Nella primavera del 1982 una grande task force organizzata dalla Gran Bretagna fece rotta verso l’Atlantico Meridionale per riconquistare le isole Falkland, la Georgia del Sud e le isole Sandwich meridionali invase dall’Argentina il 2 aprile 1982 (Operazione Rosario) che ne reclamava il possesso. L’arcipelago delle Falklands è un territorio d’oltremare del Regno Unito ubicato nell’oceano Atlantico Meridionale e storicamente rivendicato dall’Argentina con il nome spagnolo di Islas Malvinas.

La Gran Bretagna, nell’ambito dell’operazione Corporate, mise insieme una task force formata dalle tre forze armate che si trovò ad affrontare l’inverno australe a 13.000 km di distanza da casa e a soli 1300 km dal continente antartico in inferiorità numerica e con oggettivi problemi logistici da affrontare e risolvere. Protagonisti nel cielo, dal lato britannico, furono i velivoli Harrier GR Mk.3 e Sea Harrier FRS Mk.1, nuovi sistemi missilistici e i bombardieri strategici Vulcan. Gli Harrier oltre a portare attacchi aerei contro le postazioni argentine sulle isole, abbatterono numerosi caccia nemici e fecero da protezione alle portaerei britanniche Hermes e Invincible che se colpite dai missili Exocet argentini avrebbero portato la Gran Bretagna alla devastante perdita del conflitto.

A quella distanza dal Regno Unito il conflitto presentava diverse incognite quali la logistica, la difesa della flotta e delle portaerei, il numero di soldati che si sarebbero potuti impiegare e la superiorità numerica dei mezzi e degli uomini dell’Argentina. Grazie però alla tecnologia e alla preparazione degli inglesi la storia ebbe un altro finale rispetto a quello sperato dall’Argentina e da quello ipotizzato dal Regno Unito, per il quale il fallimento era un’ipotesi devastante e quanto mai messa in conto. Il 5 aprile 1982 con la partenza delle due portaerei Invincible e Hermes il Regno Unito dava il via all’Operazione Corporate per la cacciata con la forza degli argentini dall’arcipelago delle Falklands.

I bombardieri Vulcan nelle missioni Black Buck

Il 1 Maggio 1982 inizia la guerra aerea per sulle isole Falklands con il primo bombardamento da parte di due Avro Vulcan B.2 della Royal Air Force decollati dalla base aerea di Wideawake, nell’isola di Ascensione in pieno Atlantico. Appena prima della mezzanotte del 30 aprile 1982, in completo silenzio radio e con tutte le luci di navigazione spente, due bombardieri Vulcan B.2 (XM598 e XM607) partirono verso le Falklands con 21.000 libbre di bombe ciascuno, scortati da 11 velivoli tanker Victor K.2, era l’inizio della missione “Black Buck One“. Uno dei Vulcan (XM598) ebbe problemi di pressurizzazione e dovette tornare ad Ascensione. A 300 miglia dall’obiettivo il Vulcan XM607 si abbassò a 250 piedi e sganciò il carico bellico sulla pista di Stanley. Erano le 4 di mattina del 1° Maggio 1982. L’attacco non fece danni importanti alla pista di Stanley, come anche i successivi bombardamenti delle missioni Black Buck, ma prese completamente di sorpresa sia gli argentini che il mondo intero.

Gli Avro Vulcan B.2 della Royal Air Force erano sul punto di essere ritirati dal servizio attivo, ritiro previsto per giugno 1982, quando furono pianificati i raids dell’operazione Black Buck a seguito dell’invasione della Falklands. Questi raids prevedevano il bombardamento di Port Stanley sulle isole Falklands non tanto per un vero obiettivo bellico nelle isole del sud dell’Atlantico ma per dimostrare la capacità della Royal Air Force di colpire, in una eventuale escalation, anche il territorio metropolitano argentino se la situazione lo avesse richiesto.

Furono pianificate sette missioni Black Buck, alcune per il bombardamento della pista dell’aeroporto di Port Stanley ed alcune per la ricerca e l’attacco dei radar argentini dislocati sulle isole. I primi bombardieri partirono dal Regno Unito il 29 Aprile per atterrare nove ore e 4000 miglia più tardi sulla base aerea della piccola isola di Ascensione, che tra aprile e giugno 1982 divenne uno degli aeroporti con maggiore traffico al mondo.

Gli Harrier inglesi in azione sulle Falklands

Veri protagonisti della battaglia aerea delle Falklands furono però i velivoli STOVL Harrier, in particolare gli Harrier GR della Royal Air Force e i Sea Harrier della Royal Navy Fleet Air Arm, entrambi i modelli imbarcati sulle portaerei Hermes ed Invincible. La Royal Air Force impiegò gli Harrier GR Mk3 del No.1 Squadron mentre la Royal Navy impiegò i Sea Harrier FRS Mk1 dei No. 800 Squadron, No. 801 Squadron e No. 809 Squadron.

Nonostante svariate esercitazioni fatte con molti alleati, il velivolo non era mai stato utilizzato in combattimento reale e nessuno poteva sapere che risultati avrebbe portato a casa contro i bravi piloti argentini sui loro jet supersonici. Lo stato maggiore inglese aveva previsto ingenti perdite che avrebbero portato alla perdita dell’intero distaccamento di volo entro i primi giorni di guerra. Così fu predisposto l’attivazione di un terzo gruppo di volo l’809 Squadron i cui primi sei velivoli furono imbarcati, con i primi sei Harrier GR Mk3, sulla nave porta container commerciale Atlantic Conveyor il 5 maggio dopo il volo di trasferimento dal Regno Unito all’isola di Ascensione.

Il 18 maggio 1982 tutti i velivoli Harrier sulla Atlantic Conveyor decollarono per raggiungere le due portaerei  della task force. La nave porta container fu colpita dagli argentini con un missile Exocet il giorno 25 maggio 1982. Fortunatamente gli Harrier erano già andati via, sfortunatamente gli elicotteri no. La task force britannica perse, oltre a 12 uomini, un elicottero Lynx, sei elicotteri Wessex, tre elicotteri Chinook, munizionamento di vario tipo, attrezzature per la manutenzione, parti di ricambio per i velivoli e il materiale per predisporre una base aerea avanzata sulla East Falkland. La perdita dell’unità navale comportò a seguire molte difficoltà logistiche e tattiche per le truppe di terra inglesi.

Per tutta la durata del conflitto il maggior pericolo per la flotta inglese fu rappresentato dai Dassault Super Étendard argentini armati con il missile Exocet. Il CANA – Comando de la Aviacion Naval ordinò nel 1979 14 esemplari del velivolo imbarcato francese, insieme ad uno stesso quantitativo di missili Exocet. Dopo l’addestramento in Francia, cinque velivoli furono consegnati nel novembre del 1981. Con il deterioramento delle relazioni tra Argentina e Regno Unito e l’intravedersi di una seria possibilità di un conflitto tra le sue nazioni la Francia cessò l’assistenza e le consegne di ulteriori velivoli ed armamenti all’Argentina.

Proprio per il pericolo che la l’accoppiata Super Étendard / Exocet poteva portare alla task force inglese, il 18 maggio 1982 un elicottero Sea King HC Mk4 del No.846 Squadron con a bordo un team dello Special Air Service, le forze speciali del British Army, intraprese una missione segreta per infiltrare gli uomini del SAS sul territorio argentino. La missione doveva essere quella di confermare la presenza dei velivoli argentini a Rio Grande e di sorvegliarne le operazioni per anticiparne le mosse e mettere in allerta le forze navali a protezione delle due portaerei e, se si fosse presentata l’occasione, anche di metterli fuori combattimento. La missione fu un fallimento e l’unica perdita fu l’elicottero che venne distrutto dall’equipaggio una volta atterrati in Cile in località Agua Frescas a Punta Arenas perchè, per evidenti problemi di autonomia, la missione sarebbe stata comunque di solo “andata”.

HMS INVINCIBLE 1980 – 2000 (SFPU-N-1084B-25) Sea Harriers of No 801 Squadron at the hover over HMS INVINCIBLE during the Falklands Conflict. Copyright: © IWM. Original Source: http://www.iwm.org.uk/collections/item/object/205208528

Royal Air Force Harrier GR Mk 3

Gli Harrier GR Mk3 della Royal Air Force iniziarono ad operare da bordo della portaerei HMS Hermes il 20 maggio 1982 quando nel pomeriggio sferrarono il primo attacco su un deposito carburante argentino su West Falkland. Il giorno seguente, 21 maggio, le truppe britanniche iniziarono lo sbarco a Port San Carlos sotto la protezione degli Harrier GR3 che furono impiegati anche nell’attacco ad una base avanzata argentina, attacco tramite i cannoni Aden da 30mm che distrussero un elicottero Chinook e due elicotteri Puma.

Sempre il 21 maggio la RAF perse però il primo Harrier pilotato dal Flight Lieutenant Jeff Glover che durante una sortita a copertura delle forze di terra a San Carlos Settlement fu abbattuto dal fuoco nemico. Il pilota britannico lanciatosi con il paracadute, e in buone condizioni fu immediatamente catturato dagli argentini. Glover fu l’unico pilota inglese prigioniero di guerra. Alla sua richiesta di sapere cosa lo avesse abbattuto, il dottore argentino il capitano di marina Santiago Llanos rispose “Tutto, ti abbiamo sparato tutti“. Molto probabilmente l’Harrier fu abbattuto da un missile SAM Blowpipe. Jeff Glover fu trasferito da Stanley in Argentina in compagnia di un altro pilota, ma argentino e abbattuto dai Sea Harrier, e poi consegnato dopo qualche tempo alle autorità uruguaiane a Montevideo. Il pilota britannico rientrò subito dopo nel Regno Unito.

La seconda perdita di un Harrier GR3 avvenne il 27 maggio durante un attacco alle postazioni argentine a Goose Green. Lo Squadron Leader Bob Iveson fu abbattuto e lanciatosi con il paracadute fu recuperato dopo tre giorni, di fuga, dalle truppe inglesi. La missione più importante del No.1 Squadron fu quella del pomeriggio del 28 maggio quando tre velivoli intervennero a Goose Green a supporto del 2nd Battalion Parachute Regiment a corto di munizioni. Sotto pesanti nubi e ad una quota di 50 piedi gli Harrier attaccarono con le cluster bombs e i razzi le postazioni argentine. La mattina seguente, anche se numericamente superiori, gli argentini si arresero ai britannici. L’attacco a sorpresa degli Harrier aveva avuto sia un effetto tattico che un effetto psicologico sulle truppe argentine.

THE FALKLANDS CONFLICT, APRIL – JUNE 1982 (FKD 2300) Three Hawker Siddeley Harrier GR3s of No 1 Squadron RAF ranged (in the foreground) alongside seven Royal Navy British Aerospace Sea Harrier FR1s and a Sea King HAS.5 of 820 Naval Air Squadron on the flight deck of HMS HERMES, on the day that No 1 Squadron joined the ship in the South Atlantic. The first Harrier GR.3 is carrying a 1000lb laser-quided bomb (GBU-16 Paveway II) on its outer pylons. On… Copyright: © IWM. Original Source: http://www.iwm.org.uk/collections/item/object/205190563

Le ultime due perdite del No.1 Squadron furono il 27 e il 30 maggio e i piloti Bob Iveson e Jerry Pook si lanciarono con il paracadute e riuscirono a scampare alla cattura. La sera del 30 maggio gli Harrier GR3 rimasti operativi erano solo due così il 1 giugno con un volo di oltre otto ore, accompagnati dai rifornitori Victor, ulteriori due velivoli arrivarono sulla Hermes provenienti dall’isola di Ascensione. Altri due GR3 arrivarono sempre da Ascensione l’8 giugno.

Nel frattempo e una volta stabilizzata e messa in sicurezza la testa di ponte a San Carlos, i Royal Engineers, nonostante le cattive condizioni meteo e con l’attenzione a possibili attacchi aerei da parte degli argentini, nel giro di una settimana prepararono una base operativa avanzata, chiamata “Sid’s Strip”, per gli Harrier GR3 con una breve pista per il decollo e un’area per l’atterraggio verticale. La base iniziò ad operare il 2 giugno. A causa del maltempo i primi due Harrier arrivarono solo il 5 giugno.

Il 10 giugno gli Harrier GR3 effettuarono il primo tentativo del conflitto di utilizzo di armamento a guida laser, senza successo a causa di problemi con la designazione laser delle postazioni nemiche. Il secondo tentativo, questa volta con successo, ebbe luogo il 13 giugno quando i velivoli inglesi attaccarono alle 12:00 il comando di compagnia argentino a Mount Tumbledown tramite un forward air controller sul terreno. Fino alla resa degli argentini, il 14 giugno, gli Harrier GR3 operarono tutti i giorni, sia da terra che dal mare, senza perdite ma incassando ogni tanto qualche colpo dal nemico più o meno grave ma senza conseguenze.

Oggi al RAF Museum di Cosford è conservato e messo in mostra proprio uno degli Harrier GR Mk3 (XZ997) che ha combattuto nelle isole Falklands e il primo ad utilizzare il munizionamento intelligente durante il conflitto (almeno fino al 2016 il velivolo era al museo RAF Museum London di Hendon). L’esemplare ordinato nel 1978 e costruito dalla British Aerospace di Dunsfold è entrato in servizio in Germania con il No.4 Squadron a Gütersloh il 12 Febbraio 1982.

  • Il 16 aprile 2018 è stato trasferito al No.1 (F) Squadron.
  • Il 4 maggio 1982 è uno dei 5 velivoli a partire per l’isola di Ascensione sulla quale arrivano alle ore 18:30 dopo un volo non-stop di 4600 miglia e più di 9 ore di volo supportato dai tanker Victor.
  • Il 7 maggio 1982 salpa imbarcato, insieme ad altri 5 aerei, sulla nave Atlantic Conveyor alla volta della TEZ – Territorial Exclusion Zone.
  • Il 18 maggio 1982 viene trasferito sulla portaerei HMS Hermes per iniziare le missioni di attacco il 21 maggio 1982.
  • Il 13 giugno 1982 lancia la prima LGB Laser Guided Bomb della guerra delle Falklands.
  • Il 4 luglio 1982 viene trasferito con il No.1 (F) Squadron sul RAF Stanley dove opererà dopo la riconquista delle isole Falklands con l’Harrier Detachment.
  • Il 6 ottobre 1982 viene assegnato al No.1 Squadron sulla RAF Wittering in patria.
  • Il 21 agosto 1990 termina la sua carriera operativa dopo 2200 ore di volo e 6050 atterraggi.
  • Il 4 dicembre 1991 viene trasferito al RAF Museum di Londra.

Alla fine del conflitto il No.1 Squadron della Royal Air Force effettuò 126 missioni di combattimento, circa sei sortite al giorno per velivolo, impiegando in totale 10 velivoli dei quali 4 persi in combattimento.

Royal Navy Sea Harrier FRS Mk 1

I due gruppi di volo di Sea Harrier, 800 Squadron e 801 Squadron furono imbarcati rispettivamente sulla HMS Hermes e sulla HMS Invincible in partenza per le isole Falklands il 5 aprile 1982. Come già detto i vertici militari inglesi erano molto dubbiosi sulle capacità operative che gli Harrier avrebbero potuto sviluppare durante il conflitto e molto preoccupati sulle eventuali perdite dei velivoli.

Si dovettero ricredere perchè a fine conflitto il risultato fu impressionante e le maggiori capacità tattiche ed operative dei piloti britannici unite alla straordinaria manegevolezza del velivolo e dei suoi missili AIM-9L Sidewinder portarono i Sea Harrier inglesi a numerose vittorie in combattimento aereo manovrato.

I Sea Harrier durante il conflitto dell’Atlantico del sud si scontrarono con i Mirage, i Dagger e gli Skyhawk argentini e iniziarono le operazioni aeree sulle Falklands il 1 maggio 1982. Per consolidare il primo attacco aereo dei Vulcan sull’aeroporto di Port Stanley, 12 Sea Harrier del No.800 Sqn provenienti dalla HMS Hermes attaccarono gli aeroporti di Port Stanley e Goose Green. Nel dettaglio nove attaccarono Port Stanley e tre Goose Green dove furono distrutti tre velivoli Pucarà con la perdita di un pilota argentino che stava decollando.

Sempre il primo maggio ci fu il primo scontro aereo tra i Sea Harrier e i Mirage IIIEA, dei quali due furono abbattuti dai piloti del No. 801 Sqn. che nel corso della giornata abbatterono anche un Canberra B Mk.2. I colleghi del No.800 Sqn abbatterono invece un Dagger. La giornata si concluse senza perdite tra le fila britanniche.

La FAA – Fuerza Aerea Argentina disponeva di buoni piloti anche se con poca esperienza e di buone macchine che però non furono sufficienti a contrastare la preparazione e l’esperienza dei piloti inglesi. Sia la FAA che il CANA furono costretti ad operare sempre dalla terra ferma e quindi a notevole distanza dall’arcipelago e nonostante il supporto dei rifornitori KC-130 Hercules molti dei velivoli si trovarono ad operare sempre al limite delle loro autonomie e con pochissimo tempo da spendere sugli obiettivi.

Nonostante ciò gli argentini, con tenacia ed audacia, riuscirono ad infliggere notevoli perdite alle unità della task force navale britannica, che riuscì comunque a proteggere le due portaerei e ad abbattere grazie alle difese missilistiche un buon numero di aerei argentini.

UK Sea Harrier FRS Guerra delle Falklands

Two British Aerospace Sea Harrier FRS 1s in flight. They are from background to foreground: ZA176 and XZ451 both of 801 Naval Air Squadron. (Copyright: © IWM 2102)

Tra il 4 e il 5 maggio il distaccamento dei Sea Harrier perse tre velivoli, uno il 4 maggio durante un raid sulla base aerea di Goose Green a causa della contraerea e due il 5 maggio a causa di una collisione in volo a bassa quota mentre i due aerei erano in ricognizione sull’area dell’affondamento della HMS Sheffield. Sempre il 4 maggio l’Armada Argentina ritirò dalle operazione la portaerei ARA Veinticinco del Mayo per metterla al sicuro dalle forze aeree britanniche. Gli A-4Q Skyhawk continuarono le operazioni aeree da terra dalla base aerea di Rio Grande.

Il 21 maggio, primo giorno dell’invasione di terra britannica, gli aerei argentini della Fuerza Aerea Argentina iniziarono già dalla mattina gli attacchi contro le unità navali inglesi impegnate nello sbarco e nella copertura delle truppe di terra. Alle 12:00 un Pucarà argentino impegnato dell’attacco contro la HMS Ardent viene abbattuto a colpi di cannone da un Sea Harrier del No.801 Sqn in missione Combat Air Patrol sull’arcipelago. Alle 13 un secondo attacco viene portato alle navi inglesi, la HMS Ardent viene colpita dagli A-4 Skyhawk dei quali però due vengono abbattuti dai missili sidewinder dei Sea Harrier del No.800 Sqn.

Nel primo pomeriggio del 21 maggio è il turno dei caccia Dagger che portano i loro attacchi sulle navi inglesi a bassissima quota volando letteralmente a pelo d’acqua tra le unità militari britanniche. La nave HMS Ardent viene ancora colpita ma quattro Dagger vengono abbattuti dai missili dei Sea Harrier, uno dal No.800 Sqn e tre dal No.801 Sqn. A metà pomeriggio è il CANA a portare l’ennesimo attacco aereo con gli A-4Q Skyhawk che distruggono definitivamente la HMS Ardent, che affonderà il giorno seguente, ma che perdono tre velivoli abbattuti dai Sea Harrier del No.801 Sqn. A fine giornata tra aerei abbattuti dalle difese aeree e nei combattimenti aerei l’Argentina perse 12 velivoli contro 1 del Regno Unito.

A causa del maltempo, condizione quasi giornaliera nelle Falklands, i combattimenti aerei ripresero vigore il 23 maggio quando i Sea Harrier abbatterono un elicottero A-109 e due elicotteri Puma dell’esercito argentino. Nel pomeriggio a seguito di attacchi aerei sulle unità navali inglesi a San Carlos Water e nel Falkland Sound un Dagger fu abbattuto dai Sea Harrier del No.800 Sqn e un A-4B dalla contraerea navale, mentre nel tardo pomeriggio un Sea Harrier del No.800 Sqn cadde in acqua distruggendosi durante un volo a bassa quota. Anche il 24 maggio gli argentini persero tre Dagger abbattuti dai Sea Harrier del No.800 Sqn e un A-4C dalla contraerea navale inglese.

I combattimenti a terra iniziarono a farsi più intensi e i Sea Harrier rimasero a copertura delle unità navali e terrestri per i giorni a seguire. Il 29 maggio un Sea Harrier fu perso a causa di un incidente e tre giorni dopo il 1 giugno un altro Sea Harrier fu abbattuto da un missile SAM Roland. Il pilota venne recuperato vivo dall’acqua molte ore dopo. Sempre il primo giugno 1982 i Sea Harrier del No.800 Sqn abbatterono un C-130E Hercules in missione di ricognizione per la ricerca della flotta navale inglese.

Sempre a causa del maltempo le operazioni aeree da ambo i lati si ridussero molto e ripresero vigore l’8 giugno con un miglioramento delle condizioni meteo. In mattinata otto A-5B sotto la copertura di sei Dagger e quattro Mirage IIIEA furono impegnati sull’area di San Carlos. Nonostante le difficili operazioni di rifornimento in volo che ridussero gli A-5B da otto a cinque i velivoli argentini attaccarono con successo numerose unità navali inglesi, mentre i Mirage IIIEA attirarono su di essi le attenzioni dei Sea Harrier. Questa tattica unita al notevole divario di velocità tra i Mirage e i Sea Harrier permise agli argentini di far rientrare tutti i loro velivoli alle basi senza nessuna perdita. Fu uno dei maggiori successi di tutto il conflitto.

La seconda ondata di attacchi, grazie alla perdita del fattore sorpresa, vide l’abbattimento di tre A-4 Skyhawk da parte dei missili dei Sea Harrier del No.800 Sqn. Questa volta i Mirage IIIEA non riuscirono a distrarre i piloti inglesi e gli argentini non entrarono nemmeno in combattimento aereo conoscendo ormai la superiorità del mix Sea Harrier/Sidewinder. In questa ultimo combattimento aereo il Flight Lieutenant David Morgan abbattendo due dei tre Skyhawk divenne l’asso inglese della guerra con quattro abbattimenti.

Qualche statistica

Tra il 1 maggio e il 14 giugno 1982 i Sea Harrier effettuarono 1.335 sortite, delle quali 1.135 circa per il Combat Air Patrol, sparando 27 missili AIM-9L Sidewinder dei quali 24 andarono a segno abbattendo 19 velivoli argentini, dei quali 11 jet supersonici tra Mirage IIIEA e Dagger. Altri sei velivoli argentini furono abbattuti con l’utilizzo del cannone dal 30mm. I Sea Harrier FRS Mk1 subirono sei perdite mentre gli Harrier GR Mk3 subirono 4 perdite, nessuna sofferta in combattimento aria-aria con gli argentini.

Le difese contraeree britanniche navali abbatterono sette velivoli con il sistema Sea Dart e tre con il sistema Sea Wolf, mentre la difesa aerea da terra fu accreditata di tre velivoli abbattuti ognuno tramite i sistemi Rapier, Stinger e Blowpipe.

I velivoli da combattimento argentini, grazie al coraggio indiscusso dei piloti, effettuarono 2.782 ore di volo per 505 sortite di combattimento delle quali sono però solo 280 raggiunsero i loro obiettivi. I 40 Skyhawk impiegati (26 A-4B, 12 A-4C e 10 A-4Q) distrussero un cacciatorpediniere, due fregate, una nave da sbarco e un mezzo da sbarco subendo però la perdita di ben 23 aerei. Di queste perdite otto sono da assegnare ai Sea Harrier, tre ad incidenti, 12 alla contraerea.

Oggi, tra le fila delle forze aeree inglesi, sia i Sea Harrier che gli Harrier sono stati radiati dal servizio attivo ma non prima di aver partecipato attivamente ad altri conflitti in Iraq, nei Balcani, in Afghanistan, in Sierra Leone. La decisione di mandare precocemente in pensione entrambe le versioni degli Harrier, è stata criticata negli anni da molti ufficiali all’interno delle forze armate britanniche.

Le varianti terrestri dell’Harrier sono state la GR Mk1, la GR Mk3, la GR.5, GR.7 e GR.9 monoposto e GR.2, GR.4 biposto per addestramento operativo. La GR.7 e la GR.9 avevano capacità ognitempo e notturne, grazie al Flir montato sul muso e agli NVG (Night Vision Goggles) indossati sul casco del pilota. Dalla versione GR.5 in poi gli aerei furono dotati di una nuova ala più grande con quattro piloni in più e capace di trasportare carburante nei serbatoi integrati dentro le ali potendo così contare su maggiore autonomia e carico bellico.

Le versioni navali sviluppate sono state la FRS Mk1 e FRS Mk2 (Fighter Recon Strike) per la Royal Navy e la FRS Mk51 per la marina militare indiana. Il Sea Harrier era un aereo subsonico progettato per l’attacco, la ricognizione e il combattimento aereo. La versione FRS Mk1 era essenzialmente un GR Mk3 con il muso modificato per il radar di ricerca e tiroBlue Fox e l’abitacolo rialzato per aumentare la visibilità del pilota e per fornire più spazio per alloggiare il radar ed i relativi comandi. Nonostante il grande successo nella guerra delle Falkland, i limiti del velivolo furono subito evidenti così venne sviluppata la versione FRS Mk2 con il più capace radar Blue Vixen, i missili AIM-120 Slammer a guida radar attiva, contromisure elettroniche e il motore Pegasus Mk 106. La scarsa potenza del motore delle due versioni portò comunque al ritiro dalla Royal Navy nel marzo 2006.

Reparti aerei velivoli da combattimento della Fuerza Aerea Argentina e del Comando de la Aviacion Naval

  • Grupo 3 de Ataque: IA-58 Pucarà
  • Grupo 4 de Caza: A-4C
  • Grupo 5 de Caza: A-4B
  • Escuadron II, Grupo 6 de Caza: Dagger
  • Grupo 8 de Caza: Mirage IIIEA
  • Grupo 2 de Bombardeo: Canberra B Mk2
  • 1 Escuadrilla de Ataque: MB-339A
  • 2 Escuadrilla de Caza y Ataque: Super Etendard
  • 3 Escuadrilla de Caza y Ataque: A-4Q Skyhawk

Perdite velivoli da combattimento della Fuerza Aerea Argentina e del Comando de la Aviacion Naval

  • 14 IA-58 Pucara
  • 2 Canberra B Mk2
  • 2 MB-339A
  • 2 Mirage IIIEA
  • 11 Dagger
  • 9 A-4C Skyhawk
  • 10 A-4B Skyhawk
  • 4 A-4Q Skyhawk

Photo credits: Vulcan (Royal Air Force MoD Crown copyright), Harrier GR3 RAF Museum London (Archivio Aviation Report / Stefano Monteleone), © Crown copyright IWM (FKD 2102, FKD 128, FKD 674, FKD 681, FKD 2300, FKD 1256, FKD 182, FKD 183, FKD 532, FKD 537, SFPU-N-1084B-25), Archivio Sergio Bottaro

 

 

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