Il 25 settembre 2024, la base aerea di Ghedi ha ospitato una cerimonia speciale per celebrare i “50 anni di Tornado”, un evento che ha visto la partecipazione di appassionati, personale militare e istituzioni. Il velivolo Panavia Tornado, una delle colonne portanti dell’Aeronautica Militare, ha segnato cinque decenni di storia operativa, svolgendo un ruolo fondamentale non solo per la difesa nazionale ma anche in operazioni internazionali. Questa ricorrenza ha offerto l’opportunità di riflettere su un’eredità straordinaria e di guardare al futuro dell’aviazione militare italiana con l’avvento dei nuovi F-35.
Il Tornado è stato il frutto di una collaborazione senza precedenti tra Italia, Germania e Regno Unito, che si unirono nel consorzio Panavia per creare un caccia multiruolo capace di affrontare diverse tipologie di missioni. Il primo volo del prototipo P-01 avvenne il 14 agosto 1974 dall’aeroporto di Manching, in Germania. Questo velivolo rivoluzionario nacque come Multi-Role Combat Aircraft (MRCA), con l’obiettivo di svolgere missioni di interdizione, attacco al suolo, ricognizione e supporto alle operazioni delle forze terrestri.
In totale, furono prodotti circa 1000 esemplari di Tornado, suddivisi principalmente in due versioni: IDS (InterDiction Strike) e ADV (Air Defence Variant), oltre alla variante ECR (Electronic Combat Reconnaissance) utilizzata per la soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD). Queste varianti sono state adottate dalle aeronautiche militari di Italia, Germania, Regno Unito e dall’Arabia Saudita, dimostrando la versatilità e l’efficacia del velivolo.
Per l’Aeronautica Militare, il Tornado è stato un simbolo di forza e innovazione. Il primo esemplare operativo italiano, la matricola MM 7006 (6-01), fu assegnato al 154° Gruppo del 6° Stormo il 27 agosto 1982. Negli anni successivi il Tornado equipaggiò il 155°, il 156° e il 102° Gruppo con il velivolo che ha partecipato a numerose operazioni di rilievo. Il Tornado è stato il primo caccia italiano a essere impiegato in missioni di guerra reali dal termine della Seconda Guerra Mondiale, con il suo battesimo del fuoco avvenuto durante l’Operazione “Locusta” nel 1990, durante la Guerra del Golfo.
Negli anni, il Tornado è stato schierato nei più importanti scenari di crisi internazionale, come i Balcani, l’Afghanistan, la Libia e l’Iraq, dove ha partecipato all’Operazione “Inherent Resolve” contro il DAESH. Le sue missioni spaziavano dall’interdizione alla ricognizione, dal supporto alle forze di terra fino a operazioni di protezione civile in caso di calamità naturali.
La celebrazione dei 50 anni di Tornado ha avuto il suo apice nella base di Ghedi, dove è stato presentato il “Tornado Special Color”, un velivolo con una livrea speciale che ripercorre le tappe principali della sua vita operativa. Questo speciale schema di colori è un omaggio alle missioni e alle trasformazioni tecnologiche che il Tornado ha subito nel corso degli anni.
Oltre ai velivoli in statica, durante l’evento, il pubblico ha potuto assistere ad un sorvolo spettacolare del Tornado in livrea speciale accompagnato da altri tre velivoli Tornado in livrea standard e due caccia F-35A Lightning II, che presto sostituiranno i Tornado come principale piattaforma multiruolo dell’Aeronautica Militare.
Il Colonnello Luca Giuseppe Vitaliti, comandante del 6° Stormo, ha tenuto un discorso in cui ha sottolineato l’importanza del Tornado per l’Aeronautica Militare e per l’industria aeronautica europea. Ha ricordato come questo velivolo abbia non solo garantito capacità operative fondamentali, ma anche contribuito allo sviluppo tecnologico e alla cooperazione tra le nazioni coinvolte nel progetto.
Sebbene il Tornado abbia rappresentato una parte cruciale della storia dell’Aeronautica Militare, la sua sostituzione è ormai all’orizzonte. Come abbiamo scritto più volte, l’arrivo degli F-35 sta segnando una nuova era per la difesa aerea italiana. Il caccia di quinta generazione è destinato a prendere il posto del Tornado, offrendo capacità avanzate quali la furtività, la sensoristica e l’integrazione con le forze aeree alleate utilizzatrici del velivolo di Lockheed Martin. Tuttavia, il Tornado continuerà a volare ancora per qualche anno, in attesa che la transizione sia completata.
Durante la celebrazione dei 50 anni di Tornado, il contrasto tra il glorioso passato rappresentato da questo aereo e il futuro promesso dagli F-35 è stato tangibile. I Tornado, pur essendo alla fine della loro carriera, continuano a rappresentare una risorsa preziosa per l’Aeronautica Militare, con alcuni esemplari ancora impegnati in missioni operative.
La storia del Tornado è strettamente legata allo sviluppo dell’aviazione militare moderna. Oltre alle sue capacità operative, il Tornado ha lasciato un segno indelebile nell’industria aeronautica europea, aprendo la strada alla collaborazione internazionale per la produzione di aerei militari avanzati. Le lezioni apprese durante il progetto Tornado hanno gettato le basi per future collaborazioni, come quelle per lo sviluppo dell’Eurofighter Typhoon e, più recentemente, del programma GCAP.
In conclusione, i “50 anni di Tornado” non sono solo un momento di celebrazione per l’Aeronautica Militare, ma anche un’occasione per riflettere su come questo velivolo abbia trasformato il modo di concepire la difesa aerea in Europa. Con il passaggio agli F-35, il Tornado cederà il passo a una nuova generazione di aerei, ma la sua eredità continuerà a vivere, sia nelle missioni in cui ha partecipato, sia nell’industria che ha contribuito a plasmare.
Immagini: Gianluca Conversi
Seguiteci anche sul nostro nuovo canale WhatsApp e sul nuovo canale Threads