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70° Stormo: quando il Pinguino mette le ali

@ Aviation Report / Simone Vicari

Back to School: dentro la scuola di volo basico dell’Aeronautica Militare al 70° Stormo. Nell’imaginario collettivo un pilota militare è considerato un asso dell’aviazione altamente addestrato, ai comandi di potenti velivoli di ultima generazione, ma dov’è che tutto ha inizio?

Nella rigogliosa pianura dell’agro pontino, sorta dalle bonifiche fatte a cavallo tra il 1928 ed il 1935, tra i monti Lepini e lo splendido litorale laziale, dopo la decisione di chiudere i campi di volo di Sezze, Cisterna di Latina e Terracina, da parte dell’allora “Regia Aeronautica”. Il 28 marzo 1938, venne inaugurato l’Aeroporto di Littoria (l’attuale Latina) intitolato al Capitano Pilota “Enrico Comani”. Qui, fu costituita la scuola di volo, inizialmente con il nome di Scuola di Volo Senza Visibilità (SVSV), subendo negli anni diverse trasformazioni e denominazioni fino a quando, il 1° novembre 1985, venne costituito l’attuale 70° Stormo, intitolato alla memoria del Generale di Squadra Aerea “Giulio Cesare Graziani”.

Lo Stormo porta con sé un’eredità unica nel suo genere nell’istruzione al volo basico. George Wallace Melville (1841-1912), un ingegnere ed ammiraglio della marina degli Stati Uniti disse; “Se Dio avesse voluto far volare l’uomo, gli avrebbe donato le ali, ma gli ha dato un’intelligenza per costruirsele” e qui, il 70° Stormo, ha nel suo DNA l’arte d’insegnare ad usarle.

Il 70° Stormo è nato con l’obbiettivo di selezionare, formare ed addestrare i piloti di domani, iniziando dai loro primi passi, per questo uomini e donne, lavorano incessantemente giorno dopo giorno, per valutare e selezionare con attenzione coloro che possiedono le idonee caratteristiche, per poter diventare un domani un pilota militare ed è per questo delicato compito, che negli anni sono state affinate tecniche e metodi di valutazione, al fine di portare avanti solo chi del volo oltre ad averne le appropriate attitudini, abbia altresì, un innato senso di dedizione e passione alla vita militare, a tal punto da non percepire il peso dei sacrifici che da questo momento in poi, gli verranno richiesti durante tutta una vita in Aeronautica Militare, ma che anzi saranno per loro, motivo di orgoglio.

La Scuola

La capienza di ogni corso, che si viene a formare presso il 70° Stormo dipende principalmente dalle esigenze dell’Aeronautica Militare e da altre Forze Armate. Per l’Aeronautica Militare, viene pubblicato un bando sulla gazzetta ufficiale, dove vengono espressi in numeri, i posti richiesti come pilota ed altri ruoli.

Dopo le prime selezioni previste dal bando stesso, superati gli esami di ammissione, le matricole vengono incorporate in Accademia, dove verrà fornita loro un’istruzione di base e l’introduzione alla disciplina militare. A circa un mese dall’ingresso in Accademia, gli allievi piloti vengono mandati con un’aliquota superiore ai posti richiesti, presso il 70° Stormo per la selezione e formazione tecnico pratica al volo. CI sono inoltre, specifici percorsi formativi e selettivi per allievi di complemento e di altre forze armate.

Curioso sapere che, in Accademia, ogni corso per tradizione sin dal suo inizio, prende il nome da figure mitologiche, costellazioni e rapaci in ordine alfabetico omettendo la H e la Q e ciclicamente si ripetono ogni 19 anni incrementate della sua edizione; dalla Aquila I allo Zodiaco I, che dopo 19 anni prenderanno il nome di Aquila II fino allo Zodiaco II, passando per tutte le altre lettere.

Per i corsi di complemento, viene scelto un nome prendendo l’iniziale del corso di accademia vigente, per esempio dal corso “Falco VI” di accademia verrà presa la lettera “F” come iniziale di riferimento del nome del corso di complemento. Il nome del corso, oltre ad identificare un determinato gruppo di allievi, è volto a creare uno spirito di appartenenza, che rende ancor più coeso ed omogeneo lo stesso e questo non può che far bene alla crescita di tutto il gruppo e non del singolo.

Ogni anno, al 70° stormo, arrivano circa 250 allievi di cui un 10% di aliquota femminile, ogni corso poi prevede un numero maggiore di partecipanti, per raggiungere l’aliquota di posti richiesti, considerando una percentuale di allievi che nelle diverse fasi selettive, non riusciranno a passare il corso stesso.

Gli allievi provengono prevalentemente dall’Accademia Aeronautica per il conseguimento del BPA (Brevetto di Pilota di Aeroplano) e per il completamento della FASE-1, comprensiva di addestramento in aliante nonché il corso di volo acrobatico avanzato e volo strumentale IFR (Istrument Flight Rules). Dopodiché, gli allievi proseguiranno per la FASE-2, presso le altre scuole di volo, come Lecce Galatina per il conseguimento del brevetto di pilota militare, o al 72° Stormo di Frosinone, per il conseguimento del brevetto su ala rotante.

Mentre per gli altri corpi di Forze Armate dello stato, ci sono specifici corsi per la Fase 2, dove vengono consolidate le tecniche apprese in fase1 più acrobazia avanzata, navigazione strumentale a bassa quota, in area e fuori sede, e corsi per rischieramenti presso altre Forze Armate straniere.

Qui, ragazzi tra i 18 e 22 anni, passano da una vita in famiglia, o dai banchi di scuola, ed una socialità locale ambientata nei luoghi di appartenenza, o come avviene oggigiorno sui social, a condividere tutti insieme una nuova esperienza, fatta di una nuova socialità, ma soprattutto una nuova e concreta realtà in un’ambiente militare fatto di regole e disciplina che già solo questo basta a far fare loro, un importante balzo in avanti nella loro maturità.

Sono ragazzi provenienti da differenti regioni e condizioni sociali, che si ritrovano insieme ad affrontare il loro primo passo verso il cielo, ciò che prima era solo un sogno, qui diventa realtà. Per questo è necessario che gli allievi abbiano una forte spinta motivazionale, adattabilità ad un nuovo ambiente e consapevolezza che, fare il pilota militare non è un mestiere come gli altri ma vuol dire mettere sé stessi al servizio della Nazione anche fuori dai confini nazionali, in un mondo professionale in continua evoluzione, come nel caso di esercitazioni congiunte con altre forze armate straniere, o rischieramenti in territori esteri.

Per questo, il Comandante Simone Mettini in primis e a cascata tutto il 70° Stormo, dagli istruttori, alla manutenzione velivoli a tutti i servizi necessari, come per esempio la logistica abitativa, si prodigano affinché questi ragazzi possano essere agevolati al meglio nell’inserimento in questa nuova realtà.

Anche le famiglie vengono coinvolte nei primi passi dei loro pinguini verso il cielo, invitandole ad incontri per percorsi di condivisione in aeroporto, mostrando loro quale sarà la vita che da lì a breve intraprenderanno i loro figli, con la condivisione di quelle che saranno le tappe in totale trasparenza dei percorsi formativi, rendendo così, meno traumatico l’inevitabile distacco ombelicale che avviene tra gli allievi e le loro famiglie. Qui gli allievi iniziano a prendere le loro sicurezze formative prima a terra e successivamente in volo, giorno dopo giorno, missione dopo missione, di quella che d’ora in avanti, sarà la loro carriera da pilota militare.

I corsi svolti ogni anno presso il 70° Stormo, sono circa 15 e fondamentalmente di tre tipi. Il principale corso, core business del 70° Stormo è volto agli allievi dell’Accademia Aeronautica e di complemento. Ha una durata di circa 8/10 settimane, diviso in due blocchi. Il primo blocco teorico/selettivo di “ground school” della durata di circa un mese (20 giorni lavorativi).

Qui al 70° Stormo, la sicurezza in volo inizia da solide basi di teoria, con lo studio di materie strettamente relative al volo, come le basi teoriche del volo stesso, aircraft system, la meteorologia, regole di navigazione e traffico aereo fino a medicina aeronautica, passando per tante altre materie.

Dopo adeguate verifiche selettive, sull’apprendimento delle prime fondamentali regole del volo, si passa al secondo blocco tecnico-pratico. Ora, è il momento di salire a bordo dell’SF-260EA (Enhanced Aircraft), momento questo importantissimo per l’allievo, che deve incominciare a mettere in pratica lo studio da poco effettuato e concretizzarlo in un’ambiente a lui nuovo. Ciò sarà un ulteriore step in avanti nel prendere confidenza con una nuova realtà, missione dopo missione, metabolizzando nuove sensazioni, a volte sconosciute a volte fastidiose, di un ambiente per molti allievi mai frequentato prima.

Questa seconda fase pratica volativa, è a sua volta divisa in due blocchi: il primo da 8 missioni, dove si acquisisce la condotta del volo basico e gli assetti del velivolo, con una valutazione dell’allievo al suo termine. Il secondo blocco di 4 missioni, volte a consolidare tutto ciò che è stato appreso fin ora, per poi arrivare in totale sicurezza alla tredicesima missione “la solista”, con la quale si otterrà il BPA (Brevetto di Pilota d’Aeroplano) e la conseguente successiva consegna delle aquile (non turrite). Questo è un traguardo unico indimenticabile per la carriera di un pilota militare, perché da questo momento il “pinguino ha messo le ali”.

Tutti i programmi didattici sono attentamente realizzati, studiati e testati, per non dare modo di cadere in valutazioni soggettive, ma puramente oggettive dei risultati raggiunti fin ora. Questo fa sì di non dare alcun margine di errore nella valutazione da parte degli istruttori, al fine di mantenere un livello standard omogeneo richiesto dalla forza armata, per tutti gli allievi, standard che contraddistingue l’eccellenza nella formazione degli allievi.

Un altro corso è quello rivolto alla Fase 2 per gli altri enti dello stato come, Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, dove accertata l’idonea maturità all’inserimento al 70° Stormo, mantenendo l’autorità gerarchica del corpo di appartenenza, entrano a far parte del corso per il conseguimento del BPA (Brevetto di Pilota d’Aeroplano).

La continua e costante evoluzione di una didattica in continuo aggiornamento, richiede a sua volta l’aggiornamento della formazione dei suoi istruttori, per questo il PIT (Pilot Instructor Training) ed. 2025, è stato studiato e sviluppato dal GIP (Gruppo Istruzione Professionale), che tra i suoi compiti rientra anche quella di formare i futuri istruttori del 70° Stormo).

Qui gli istruttori sono un vero patrimonio insostituibile della Forza Armata. Il successo di un ottimo pilota, che un domani sì ritroverà su complessi velivoli di 5^ generazione, lo si deve alle solide basi impartite dagli Istruttori. Piloti che decidono di rinunciare alla loro carriera presso i loro gruppi di volo, per poter donare al prossimo, l’arte del volo.

Lo fanno adattandosi perfettamente ad ogni allievo, come fa l’acqua nel suo involucro, applicando una maggiore tranquillità se l’allievo ha bisogno di metabolizzare più lentamente alcune manovre, o più decisi, se si percepisce che l’allievo è in grado di metabolizzarle più velocemente, al fine di raggiungere comunque tutti insieme, gli stessi standard richiesti dalla Forza Armata.

Un ulteriore importante fattore che un istruttore deve tramandare ai nuovi allievi, è la gestione delle emozioni. La condotta di un velivolo è già di per sé una sfida importantissima, ma per un pilota in aeronautica militare, questo sarà un continuo crescendo tecnico emotivo. Saper gestire emozioni e stress potrebbe rivelarsi un fattore decisivo sia ora, come un domani.

Nelle prime missioni, gli allievi possono avere delle incomprensioni per ciò che riguarda gli assetti e o l’adattamento del loro corpo con le sensazioni che ne susseguono in un nuovo spazio tridimensionale che può sfociare in fenomeni di disorientamento spaziale. Infine, tra i pilastri fondamentali impartiti agli allievi, qui al 70° Stormo, è la sicurezza del volo che, partendo da loro stessi e a cascata a tutti gli altri intorno, permette di svolgere ogni attività, in totale sicurezza.

Gli istruttori lavorano in ogni condizione meteo, con il freddo e la pioggia, o il torrido caldo della stagione estiva. L’ambiente per loro a volte non è dei più confortevoli, ma avere un ufficio senza confini al di sopra di tutti, non ha eguali e ancor di più motivati, sapendo di essere i custodi dei sogni di tanti piccoli pinguini.

Vedere un allievo che esce dal 70° Stormo con le proprie ali, questa è la gratifica più grande che un istruttore possa avere. Essere istruttori non è un semplice lavoro, ma una vera e propria missione di vita, che li rende orgogliosi di quello che fanno, giorno dopo giorno, definendo questo mestiere il più bello al mondo.

Inoltre, in passato anche altre nazioni, grazie ad accordi di reciprocità, hanno inviato i loro allievi presso il 70° Stormo, al fine di ottenere il brevetto di pilota d’aeroplano. Dopo un maggiore periodo formativo in accademia, di circa un anno, per permettere loro di integrarsi ed apprendere la lingua, di essere successivamente accorpati al 70° Stormo per il corso per l’ottenimento del BPA ed conseguente aquila da pilota ed avere successivamente, la possibilità di essere assunti direttamente dalla forza armata della nazione di provenienza.

Nuove tecnologie per l’apprendimento al 70° Stormo

Le capacità cognitive e di apprendimento delle nuove generazioni, stanno cambiando velocemente, non basta più studiare sui manuali, come si è fatto finora, per questo c’è un costante aggiornamento del syllabus e delle nuove tecnologie per la didattica e l’apprendimento per i giovani allievi, in gran parte nativi digitali.

Questo ha reso necessario, l’adeguamento alle nuove tecnologie in materia di insegnamento e grazie alla sinergia di tutti gli istruttori e del personale del 70° Stormo, è stato realizzato un progetto, con l’introduzione di visori VR (Realtà Virtuale), realizzando delle reali ricostruzioni 3D, fatte da speciali telecamere installate sui velivoli, filmando le manovre come dovrebbero essere svolte da sillabus e ricreando in VR ogni manovra, mettendo così a disposizione dell’allievo, un vero e proprio catalogo, così da poter fare un addestramento per assetti, utile affinché possa apprendere a 360°, ciò che da lì a breve andrà a svolgere in aria con l’SF-260.

Queste nuove tecnologie daranno la possibilità all’allievo di poter svolgere e vedere le manovre e gli assetti in una realtà immersiva con VR. Ciò, ha contribuito notevolmente alle fasi dell’apprendimento prima a terra, ancor di più in volo, donando all’allievo maggiori sicurezza nelle fasi tecnico pratiche.

La tecnologia VR come nuovo metodo didattico, non vuole essere una sostituzione delle effettive ore di volo svolte, ma un importante ausilio didattico integrativo a terra, per apprendere al meglio le manovre in aria, donando all’allievo quasi una sensazione di déjà-vu, ma con una situational awareness rivolta alla realtà. Tali tecnologie per la didattica, avvicinano inoltre l’allievo alle prossime future tecnologie di apprendimento reale in simulatori, come si troveranno ad utilizzare per esempio con l’F-35, dove la mancanza di una versione biposto, per il passaggio macchina, avviene interamente al simulatore.

Tuttavia, nonostante il costante adeguamento delle tecnologie per la didattica, la preparazione fatta a terra dagli istruttori rimane fondamentale, aiutando gli allievi a metabolizzare, con l’apprendimento a memoria muscolare, le missioni che andranno a fare, creando nell’allievo quella awareness predittiva che ne allevia notevolmente il carico di stress che si viene a verificare soprattutto nei fenomeni di cui non se ne conosce l’evoluzione. Questo fa sì, che un eccellente preparazione a terra, si traduca in un più semplice apprendimento della manovra in volo.

L’aeroporto di Latina

L’aeroporto di Latina è un’ambiente perfetto per l’istruzione al volo basico. Non ci sono particolari ostacoli orografici nelle due testate pista 12/30 (122°/302°), che possano creare particolari difficoltà nel muovere i primi passi nello spazio aereo circostante. L’agro pontino è un’ambiente relativamente tranquillo nella sua meteorologia locale, per poter apprendere i primi passi in aria, durante tutto l’anno. La brezza di mare che si incontra con le vicine increspature dei monti Lepini, crea le giuste difficoltà, affinché l’allievo possa iniziare a muoversi in aria a volte non perfettamente piatta, in condizioni meteo variabili, a volte leggermente turbolente da iniziare a sviluppare in lui, la giusta dose di fiducia in sé stesso e nel velivolo.

La torre di controllo ATC, oltre a fornire un’adeguata assistenza al traffico aereo locale, è un ottimo ausilio didattico, che dà modo agli allievi di mettere in pratica tutte quelle regole di navigazione aerea e fonia, apprese in aula in un contesto reale, animato da altrettanti velivoli militari e civili. Infine, il servizio meteo di base in aeroporto, fornisce in tempo reale, le condizioni meteo dei quadranti dove gli allievi andranno a lavorare, così da prepararli su ciò che troveranno in area di operazioni, evitando spiacevoli sorprese.

Il velivolo SF-260EA in servizio al 70° Stormo

Erano i primi anni 60 dello scorso secolo, la ripresa dal dopoguerra aveva portato con sé un impulso di euforia e creatività di un’Italia che sorgeva dalle proprie ceneri più forte che mai. Uno dei tanti esempi di genialità produttiva, uscii dalla geniale mente dell’Ing. Stelio Frati (SF) con lo sviluppo dell’SF260 per uso civile, derivato dal suo predecessore l’F-8L Falco. L’SF-260, motorizzato con un Lycoming da 260 HP, ebbe il suo battesimo dell’aria nel 1964.

Fu ben presto notato dall’Aeronautica Militare come il velivolo perfetto per l’addestramento al volo basico e dopo attente valutazioni, fu Introdotto nel 1976 presso l’allora “Scuola di Volo Basico Avanzato a Elica (SVBAE) in 45 esemplari, con la denominazione SF-260AM ed una livrea interamente arancione.

Si dimostrò sin da subito, la scelta perfetta per lo scopo richiesto ed il suo upgrade iniziato nel 2004 e terminato nel 2005 con la nuova versione denominata SF-260EA (Enhanced Aircraft), con un cupolino a bolla maggiorato, che ne ha reso più confortevole l’abitacolo ed un’avionica migliorata, in particolare per la navigazione IFR (instrumental Flight Rules) ed una livrea grigia con tip-tank alari arancio, lo ha confermato come una scelta lungimirante.

Prossimo al compimento dei 50 anni di attività presso il 70° Stormo, l’SF-260 si conferma come una scelta più che eccellente, a tal punto di non avere al momento nel panorama italiano, un valido sostituto per un futuro addestratore, futuro speriamo più remoto possibile. Visto l’allora come oggi, validità di questo velivolo, l’SF-260 fu adottato anche dalla Skymaster, scuola di volo fondata da Alitalia nel 2001 che operò fino al 2007 presso l’aeroporto di Alghero, per la formazione e l’addestramento dei suoi futuri piloti.

L’SF-260, fu adottato anche dalle Alpi Eagles, pattuglia acrobatica civile di 4 velivoli, con a capo l’ex solista Frecce Tricolori, GB Molinaro, dando prova della notevole generosità delle prestazioni della macchina, nei cieli di mezza Europa. Il successo di questo velivolo è confermato anche dalle 27 forze aeree straniere, che lo hanno adottato come addestratore basico.

Con il Tecnam T2006, lo Stormo ha avuto inoltre una breve parentesi per ciò che riguarda l’istruzione a CRM (Crew Resource Management) ovvero la cooperazione e gestione delle operazioni di volo da parte di equipaggi. Ma visto che, tale disciplina poteva essere svolta benissimo anche sui già presenti Piaggio P180 a Pratica di Mare, i vertici dell’Aeronautica, decisero di proseguire con questo tipo di corsi presso la SATA (Scuola Addestramento Trasporti Aerei), basata sempre a Pratica di Mare, continuando ad operare su velivoli P180.

Il GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili) del 70° Stormo

La squadra che vola ha inizio a terra, con il GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili). Entrare in questo hangar, dà la sensazione di entrare in una fabbrica meccanica. Aerei smontati a tal punto, che in alcuni casi è difficile capire di ché aerei si tratti. Più squadre di specialisti lavorano sapientemente insieme intorno ad ogni macchina, come un’equipe di chirurghi, opera attorno ad un paziente su di un tavolo operatorio.

Qui i quasi trenta velivoli SF-260EA del 70° Stormo, sono sottoposti ad una costante manutenzione a scalare, così da non fermare tutti i velivoli contemporaneamente e vengono ispezionati nei minimi dettagli, dai circa 60 tecnici altamente specializzati e qualificati, secondo le normative internazionali vigenti.

La manutenzione può essere di due tipi, programmata e non programmata. La prima ha cadenza ogni 25, 50, 75 e 100 ore di volo, quest’ultima tra le più complesse ed approfondita, dove il velivolo rimane a terra per circa 30 giorni lavorativi, mentre quattro squadre di tecnici composte da 4/5 specialisti, specializzati sul motore, struttura, impianto elettrico ed avionica, in contemporanea, possono sottoporre a manutenzione altrettanti velivoli, così da mantenere una costante efficienza volo, del restante parco macchine.

La manutenzione straordinaria ha luogo nel caso ci siano delle problematiche riscontrate durante il normale periodo operativo del velivolo. Gli specialisti del GEA, si avvalgono del supporto di aziende esterne che mettono a disposizione particolari strutture, idonee ad effettuare controlli non distruttivi, con correnti indotte e magnetoscopia.

Arrivati poi a 3000 ore o ogni dieci anni di attività volativa di ogni velivolo, c’è un ulteriore e profondo step manutentivo di III e IV livello, dove il velivolo viene mandato presso la ditta OMA (Officine Meccaniche Aeronautiche) che opera per conto di Leonardo.

È importante sapere che, il GEA del 70° stormo ha la certificazione AER.P-147 per MTO (Maintenance Training Organization), per la formazione di tecnici specializzati e AER.P-2005, che certifica che il GEA opera secondo le procedure ufficiali internazionali, dando così ai piloti un prodotto garantito di un’adeguata manutenzione, al fine di garantire la perfetta aeronavigabilità del velivolo.

In conclusione

Nuove generazioni di ragazzi crescono e con loro il sogno di poter fare del volo la loro professione. Questo è possibile solo se questi piccoli futuri pinguini avranno la possibilità di ricevere un adeguata istruzione da chi custodisce le ali dei loro sogni ed insieme a loro, riesce a trasformarli in realtà. L’arte dell’istruzione in Italia ed in particolare al 70° Stormo, è e si conferma un’eccellenza Nazionale da far crescere, difendere e di cui esserne fieri.

Aviation Report desidera ringraziare per l’opportunità l’Ufficio Stampa di SMA, il Comandante, gli Istruttori di volo e tutto il personale del 70° Stormo, gli Allievi dell’Accademia Aeronautica .

Testo: Simone Vicari
Immagini e video: Gianluca Vannicelli e Simone Vicari

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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