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Steadfast Noon 2025: la NATO accende i motori della deterrenza nucleare

@ Archivio Aviation Report / Stefano Monteleone

La NATO ha dato il via lo scorso 13 ottobre alla Steadfast Noon 2025, l’esercitazione annuale di deterrenza nucleare che rappresenta il pilastro invisibile ma inamovibile della sicurezza atlantica. Ospitata quest’anno dai Paesi Bassi, questa esercitazione non è solo un test di procedure: è un’affermazione di unità e prontezza, con oltre 70 velivoli, tra cui i sofisticati F-35 Lightning II dual-capable, simulando scenari di risposta nucleare senza mai utilizzare armi reali.

La Steadfast Noon è un’opportunità unica per osservare come la tecnologia stealth e i sistemi di rifornimento aereo si intreccino in una coreografia di difesa collettiva, rafforzando la credibilità della NATO in un mondo dove le minacce ibride e convenzionali si fondono in un’unica ombra.

Lanciata dal Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) a Mons, in Belgio, l’esercitazione coinvolge circa 2.000 militari da 14 nazioni alleate, tra cui Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Belgio, Danimarca, Finlandia, Polonia e, per la prima volta, la Svezia. Come ha sottolineato il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, in un video messaggio registrato proprio alla base aerea di Volkel, “la Steadfast Noon invia un segnale chiaro a qualsiasi avversario potenziale: proteggeremo e difenderemo tutti gli alleati contro tutte le minacce“.

In un contesto geopolitico segnato dalle tensioni post-invasione russa in Ucraina e da recenti incidenti con droni misteriosi su basi europee, questa esercitazione è un appuntamento essenziale per mantenere la deterrenza nucleare dell’Alleanza “credibile, sicura ed efficace“, come ribadito dal direttore della politica nucleare NATO, Jim Stokes. La Steadfast Noon non è solo un’esercitazione nucleare, ma un ecosistema di asset convenzionali che amplificano la proiezione nucleare, inclusi Tornado tedeschi ECR per soppressione elettronica delle difese nemiche con missili AGM-88 HARM.

Le basi operative della Steadfast Noon 2025: Volkel al cuore del cielo europeo

 

@ Aviation Report / Andrea Avian e Slawek Hesja Krajniewski

Al centro di Steadfast Noon 2025 spicca la Vliegbasis Volkel, la storica base olandese che funge da quartier generale dell’esercitazione e da casa per gli F-35A dei Koninklijke Luchtmacht, le forze aeree reali olandesi. Qui, per la prima volta in Europa, i Paesi Bassi hanno certificato i loro F-35 per missioni nucleari, un passaggio epocale che integra la stealth technology americana con le esigenze di sharing nucleare NATO. Volkel non è solo un aeroporto in questi giorni ma un hub logistico dove piloti e tecnici simulano il caricamento di mock-up della bomba B61-12, la variante a guida di precisione del arsenale tattico USA.

Le operazioni si estendono su un network di quattro basi strategiche, creando una rete aerea che copre il cuore dell’Europa occidentale. La Royal Air Force Lakenheath nel Regno Unito, base del 48th Fighter Wing USAF, ospita gli F-35A americani pronti per strike dual-capable, mentre la Kleine-Brogel in Belgio – custode di asset nucleari condivisi – integra gli F-16 belgi in ruoli di supporto. Completano il quadro la Skrydstrup Air Base danese, che funge da avamposto per i rifornitori e i velivoli di sorveglianza, e l’intero spazio aereo sul Mar del Nord, un’area vasta quanto un continente minore dove si svolgono le simulazioni air-to-air.

Queste location non sono casuali: sono i nodi della catena logistica NATO, progettati per testare la resilienza contro minacce come incursioni aeree o cyber-attacchi, con un focus quest’anno sulla protezione ground-based delle armi contro droni e sabotaggi.

I protagonisti della Steadfast Noon 2025: velivoli dual-capable e supporto aereo integrato

Cosa rende la Steadfast Noon 2025 un must per gli addetti al settore? La flotta: 71 aerei di 13 tipi diversi, un mix che va dai cacciabombardieri di quinta generazione ai giganti del rifornimento. Al vertice ci sono i dual-capable aircraft, velivoli certificati per trasportare sia armi convenzionali che nucleari. Gli F-35 Lightning II – americani e olandesi– dominano la scena con la loro capacità di evadere i radar grazie a un radar cross-section (RCS) inferiore a 0.001 m², ideale per penetrare difese aeree come quelle russe fatte dai sistemi S-400. Questi jet, equipaggiati con pod di targeting avanzati e link-16 per comunicazioni datalink, simulano i lanci delle B61-12 da altitudini variabili, testando traiettorie di precisione che riducono il fallout collaterale.

Non mancano i veterani: i Tornado IDS/ECK della Luftwaffe tedesca, basati a Büchel ma operativi da Volkel, portano esperienza in missioni SEAD (Suppression of Enemy Air Defenses), mentre F/A-18 finlandesi e JAS 39 Gripen svedesi – questi ultimi in debutto storico per Stoccolma, fresca di adesione NATO – aggiungono versatilità multiruolo. La Svezia, come ha dichiarato il premier Ulf Kristersson, partecipa con i Gripen per “rafforzare la deterrenza nucleare credibile“, un passo che segna l’uscita dalla sua storica neutralità nucleare. La Polonia schiera gli F-16 per attività di scorta.

@ Aviation Report / Andrea Avian e Slawek Hesja Krajniewski

Il supporto convenzionale è altrettanto importante. Oltre 20 tanker come il KC-135 e l’A330 MRTT garantiscono l’autonomia estesa, permettendo sortite di 8-10 ore senza atterraggi intermedi. L’E-3A Sentry, con il suo AEWSAR (Airborne Early Warning and Control System), funge da direttore d’orchestra, tracciando oltre 1.000 contatti simultanei a 250 miglia nautiche. E poi ci sono gli assetti da ricognizione, come i Rivet Joint RC-135, che simulano la raccolta di intelligence in contesti nucleari.

Ultimi aggiornamenti rivelano che le prime fasi si sono concentrate su missioni di rifornimento in volo e comando e controllo, con voli coordinati tra Volkel e Skrydstrup che hanno testato la resilienza contro il jamming elettronico.

Obiettivi strategici: oltre la simulazione, la credibilità della deterrenza

La Steadfast Noon 2025 è una prova meticoloso delle procedure NATO per lo sharing nucleare, dove gli USA forniscono le armi (B61 stoccate in basi europee) e gli alleati i vettori. L’obiettivo primario è affinare la catena di comando, dal Nuclear Planning Group alle missioni effettive, inclusa la sicurezza a terra contro minacce asimmetriche. Come spiega il colonnello Daniel Bunch, capo delle operazioni nucleari di SHAPE, “l’enfasi è sulla sincronizzazione: pianificazione strike, comunicazioni e C2 per una azione efficace in scenari nucleari“. È un reminder che, finché esistono armi nucleari, la NATO rimane un’alleanza nucleare, come ribadito dal portavoce SHAPE, colonnello Martin L. O’Donnell.

E per chi si chiede se l’esercitazione Steadfast Noon sia collegata a eventi reali – no, è routine, pianificata da mesi, non un’eco diretta della guerra in Ucraina o delle recenti proposte russe sull’estensione New START. Eppure, in un’era di retorica nucleare da Mosca, invia quel “segnale chiaro” che Rutte evoca, per dissuadere eventuali aggressioni senza escalation. La Steadfast Noon volgerà al termine il 24 ottobre prossimo, lasciando un’eredità tangibile: basi più resilienti, piloti più affiatati e una NATO più coesa.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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