aerea, come la sorveglianza delle montagne svizzere.

La Patrouille Suisse, fondata nel 1964 con Hawker Hunter e passata agli F-5 nel 1995, ha elevato il velivolo a icona: le livree rosso-bianco, i tracciati fumogeni e manovre come il “crossover break” o il “bomb burst” hanno reso le sue esibizioni un must per airshow come gli anniversari delle nostre Frecce Tricolori, il RIAT o Farnborough. Eppure, l’età avanza: incidenti passati, come la collisione del 2016 durante un training, hanno evidenziato i limiti strutturali. La dismissione, annunciata formalmente a giugno 2025 dal Consiglio Federale, chiuderà un’era operativa che ha visto i Tiger volare oltre 100.000 ore, contribuendo alla formazione di generazioni di piloti elvetici.

@ Aviation Report / Gianluca Conversi

Il programma 2025 per ammirare i Tiger della Patrouille Suisse nei cieli europei

Nonostante l’imminente addio, il 2025 è un anno di celebrazioni per la Patrouille Suisse, con un calendario fitto che permette agli appassionati di aviazione di salutare i F-5 in grande stile. Il programma, pubblicato a inizio anno, include oltre 20 eventi, tra training e show internazionali, con enfasi su Svizzera, Spagna e Italia. Si è dato il via il 17-18 gennaio con le storiche gare di Lauberhorn a Wengen, un classico svizzero che mescola sci e acrobazia. A febbraio, training intensivi hanno preparato il terreno per l’esordio estero: il 14-15 aprile all’AIRE 2025 di San Javier, in Murcia, Spagna, dove i Tiger hanno sfoggiato formazioni serrate sul Mediterraneo.

L’estate ha portato highlight imperdibili: il 4-5 luglio a Neuchâtel, con un evento dedicato all’aerodromo locale, e il 29-30 agosto all’ESAF 2025 a Mollis, nel Glarnerland, dove paracadutisti e jet rossi hanno animato i cieli alpini. Il clou italiano è arrivato il 6-7 settembre a Rivolto, per il 65° anniversario delle Frecce Tricolori: un gemellaggio storico tra Patrouille Suisse e PAN, La chiusura della stagione è stata al Lugano Vola lo scorso 13 settembre ad Agno, Ticino, dove migliaia di spettatori hanno assistito a demo emozionanti.

Queste esibizioni non sono solo spettacolo: fungono da vetrina per le capacità della Swiss Air Force, reclutando talenti e promuovendo la neutralità elvetica. Per il 2026, il programma uscirà a inizio anno, ma fonti ministeriali indicano un focus su eventi nazionali, riducendo i viaggi esteri per massimizzare la visibilità prima del ritiro.

Transizione ai Pilatus PC-7: un futuro più verde e accessibile

La sostituzione con i PC-7 non è una sorpresa: il PC-7 Team esiste dal 1989, operando nove Pilatus PC-7 Turbo Trainer – bimotori turboelica svizzeri prodotti da Pilatus Aircraft – per demo accessorie. Equipaggiati con motori Pratt & Whitney PT6A da 1.600 shp, raggiungono 550 km/h con un raggio di 1.300 km, ideali per manovre precise a quote basse. I piloti, tutti full-time su F/A-18 Hornet, portano esperienza da caccia, garantendo qualità. Esibizioni recenti, come quella a Jesolo in Italia, hanno dimostrato la loro eleganza in loop e barrel roll, seppur senza il rombo supersonico dei jet.

Il passaggio, valutato dal Dipartimento della Difesa, promette risparmi: costi operativi inferiori del 70% e zero emissioni nette rispetto ai Tiger. Il nome “Patrouille Suisse” – protetto legalmente – sarà mantenuto, evolvendo il brand verso sostenibilità. Sfide? L’impatto visivo: i turboelica mancano del fattore “wow” dei jet, ma compensano con dinamismo ravvicinato.

Come nota il comandante Nils Hämmerli, “la Patrouille  Suisse è simbolo di perfezione; i PC-7 ne cattureranno l’essenza, adattandola al futuro“. L’integrazione con i PC-21 Display Team completerà l’offerta, mentre l’arrivo degli F-35A – primi otto nel 2027 per il training negli USA, e operativi dal 2029 da Cameri, Italia – rafforzerà le dimostrazioni aeree della Swiss Air Force. In conclusione, mentre i rombi degli F-5 svaniscono, la Swiss Air Force guarda avanti: una forza aerea agile, sostenibile e pronta per le sfide del XXI secolo.

Categorie: News Militari
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