Il 26 luglio 2020, il quarto velivolo a pilotaggio remoto della NATO AGS – Alliance Ground Surveillance Force è arrivato sulla base dell’Aeronautica Militare di Sigonella. L’aereo è decollato dalla base aerea di Edwards in California, negli Stati Uniti, alle 18:33 ora locale il 25 luglio 2020 ed è atterrato a Sigonella alle 16:20 ora locale il giorno seguente, quasi 22 ore dopo.

L’arrivo del quarto aereo rappresenta un altro passo positivo per la NATO Alliance Ground Surveillance Force. Meno di due settimane dopo l’atterraggio del terzo velivolo a pilotaggio remoto RQ-4D “Phoenix”, la flotta della NATO AGS Force di cinque velivoli, in totale, è quasi completata.

“L’arrivo del quarto aereo migliora le nostre capacità con maggiore ridondanza e flessibilità”

ha dichiarato il comandante della forza della AGS della NATO, il Generale Houston Cantwell. 

L’approvvigionamento del sistema di sorveglianza NATO AGS – Alliance Ground Surveillance è di competenza dell’Agenzia dell’Alleanza Atlantica (NAGSMA).

Avere ora quattro velivoli RQ-4D su cinque a Sigonella dimostra l’impegno e la capacità delle nazioni parte dell’AGS e di NAGSMA di consegnare il sistema AGS della NATO, aumentando al contempo la nostra flessibilità nel testare il sistema fornendo inoltre equipaggiamenti aggiuntivi per la familiarizzazione e l’addestramento”, ha affermato il Generale di brigata Volker Samanns, direttore generale dell’Agenzia.

Quest’ultima traversata dell’Atlantico dalla California all’Italia è stata interamente controllata da piloti presso la principale base operativa dell’Alliance Ground Surveillance Force a Sigonella, come già fatto con i primi tre voli consegnati. Dopo l’arrivo la NATO AGS – Alliance Ground Surveillance e gli enti per l’aeronavigabilità italiane metteranno a punto la documentazione richiesta e consegneranno il sistema alla Forza il più presto possibile.

Il primo RQ-4D della NATO AGS era arrivato a Sigonella il 21 novembre 2019, mentre il secondo RQ-4D NATO era arrivato il 19 dicembre 2019. Il terzo Phoenix era decollato martedì 14 luglio 2020 sempre dalla base aerea di Edwards in California, negli Stati Uniti, alle 07:47 ora locale ed è atterrato a Sigonella circa 21,8 ore dopo.

Una volta che tutti e cinque gli aeromobili saranno arrivati ​​alla base operativa principale dell’Alliance Ground Surveillance a Sigonella entro la fine del 2020, il sistema di sorveglianza di proprietà e gestione collettiva della NATO fornirà una capacità all’avanguardia unica acquisita da 15 alleati e condivisa con tutti e 30 i membri dell’Alleanza Atlantica.

terzo RQ-4D Phoenix NATO AGS

Il programma AGS dell’Alleanza sarà di proprietà collettiva e gestito da tutti gli alleati della NATO e sarà una capacità vitale per le operazioni e le missioni dell’Alleanza stessa. Tutti gli alleati avranno accesso ai dati acquisiti da AGS e beneficeranno dell’intelligence derivata dalle missioni di sorveglianza e ricognizione che AGS intraprenderà.

Con i suoi elementi fondamentali, il NATO AGS è un sistema su misura appositamente progettato per soddisfare i requisiti di sorveglianza identificati dal North Atlantic Council e SACEUR. L’aeromobile a pilotaggio remoto RQ-4D della NATO AGS si basa sul velivolo della US Air Force Global Hawk block 40. È stato adattato in modo univoco per soddisfare i requisiti della NATO e per fornire una capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione all’avanguardia a vantaggio di tutti gli alleati dell’Alleanza Atlantica.

NATO AGS – Allied Ground Surveillance – il ruolo dell’Italia

Come detto il programma NATO AGS – Allied Ground Surveillance, strutturato su velivoli APR HALE (High Altitude Long Endurance) e su vari sistemi di terra, nasce da un’iniziativa di 15 Nazioni Alleate, all’interno della quale l’Italia riveste un ruolo di primaria importanza, in quanto terzo paese contributore (dopo Stati Uniti e Germania) ed Host Nation, ruolo fondamentale in termini di supporto logistico, infrastrutturale e tecnico-operativo, ruolo che viene svolto a partire dalla base aerea di Sigonella in Sicilia.

La capacità espressa dal NATO AGS permetterà alle nazioni dell’Alleanza di effettuare attività di sorveglianza persistente su vaste aree, operando al contempo a distanze considerevoli delle zone di interesse, in qualsiasi condizioni meteorologiche e di luce attraverso l’uso di un assetto a pilotaggio remoto acquisito ed operato da personale NATO.

Il 28 ottobre 2019 presso la Casa dell’Aviatore, si è svolta la cerimonia di consegna della Military Type Certification (MTC), la necessaria certificazione di aeronavigabilità rilasciata al sistema dalla Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (D.A.A.A), e della comunicazione del callsign (nominativo radio) designato per i velivoli del programma AGS (Alliance Ground Surveillance) dell’Alleanza Atlantica. L’Italia ha attivamente partecipato al gruppo di lavoro in ambito NATO favorendo l’integrazione dei velivoli a pilotaggio remoto nello spazio aereo ed adoperandosi fattivamente per il rilascio del nominativo radio da parte dell’ICAO – International Civil Aviation Organization.

L’assegnazione del callsign “MAGMA”, infatti,  è avvenuta al termine di un articolato processo avviato dall’Aeronautica Militare, che ha visto coinvolto l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), ed ha portato all’attribuzione da parte dell’ICAO del nominativo radio che sarà utilizzato in volo dall’aeromobile.

Queste sono tappe fondamentali per il raggiungimento della piena capacità operativa del NATO AGS, un programma nel quale l’Italia assume un ruolo di rilievo, mettendo a disposizione dell’Alleanza una comprovata esperienza in specifici settori come quello della certificazione tecnica del sistema ma anche dell’impiego degli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto).

Photo credits: NATO AGS / Falk Plankenhorn

Print Friendly, PDF & Email
 

Rispondi