visita italiana alla Bayar in Turchia

Visita italiana al centro Baykar in Turchia

Il 6 ottobre 2025, il Centro Tecnologico Nazionale Özdemir Bayraktar di Baykar in Turchia, ha ospitato una delegazione italiana di alto livello, segnando un momento significativo per l’aviazione militare e la collaborazione internazionale. Tra i presenti figuravano il Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa italiano Matteo Perego di Cremnago, i vertici delle forze armate italiane – tra cui il Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva (Aeronautica Militare), il Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello (Esercito Italiano) e l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto (Marina Militare) – oltre a rappresentanti di Leonardo S.p.A., come Simone Ungaro e Carlo Gualdaroni.

Dalla parte turca, Haluk Görgün, Segretario delle Industrie della Difesa della Repubblica di Turchia, ha guidato l’accoglienza. Questa visita, dettagliata in un post su X da Baykar e riportata da fonti internazionali e dalla stessa Baykar, evidenzia un passo avanti nella partnership tra i due paesi, con un focus su droni avanzati come Bayraktar TB3, AKINCI e KIZILELMA.

La visita si inserisce nel contesto della joint venture tra Baykar e Leonardo, nota come LBA Systems, annunciata ufficialmente il 15 giugno 2025. Questa collaborazione mira a sviluppare tecnologie unmanned e sistemi di difesa all’avanguardia, combinando l’esperienza italiana nella certificazione e nelle tecnologie multi-dominio con l’innovazione turca nei droni.

Durante l’evento, la delegazione ha assistito a dimostrazioni di volo dei modelli Bayraktar TB3, AKINCI e KIZILELMA, effettuando anche un tour all’interno del centro tecnologico, che si estende su una superficie di 200.000 metri quadrati. Le immagini pubblicate mostrano i delegati in diverse fasi: un gruppo posizionato davanti a un AKINCI all’interno dell’hangar, un altro in una sala di controllo durante le operazioni di volo e, infine, i velivoli in fase di decollo davanti alla struttura.

Il Bayraktar TB3, progettato anche per operare da navi, rappresenta una delle punte di diamante della flotta Baykar in Turchia, mentre l’AKINCI è noto per le sue capacità di sorveglianza e attacco a lungo raggio. Il KIZILELMA, invece, un caccia drone stealth, sta attirando l’attenzione per il suo potenziale rivoluzionario. Questi velivoli, tutti sviluppati con tecnologie locali, sono stati mostrati in azione, suscitando l’interesse della delegazione italiana, che potrebbe valutare il loro utilizzo per le esigenze della difesa italiana.

visita italiana alla Bayar in Turchia

Ma cosa significa questa visita? È un’opportunità per osservare come la cooperazione internazionale stia plasmando il futuro dei droni militari. Se ti stai chiedendo se questi droni saranno adottati dall’Italia, la risposta non è ancora definitiva, ma l’interesse dimostrato apre scenari interessanti. La partnership con Leonardo, un leader globale nei sistemi C4I (Command, Control, Communications, Computers, and Intelligence), potrebbe accelerare l’integrazione di queste piattaforme nei contesti operativi europei.

La joint venture LBA Systems non è un progetto isolato, ma parte di una strategia più ampia di internazionalizzazione per entrambe le aziende. Leonardo porta in tavola la sua esperienza nella certificazione aeronautica e nelle tecnologie integrate, mentre Baykar offre la sua competenza nei sistemi unmanned, che l’hanno resa uno dei principali esportatori di droni al mondo. Questa sinergia potrebbe portare alla creazione di nuovi modelli o alla modifica di quelli esistenti per soddisfare standard NATO, un aspetto cruciale per l’aviazione militare europea.

Durante la visita, la delegazione ha avuto modo di esplorare il centro tecnologico, che include anche aree dedicate alla formazione, come la Özdemir Bayraktar Aviation and Space Technologies Vocational and Technical Anatolian High School. Questo aspetto educativo sottolinea l’impegno di Baykar in Turchia nel coltivare talenti locali. Le immagini dei droni in volo e delle sale di controllo, condivise sui social, hanno amplificato l’eco dell’evento, attirando l’attenzione di esperti e media.

Un elemento emerso dai commenti sui social riguarda la provenienza dei motori dei droni. Alcuni utenti hanno chiesto se i delegati italiani abbiano visto i motori, un riferimento alla dipendenza parziale di Baykar da fornitori esteri per alcune componenti. Sebbene non ci siano dettagli ufficiali su questo aspetto, la collaborazione con Leonardo potrebbe portare a una maggiore indipendenza tecnologica.

Questa visita non è solo un incontro diplomatico, ma un segnale di intenti per il futuro. La difesa italiana potrebbe trarre vantaggio dalle capacità dei droni Baykar, specialmente in missioni di sorveglianza marittima o supporto operativo, grazie alla versatilità del TB3. Allo stesso tempo, la partnership potrebbe influenzare lo sviluppo di nuovi progetti, come il già citato KIZILELMA, che alcuni vedono come un concorrente dei caccia di quinta generazione o un importante assetto del concetto di “loyal wingman”.

Alcuni analisti suggeriscono che la collaborazione potrebbe aiutare a identificare le esigenze specifiche della difesa italiana, adattando le tecnologie Baykar alle dottrine operative italiane. Questo approccio su misura potrebbe attrarre altri paesi NATO, aumentando la portata globale di LBA Systems.

Immagini: Baykar Tech