Secondo quanto riferito dal comando statunitense AFSOUTH, il 20 novembre scorso diversi bombardieri B-52H Stratofortress hanno sorvolato la costa settentrionale del Sud America. Si tratta dell’ultima dimostrazione di forza dei B-52 statunitensi nella regione, in ordine temporale, mentre l’amministrazione Trump rafforza la sua potenza militare nei Caraibi. I B-52 sono decollati dalla base aerea di Minot, nel Dakota del Nord, per un lungo volo durato quasi un giorno.
Contemporaneamente all’operatività dei B-52 nella regione, gli Stati Uniti hanno anche inviato i Super Hornet F/A-18 della Marina imbarcati sulla USS Gerard R. Ford, la più grande portaerei del mondo, e un aereo da ricognizione e sorveglianza RC-135 Rivet Joint dell’aeronautica militare statunitense.
Tutti gli aerei, compresi i caccia, hanno attivato i loro transponder per alcune fasi della missione, rendendoli visibili nei dati di tracciamento del volo. Ciò dimostra che gli Stati Uniti non stavano cercando di nascondere la missione. Gli RC-135, in grado di raccogliere dati su bersagli terrestri come i radar nemici, hanno effettuato numerose missioni durante questa campagna, denominata Operazione Southern Spear. Gli F/A-18 sono entrati nel Mar dei Caraibi con la portaerei Ford il 16 novembre scorso.
L’Air Forces Southern (AFSOUTH) ha confermato sui social media i voli dei B-52 e dei caccia, senza specificarne il tipo, definendo la missione una “dimostrazione di forza dei B-52”, un termine che l’esercito statunitense ha utilizzato per altre recenti sortite di bombardieri vicino al Sud America.
Il Comando Sud degli Stati Uniti ha rifiutato di rispondere alle domande sulla missione e l’AFSOUTH non ha rilasciato dichiarazioni al di là di una dichiarazione pubblica. Nessuno dei due comandi ha affrontato le operazioni dell’RC-135.
I velivoli da combattimento statunitensi hanno effettuato voli nei pressi del Venezuela praticamente ogni settimana, nel tentativo di fare pressione sul presidente venezuelano Nicolas Maduro affinché ceda il potere. Hanno anche condotto almeno 21 attacchi aerei contro naviglio nel Mar dei Caraibi e nell’Oceano Pacifico orientale, che l’amministrazione Trump aveva ritenuto che trasportassero droga, uccidendo almeno 83 persone dal 2 settembre scorso.
L’autorità legale per questi attacchi è stata messa in discussione da alcuni legislatori ed ex funzionari della difesa, ma l’amministrazione Trump sostiene che il presidente abbia l’autorità di attaccare perché i cartelli della droga sono organizzazioni terroristiche che minacciano gli Stati Uniti e l’emisfero.
Oltre ai B-52, diversi droni MQ-9 Reaper dell’aeronautica militare statunitense sono operativi da Porto Rico, come diversi F-35B del Corpo dei Marines. Anche una cannoniera AC-130J Ghostrider sarebbe stata avvistata sia a Porto Rico che a El Salvador.
La portaerei Ford dispone anche di EA-18 Growlers, specializzati nel disturbo e nell’attacco elettronico e armati per distruggere le difese aeree nemiche. Come detto lo stormo imbarcato si aggiunge ai 10 F-35 Bdel Corpo dei Marines degli Stati Uniti attualmente di stanza a Porto Rico, insieme ai jet a decollo verticale AV-8 Harrier e agli elicotteri d’attacco AH-1 Cobra che operano a bordo della nave d’assalto anfibia USS Iwo Jima, anch’essa nella regione.
L’esercito statunitense si è rifiutato di specificare quali piattaforme statunitensi stiano conducendo gli attacchi. Oltre agli RC-135, nella regione sono operativi anche altri mezzi di intelligence, come gli aerei da sorveglianza marittima P-8 Poseidon della US Navy.
Il 24 novembre gli Stati Uniti designeranno il Cartel de Los Soles, un gruppo criminale venezuelano, come “organizzazione terroristica straniera” guidata da Maduro e da altri alti funzionari del governo venezuelano. “Ciò fornisce al nostro dipartimento più strumenti per dare opzioni al presidente“, ha dichiarato il Segretario alla Difesa Pete Hegseth al quotidiano One America News in un’intervista andata in onda il 20 novembre scorso. “Nulla è escluso, ma nulla è automaticamente preso in considerazione“.


