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F-16 dell’Argentina: approvata anche la vendita di missili e bombe

@ Courtesy Photo USAF 96th Test Wing

Il Dipartimento di Stato americano ha approvato una possibile vendita militare estera a Buenos Aires di equipaggiamento e supporto per gli aeromobili F-16 dell’Argentina e relativi elementi di logistica e supporto al programma per un costo stimato di 941 milioni di dollari. La Defense Security Cooperation Agency ha rilasciato la certificazione richiesta notificando al Congresso questa possibile vendita, come si legge nella nota della DSCA.

Il governo argentino ha richiesto di acquistare equipaggiamenti e servizi per supportare i 24 velivoli F-16 Block 10/15 acquistati tramite trasferimento da terze parti. Questi equipaggiamenti includono: 36 missili aria-aria AIM-120 C-8 Advanced Medium Range (AMRAAM), 102 bombe per uso generale MK-82 da 500 libbre, 50 gruppi di profili alari MXU-650 per bombe a guida laser GBU-12 Paveway II da 500 libbre, apparecchiature di comunicazione, di navigazione di precisione, formazione del personale e altro.

Come avevamo riportato ad aprile, l’Argentina ha chiuso un contratto da 300 milioni di dollari con la Danimarca per 24 aerei da caccia F-16 di seconda mano della Royal Denmark Air Force durante una cerimonia che si era svolta presso la base aerea di Skrydstrup in Danimarca. Ad oggi si prevede che i primi F-16 dell’Argentina arriveranno entro il 2025, per raggiungere la piena capacità operativa entro il 2027.

I jet ex danesi, ancora in buone condizioni e con a disposizione ore di volo per un altro decennio, sono destinati a ricostruire le capacità di combattimento dell’Argentina, quasi un decennio dopo il ritiro degli aerei da caccia Dassault Mirage III, andando a sostituire gradualmente anche gli A-4AR Fightinghawk ancora in servizio. Gli F-16 danesi, 33 caccia F-16AM e dieci addestratori biposto F-16BM, saranno sostituiti da 27 aerei da combattimento Lockheed Martin F-35A di quinta generazione.

Negli ultimi anni, l’Argentina ha cercato con determinazione di modernizzare la propria flotta aerea, che si trova in uno stato arretrato rispetto a quello dei suoi vicini sudamericani. Nonostante gli sforzi, le negoziazioni intraprese sono state spesso ostacolate, in parte a causa della pressione esercitata dalla Gran Bretagna, frutto delle tensioni storiche irrisolte relative alla questione delle isole Falklands.

In tale scenario, l’Argentina ha puntato all’acquisizione dei jet da combattimento F-16 di fabbricazione statunitense. Tuttavia, la trattativa si è rivelata complessa, richiedendo non solo il via libera del Congresso degli Stati Uniti ma anche la gestione dei tentativi britannici di impedire la vendita di tecnologia militare avanzata all’Argentina. Le specifiche esigenze dell’aeronautica militare argentina si sono orientate verso velivoli capaci di alta manovrabilità e con caratteristiche idonee a fronteggiare minacce sia marittime sia aeree, caratteristiche che l’F-16 è in grado di offrire.

Il nodo centrale dell’accordo risiedeva nell’approvazione statunitense, data l’origine americana degli F-16, per i quali qualsiasi trasferimento internazionale richiede il consenso formale di Washington. Nel 2023, le autorità degli Stati Uniti hanno finalmente concesso l’autorizzazione, spianando la strada alla consegna degli aerei da combattimento all’Argentina.

Durante le fasi preliminari dei negoziati, il Regno Unito ha espresso forte contrarietà, temendo che un rinnovato potenziale militare argentino potesse riaccendere ambizioni sulle Falklands. Londra ha sottolineato che l’acquisizione di aerei da guerra così sofisticati da parte dell’Argentina avrebbe potuto destabilizzare l’area e compromettere gli interessi britannici nella regione.

Questo risultato rappresenta un traguardo significativo per la diplomazia argentina, illustrando un caso emblematico di collaborazione strategica in un clima di tensioni internazionali. L’accordo sugli F-16 dell’Argentina evidenzia la disponibilità degli Stati Uniti a rafforzare legami con nuovi partner regionali, nonostante le sfide geopolitiche esistenti.

In questo contesto, respingendo un’offerta per il caccia JF-17 Thunder del Pakistan Aeronautical Complex (PAC)/Chengdu Aircraft Corporation (CAC), l’Argentina si è schierata contro la cooperazione con la Cina, una prospettiva alla quale gli Stati Uniti si erano fortemente opposti. Buenos Aires ha rifiutato anche i jet Tejas della Hindustan Aeronautics Limited (HAL) offerti dall’India.

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Categorie: News Militari
Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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