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News Militari

L’ultimo soldato americano lascia l’Afghanistan

“Sono qui per annunciare il completamento del nostro ritiro dall’Afghanistan e la fine della missione militare per evacuare cittadini americani, cittadini di paesi terzi e afgani vulnerabili“, ha detto il Generale del Corpo dei Marines Frank McKenzie, comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti, in videoconferenza dal suo quartier generale a Tampa. “L’ultimo C-17 è decollato dall’aeroporto internazionale di Hamid Karzai il 30 agosto, questo pomeriggio, alle 15:29, ora della costa orientale, e l’ultimo aereo con equipaggio sta ora liberando lo spazio aereo sopra l’Afghanistan“.

Con l’ultimo volo di un C-17 (07-7185 MOOSE94), l’ultimo soldato americano ha lasciato Kabul chiudendo il ponte aereo e la guerra durata quasi due decenni e scatenata in seguito agli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. Il Major General Chris Donahue, Comandante della 82a Airborne Division dell’esercito americano, XVIII Corpo Aviotrasportato, è salito alle 23:59 del 30 agosto 2021 a bordo dell’ultimo aereo cargo C-17 all’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul, in Afghanistan.

Il Maj. Gen. Donahue è quindi l’ultimo membro delle forze armate americane a lasciare l’Afghanistan e la sua partenza chiude la missione degli Stati Uniti per evacuare i soldati, i cittadini americani, i richiedenti di visto speciale per immigrati afgani e gli afghani vulnerabili. A 20 anni di distanza questa diventerà l’immagine simbolo della fine della guerra in Afghanistan. Donahue aveva supervisionato le operazioni di evacuazione ponendo fine alla presenza dell’esercito americano nel paese devastato dalla guerra.

In queste ultime ore i software di monitoraggio dei voli online hanno mostrato diversi aerei militari statunitensi che rientravano verso il Golfo Persico dall’Afghanistan attraverso il Pakistan dopo aver sostenuto e coperto il ritiro finale da Kabul. Abbiamo visto in volo un bombardiere strategico B-52H, due cannoniere volanti AC-130J , un aereo spia RC-135W Rivet Joint, un aereo AWACS E-3 Sentry, un E-11A BACN Battlefield Airborne Communications Node, oltre a diversi trasporti C-17A Globemaster III e rifornitori in volo KC-135R e KC-10A.

La missione di evacuazione del personale occidentale da Kabul era iniziata il 14 agosto scorso, “questa è stata la più grande operazione di evacuazione di non combattenti mai condotta dall’esercito americano. Il presidente Joe Biden ha ordinato l’inizio dell’operazione NEO il 14 agosto. Da allora, gli aerei militari statunitensi hanno evacuato più di 79.000 civili dall’aeroporto internazionale di Hamid Karzai, che comprende 6.000 americani e più di 73.500 cittadini di paesi terzi e civili afgani. In totale, gli aerei degli Stati Uniti e della coalizione si sono uniti per evacuare più di 123.000 civili, il che è stato consentito dai membri del servizio militare degli Stati Uniti che stavano mettendo in sicurezza e operando l’aeroporto“, ha detto il Generale McKenzie durante l’ultima conferenza stampa.

La guerra in Afghanistan ha lasciato sul campo le seguenti perdite, oltre a migliaia di feriti:

  • Membri delle forze armate USA: 2.461.
  • Contractors USA: 3.846.
  • Esercito e polizia nazionale afghano: 66.000.
  • Alleati e NATO: 1.144.
  • Civili afgani: 47.245.
  • Talebani e altri combattenti dell’opposizione: 51.191.
  • Operatori umanitari: 444.
  • Giornalisti: 72.

Come avevamo scritto un paio di giorni fa gli Stati Uniti stavano pianificando quali equipaggiamenti portare via da Kabul e quali distruggere o disabilitare. La conferma definitiva della distruzione di materiale è arrivata anche dal Pentagono. Il Gen. McKenzie ha confermato la distruzione dell’ultimo sistema C-RAM presente a Kabul, sistema mantenuto attivo fino all’ultimo momento e che è intervenuto nell’abbattere i razzi sparati sull’aeroporto. Inoltre sono stati smilitarizzati fino a 70 veicoli MRAP e 27 Humvee. McKenzie ha detto anche che sull’aeroporto di Kabul c’erano un totale di 73 velivoli, senza specificare i modelli. “Quegli aerei non voleranno mai più da quando siamo partiti. Non potranno mai essere operati da nessuno. La maggior parte di loro non era in grado di compiere missioni già prima della nostra partenza, tanto per cominciare, ma di certo non potranno mai più essere pilotati” ha aggiunto il Generale.

Diversi aerei dell’aeronautica militare afgana si trovavano all’aeroporto internazionale di Hamid Karzai al momento del ritiro finale, sia velivoli più nuovi che alcuni non più utilizzati da tempo. Aerei da attacco leggero A-29 Super Tucano, velivoli da trasporto C-130H Hercules e gli elicotteri UH -60, MD-530 e Mi-17. Come già raccontato in un altro articolo, altri aerei ed elicotteri erano stati catturati dai talebani in altre basi aeree mentre molti altri avevano trovato riparo all’estero in Uzbekistan e in Tagikistan. Ma resta quindi sempre il dubbio dell’uso che ne potrebbero fare i talebani, anche se alcuni video circolati su Twitter mostrerebbero alcuni UH-60 (forse solo uno) in volo ieri 30 agosto, forse pilotato da ex militari dell’aviazione militare afghana.

Inoltre non è noto se nei 73 velivoli menzionati dal Generale McKenzie sono inclusi anche sette elicotteri CH-46E Sea Knight dell’Air Wing del Dipartimento di Stato che avevamo già riportato come abbandonati e disabilitati. Il video di seguito mostra una squadra di talebani, molto ben equipaggiati, mentre ispezionano quattro di questi elicotteri.

Aggiornati nell’ultimo decennio per il trasporto dei diplomatici tra l’Ambasciata USA di Kabul e altre location del paese, uno di questi elicotteri, quello con matricola civile statunitense N38TU (BuNo 154038), avrebbe preso parte anche all’evacuazione di Saigon nel 1975, operazione Frequent Wind, quando era in servizio con il Corpo dei Marines. Forse avremmo potuto vederlo esposto in un museo, invece probabilmente lo vedremo utilizzato come trofeo di guerra dai talebani.

Per concludere McKenzie ha affermato anche che le attrezzature necessarie per le operazioni aeroportuali civili, come i camion dell’antincendio aeroportuali e altri veicoli per la movimentazione dei velivoli civili, sono state lasciate intatte per i talebani. La riapertura dello scalo civile è molto importante per la possibilità di far uscire nei prossimi giorni le centinaia di cittadini statunitensi, così come altri cittadini stranieri e afgani a rischio ma rimasti nel paese. Sempre che i talebani lo permettano davvero come avrebbero promesso.

Photo credits: US Centcom

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Redazione di Aviation Report

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