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SOCIAL MEDIA AVIATION REPORT


Mostrata per la prima volta la linea di produzione dei velivoli cinesi J-35 e J-35A

@ CCTV

Nel panorama dell’aviazione militare globale, la Cina continua a stupire con passi avanti rapidi e ambiziosi. A ottobre 2025, nuove rivelazioni sui programmi dei velivoli cinesi J-35 e J-36 hanno catturato l’attenzione degli esperti, confermando il ruolo di Pechino come secondo attore mondiale dopo gli Stati Uniti nell’operare più varianti di caccia stealth di quinta e sesta generazione.

Questi velivoli, emersi da un decennio di sviluppo accelerato, non sono solo simboli di innovazione tecnologica, ma strumenti chiave per la proiezione di potenza nel Pacifico e oltre. Questi aggiornamenti rappresentano un momento cruciale: come la Cina sta colmando il gap con l’Occidente, integrando stealth, supercrociera e capacità di rete in piattaforme multi-ruolo.

Il J-35A, variante terrestre del carrier-based J-35, emergono da footage esclusivi diffusi da media statali come CCTV e Global Times. Questi materiali, girati negli hangar di Shenyang Aircraft Corporation, mostrano prototipi non verniciati in fase di assemblaggio, evidenziando la maturità industriale della Cina. Ma questi aerei sono così rivoluzionari? E come si inseriscono in uno scenario geopolitico teso, dove la superiorità aerea decide le sorti di potenziali conflitti?

Velivoli cinesi J-35: stealth compatti per il dominio dei cieli

Il J-35A, noto anche come variante land-based del J-35, ha fatto il suo debutto pubblico nel novembre 2024 all’Airshow China di Zhuhai, ma è solo a ottobre 2025 che le immagini interne delle sue linee di produzione hanno rivelato dettagli intriganti. Sviluppato da Shenyang Aircraft Corporation sotto l’egida di AVIC, questo caccia stealth di quinta generazione è un monoposto bimotore con un design blended wing-body che privilegia l’integrazione aerodinamica e la bassa osservabilità radar. Secondo Wang Yongqing, chief expert del Shenyang Aircraft Design Institute, il J-35A incorpora “tecnologie rivoluzionarie per il combattimento all-domain”, rendendolo invisibile ai radar nemici grazie a un RCS (Radar Cross Section) stimato inferiore a quello di un palmo umano, come riportato da Global Times.

Tecnicamente, il J-35A adotta un layout convenzionale con stabilizzatori verticali inclinati verso l’esterno e superfici orizzontali all-moving, ottimizzati per missioni di superiorità aerea primaria e strike secondari contro bersagli terrestri e navali. La sua compatibilità con sistemi CATOBAR (Catapult Assisted Take-Off But Arrested Recovery) lo rende ideale per operare da basi terrestri o, in futuro, da portaerei come la Fujian, dove ha già completato test di lancio elettromagnetico. Rispetto al predecessore FC-31 “Falcon Eagle”, primo volo nel 2012, il J-35A beneficia di un ciclo di sviluppo accorciato grazie al parallel engineering: design, produzione e test simultanei, come spiegato dall’ingegnere Zhang Guosheng in un’intervista a CCTV.

Un aspetto importante è il confronto con l’F-35 Lightning II americano. Entrambi i velivoli condividono un approccio multi-ruolo con capacità di fusione dei sensori e networking globale (almeno l’F-35), anche il J-35A integra un EOTS per targeting elettro-ottico e integrerebbe i missili PL-17 BVR (Beyond-Visual-Range). Esperti come quelli di Janes notano che, sebbene l’F-35 abbia esperienza combat provata, il J-35A potrebbe offrire un costo operativo inferiore, attraendo esportatori come il Pakistan, che ha annunciato l’acquisto di 40 unità nel giugno 2025.

Impatto strategico: la Cina verso la dualità stealth globale

Ultimi aggiornamenti confermano che il J-35A è entrato in servizio limitato con la PLAAF, come annunciato da China Daily a settembre. Video recenti mostrano voli in formazione con il J-20, testando anche le prime capacità di teaming manned-unmanned con droni loyal wingman. Questo sarà il pilastro di una forza aerea che, entro il 2030, potrebbe contare su oltre 500 stealth fighters, sfidando l’egemonia USA nel teatro indo-pacifico.

Con il J-35A che affianca il J-20 nella PLAAF e il J-36 che prelude all’H-20 bomber, la Cina consolida una flotta stealth duale, seconda solo agli USA. L’integrazione con la portaerei Fujian, con i primi test CATOBAR completati a settembre 2025, estende la bolla di difesa al Mar Cinese Meridionale. Per gli USA, significa un riequilibrio. Il Pentagono ormai è consapevole che questi aerei potrebbero complicare le operazioni in Indo-Pacifico, spingendo verso la produzione dell’F-47 NGAD (Next Generation Air Dominance).

Prospettive future: modularità ed esportazioni

Guardando avanti, l’accademico Sun Cong, chief designer del J-35, ha proposto design modulari per futuri stealth fighters. Motori, radar e avionica come “building blocks” intercambiabili, riducendo costi e tempi di aggiornamento. Questo approccio, testato sul J-35A, potrebbe estendersi anche al J-36, rendendo la flotta cinese adattabile a minacce emergenti come droni ipersonici.

In conclusione, il J-35A come il J-36 e i droni stealth tipo “loyal wingmen” non sono solo macchine volanti. Simboleggiano l’ascesa di un’industria aerospaziale che, da “follower” è passata a “competitor” e sfida lo status quo.

Immagini: CCTV

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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