Un drone da combattimento S-70 Okhotnik-B è stato abbattuto da un caccia russo sui cieli dell’Ucraina. Un caccia russo ha sparato un missile aria-aria a corto raggio e abbattuto il drone mentre sorvolava una zona dell’ucraina altamente difesa. Il drone sarebbe uno dei pochissimi velivoli da combattimento senza pilota S-70 Okhotnik-B (Hunter-B) dell’aeronautica militare russa.
L’attacco è avvenuto nei pressi di Konstantynivka, a Donetsk, presumibilmente a circa 10 miglia dietro le linee ucraine. Il video girato da terra mostra un jet che spara a un altro a distanza ravvicinata, poi un aereo con ala volante in frantumi che cade a terra. Immagini e video confermano che si tratta effettivamente di un S-70.
Alcuni analisti sostengono che sarebbe stato un caccia di quinta generazione Su-57 Felon ad abbattere il prezioso drone. Non si può confermare al momento, ma avrebbe senso poiché i due programmi sono direttamente collegati dal concetto di “Loyal Wingman” testato già prima dell’invasione dell’Ucraina nel 2022. Prima dell’invasione, la Russia aveva affermato di avere piani per rendere operativo il drone entro il 2024.
Sebbene non sia perfettamente chiaro cosa sia accaduto per far sì che un aereo russo ne abbattesse un altro, la risposta più probabile è che i due velivoli fossero impegnati in una missione operativa come parte di sviluppi in corso proprio sul concetto di gregario fedele. Come sappiamo, la Russia invia spesso i propri nuovi equipaggiamenti nelle aree di combattimento per testarli in scenari reali come era avvenuto proprio per il Su-57 in Siria.
Quindi, perché abbatterlo? Probabilmente gli operatori a terra o il pilota del Su-57 hanno perso il controllo del drone proprio nello spazio aereo ostile dell’Ucraina. Oppure la perdita del controllo si deve alle attività di guerra elettronica implementate dall’Ucraina.
Un drone come l’S-70 stealth con tecnologia avanzata perso in territorio ucraino, recuperato da Kiev in uno stato semi-intatto, sarebbe un grosso problema per la Russia. Così sarebbe stata presa la decisione di abbatterlo. Ma, nonostante tutto, i rottami dell’S-70 potrebbero ancora rappresentare un’opportunità di studio di materiali ed equipaggiamenti di nuova generazione di Mosca.
A tal proposito le valutazioni iniziali del relitto, trovato armato di bombe plananti di nuova generazione D-30SN UMPB, mettono in dubbio le affermazioni russe sulle capacità avanzate del drone. Contrariamente alla propaganda russa, l’S-70 non sembra presentare i polimeri stealth o i sistemi avanzati di intelligenza artificiale pubblicizzati. “Questo non è un drone da combattimento avanzato“, ha affermato un esperto di difesa ucraino. “È più simile ad un aliante dotato di capacità di volo di base e comandi radio“. L’S-70 non avrebbe quindi le robuste tecnologie stealth che la Russia ha affermato di possedere e non presenta il tipo di sistemi incentrati sulla rete paragonabili al Link-16 della NATO.
Alcuni blogger russi confermano che l’S-70 sarebbe stato abbattuto a causa di un guasto nella sua architettura di comando e controllo durante una valutazione di combattimento. Il più noto, Fighterbomber, ha scritto sul suo canale telegram che il drone, dalla sua colorazione, sarebbe un velivolo di serie e non un prototipo, che è ancora difficile capire cosa sia successo e il perché della sua caduta in territorio ostile. “Lo smonteranno fino all’ultima vite e, naturalmente, familiarizzeranno con il suo ricco contenuto interno … sia l’Okhotnik che il caccia di scorta volavano sopra il territorio nemico. Ad alta quota, visibili ed accessibili a tutti i sistemi di difesa aerea, compresi i MANPADS. Vale a dire che avremmo potuto perdere non solo l’Okhotnik, ma anche la scorta del Su-57, e questo sarebbe stato uno scenario completamente diverso“.
Il drone S-70 “Okhotnik” sviluppato dal Sukhoi Design Bureau è dotato di tecnologia stealth e di un design ad ala volante (manca la coda), che riduce la sua firma radar. Secondo i dati in possesso, il drone avrebbe un peso al decollo di 20 tonnellate e potrebbe sviluppare una velocità di circa 1.000 km/h. Le consegne del drone all’aviazione militare russa dovrebbero iniziare proprio a partire da quest’anno.
Il drone d’attacco pesante Okhotnik ha effettuato il primo volo il 3 agosto 2019. Il volo è durato oltre 20 minuti sotto il controllo di un operatore. Il 27 settembre 2019, l’Okhotnik ha effettuato un volo insieme a un caccia da combattimento di quinta generazione Su-57. Il drone ha manovrato in aria in modalità automatizzata ad un’altitudine di circa 1.600 metri e il suo volo è durato oltre 30 minuti.
Secondo le forze aeree russe questo aereo sarà uno sviluppo chiave nel campo dei velivoli a pilotaggio remoto e svolgerà quindi il ruolo di un caccia multiuso leggero. Potrà condurre missioni di ricognizione ed intelligence, designare i bersagli, colpire bersagli a terra, condurre azioni di attacco elettronico fino alla difesa aerea. È progettato in modo da poter risolvere compiti sia in modo indipendente che come parte di formazioni miste insieme a veicoli con equipaggio utilizzando anche una forte componente di intelligenza artificiale.
Come aveva detto la UAC nei messi passati, questo drone sarebbe in grado di operare in combinazione con i caccia Su-57 di quinta generazione, progettato per sostituire il caccia pesante Su-27, e sarà in grado di colpire bersagli aerei e terrestri come parte dell’interazione net-centrica con il caccia. Una fonte nell’industria aeronautica russa aveva confermato alla TASS che un pilota del caccia da combattimento di quinta generazione Sukhoi Su-57 potrà coordinare contemporaneamente le operazioni di quattro droni da attacco pesante Okhotnik e che un gruppo di droni sarà molto probabilmente controllato da una nuova versione speciale a due posti del Su-57.
Secondo i dati del ministero della Difesa russo, durante il suo primo volo congiunto con il caccia Su-57, il drone da combattimento S-70 ha operato in modalità automatizzata nella sua configurazione completa, entrando nella sua area di allerta per il combattimento aereo. Durante il volo congiunto, il Su-57 e l’Okhotnik avevano testato l’espansione del campo radar del caccia e la condivisione dei dati di acquisizione del bersaglio per l’utilizzo delle armi.
Immagini: Russian MoD
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