Si è conclusa la missione del Task Group Lighting in Estonia, che per due mesi ha operato con i velivoli F-35 dell’Aeronautica Militare nell’ambito della missione NATO Enhanced Air Policing, a difesa del Fianco Est dell’Alleanza Atlantica. Durante questo periodo, sono state effettuate: oltre 150 sortite; 300 ore di volo; numerose intercettazioni di velivoli non identificati nell’ambito della missione italiana denominata Baltic Eagle III.
Oltre agli F-35, la Task Force ha impiegato il Gulfstream G.550 CAEW del 14° Stormo per la sorveglianza aerea e il sistema missilistico SAMP/T del Comando Artiglieria Controaerei di Sabaudia dell’Esercito Italiano per proteggere da minacce aeree e missilistiche.
È la terza volta che l’Aeronautica Militare rischiera uomini e mezzi in Estonia ed è la seconda volta che i velivoli F-35 hanno partecipato alla missione di sicurezza della NATO nel Baltico. Ora il testimone passa agli Eurofighter, che continueranno, con l’operazione “Baltic Eagle III”, a garantire sorveglianza e prontezza, confermando l’impegno costante dell’Italia per la difesa collettiva dell’Alleanza Atlantica.
Tra le numerose intercettazioni svolte dagli F-35 italiani ricordiamo la più recente che ha fatto notizia su tutti i media nazionali ed internazionali, quando i velivoli militari italiani hanno intercettato tre MiG-31 russi. Lo scorso 19 settembre 2025 gli F-35 italiani hanno intercettato alcuni MiG-31 entrati nello spazio aereo estone. Tre caccia MiG-31 della Federazione Russa hanno violato lo spazio aereo estone per circa 12 minuti, dirigendosi verso la capitale Tallinn prima di essere intercettati e scortati fuori da due F-35 Lightning II italiani.
Si tratta di un caso studio perfetto: un confronto tra iconici intercettori supersonici sovietici e stealth fighter di quinta generazione, in un contesto operativo che coinvolge procedure NATO collaudate come lo scramble in QRA (Quick Reaction Alert). Gli F-35 italiani hanno intercettato MiG-31 russi, intorno alle 16:49 ora locale vicino all’isola di Vaindloo nel Golfo di Finlandia, attivando immediatamente i meccanismi di difesa aerea baltici. I MiG-31, noti per la loro velocità Mach 2.83 e capacità di sorveglianza a lungo raggio, volavano con transponder spenti e senza comunicazione radio con il controllo traffico aereo estone, rendendo l’intrusione deliberata e non un errore di navigazione.
La risposta italiana, parte della missione NATO Baltic Air Policing (BAP), ha dimostrato l’efficacia di un sistema integrato che combina sorveglianza radar avanzata e assetti stealth, evitando escalation ma rafforzando il messaggio di deterrenza e la postura dell’Alleanza. Le violazioni dello spazio aereo baltico non sono una novità, ma il 2025 ha visto un’accelerazione preoccupante.
Immagini: Ufficio Pubblica Informazione Aeronautica Militare