Il primo dei cinque velivoli NATO Alliance Ground Surveillance (AGS) è atterrato a Sigonella, in Italia alle 16:46 ora locale di giovedì 21 novembre 2019, segnando un importante passo nel programma AGS.

Accolgo con favore l’arrivo del primo aereo Alliance Ground Surveillance a Sigonella. Ciò dimostra che gli alleati della NATO sono impegnati a modernizzare l’Alleanza e ad investire per fornire le principali capacità all’avanguardia a beneficio della nostra sicurezza condivisa”, ha affermato il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg a Bruxelles.

L’aereo è decollato mercoledì 20 novembre 2019 dalla base aerea di Palmdale in California, negli Stati Uniti alle 10:00 ora locale ed è atterrato, secondo i piani, 22 ore dopo nella sua nuova sede presso la base operativa principale dell’AGS. L’aeromobile è stato ricevuto dal direttore generale della NATO Surveillance Management Agency (NAGSMA), il Brigadiere Generale Volker Samanns. Erano presenti anche il Generale di Brigata Phillip Stewart, comandante della NATO AGS ed altri alti funzionari.

Questo primo volo di trasferimento di un velivolo della NATO AGS dagli Stati Uniti all’Italia segna l’implementazione di un progetto multinazionale chiave per l’approvvigionamento di nuove tecnologie all’avanguardia da metttere a disposizione dell’Alleanza Atlantica. Il programma NATO AGS è stato sviluppato con contributi significativi di 15 alleati: Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Stati Uniti.

Il programma AGS dell’Alleanza sarà di proprietà collettiva e gestito da tutti gli alleati della NATO e sarà una capacità vitale per le operazioni e le missioni dell’Alleanza stessa. Tutti gli alleati avranno accesso ai dati acquisiti da AGS e beneficeranno dell’intelligence derivata dalle missioni di sorveglianza e ricognizione che AGS intraprenderà.

Con i suoi elementi fondamentali, il NATO AGS è un sistema su misura appositamente progettato per soddisfare i requisiti di sorveglianza identificati dal North Atlantic Council e SACEUR. L’aeromobile a pilotaggio remoto RQ-4D della NATO AGS si basa sul velivolo della US Air Force Global Hawk block 40. È stato adattato in modo univoco per soddisfare i requisiti della NATO e per fornire una capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione all’avanguardia a vantaggio di tutti gli alleati dell’Alleanza Atlantica.

Il programma NATO AGS comprende cinque velivoli a pilotaggio remoto NATO RQ-4D. Tutti e cinque stanno attualmente eseguendo diversi voli di test di sviluppo. Una volta che ciascuno degli aeromobili arriverà alla base aerea operativa principale di Sigonella, inizierà una fase di verifica, al fine di garantire la piena conformità del sistema. L’intero sistema AGS sarà consegnato alla NATO una volta completati tutti i test e le verifiche delle prestazioni. La capacità operativa iniziale è prevista per la prima metà del 2020.

Il comandante del NATO Alliance Ground Surveillance (AGS) Force, il Generale di Brigata dell’aeronautica militare statunitense Phillip Stewart spiega cosa significa per la NATO l’arrivo del primo aereo a pilotaggio remoto RQ-4D sulla base operativa principale della Forza a Sigonella, Italia.

NATO AGS – Allied Ground Surveillance – il ruolo dell’Italia

Come detto il programma NATO AGS – Allied Ground Surveillance, strutturato su velivoli APR HALE (High Altitude Long Endurance) e su vari sistemi di terra, nasce da un’iniziativa di 15 Nazioni Alleate, all’interno della quale l’Italia riveste un ruolo di primaria importanza, in quanto terzo paese contributore (dopo Stati Uniti e Germania) ed Host Nation, ruolo fondamentale in termini di supporto logistico, infrastrutturale e tecnico-operativo, ruolo che viene svolto a partire dalla base aerea di Sigonella in Sicilia.

La capacità espressa dal NATO AGS permetterà alle nazioni dell’Alleanza di effettuare attività di sorveglianza persistente su vaste aree, operando al contempo a distanze considerevoli delle zone di interesse, in qualsiasi condizioni meteorologiche e di luce attraverso l’uso di un assetto a pilotaggio remoto acquisito ed operato da personale NATO.

Il 28 ottobre 2019 presso la Casa dell’Aviatore, si è svolta la cerimonia di consegna della Military Type Certification (MTC), la necessaria certificazione di aeronavigabilità rilasciata al sistema dalla Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (D.A.A.A), e della comunicazione del callsign (nominativo radio) designato per i velivoli del programma AGS (Alliance Ground Surveillance) dell’Alleanza Atlantica. L’Italia ha attivamente partecipato al gruppo di lavoro in ambito NATO favorendo l’integrazione dei velivoli a pilotaggio remoto nello spazio aereo ed adoperandosi fattivamente per il rilascio del nominativo radio da parte dell’ICAO – International Civil Aviation Organization.

NATO AGS RQ-4D

L’assegnazione del callsign “MAGMA”, infatti,  è avvenuta al termine di un articolato processo avviato dall’Aeronautica Militare, che ha visto coinvolto l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), ed ha portato all’attribuzione da parte dell’ICAO del nominativo radio che sarà utilizzato in volo dall’aeromobile.

Queste sono tappe fondamentali per il raggiungimento della piena capacità operativa del NATO AGS, un programma nel quale l’Italia assume un ruolo di rilievo, mettendo a disposizione dell’Alleanza una comprovata esperienza in specifici settori come quello della certificazione tecnica del sistema ma anche dell’impiego degli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto).

Immagini: HFw Christian Timmig – HQ AIRCOM Ramstein,  Northrop Grumman photographer: Alan Radecki; camera plane pilots: Reed Estrada, Stephen Kay

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