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Categorie: News Militari

I Marines americani chiudono le operazioni imbarcate con il velivolo da combattimento F-18 Hornet

Dopo più di trent’anni di servizio, lo US Marine Corps non volerà più gli con gli F-18 Hornet (legacy) dalle portaerei. Gli Hornet del Corpo dei Marines degli Stati Uniti hanno condotto il loro ultimo dispiegamento su una portaerei secondo quanto dichiarato dalla forza armata, segnando la fine delle operazioni imbarcate della flotta legacy Hornet dei Marines.

I “Death Rattlers” del Marine Fighter Attack Squadron (VMFA) 323 sono tornati, il 25 febbraio 2021, da un dispiegamento di 10 mesi, scrivendo la storia come l’ultimo schieramento su portaerei degli F/A-18 Hornet nel Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Il VMFA-323 si prepara ora a transitare sul nuovo F-35B Lightning II.

Il dispiegamento finale degli F/A-18 dei “Death Rattlers” ha supportato il Carrier Air Wing 17 (CVW-17) sulla portaerei USS Nimitz (CVN-68), dove hanno condotto le operazioni nell’ambito della quinta e della settima flotta degli Stati Uniti. Il VMFA-323 ha contribuito a più di 35.000 ore di volo, a 14.000 missioni mentre ha fatto parte del Nimitz Carrier Strike Group.

Il VMFA-323 ha una storia illustre e leggendaria di integrazione con la Marina e le sue portaerei. Nel 1944, i Death Rattlers fecero il loro primo schieramento con gli F4U-1D Corsair nel Pacifico meridionale, dove supportarono l’operazione Iceberg dall’aeroporto di Kadena a Okinawa, in Giappone, sotto il comando dell’ammiraglio della flotta Chester Nimitz. Nel 1946, il VMFA-323 iniziò il primo di molti preparativi per le operazioni su portaerei e, durante la guerra di Corea, sostenne la 1a Divisione Marine impegnata nel leggendario Chosin Reservoir durante il loro primo schieramento su portaerei con l’F-4U-4B Corsair dal volo ponte della USS Badoeng Strait (CVE-116).

Nel corso dei decenni successivi, il VMFA-323 si è integrato con i Carrier Air Wing delle portaerei della Marina americana e ha operato dai loro ponti di volo con ogni modello di aereo operato dei Marines: F4U Corsair, F9F-2 Panther, F9F-8 Cougar, FJ-4 Fury, F8U-1 e -2 Crusader, F-4B e F-4N Phantom II e F/A-18A e C Hornet. Nel settembre 1982, il VMFA-323 ritirò il suo ultimo F-4 Phantom e iniziò ufficialmente la transizione al caccia McDonnell Douglas F/A-18A Hornet.

Nel novembre del 1985 i “Death Rattlers” si sono rischierati sulla USS Coral Sea (CV-43) mentre era assegnata al CVW-13 che fu il primo Carrier Air Wing della portaerei a schierare i Marines con gli F/A-18. Quasi 35 anni dopo il loro primo schieramento su una portaerei, il VMFA-323 è entrato di nuovo nella storia con lo schieramento con il CVW-17 come l’ultimo squadrone di Hornet ad operare imbarcato con un Carrier Air Wing.

Quindi l’Hornet è entrato in servizio del Corpo dei Marines a metà degli anni ’80 e il caccia multiruolo eccelleva in diverse capacità, tra cui ricognizione, interdizione, difesa aerea della flotta, superiorità aerea e soppressione delle difese aeree nemiche.

Gli Hornet dei Marines e della US Navy sono stati coinvolti in moltissime operazioni di combattimento, dalla Libia alla guerra del Golfo dai Balcani alle guerre in Iraq. L’Hornet ha dimostrato la sua versatilità soprattutto durante la Guerra del  Golfo, quando gli Hornet incaricati di bombardare furono anche in grado di abbattere gli aerei iracheni.

Alla fine degli anni ’90 l’Hornet è stato affiancato dal fratello maggiore Super Hornet, un aereo simile ma più grande e più capace. Sebbene il Super Hornet offrisse una portata e una capacità di carico utile notevolmente migliorate rispetto al vecchio Hornet, il Corpo dei Marines ha resistito e non ha utilizzato il nuovo jet, temendo che l’introduzione del Super Hornet avrebbe ridotto i fondi disponibili in futuro e diminuito il numero di  F-35B Lightning II a disposizione e che preferiva avere in linea.

Nonostante l’Hornet fosse molto apprezzato quando introdotto in servizio negli anni ’80 e noto per essere meno impegnativo a livello di manutenzione rispetto ai precedenti progetti di caccia navali, il caccia ha visto nel corso degli anni una diminuzione del tasso di prontezza operativa. Nel 2016, solo un quarto dei 280 Hornet dei Marines era autorizzato alle operazioni di volo, purtroppo proprio a causa di problemi di manutenzione.

Nel 2020, 84 F-18 Hornet dei Marines sono stati selezionati manualmente per una revisione intensiva che avrebbe visto il loro limite di ore di volo aumentato da 6.000 a 10.000 ore per mantenerli in volo fino al 2030. Tuttavia, la fine della loro vita operativa è alle porte.

Il caccia di quinta generazione stealth F-35B di Lockheed Martin, la variante a decollo corto e atterraggio verticale del programma F-35 Lightning II specificamente progettato per sostituire gli Harrier e lavorare con i Marines americani, sostituirà l’Hornet nell’inventario dell’aviazione dei Marine.

In linea con il Marine Corps Force Design 2030, la transizione all’F-35 aumenta la letalità del 3rd Marine Aircraft Wing (MAW), poiché entrambe le varianti dell’F-35 (la B e la C) offrono capacità stealth e flessibilità senza precedenti grazie alla loro capacità di operare dalle portaerei e dalle basi terrestri“, si legge nella dichiarazione dell’USMC. “Inoltre, l’F-35 fornirà alla Marine Air-Ground Task Force agilità strategica, flessibilità operativa e supremazia tattica in un conflitto di alto livello“.

Il 3rd Marine Aircraft Wing ha alle sue dipendenze il Marine Fighter Attack Squadron 225 (VMFA-225), il VMFA-211 “Wake Island Avengers”, il VMFA-122 “The Flying Leathernecks” già equipaggiati con il velivolo da combattimento F-35B versione STOVL, il VMFA-323 “Death Rattlers” che transiterà nei prossimi mesi sempre sul F-35B e il VMFA-314 “Black Knights” unico squadrone del Corpo dei Marines su F-35C, versione CATOBAR per portaerei con catapulte, che dovrebbe essere pronto per un dispiegamento sulla USS Carl Vinson all’inizio dell’anno fiscale 2022.

Photo credits: U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 3rd Class Charles DeParlier/Released, U.S Marine Corps photo by Sgt. Dominic Romero/Released

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Redazione di Aviation Report

Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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