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News Militari

La General Atomics fa volare un suo velivolo senza pilota Avenger utilizzando l’intelligenza artificiale

Il 28 ottobre 2020, General Atomics Aeronautical Systems ha condotto un volo autonomo utilizzando un “motore/sistema autonomo” CODE – Collaborative Operations in Denied Environment CODE fornito dal governo, più precisamente dalla DARPA – Defence Advanced Research Projects Agency per supportare le missioni di targeting delle minacce aria-aria. Il sistema autonomo CODE è stato installato su un drone con caratteristiche stealth GA-ASI Avenger Unmanned Aircraft System (UAS).

Il sistema CODE, potremmo già chiamarlo un cervello artificiale, è stato implementato per comprendere ulteriormente l’elaborazione dell’intelligenza artificiale cognitiva su piattaforme UAS più grandi, come l’Avenger, in ambienti e scenari fortemente contestati nei quali potrebbero operare macchine senza pilota completamente autonome, dei loyal wingman a tutti gli effetti, collegate a velivoli con equipaggio o collegate tra loro in sciami di droni autonomi capaci di diverse missioni, dalla guerra elettronica all’attacco aereo, fino alla difesa aerea.

Questo rappresenta un grande passo nel percorso verso missioni autonome più sofisticate per velivoli senza pilota in cui l’input dell’operatore può essere ridotto al minimo per supportare un equipaggio ottimale di più prodotti per battaglie aeree complesse“, ha dichiarato il presidente di GA-ASI David R. Alexander. “Per questo volo iniziale, abbiamo utilizzato l’Avenger come surrogato di velivolo con il set di capacità Skyborg, che è un obiettivo chiave per i sistemi emergenti di GA-ASI“.

Come parte del volo autonomo, il software CODE ha controllato le manovre dell’UAS Avenger per oltre due ore senza il tradizionale input del pilota. GA-ASI ha promosso lo sviluppo del software CODE aggiungendo funzioni comportamentali per la missione di ricerca di potenziali minacce aeree coordinata insieme ad un massimo di sei velivoli (per la dimostrazione, cinque dei velivoli erano virtuali). L’architettura aperta del software CODE consente la comunicazione tra il velivolo, il software CODE stesso e l’autopilota.

L’operatore CODE, utilizzando un computer commerciale che eseguiva il software fornito dal governo e una radio TTNT – Tactical Targeting Network Technology abilitata per comunicazioni di missione in rete, ha fissato gli obiettivi della missione per il volo in cui il software autonomo è stato utilizzato e per coordinare i sei velivoli per raggiungere l’obiettivo della ricerca di potenziali minacce aeree. Gli input di missione dall’operatore alla costellazione di volo di aeromobili hanno utilizzato messaggi in formato Link 16.

Il programma del drone autonomo Skyborg dell’US Air Force Research Laboratory tende proprio a sviluppare un sistema di intelligenza artificiale capace di far funzionare autonomamente un prototipo di drone entro il 2021 e di poter far volare successivamente un vero aereo da caccia. Ma l’obiettivo più ampio è integrare questo sistema in diversi aerei senza pilota per trasformarli in “copiloti digitali” a supporto alle piattaforme tradizionali con equipaggio, con capacità semi-autonome controllate da un pilota in carne ed ossa o completamente autonome guidate da un’intelligenza artificiale.

A marzo del 2019, lo US Air Force Research Laboratory aveva emesso una richiesta formale di informazioni per determinare quali tecnologie potevano essere già disponibili, o quasi disponibili, o da sviluppare per supportare Skyborg. Una di queste poteva essere il drone Kratos XQ-58 ma oggi anche l’Avenger di GA-ASI con il “cervello” CODE.

 

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Redazione di Aviation Report

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