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News Militari

Il Ministro della Difesa Viola Amherd ha visitato la FACO di Cameri per discutere della produzione degli F-35 Svizzeri in Italia

Il 28 ottobre 2022 la consigliera federale e Ministro della Difesa svizzera Viola Amherd ha visitato, assieme al capo dell’armamento Martin Sonderegger e al Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano, Segretario Generale della Difesa, il sito di produzione degli F-35 a Cameri, la FACO – Final Assembly and Check Out.

Come abbiamo già scritto, la Svizzera intende far produrre almeno 24 dei complessivi 36 aerei da combattimento F-35A proprio a Cameri. L’Italia, quale unico paese in Europa, detiene a Cameri due linee di produzione dell’F-35A al di fuori degli Stati Uniti, quella per i velivoli F-35A e F-35B italiani e quella per i velivoli destinati alle forze aeree dei Paesi bassi. A queste si aggiungerà anche quella che produrrà 24 F-35A per la Svizzera.

La Svizzera rientra ora tra i Paesi del programma F-35A e intende quindi intensificare le relazioni con i paesi europei interessati. Pertanto, da quando è stato scelto il modello, si sono già tenuti diversi scambi di esperienze anche sul piano tecnico, ad esempio con il Belgio, la Danimarca, i Paesi Bassi e l’Italia. Sono state tematizzate, tra l’altro, le esperienze fatte durante l’introduzione del sistema nelle rispettive forze aeree.

In questo ambito di relazioni e scambi di esperienze, nei giorni 19 e 20 ottobre per la prima volta due F-35 italiani, il 32-07 proveniente dal 32° Stormo di Amendola e il 6-01 proveniente dal 6° Stormo di Ghedi, hanno partecipato alla nota Dimostrazione di Tiro Aereo dell’Axalp che viene organizzata annualmente tra le montagne svizzere.

Gli F-35 Svizzeri

@ Segretariato Generale della Difesa

Lo scorso 19 settembre 2022, il capo dell’armamento Martin Sonderegger e il capoprogetto Darko Savic avevano firmato presso Armasuisse a Berna il contratto d’acquisto con il governo statunitense. La Svizzera è entrata così a far parte del club F-35. La fornitura di 36 aerei da combattimento F-35A è stata così formalizzata contrattualmente dopo che il 15 settembre il Parlamento aveva approvato il credito d’impegno. Gli aerei saranno consegnati dal 2027 al 2030 e sostituiranno l’attuale flotta di F/A-18 Hornet e F-5 Tiger.

Il contratto per l’acquisto di 36 F-35A ammonta a 6,035 miliardi di franchi svizzeri e rientra quindi nel volume di finanziamento massimo approvato dall’elettorato svizzero. Il documento è stato firmato dal capo dell’armamento, Martin Sonderegger, e dal capo progetto responsabile per l’acquisto del nuovo aereo da combattimento, Darko Savic. Da parte loro, le autorità americane avevano già firmato il contratto di acquisto lo scorso ottobre 2021.

Oltre ai velivoli, i costi d’acquisto dell’F-35A comprendono anche equipaggiamento per usi specifici, armamento e munizioni, pacchetti logistici, nonché sistemi di pianificazione e valutazione di missioni, d’istruzione e di formazione iniziale. Inoltre, sono compresi i costi per l’integrazione nei sistemi di condotta e informazione svizzeri (ad esempio gli adeguamenti ai sistemi logistici esistenti), per le prestazioni di supporto da parte dell’industria, i rischi, l’inflazione negli USA e l’IVA sulle importazioni.

La FACO – Final Assembly and Check Out di Cameri

La FACO di Cameri, una base dell’aeronautica militare, nata come catena di montaggio finale per l’ordine di 90 jet previsto per l’Italia, il cui primo esemplare è stato consegnato nel 2015, è di proprietà del governo italiano ed è gestita dalla società di difesa italiana Leonardo in collaborazione con la Lockheed Martin. Come sappiamo è una delle due sole linee di montaggio al di fuori degli Stati Uniti; l’altra FACO è in Giappone.

Leonardo costruisce anche le ali degli F-35, di tutto il programma, a Cameri con una produzione di 66 ali all’anno con un’espansione teorica a 72, e da quando nel 2018 è stato raggiunto un accordo con i Paesi Bassi per assemblare i loro jet in Italia, Cameri ha già consegnato anche almeno 19 F-35A olandesi sui 29 previsti.

Naturalmente il governo italiano ha visto in questa struttura una buona opportunità per offrire anche servizi di manutenzione alle flotte europee di F-35 per rendere Cameri permanentemente attiva e funzionante. Nel 2014 il sito italiano, di 101 acri e con 11 stazioni di assemblaggio e cinque MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) e stazioni di aggiornamento, è stato nominato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti come struttura di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento della cellula degli F-35 per la regione europea.

I jet italiani entrati in servizio con la Marina Militare e con l’Aeronautica Militare stanno già ricevendo la manutenzione a Cameri, e da luglio 2022 anche i jet norvegesi hanno iniziato ad usufruire dei servizi di manutenzione a Cameri. Il piano è che nei prossimi anni ci sarà sempre un F-35 norvegese in Italia per la manutenzione.

L’Italia spera anche che i nuovi clienti europei di F-35 facciano assemblare i loro jet a Cameri e parliamo di Germania, Polonia, Finlandia, Belgio, Grecia e Repubblica Ceca.

Immagini: Leonardo, Segretariato Generale della Difesa

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Redazione di Aviation Report

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