Gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla vendita alla Nuova Zelanda di cinque elicotteri navali MH-60R Seahawk per un valore complessivo di 1,5 miliardi di dollari, nell’ambito di un più ampio rafforzamento delle capacità militari di Wellington.
Lo United States Department of State ha annunciato di aver autorizzato una possibile Foreign Military Sale (FMS) al governo neozelandese, comprendente elicotteri multiruolo MH-60R e sistemi di distribuzione di informazioni multifunzionali Link 16 Joint Tactical Radio Systems (5 installati, 2 di riserva), 14 sistemi di posizionamento globale integrato/servizio di posizionamento preciso/navigazione inerziale con modulo anti-spoofing a disponibilità selettiva (10 installati, 4 di riserva), 5 sistemi sonar a bassa frequenza aviotrasportati, 225 missili Advanced Precision Kill Weapon System (APKWS), 65 missili AGM-114R Hellfire, 5 sistemi digitali di rilevamento di anomalie magnetiche e 5 mitragliatrici M240D da 7,62 mm.
Secondo Washington, l’operazione consentirà alla Nuova Zelanda di affrontare in modo più efficace le minacce presenti e future, migliorando la protezione delle infrastrutture critiche e la sicurezza nazionale. Gli MH-60R Seahawk sono prodotti da Lockheed Martin, tramite la controllata Sikorsky Aircraft, e sono impiegati principalmente in missioni di pattugliamento marittimo, guerra antisommergibile e supporto alle operazioni navali.
L’accordo si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da una crescente competizione strategica nell’Indo-Pacifico e dalle sollecitazioni statunitensi — anche durante la presidenza di Donald Trump — rivolte agli alleati affinché incrementino la spesa per la difesa. La Nuova Zelanda, tradizionale partner dell’Australia e delle forze occidentali nella regione, sta infatti intensificando il proprio impegno in Asia orientale, anche alla luce dell’espansione militare cinese.
Il governo guidato dal primo ministro Christopher Luxon ha varato un piano che prevede un aumento di 9 miliardi di dollari neozelandesi in quattro anni, con l’obiettivo di portare la spesa militare al 2% del PIL entro otto anni, quasi raddoppiando gli stanziamenti attuali.
Di recente, Wellington ha inoltre destinato 1,58 miliardi di dollari neozelandesi aggiuntivi alla modernizzazione delle forze armate. Luxon ha ribadito che, dopo tre decenni di investimenti insufficienti, il mutato scenario globale rende necessario un deciso potenziamento del settore difesa.


