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Industria Aeronautica

Lo stabilimento italiano della FACO di Cameri apre la manutenzione agli F-35 europei con l’arrivo del primo jet stealth norvegese

La linea di assemblaggio finale dell’F-35 in Italia è stata qualificata per iniziare a offrire anche la manutenzione ai jet europei e questo mese ha ricevuto il suo primo cliente, un F-35A norvegese. Il caccia norvegese è arrivato in Italia il 4 luglio scorso dopo che la FACO di Cameri, nel nord Italia, ha raggiunto la piena capacità operativa per le revisioni degli F-35 il mese scorso, ha affermato il produttore Lockheed Martin.

Un portavoce dell’azienda ha affermato che l’ufficio del programma congiunto per il caccia ha certificato la struttura di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento (MROU) di Cameri a giugno dopo aver raggiunto della piena capacità operativa.

La FACO di Cameri, una base dell’aeronautica militare, nata come catena di montaggio finale per l’ordine di 90 jet previsto per l’Italia, il cui primo esemplare è stato consegnato nel 2015, è di proprietà del governo italiano ed è gestita dalla società di difesa italiana controllata dallo stato Leonardo in collaborazione con la Lockheed Martin. Come sappiamo è una delle due sole linee di montaggio al di fuori degli Stati Uniti; l’altra FACO è in Giappone.

Leonardo costruisce anche le ali degli F-35 a Cameri, con una produzione di 66 ali all’anno con un’espansione teorica a 72, e ne ha già consegnate oltre 200. Naturalmente il governo italiano ha visto in questa struttura una buona opportunità per offrire anche servizi di manutenzione alle flotte europee di F-35 per rendere Cameri permanentemente attiva e funzionante.

Nel 2014 il sito italiano, di 101 acri e con 11 stazioni di assemblaggio e cinque MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) e stazioni di aggiornamento, è stato nominato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti come struttura di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento della cellula degli F-35 per la regione europea. I jet italiani entrati in servizio con la marina e con l’aeronautica stanno già ricevendo la manutenzione a Cameri, ma il jet norvegese arrivato questo mese è stato il primo cliente internazionale. Questo aereo dovrebbe completare la procedura di revisione e manutenzione entro il 17 novembre di quest’anno secondo il ministero della Difesa norvegese. Il piano è che nei prossimi anni ci sarà sempre un F-35 norvegese in Italia per la manutenzione.

L’Italia spera anche che i nuovi clienti europei di F-35 facciano assemblare i loro jet a Cameri. Finora, 22 caccia italiani sono usciti dalla linea, inclusi 17 F-35A e 5 F-35B, tre per la marina italiana e due per l’aeronautica. Inoltre, da quando nel 2018 è stato raggiunto un accordo con i Paesi Bassi per assemblare i loro jet, Cameri ha consegnato anche 19 F-35A olandesi sui 29 previsti.

A marzo, la Svizzera ha dichiarato che almeno 24 dei 36 F-35A che intende acquistare sarebbero stati assemblati a Cameri dopo i colloqui con il governo degli Stati Uniti e Leonardo. I primi otto aerei che la Svizzera otterrà saranno assemblati nello stabilimento Lockheed Martin di Fort Worth, in Texas, prima di essere utilizzati per l’addestramento dei piloti negli Stati Uniti.

Roll out primo F-35 italiano dalla FACO di Cameri

La Svizzera ha dichiarato di essere in trattative con Lockheed Martin per altri quattro da assemblare in Svizzera nell’ambito di un programma di offset con l’azienda locale RUAG. Nel frattempo, anche una delegazione militare tedesca ha visitato Cameri all’inizio di quest’anno per ispezionare il sito con l’obiettivo di utilizzarlo per i lavori di assemblaggio dopo l’annuncio dell’acquisto degli F-35 da parte di Berlino. A questi poi potrebbero aggiungersi anche i jet ordinati da Belgio, Finlandia e Polonia e se confermati anche i nuovi ordini dalla Grecia (20 F-35A per sostituire i vecchi F-4E Phantom II, con consegne iniziali entro il 2026-2027) e dalla Repubblica Ceca (24 F-35A per sostituire JAS-39C/D Gripen).

La domanda di F-35 in Europa è aumentata vertiginosamente negli ultimi mesi e l’Italia sembra voler rivendicare un posto come principale centro di sostegno dell’F-35 in Europa, sicuramente realizzabile con uno stretto coordinamento tra le autorità italiane e statunitensi nonché a livello industriale tra Lockheed Martin e Leonardo. Le richieste di accelerare i tempi di consegna dei velivoli e di costruirli in Europa indicano che l’impianto FACO di Cameri richiederà un’espansione per soddisfare questo eventuale aumento significativo della domanda di produzione e conseguentemente di manutenzione da parte degli operatori europei di F-35. Tutto questo porterà anche un importante ritorno in termini di posti di lavoro e di know-how per il settore aerospaziale nazionale.

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Redazione di Aviation Report

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