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Leonardo UH-169D: il futuro dell’ala rotante per l’AVES

© Aviation Report / Gianluca Vannicelli

Nell’immaginario collettivo, quando si parla di Aviazione dell’Esercito, risuona il pesante flappeggio di elicotteri che hanno fatto la storia della cavalleria dell’aria. Qui a Viterbo come in tutti gli altri centri dell’AVES, in 75 anni, di storia n’è passata veramente tanta, storia che fa da trampolino per volare verso il futuro con il nuovo elicottero Leonardo UH-169D.

Pillole di storia dell’AVES

Le prime operazioni aeree dell’Esercito, trovano origine nella preesistente Aeronautica Militare con velivoli ad ala fissa sotto il nome di “Aviazione per l’Esercito”. Nel tempo, questo supporto aereo si rivelò strettamente necessario alle operazioni di terra della forza armata ed è per questo che nel 1951, l’Esercito decide di costituire a Bracciano il primo “Reparto Aereo di Artiglieria”, con compiti di ricognizione svolti con velivoli ad ala fissa come L-19 Bird Dog o L-21B.

Nel 1957, la componente aerea, si trasferisce presso l’attuale sede di Viterbo come CAALE “Centro di Addestramento dell’Aviazione Leggera dell’Esercito”, operando da quel momento con i primi elicotteri in dotazione. D’allora, anno dopo anno, missione dopo missione, è stato un crescendo di esperienze, arrivando fino ad oggi, al compimento del suo 75° anniversario, accumulando quasi un milione di ore di volo svolte con diversi velivoli ad ala rotante come, AB-205, 206, 212, 412, A-129, NH-90, CH-47, mezzo quest’ultimo che porta l’Aviazione dell’Esercito a non essere più considerata solo aviazione leggera, prendendo la denominazione di CAAE “Centro Addestramento Aviazione dell’Esercito”.

Dal momento della sua costituzione, ogni pilota dell’AVES (Aviazione dell’Esercito), è passato da questo centro di addestramento qui a Viterbo, ritornando anche più volte per ulteriori corsi formativi e di aggiornamento, possibili grazie a facility come il simulatore dell’A-129 Mangusta, o per corsi specifici di missioni.

L’elicottero Leonardo UH-169B ABC

Nel tempo, uno dei punti cardine per l’efficienza di questa Forza Armata, è stato rimanere al passo con i tempi per poter adeguare le proprie capacità operative a scenari sempre più complessi e ciò ha richiesto mezzi e personale in costante aggiornamento. Per questo al Centro Addestramento Aviazione dell’Esercito di Viterbo, nel 2020 è entrato in linea volo l’UH-169B “ABC – Addestratore Basico Commerciale.

Nato come elicottero passeggeri commerciale, affettuosamente chiamato presso il reparto “Elicottero a rotelle” con carrello retrattile per chi venendo da altri velivoli ad ala rotante, muove i primi passi su questa nuova macchina, per apprendere appieno le sue funzionalità così da addestrare il personale all’uso della macchina per la condotta con i suoi complessi sistemi di base, per poi passare successivamente alla versione Delta.

L’elicottero Leonardo UH-169D LUH

Il Leonardo UH-169D è stato consegnato a Viterbo con una cerimonia che si è svolta il 28 aprile 2025, presso l’hangar del 28° Gruppo Squadroni “Tucano” di Viterbo, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello, dei vertici della Direzione Armamenti Aeronautici e Aeronavigabilità e dei rappresentanti di Leonardo, azienda produttrice dell’elicottero.

Sviluppato da e per l’Aviazione dell’Esercito in collaborazione con Leonardo, denominato UH-169D LUH (Light Utility Helicopter) con pattini che permettono maggiore stabilità in caso di atterraggio su terreni sconnessi. Questo mezzo risulta sì più spartano rispetto alla versione Bravo, ma non per togliere confort, ma per implementare la necessaria praticità operativa richiesta dalla Forza Armata.

Questa nuova macchina, andrà nel tempo a sostituire tutti i precedenti elicotteri ancora in linea volo, diventando l’unica componente leggera ad ala rotante, così da uniformare la formazione degli equipaggi e la linea manutentiva, con la conseguente sostanziosa riduzione delle spese di gestione, aumentando così l’efficienza di tutta la componente aerea dell’Esercito.

L’elicottero Leonardo UH-169D, si presenta come un mezzo allo stato dell’arte, dotato di sistemi tali da incrementare notevolmente la “Situational Awareness” con un sostanziale aumento della sicurezza nonostante l’incremento del carico di lavoro richiesto da scenari sempre più complessi, che il velivolo ed i suoi equipaggi, sono chiamati oggigiorno a svolgere.

Lo studio del suo manuale di 3700 pagine, quindi la conoscenza approfondita e l’apprendimento dei sistemi di bordo, nonché il costante addestramento all’utilizzo degli stessi, aiuta notevolmente gli equipaggi per la gestione delle diverse missioni in totale sicurezza.

Caratteristiche tecniche principali del Leonardo UH-169D

L’UH-169D è un elicottero, bimotore a turbina con motori Pratt &Whitney 210A-1, che muovono un rotore pentapala. Questa nuova motorizzazione nella versione Delta, consente un incremento di potenza del 11%, portando la MTOW (Maximum Take-Off Weight) peso massimo al decollo, da 4.800 della versione Bravo a 5100kg nella versione Delta ed anche in caso di piantata di un motore, è capace di salire 350ft al minuto. La tangenza operativa è di 15.000ft MTOW di 4560kg, ed una velocità di 135KIAS (Knots Indicated Air Speed) ad una quota di 1000ft in configurazione pulita, ha una velocità massima di 159nodi ed è in grado di volare in condizioni di vento limite, fino a 50 nodi.

Come da manuale, l’equipaggio può essere formato da un solo pilota, ma per esigenze di Forza Armata, normalmente sono presenti due piloti ed un tecnico operatore di bordo per operazioni al verricello o al gancio baricentrico. Certificato per la navigazione IFR (strumentale)/VFR (a vista) di giorno e di notte grazie a sistemi di navigazione notturna.

E’ dotato di doppio sistema di autopilota ridondante con le seguenti funzionalità: Quota ALTA —acquisizione quota selezionata, RHT — quota radar altimetrica, VS — rateo variazione quota, ALT — mantenimento quota, Velocità IAS — velocità indicata selezionata, GSPD — velocità al suolo selezionata, VMP — volo a massima potenza continua, Hovering HOV—volo stazionario fuori effetto suolo, HOV 5ª pos. — transizione autonoma al volo stazionario, Avvicinamento APP + DCL—guida automatica su sentiero discesa con decelerazione autonoma entro distanza preselezionata, Navigazione NAV—volo autonomo tramite sistema di navigazione di bordo.

Le capacità operative e di missione

La sua versatilità, lo portano a poter svolgere un ampio spettro di missioni, dal trasporto passeggeri fino a 10 persone con equipaggiamento, al trasporto con gancio baricentrico da un minimo di 800 fino a 1500kg, con un’autonomia di due ore circa. Il soccorso per missioni SAR (Search And Rescue) con il verricello laterale di circa 290ft-88,4mt, con un carico utile fino a 249kg che scende a 227 in condizioni di temperatura al di sotto dello zero.

La configurazione MEDEVAC Standard include 2 barelle, 3 operatori del team medico più 50 kg materiale sanitario ed un’autonomia approssimativa di 2 ore a circa 135 KIAS, senza installazioni ausiliarie esterne. Per la configurazione MEDEVAC con verricello, sono previste 2 barelle, 1 ELIREC (aerosoccorritore) più 2 operatori del team medico con 50 kg di materiale sanitario, garantendo un’autonomia approssimativa di 2 ore a circa 125 KIAS.

Il Glass Cockpit

Interamente dotato di Glass Cockpit, con schermi MFD (Multi Function Display) touchscreen, in grado di mostrare e gestire tutti i sistemi in dotazione, come:

  • ADS-B per il monitoraggio dello spazio aereo circostante, comunicando ai controllori del traffico aereo, la propria posizione in tempo reale con altissima precisione.
  • TCAS II in grado di mostrare il traffico di altri velivoli nell’area di operazione e i loro relativi movimenti, rotta e variazione di quota ed eventuale risoluzione in caso di conflitti, fornendo al pilota la più sicura ed immediata rotta evasiva per evitare possibili collisioni.
  • HTAWS (Helicopter Terrain Awareness and Warning System) ovvero, un sistema di avviso acustico, che segnala se si sta salendo o se si sta perdendo quota rispetto al terreno. Prevenzione CFIT (Controlled Flight Into Terrain), protezione da disorientamento recuperando l’assetto in sicurezza, ed avviso per la separazione orografica insufficiente.
  • Collective Safety Function, controllo autonomo della potenza che previene il superamento dei limiti e ingresso in autorotazione
  • CSF- LOW HT In caso di attivazione HTAWS, interviene autonomamente per prevenire collisione con il terreno.
  • DMAP Mappa digitale vettoriale integrata con GPS, FMS, geolocalizzata in grado di mostrare la posizione dell’aeromobile sulla stessa in tempo reale, correlata di data base di ostacoli e nella versione Delta inoltre, possono essere visualizzati dati tattici condivisi con eventuali forze terrestri in grado di comunicare la posizione di friendly o enemy forces.
  • OPLS (Obstacle Proximity) LIDAR, che consente sia in forma grafica visiva sullo schermo che in forma acustica, l’allerta di ostacoli entro 15 m da rotore principale/coda a IAS sotto i 40 KIAS nel caso di volo tattico in corridoi particolarmente stretti, o mentre viene effettuato un recupero in parete in zone montuose.
  • Radar Meteo, per individuare fenomeni meteorologici pericolosi a 120NM (Miglia Nautiche) e turbolenza a 40 NM
  • Generatore Audio, diffusore per i segnali audio correlati a tutte le funzioni attive, distribuiti tramite impianto interfono
  • Mission Control System, per la gestione integrata missione con sensori, Link 16 (KOR-24A), o via radio VMF (SRT-800)
  • WESCAM WX10 Torretta WESCAM WX10 girostabilizzata con sensore ottico e IR (Infra Rosso) montata sotto il muso dell’elicottero, GPS, puntatore laser in grado di eseguire registrazione autonoma
  • SIAP (Sistema Integrato di Auto Protezione) più corazzature e protezioni balistiche role equipment per equipaggio e passeggeri
  • AVCS per la riduzione delle vibrazioni in controfase.

Inoltre, grazie all’installazione di telecamere, i piloti ora hanno la possibilità di visualizzare il gancio baricentrico o il verricello, al fine di gestire e migliorare la precisione del recupero, diminuendo le comunicazioni radio tra pilota ed operatore al verricello, comunicazioni non sempre semplici in condizioni di vento del rotore con portellone aperto.

Questi sopra citati, sono solo alcuni dei maggiori sistemi di bordo di cui quest’elicottero è dotato, grazie ai quali non si prefigge di essere soltanto un nuovo elicottero, ma un punto cardine di un più ampio processo evolutivo e di trasformazione dell’Aviazione dell’Esercito, con l’obiettivo di dotarla di mezzi più efficienti, sostenibili e interoperabili, in grado di operare in contesti complessi sul proprio territorio come al di fuori dei propri confini nazionali.

Con il nuovo elicottero Leonardo UH-169D, l’Esercito Italiano punta a rafforzare la propria capacità di intervento rapido, confermando a Viterbo il ruolo centrale che dà il suo meglio, là dove gli equipaggi vengono costantemente addestrati ad intervenire per le future missioni, militari e civili al servizio della comunità come in caso di calamità naturali o spiacevoli situazioni dove ognuno di noi, spero mai, potrebbe trovarsi ad avere bisogno, di un aiuto dall’alto.

Testo: Simone Vicari
Immagini: Gianluca Vannicelli

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