Il presidente USA Donald Trump ha firmato il 13 agosto 2026 un memorandum presidenziale di sicurezza nazionale che impone al Dipartimento della Difesa di rimuovere il sistema Electromagnetic Aircraft Launch System (EMALS) dalla futura portaerei Doris Miller CVN-81 e di sostituirlo con catapulte a vapore tradizionali.
Il documento, intitolato “Rebuilding the United States Navy and America’s Shipbuilding Industrial Base”, richiede inoltre la sostituzione degli Advanced Weapons Elevators con sistemi idraulici. Il Segretario della Difesa, denominato Secretary of War nell’amministrazione, ha 60 giorni di tempo per presentare un piano completo di misure, tempistiche e risorse necessarie.
Catapulte a vapore tradizionali sulla nuova portaerei Doris Miller CVN-81
Questa decisione interrompe una scelta tecnologica della Marina americana risalente al 2009 e riguarda esclusivamente la quarta unità della classe Gerald R. Ford. Le precedenti portaerei della classe – USS Gerald R. Ford (CVN-78), già in servizio, e le future USS John F. Kennedy (CVN-79) e USS Enterprise (CVN-80) – manterranno le catapulte EMALS senza modifiche. La Doris Miller si trova in costruzione presso lo stabilimento Huntington Ingalls Industries Newport News Shipbuilding. La posa della chiglia è prevista entro la fine del 2026 e la consegna è programmata per l’inizio del 2034.
Perché la rimozione di EMALS sulla portaerei Doris Miller cambia il progetto
L’EMALS utilizza motori a induzione lineare per lanciare gli aeromobili, sostituendo i pistoni a vapore delle classi precedenti. La Marina americana lo aveva selezionato per ridurre i costi di ciclo di vita, diminuire lo stress sulle cellule degli aerei e ampliare l’inviluppo operativo, inclusa la gestione di droni come l’MQ-25 Stingray. Al marzo 2026 la USS Gerald R. Ford aveva già completato oltre 36.800 lanci con questo sistema. Inoltre gli Advanced Weapons Elevators a motori lineari sincroni trasportano munizioni a velocità e capacità superiori rispetto ai sistemi idraulici delle Nimitz, contribuendo all’obiettivo di generare il 33% in più di sortite.
Il memorandum non menziona l’Advanced Arresting Gear, il sistema di recupero dei velivoli che completa il pacchetto General Atomics. Secondo quanto riportato da alcuni media internazionali, l’azienda aveva ricevuto nel 2023 un contratto di circa 1,2 miliardi di dollari per le attrezzature EMALS e AAG destinate alla CVN-81 e ha dichiarato che la produzione è già quasi a metà. General Atomics ha affermato che l’abbandono del sistema merita un’attenta riconsiderazione perché introduce rischi significativi di costi, tempi e integrazione.
Trump ha criticato ripetutamente le catapulte EMALS, definendole inefficaci e troppo complesse. Nel memorandum l’amministrazione sottolinea la preferenza per tecnologie provate, affidabili e convenienti. La Francia ha scelto l’EMALS per la propria futura portaerei di nuova generazione e la Cina ha già messo in servizio la Fujian, prima unità con catapulte elettromagnetiche. Gli Stati Uniti risultano quindi l’unica grande marina a invertire questa direzione tecnologica.
Ritardi costruttivi e rimozione di EMALS sulla portaerei Doris Miller
La costruzione della Doris Miller aveva già subito uno slittamento di due anni. Secondo i documenti di bilancio della Marina per il Fiscal Year 2027, la consegna è passata da febbraio 2032 a febbraio 2034 a causa di vincoli di spazio nello stabilimento di Newport News, provocati dai ritardi della precedente Enterprise (CVN-80). Il ciclo costruttivo complessivo raggiungerà così i 15 anni. Huntington Ingalls Industries ha confermato che le unità strutturali continuano a avanzare verso la posa della chiglia prevista nel 2026.
La decisione di sostituire le catapulte EMALS e gli ascensori interviene quindi su un progetto già in fase avanzata di fabbricazione. Gli esperti segnalano che ripristinare le tubazioni a vapore e i sistemi idraulici richiederà riprogettazioni strutturali, nuove disposizioni energetiche e modifiche a compartimenti interni. Alcune stime indipendenti indicano costi potenziali nell’ordine di miliardi di dollari e ulteriori ritardi, anche se il memorandum ufficiale non fornisce ancora cifre precise. Il piano richiesto entro 60 giorni dovrà quantificare queste esigenze.
La rimozione di EMALS sulla portaerei Doris Miller solleva interrogativi concreti. Come si interfaccerà il sistema delle catapulte a vapore con l’architettura elettrica e digitale della classe Ford? L’EMALS riduce il personale necessario e permette regolazioni precise per ogni tipo di velivolo. Le catapulte a vapore invece richiedono più operatori e manutenzione meccanica tradizionale.
Ritorno alle catapulte tradizionali
La US Navy dovrà valutare se queste differenze influiranno sulla generazione di sortite e sulla capacità di operare con aeromobili non pilotati. Il piano di 60 giorni dovrà rispondere a queste domande con dati tecnici e finanziari. General Atomics ha avvertito che proseguire con le modifiche a questo stadio potrebbe generare rischi elevati. La produzione delle attrezzature è già a uno stato avanzato e qualsiasi interruzione comporta costi di cancellazione o riconversione. Il Newport News Shipbuilding dovrà riorganizzare le sequenze di assemblaggio per integrare i nuovi sistemi senza compromettere ulteriormente la tempistica già allungata.
Questa scelta segna un ritorno a tecnologie collaudate sulle Nimitz, ma impone un riassetto a un progetto concepito intorno all’elettromagnetismo. L’esito dipenderà dalla rapidità e dalla concretezza del piano che il Dipartimento della Difesa presenterà entro metà ottobre 2026. Fino a quel momento la CVN-81 procede con i lavori strutturali previsti, in attesa di indicazioni operative definitive sulla configurazione dei sistemi di lancio e di sollevamento.