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Primo volo della versione operativa del drone cisterna MQ-25 Stingray di Boeing

© Boeing / Eric Shindelbower

Il 25 aprile 2026, dall’aeroporto MidAmerica St. Louis di Mascoutah, in Illinois, un velivolo senza pilota ha preso il volo per circa due ore, dimostrando capacità autonome di rullaggio, decollo, navigazione e atterraggio. Si tratta del primo esemplare operativo rappresentativo del drone cisterna MQ-25 Stingray carrier-based sviluppato da Boeing per la US Navy. Questo evento, annunciato ufficialmente il 27 aprile, rappresenta un passo concreto verso l’integrazione di sistemi unmanned nel Carrier Air Wing americano.

Il volo, controllato da piloti Boeing e US Navy (Air Vehicle Pilots) attraverso il sistema di stazione a terra Unmanned Carrier Aviation Mission Control System (UMCS) MD-5 con integrazione Lockheed Martin MDCX, ha seguito un piano di missione predeterminato. L’obiettivo era validare i comandi di volo di base, le prestazioni del motore e le caratteristiche di handling. L’aereo è decollato alle 10:49 CDT, accompagnato da alcuni chase aircraft tra cui un TA-4J Skyhawk di Boeing e un UC-12M Huron della US Navy.

Dan Gillian, vice presidente e general manager di Boeing Air Dominance, ha commentato che “… il volo di oggi si basa sugli anni di apprendimento dal prototipo T1 e rappresenta una maturazione significativa del programma. L’MQ-25A è il sistema autonomo più complesso mai sviluppato per l’ambiente delle portaerei“. il Contrammiraglio Tony Rossi, responsabile del Program Executive Office for Unmanned Aviation and Strike Weapons, ha aggiunto che si tratta di “un passo critico verso il futuro del carrier air wing“, capace di estendere la portata e la letalità della flotta.

Drone cisterna MQ-25 Stingray: dal prototipo T1 al modello di produzione un percorso lungo sette anni

Il maiden flight del 25 aprile scorso arriva quasi sette anni dopo il primo volo del prototipo T1 (19 settembre 2019), che aveva già dimostrato capacità di rifornimento aereo con F/A-18 Super Hornet, F-35C ed E-2D, oltre a prove di compatibilità sul ponte di volo della USS George H.W. Bush. Il nuovo velivolo, primo dei quattro Engineering Development Model (EDM) previsti dal contratto EMD da 805 milioni di dollari del 2018, incorpora affinamenti importanti. Una torretta elettro-ottico/infrarosso retrattile per ruoli secondari di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), e un design ottimizzato per operazioni autonome in ambiente marittimo.

Dopo le prove di rullaggio autonomi condotti a gennaio 2026, questo volo inaugura la campagna di test in volo. Le attività iniziali proseguiranno da MidAmerica St. Louis Airport per espandere l’inviluppo di volo e verificare i sistemi di missione. Successivamente, gli aerei si sposteranno sulla Naval Air Station Patuxent River, nel Maryland, per le qualifiche per le portaerei e i test sotto supervisione di NAVAIR.

Il programma ha accumulato ritardi rispetto alle previsioni iniziali. L’Initial Operational Capability (IOC), originariamente atteso nel 2024 e poi slittato al FY2027, secondo alcune fonti recenti potrebbe essere ulteriormente posticipato al secondo trimestre del FY2029, con l’Initial Operational Test and Evaluation (IOT&E) tra il secondo e il quarto trimestre dello stesso anno. Nonostante ciò, la prima fase di low-rate initial production procede, con Boeing che ha inaugurato nel 2024 un nuovo impianto da 200 milioni di dollari proprio a MidAmerica per la produzione del drone cisterna MQ-25 Stingray.

@ U.S. Navy / MCS 3rd Class Hillary Becke; U.S. Navy / MCS 3rd Class Brandon Roberson

MQ-25 Stingray: capacità operative e impatto sul Carrier Air Wing

Progettato come primo velivolo unmanned operativo imbarcato su portaerei, il drone cisterna MQ-25 Stingray ha una missione primaria di rifornimento aereo autonomo. Grazie al pod Cobham Aerial Refueling Store (ARS), lo stesso impiegato dagli F/A-18, è in grado di trasferire tra 14.000 e 16.000 libbre di carburante a una distanza di 500 miglia nautiche. Questo permette di alleggerire i Super Hornet dal ruolo di “buddy tanker”, che oggi assorbe fino a un terzo delle sortite, liberandoli per missioni di strike e aumentando così la capacità complessiva di combattimento del Carrier Air Wing stesso.

Oltre al rifornimento, il design pulito e la torretta retrattile aprono la strada a ruoli secondari di ISR, con sensori EO/IR, possibili capacità SIGINT e AIS. La US Navy prevede di acquisire complessivamente 76 esemplari (inclusi quelli per test), con un costo unitario intorno ai 181-209 milioni di dollari a seconda delle stime. La produzione dovrebbe aumentare da tre velivoli all’anno nel 2025 fino a sette nel 2029.

L’integrazione con il sistema di controllo UMCS MD-5, già installato su alcune portaerei come la USS George H.W. Bush, consentirà operazioni sicure nel complesso ambiente del ponte di volo delle classi Nimitz e Ford. L’MQ-25 rappresenta il primo mattone concreto del concetto di manned-unmanned teaming (MUM-T), aprendo la porta a futuri Collaborative Combat Aircraft (CCA) e a una maggiore persistenza e potenza delle forze navali americane in scenari ad alto rischio, come quelli del Pacifico.

In un contesto di competizione strategica, estendere il raggio d’azione delle portaerei senza esporre piloti umani in missioni di rifornimento in volo ripetitive è un vantaggio operativo significativo. Il velivolo, con ala dritta e presa d’aria molto caratteristica, è stato definito da Boeing come il sistema autonomo più complesso mai sviluppato per l’ambiente delle portaerei.

@ Boeing / Eric Shindelbower

Prossimi passi e sfide del programma

Il successo del primo volo del drone cisterna MQ-25 Stingray avvia una fase intensa di espansione dell’inviluppo di volo, verifica dei sistemi di missione e preparazione alle prove di compatibilità con il ponte di volo. Dopo i test iniziali in Illinois, il trasferimento a Patuxent River consentirà valutazioni più approfondite, inclusa l’interazione con altri asset tipici del Carrier Air Wing e l’uso del Joint Precision Approach Landing System (JPALS) per il rientro autonomo sulla nave.

Le sfide non mancano. Ritardi accumulati nella produzione, complessità dell’autonomia in ambiente navale e integrazione con i sistemi esistenti richiedono ancora molto lavoro. Tuttavia, il team US Navy-Boeing sottolinea la solidità della partnership e l’importanza strategica del programma per il futuro dell’Aviazione Navale statunitense.

Il volo del 25 aprile 2026 non è solo il raggiungimento di un obiettivo tecnico, ma l’inizio visibile di una trasformazione profonda. Quella che porterà droni cisterna autonomi sui ponti di volo delle portaerei statunitensi, cambiando il modo in cui la US Navy proietta potenza aerea nei decenni a venire. Il drone cisterna MQ-25 Stingray si candida a diventare il gateway per una nuova generazione di operazioni navali, dove manned e unmanned aircraft lavoreranno fianco a fianco per massimizzare efficacia e ridurre i rischi per gli equipaggi anche grazie all’eventuale entrata in servizio del caccia di sesta generazione F/A-XX.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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