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@ Aviation Report / Gianluca Vannicelli

NATO Air Policing: in Lituania sono 20 gli scramble degli Eurofighter italiani … e in Polonia gli F-35 effettuano il primo scramble

Il 22 settembre due caccia F-2000 Eurofighter italiani, rischierati presso la base aerea di Šiauliai, in Lituania, nell’ambito della missione di difesa dei cieli baltici denominata NATO Air Policing, si sono alzati in volo a seguito dell’ordine di decollo immediato, denominato “Alfa Scramble”, proveniente dal CAOC (Combined Air Operations Centre) NATO di Uedem (Germania).

L’attivazione dei due Typhoon della cellula di Quick Reaction Alert – Intercept è stata richiesta in quanto due velivoli non identificati attraversavano le Flight Information Region dei paesi Baltici preposti al controllo e alla difesa aerea dello spazio aereo. L’intervento si è reso necessario per identificare visivamente e monitorare i velivoli ignoti, a tutela della sicurezza degli altri velivoli civili che avrebbero potuto ignorarne la presenza lungo la propria rotta.

I velivoli, decollati in pochi minuti, sono rimasti in volo a protezione dello spazio aereo di competenza, effettuando attività di Visual Identification per assicurare un rapido intervento qualora gli assetti non identificati avessero assunto eventuali atteggiamenti ostili. Cessata l’esigenza, i due Typhoon sono rientrati presso l’aeroporto di Šiauliai.

Si tratta del ventesimo alpha scramble che la Task Force Air 4th Wing​ ha collezionato sino a oggi con i suoi caccia intercettori impegnati nell’operazione denominata “Baltic Horse III”, dall’assunzione del comando della missione lo scorso 1° agosto. Da allora sono stati intercettati complessivamente 39 velivoli, quasi uno per ogni giorno di presenza nei baltici.

Nel frattempo in Polonia una coppia di F-35A della Task Force Air 32° Wing, rischierati nella base aerea di Malbork, si è alzata in volo nel primo pomeriggio del 21 settembre per intercettare, per la prima volta dall’arrivo in Polonia lo scorso 13 settembre, due velivoli non identificati che erano penetrati nello spazio aereo dei Paesi dell’Alleanza atlantica. I velivoli sono stati scortati fuori dallo spazio aereo protetto dai Paesi Alleati.

Anche in questo caso lo scramble è stato ordinato dal Combined Air Operations Centre di Uedem in Germania, l’ente di controllo della NATO che ha il compito di controllare e vigilare su tutte le tracce radar i velivoli sospetti che si avvicinino o che tentino di entrare nello spazio aereo protetto dall’Alleanza Atlantica senza le dovute autorizzazioni.

L’Air Shielding, di cui è parte integrante il dispositivo permanente della NATO Air Policing, è una missione di difesa collettiva a guida NATO e gestita dall’Allied Air Command (AIRCOM) di Ramstein in Germania che viene condotta senza soluzione di continuità 365 giorni all’anno.

In un contesto geopolitico delicato, l’attività di intercettazione aerea assume il carattere di un tangibile segnale di deterrenza a difesa dei cieli baltici, ma con la moderazione e l’equilibrio che sono necessari e che rappresentano il frutto dell’addestramento costante dei piloti italiani e in generale, delle Forze Armate, delle numerose esperienze operative volutamente svolte negli anni e di una competenza professionale variegata, poliedrica e apprezzata in ambito NATO per tutte le capacità espresse.

Tutte le attività operative condotte dalle Forze Armate italiane a difesa degli spazi euro-atlantici e lungo il fianco orientale della NATO sono disposte dal Capo di Stato Maggiore della Difesa e dirette e coordinate dal Comando Operativo di Vertice Interforze che è l’Alto Comando della Difesa deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle operazioni/esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.