Il ministro della Difesa argentino, Luis Petri, ha presieduto, il 25 febbraio, presso la VI Brigata Aerea di Tandil un atto di grande importanza per il futuro delle Forze Armate: l’incorporazione ufficiale del primo F-16 argentino, un evento che segna il salto tecnologico concretizzato nella politica di Difesa del Governo del Presidente Javier Milei.
All’evento hanno partecipato il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, Generale di brigata Xavier Julián Isaac e i capi dell’Esercito, il maggiore generale Carlos Alberto Presti; della Marina, il Viceammiraglio Carlos María Allievi e dell’Aeronautica, il Brigadiere Gustavo Javier Valverde, i veterani della guerra delle Falkland, il presidente della Commissione Bilancio e Finanze, José Luis Espert, nonché autorità delle ambasciate degli Stati Uniti e della Danimarca.
“Oggi è un giorno di grandezza per il Paese perché stiamo compiendo un passo fermo nella ricostruzione della nostra difesa: da questa base partiranno gli attesissimi F-16. I caccia con cui riacquistiamo la nostra capacità supersonica e che ci proiettano verso una nuova era“, ha affermato il capo della Difesa, che ha aggiunto che “con la presentazione di questo primo F-16 argentino che avete davanti a voi, stiamo facendo un passo avanti nella politica di difesa che stiamo portando avanti nel governo del presidente Javier Milei“.
Alla cerimonia, il ministro Petri ha detto che “siamo in un’epoca in cui non affidiamo più la nostra integrità alla buona volontà degli altri. Un’epoca in cui comprendiamo che una nazione che non riesce a difendersi è condannata alla sottomissione. La difesa nazionale non è una spesa, ma l’investimento più importante che possiamo fare per garantire il nostro futuro.”
“Questo sistema d’arma supersonico è l’acquisizione per l’aeronautica militare più importante degli ultimi 40 anni. L’F-16 è molto più di un semplice aereo da caccia. È il simbolo di una decisione strategica: recuperare la capacità deterrente che non avremmo mai dovuto perdere“, ha sottolineato Petri.
Il sistema d’arma acquisito dall’Argentina per rafforzare la sorveglianza e la protezione aerospaziale rappresenta un salto di qualità per le Forze Armate di Buenos Aires. “Gli aerei F-16 sono tra i migliori al mondo. Con loro ripariamo il profondo danno lasciato dall’abbandono in cui ci ha gettato il kirchnerismo. Da oggi mettiamo fine all’ingenuità del pensare che un Paese possa crescere senza proteggere il suo territorio“, ha affermato Petri.
Riguardo alle riforme che si stanno realizzando nella VI Brigata Aerea di Tandil, ha aggiunto che “stiamo modernizzando questa base e lo stiamo facendo senza ipotecare il futuro della Nazione. E se qualcuno ha dei dubbi, il programma F-16 è a disposizione del Comitato di Difesa del Congresso per chiunque ne faccia richiesta.”
Davanti agli ufficiali dell’Aeronautica Militare Argentina e ai quattro capi delle Forze Armate, il Ministro Petri ha ribadito la sua convinzione sulla necessità di dotare le Forze di equipaggiamenti adeguati alle sfide del XXI secolo. “Con ogni F-16 che attraverserà i nostri cieli, dimostreremo che l’Argentina difende la sua sovranità“.
“Piloti della VI Brigata Aerea di Tandil, vi chiedo di avere forza e coraggio per portare a termine questa missione che si avvicina”, ha detto il ministro che ha sottolineato che “io, come ministro della Difesa della Nazione, vi assicuro che abbiamo la volontà, la decisione e i mezzi per garantire un Paese sicuro, forte e florido“, ha concluso il capo della Difesa.
Da parte sua, il comandante dell’Aeronautica Militare Argentina, il generale di brigata Gustavo Javier Valverde, ha ringraziato nel suo discorso il ministro Petri per aver ascoltato l’Aeronautica Militare e per aver accettato questo progetto e averlo portato avanti fino a farlo diventare realtà.
Il sistema d’arma F-16 proietta l’Argentina in una nuova era in termini di difesa e posiziona il paese entro gli standard NATO, unendosi a una rete di oltre 20 nazioni che utilizzano questo velivolo da combattimento. L’F-16 Fighting Falcon è un aereo da caccia supersonico monomotore di quarta generazione. Si caratterizza per la sua versatilità, l’elevata manovrabilità e la capacità di operare nelle più diverse condizioni climatiche.
L’F-16, riconosciuto per la sua versatilità in combattimento, costituirà la spina dorsale del sistema di difesa aerea argentino. I jet sono destinati a ricostruire le capacità di combattimento dell’Argentina, quasi un decennio dopo il ritiro degli aerei da caccia Dassault Mirage III, andando a sostituire gradualmente anche gli A-4AR Fightinghawk acquistati dagli Stati Uniti nel 1983 dopo la Guerra delle Falklands.
L’F-16B MLU Block 10 (ex matricola ET-210 danese nella foto in livrea special color), il primo F-16 argentino, assemblato presso la VI Brigata Aerea di Tandil con matricola “25”, è il primo aereo acquisito nell’ambito del contratto per l’acquisto di 24 F-16A/B MLU dalla Danimarca. Sebbene faccia parte dell’accordo, questo velivolo non fa parte del gruppo delle 24 unità operative, ma è destinato esclusivamente all’addestramento dei piloti e dei tecnici di terra.
I primi sei velivoli operativi arriveranno in Argentina alla fine del 2025 e saranno assegnati all’Area Materiale di Río Cuarto, mentre saranno completati i lavori sulla pista e agli hangar della VI Brigata Aerea di Tandil. Gli altri 18 velivoli saranno consegnati nei prossimi tre anni.
Il sistema acquisito dalla Danimarca comprende oltre ai velivoli anche armi, attrezzature di supporto, quattro simulatori di volo, otto motori e pezzi di ricambio garantiti per cinque anni. Inoltre, l’accordo prevede la formazione completa di piloti e tecnici, garantendo il funzionamento e la manutenzione di questo moderno sistema d’arma. Gli F-16 danesi, 33 caccia F-16AM e dieci addestratori biposto F-16BM, saranno sostituiti da 27 aerei da combattimento Lockheed Martin F-35A di quinta generazione.
Immagini: @ Ministero della Difesa Argentina, Aviation Report / Gianluca Conversi (ET-210)