Saab Jas 39 Gripen E
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Il JAS 39 Gripen E entra in servizio con le forze aeree svedesi

In un momento di crescenti tensioni geopolitiche nel Mar Baltico, la Svezia ha segnato un traguardo epocale per la propria difesa aerea. Il 20 ottobre 2025, la Skaraborgs Flygflottilj F 7 appartenente alle forze aeree svedesi ha accolto il primo esemplare del JAS 39 Gripen E, il cacciabombardiere multiruolo di quarta generazione avanzata prodotto da Saab.

Questa consegna non è solo un evento tecnico, ma un simbolo della transizione svedese verso una forza aerea più resiliente e interoperabile con la NATO, di cui la Svezia è membro dal marzo 2024. Il Gripen E rappresenta l’evoluzione di un’icona scandinava: un velivolo progettato per dominare ambienti contestati, dove jamming elettronico e minacce ibride sono la norma.

La cerimonia di consegna del primo JAS 39 Gripen E: una milestone per la difesa svedese

La giornata del 20 ottobre è stata carica di simbolismo alla base aerea di Såtenäs, nel sud della Svezia, quartier generale della F 7. Il primo Gripen E, atterrato poche ore prima della cerimonia ufficiale, è stato consegnato dal pilota della Swedish Defence Materiel Administration (FMV) al capo delle forze aeree Jonas Wikman, in un gesto che ha coinvolto rappresentanti del Ministero della Difesa, delle Forze Armate e di Saab. Il Ministro della Difesa Pål Jonson ha definito l’evento “una milestone nella difesa della Svezia“, sottolineando come il JAS 39 Gripen E incarni l’eccellenza tecnologica nazionale.

Il Comandante in Capo Michael Claesson ha aggiunto che si tratta del frutto di una collaborazione ventennale tra istituzioni e industria, rafforzando la capacità di deterrenza contro minacce future, in particolare quelle russe. La F 7, centro nevralgico per lo sviluppo dei caccia svedesi, fungerà da Operational Conversion Unit (OCU), addestrando i piloti e integrando il nuovo velivolo nelle operazioni. A differenza della transizione dal JA 37 Viggen al Gripen C/D, che fu una sostituzione totale, la Svezia opterà per una flotta mista: i Gripen C/D rimarranno attivi almeno fino al 2030, permettendo una sovrapposizione graduale con i 60 Gripen E ordinati nel 2013 per un valore di circa 90 miliardi di corone svedesi (circa 8 miliardi di euro).

Questa strategia ibrida garantisce continuità operativa mentre si scala verso il futuro, con proiezioni di 120 Gripen totali entro il 2030. Per chi si chiede quanto sia complesso il passaggio dai C/D all’E, basti sapere che i piloti addestrati sulle versioni precedenti riconosceranno immediatamente la familiarità di volo: delta wing e canard mantengono la stessa agilità supersonica, ma con un cockpit wide-area display che fonde dati da sensori multipli per decisioni più rapide.

Specifiche tecniche del JAS 39 Gripen E

Il JAS 39 Gripen E non è un semplice upgrade del Gripen C/D, ma un aereo radicalmente rinnovato, lungo quasi 15 metri e con un’apertura alare di 8,6 metri, leggermente più grande del predecessore per ospitare il 30% di carburante in più. Al cuore del velivolo pulsa il motore General Electric F414G, che eroga il 20% di spinta in più rispetto al Volvo RM12 dei C/D – oltre 98 kN con postbruciatore – consentendo un raggio d’azione esteso fino a 1.500 km senza rifornimento e una velocità massima di Mach 2.

Dieci hardpoint sotto le ali e la fusoliera permettono carichi pesanti. Fino a quattro missili antinave RBS 15, nove air-to-air Meteor o 16 Small Diameter Bombs, bilanciati con serbatoi esterni per missioni di superiorità aerea o attacco al suolo. Ma è l’elettronica a fare la differenza in un’era di guerra elettronica. Il radar AESA (Active Electronically Scanned Array) Raven ES-05 offre rilevamento a 400 km con resistenza al jamming, mentre l’IRST (Infrared Search and Track) può, secondo il costruttore, individuare bersagli stealth senza emissioni radar.

La suite per la guerra elettronica EW Arexis fornisce copertura a 360 gradi contro missili e interferenze, integrando un sistema di comunicazione link-16 per l’interoperabilità NATO. E non dimentichiamo l’architettura aperta dell’avionica, che supporta aggiornamenti software rapidi e l’integrazione di armi future, come i droni loyal wingman in fase di studio.

Un dettaglio importante. A maggio 2025, il Gripen E è stato il primo caccia al mondo pilotato da un’intelligenza artificiale in un test di combattimento BVR (Beyond Visual Range), con l’agente “Centaur”. Questo non sostituisce il pilota umano, ma lo potenzia, riducendo il carico cognitivo in scenari complessi come un’incursione su larga scala. Rispetto al Gripen C/D, la versione E eccelle in raggio, payload e sopravvivenza. Può operare in “contested environments” fin dal decollo, dove il controllo dello spazio aereo non è garantito, a differenza delle versioni precedenti. Il Comandante della F 7, Mattias Ottis, lo ha descritto come “un sistema completamente nuovo, forgiato per la sopravvivenza, l’autonomia e la collaborazione“.

Il Gripen E nella strategia NATO e oltre

L’arrivo del Gripen E arriva in un Baltico infiammato dalla guerra in Ucraina e dalla belligeranza russa. La Svezia, ex neutrale, ha schierato Gripen C/D in Polonia per l’Enhanced Air Policing NATO nel 2025, testando l’integrazione con F-35 e Eurofighter. Il nuovo velivolo rafforzerà questa postura, con piani per ecosistemi manned-unmanned. Saab ha ricevuto un contratto da 276 milioni di dollari dalla FMV per studiare droni stealth come il SHARC o FILUR, integrabili con il Gripen E entro il 2027.

All’estero, il Gripen E è già operativo in Brasile (primo cliente export, con 36 unità e produzione locale) e in Thailandia (12 ordinati nell’agosto 2025 per sostituire gli F-16). Il Perù ne ha annunciati 24 a luglio 2025, mentre la Colombia valuta 24 varianti. Ma l’aggiornamento più scottante è del 22 ottobre.

Durante la visita del Presidente ucraino Zelenskyy a Linköping, Svezia e Ucraina hanno firmato una lettera d’intenti per 100-150 Gripen E, con consegne possibili entro tre anni post-contratto. Il Primo Ministro Ulf Kristersson ha precisato che si tratta di nuove produzioni, con possibili 10 C/D usati come ponte, ma solo dopo la fine della guerra, per motivi operativi. Questo accordo includerebbe addestramento e co-produzione, segnando un asse strategico contro Mosca. I piloti ucraini stanno già testando i simulatori in Svezia, e il velivolo sarebbe stato scelto per il suo basso costo operativo (circa 4.000 euro/ora di volo) e facilità di manutenzione rispetto a F-16 o F-35.

Prospettive future tra AI, esportazioni e sostenibilità

Guardando avanti, la Svezia sta investendo 2,9 miliardi di corone in un pacchetto 2025 per mantenere la flotta duale C/D-E, inclusi aggiornamenti per i C/D fino al 2035. Per chi si domanda quante consegne del JAS 39 Gripen E sono previste nel 2026, le prime 10 sono previste entro l’anno, con piena operatività alla F 7 entro il 2027. In sintesi, il Gripen E non è solo un caccia: è un pilastro della sovranità tecnologica svedese, attraente per nazioni che cercano affidabilità senza fronzoli. Come ha twittato il Ministro Jonson il 20 ottobre, “il Gripen E è la frontiera tecnologica svedese, un multiruolo moderno e del tutto nuovo“.