Già dalla fine del 1981 il governo argentino pianificava l’invasione delle isole Falklands pianificando due operazioni, la Alfa per conquistare la Georgia del Sud e la Azul per le Falklands. Nel dicembre del 1981 prese il via l’operazione Alfa con lo sbarco a Leith, sulla costa della Georgia del Sud, di 42 operai argentini per un rilevamento sulla vecchia stazione baleniera abbandonata. Gli argentini si rifiutarono di fare le procedure di ingresso tramite il personale britannico di stanza a Grytviken, a 50 km da Leith. Il 9 marzo 1982 gli argentini lasciarono la Georgia del Sud dopo aver issato la bandiera argentina. A seguito di questa azione, definita una provocazione dagli inglesi, l’unità navale inglese Endurance, con due elicotteri Wasp e 22 marines, fu inviata per difendere Grytviken dove giunse il 24 marzo 1982.

Dopo il fallimento di numerosi colloqui tra Argentina, Regno e Unito e Stati Uniti, il 26 marzo 1982 la “Giunta” argentina emana gli ordini per l’invio della forza d’invasione delle Falklands/Malvinas ed il 29 marzo i piani finali vengono approvati. Nel frattempo il 30 marzo rinforzi dei Royal Marines arrivano a Port Stanley facendo salire il numero degli effettivi a 76 uomini tra ufficiali e soldati e il governo britannico decide l’invio di unità navali verso l’arcipelago nel sud dell’Atlantico. Tra le unità navali anche 3 sottomarini avevano avuto l’ordine di dirigersi verso le Falklands ma questo non suscitò nessun timore negli argentini.

Il 28 marzo dalla base navale argentina di Puerto Belgrano salpò la task Force 40, la forza d’invasione, costituita dal trasporto ARA Isla de los Estados (B-18) e dalla LST ARA Cabo San Antonio (Q-42) con venti veicoli anfibi. Gli uomini a bordo delle due navi erano 900 del 2° Battaglione di Fanteria di Marina (25° Reggimento di Fanteria) e da personale del Buzo Tactico. A queste si aggiungevano i cacciatorpedinieri ARA Hercules (D-1) e ARA Santisima Trinidad (D-2), le fregate ARA Drummond (P-1) e ARA Granville (P-3). La copertura della task force era garantita dalla portaerei ARA Veinticinco de Mayo (V-2), con i velivoli imbarcati Super Étendard, a sua volta scortata da altre unità navali argentine.

Il 31 marzo la stazione di ascolto di Cheltenham intercettò le comunicazioni radio delle task force argentina nelle quali si faceva riferimento allo sbarco, dal sottomarino ARA Santa Fe (S-21), su Mullett Creek a ovest di Port Stanley di incursori per la ricognizione. Avvertiti, la guarnigione dei Royal Marines del Naval Party 8901, ai comandi del Maggiore Mike Norman, e le locali Forze di Difesa (Falkland Island Defence Force), 25 uomini, si prepararono alla difesa e resistenza ed evacuarono le caserme ed il governatorato disponendosi in posizioni più difendibili.

Alle ore 21 del 1 aprile 1982, 84 uomini dei Buzo Tactico, le forze speciali della marina militare argentina (Armada Argentina) al comando del Capitano di Corvetta Guillermo Sánchez-Sabarots partirono dal cacciatorpediniere ARA Santísima Trinidad sbarcando alle 23:00 a Mullett Creek. A quella stessa ora il sottomarino Santa Fe sbarcò altri dieci incursori per una ricognizione della zona principale dello sbarco a nord di Port Stanley. Alle 4:30 del 2 aprile un altro team del Buzo Tactico sbarcò con gli elicotteri a Mullett Creek provenienti dal rompighiaccio ARA Almirante Irizar (Q-5). Gli incursori iniziarono l’attacco alle 6 del mattino. Un gruppo distrusse la caserma e le postazioni britanniche, già abbandonate, a Moody Brook, un altro gruppo attaccò la residenza del governatore ma fu respinto dal fuoco dei Royal Marines.

Nel frattempo alle 6:30 a York Bay, completamente indifesa, sbarca la forza principale argentina con 20 mezzi da sbarco blindati LVTP-7 Armtrac con 20 uomini ciascuno accompagnati dai blindati LARC-5. A seguire sull’aeroporto sbarcano, con gli elicotteri, altre unità argentine del 25° Reggimento di Fanteria. Le truppe argentine iniziano ad avanzare verso il centro città e verso il governatorato dove i Royal Marines resistevano sotto il fuoco incessante delle truppe argentine che iniziavano a ricevere anche il supporto dei blindati, dei quali uno fu distrutto dal fuoco britannico. Ma gli inglesi completamente circondati e ormai a corto di munizioni, dopo l’ordine del governatore Hunt, si arresero alle 9:15 del mattino del 2 aprile 1982 non prima di aver inflitto le prime perdite agli argentini, ma senza soffrirne nessuna.

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Poco dopo la mezzanotte tra il 1° e il 2 aprile il Ministero della Difesa britannico iniziò a diramare gli ordini di operatività alle forze armate. Nella tarda mattinata del 2 aprile arrivarono le prime notizie dell’invasione e le prime immagini contribuirono ad infiammare l’opinione pubblica inglese per un immediato intervento nelle Falklands. Una imponente task force fu messa in campo con l’obiettivo della riconquista dell’arcipelago, una disperata, quanto complicatissima, operazione di guerra mai intrapresa combattuta in condizioni meteo proibitive a 13000 km dal territorio nazionale, a 1300 km dall’Antartico e a soli 650 km dalle coste argentine.

Nel frattempo nella Georgia del Sud, già occupata in parte dagli argentini, era giunta la fregata argentina ARA Guerrico che il 3 aprile tramite due elicotteri tentò di sbarcare truppe argentine a Grytviken incappando però nel fuoco intenso degli inglesi che danneggiarono la nave e pesantemente anche un elicottero Puma con la perdita dell’equipaggio. L’unità navale rispose al fuoco con il suo armamento e con il fuoco incrociato delle truppe argentine a terra portò alla resa dei soldati britannici al comando del Lt. Keith Mills. La Georgia del Sud fu liberata il successivo 25 aprile 1982 da una squadra di 75 tra Royal Marines e forze speciali dello Special Air Service – S.A.S. e dello Special Boat Service – S.B.S. sbarcati sull’isola nell’ambito dell’operazione Paraquat. In questa operazione furono catturati 137 soldati argentini e gli elicotteri inglesi attaccarono e danneggiarono il sottomarino ARA Santa Fe.

A quella distanza dal Regno Unito il conflitto presentava diverse incognite quali la logistica, la difesa della flotta e delle portaerei, il numero di soldati che si sarebbero potuti impiegare e la superiorità numerica dei mezzi e degli uomini dell’Argentina. Grazie però alla tecnologia e alla preparazione degli inglesi la storia ebbe un altro finale rispetto a quello sperato dall’Argentina e da quello ipotizzato dal Regno Unito, per il quale il fallimento era un’ipotesi devastante e quanto mai messa in conto. Il 5 aprile 1982 con la partenza delle due portaerei Invincible e Hermes il Regno Unito dava il via all’operazione Corporate per la cacciata con la forza degli argentini dall’arcipelago delle Falklands.

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