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I cinque aerei RQ-4D a pilotaggio remoto della flotta AGS della NATO di Sigonella hanno raggiunto la capacità operativa iniziale

Nato AGS RQ-4D Phoenix (@ Northrop Grumman)

La flotta NATO dei nuovi aerei AGS – Alliance Ground Surveillance è ora pronta per le missioni. Il 15 febbraio 2021, il Comandante della NATO, il Generale Tod Wolters, ha annunciato che il sistema di sorveglianza dell’Alleanza (AGS) della NATO ha raggiunto la capacità operativa iniziale (IOC), segnando un’importante pietra miliare per il programma.

Cinque aerei RQ-4D a pilotaggio remoto fanno parte della AGS Force, che fornisce ai comandanti un quadro completo della situazione a terra. Il velivolo RQ-4D rappresenta lo stato dell’arte in termini di piattaforme di intelligenza aerea ad alta quota e di lunga durata. Con un’autonomia di 16.000 chilometri ed una quota di 18.000 metri, l’RQ-4D può rimanere in volo per più di 32 ore.

Volando dalla sua base operativa principale, la base aerea dell’aeronautica militare di Sigonella vicino a Catania in Italia, i cinque droni supporteranno le operazioni della NATO monitorando il campo di battaglia e fornendo consapevolezza della situazione, nota anche come Joint Intelligence, Surveillance and Reconnaissance o JISR. Ciò offre ai decisori una maggiore consapevolezza tattica di ciò che accade a terra, in aria e in mare, consentendo un processo decisionale accurato basato su informazioni condivise in tempo reale.

I cinque droni RQ-4D “Phoenix” e le relative stazioni di comando e controllo a terra costituiscono il sistema AGS – Alliance Ground Surveillance. La NATO opererà e manterrà il sistema per conto di tutti i 30 alleati.

L’AGS RQ-4D della NATO è basato sul velivolo a pilotaggio remoto Global Hawk dell’aviazione militare statunitense. Il sistema NATO AGS fornisce capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione all’avanguardia in grado di fornire una consapevolezza della situazione quasi in tempo reale 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana. Guidato da Northrop Grumman, il team industriale della NATO è composto da società di tutti i paesi membri della NATO, tra cui Leonardo, Airbus e Kongsberg e altre società di difesa di tutte le nazioni appaltatrici AGS.

Il primo RQ-4D della NATO AGS era arrivato a Sigonella il 21 novembre 2019, mentre il secondo RQ-4D NATO era arrivato il 19 dicembre 2019. Il terzo Phoenix era decollato martedì 14 luglio 2020 sempre dalla base aerea di Edwards in California, negli Stati Uniti, alle 07:47 ora locale ed è atterrato a Sigonella circa 21,8 ore dopo, il quarto NATO RQ-4D Phoenix era arrivato il 26 luglio 2020. L’ultimo, il quinto RQ-4D è arrivato a Sigonella il 12 novembre 2020.

Ora che tutti e cinque gli aeromobili sono arrivati ​​presso la base operativa principale dell’Alliance Ground Surveillance a Sigonella, il sistema di sorveglianza di proprietà e gestione collettiva della NATO fornirà una capacità all’avanguardia unica acquisita da 15 alleati e condivisa con tutti e 30 i membri dell’Alleanza Atlantica.

Il programma AGS dell’Alleanza sarà di proprietà collettiva e gestito da tutti gli alleati della NATO e sarà una capacità vitale per le operazioni e le missioni dell’Alleanza stessa. Tutti gli alleati avranno accesso ai dati acquisiti da AGS e beneficeranno dell’intelligence derivata dalle missioni di sorveglianza e ricognizione che AGS intraprenderà.

Con i suoi elementi fondamentali, il NATO AGS è un sistema su misura appositamente progettato per soddisfare i requisiti di sorveglianza identificati dal North Atlantic Council e SACEUR. L’aeromobile a pilotaggio remoto RQ-4D della NATO AGS si basa sul velivolo della US Air Force Global Hawk block 40. È stato adattato in modo univoco per soddisfare i requisiti della NATO e per fornire una capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione all’avanguardia a vantaggio di tutti gli alleati dell’Alleanza Atlantica.

NATO AGS – Allied Ground Surveillance – il ruolo dell’Italia

Come detto il programma NATO AGS – Allied Ground Surveillance, strutturato su velivoli APR HALE (High Altitude Long Endurance) e su vari sistemi di terra, nasce da un’iniziativa di 15 Nazioni Alleate, all’interno della quale l’Italia riveste un ruolo di primaria importanza, in quanto terzo paese contributore (dopo Stati Uniti e Germania) ed Host Nation, ruolo fondamentale in termini di supporto logistico, infrastrutturale e tecnico-operativo, ruolo che viene svolto a partire dalla base aerea di Sigonella in Sicilia.

La capacità espressa dal NATO AGS permetterà alle nazioni dell’Alleanza di effettuare attività di sorveglianza persistente su vaste aree, operando al contempo a distanze considerevoli delle zone di interesse, in qualsiasi condizioni meteorologiche e di luce attraverso l’uso di un assetto a pilotaggio remoto acquisito ed operato da personale NATO.

Il 28 ottobre 2019 presso la Casa dell’Aviatore, si era svolta la cerimonia di consegna della Military Type Certification (MTC), la necessaria certificazione di aeronavigabilità rilasciata al sistema dalla Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (D.A.A.A), e della comunicazione del callsign (nominativo radio) designato per i velivoli del programma AGS (Alliance Ground Surveillance) dell’Alleanza Atlantica. L’Italia ha attivamente partecipato al gruppo di lavoro in ambito NATO favorendo l’integrazione dei velivoli a pilotaggio remoto nello spazio aereo ed adoperandosi fattivamente per il rilascio del nominativo radio da parte dell’ICAO – International Civil Aviation Organization.

L’assegnazione del callsign “MAGMA”, infatti, è avvenuta al termine di un articolato processo avviato dall’Aeronautica Militare, che ha visto coinvolto l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), ed ha portato all’attribuzione da parte dell’ICAO del nominativo radio che sarà utilizzato in volo dall’aeromobile.

Queste sono tappe fondamentali per il raggiungimento della piena capacità operativa del NATO AGS, un programma nel quale l’Italia assume un ruolo di rilievo, mettendo a disposizione dell’Alleanza una comprovata esperienza in specifici settori come quello della certificazione tecnica del sistema ma anche dell’impiego degli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto).

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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