incidente Volo Air India 171 - disastro aereo di air india - Boeing 787 di Air India
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L’incidente del Boeing Dreamliner di Air India (aggiornamento)

Il 12 giugno 2025, un Boeing 787-8 Dreamliner di Air India, volo AI171 diretto all’aeroporto di Gatwick, Londra, si è schiantato pochi secondi dopo il decollo da Ahmedabad, in India, causando la morte di 241 dei 242 passeggeri a bordo e di circa 30 persone a terra. L’incidente, il peggiore disastro aereo degli ultimi dieci anni, ha sconvolto l’industria aeronautica, mettendo sotto i riflettori Air India e Boeing, già alle prese con sfide legate alla sicurezza e alla reputazione.

Il volo AI171 è decollato dall’aeroporto internazionale Sardar Vallabhbhai Patel di Ahmedabad alle 13:39 ora locale. Secondo un video di sorveglianza di 59 secondi, uno dei principali elementi di prova, l’aereo ha iniziato a perdere quota appena 17 secondi dopo il decollo, precipitando su un ostello di un college medico vicino all’aeroporto durante l’ora di pranzo.

L’impatto ha provocato un’enorme palla di fuoco, distruggendo parte dell’edificio e lasciando solo un sopravvissuto tra i passeggeri: un cittadino britannico di origine indiana, Vishwash Kumar Ramesh, seduto al posto 11A accanto a un’uscita di emergenza. Ramesh, gravemente ferito, è riuscito a uscire dai rottami e ha dichiarato al Hindustan Times che “… non so come sono sopravvissuto. Ho visto persone morire davanti ai miei occhi”.

L’incidente del Dreamliner di Air India ha causato almeno 271 vittime, tra cui studenti del college medico. I soccorritori hanno setacciato le macerie carbonizzate alla ricerca di dispersi e parti dell’aereo, mentre il primo ministro indiano Narendra Modi ha visitato il sito, descrivendo la scena come “devastante”. Tra le storie tragiche, quella di Ravi Thakor, un cuoco dell’ostello, che prega per un “secondo miracolo” mentre cerca la figlia di due anni, scomparsa dopo l’incidente.

L’indagine, guidata dall’Aircraft Accident Investigation Bureau (AAIB) indiano con il supporto di esperti di Boeing, GE Aerospace (produttore dei motori GEnx dell’aereo), e funzionari della National Transportation Safety Board (NTSB) e della Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti, si concentra su diversi aspetti.

Secondo il Wall Street Journal, il sistema di emergenza dell’aereo, noto come Ram Air Turbine (RAT), che genera elettricità e pressione idraulica in caso di guasto ai motori, era probabilmente attivo al momento dello schianto, sollevando interrogativi sulla funzionalità dei motori durante il decollo.

Cos’è la Ram Air Turbine (RAT)?

La Ram Air Turbine (RAT) è un dispositivo di emergenza installato su molti aerei moderni, come il Boeing 787 Dreamliner, progettato per fornire energia elettrica e pressione idraulica in caso di guasto ai motori o ai sistemi principali di alimentazione. Si tratta di una piccola turbina, simile a un’elica, che si dispiega automaticamente dall’aereo quando rileva una perdita di potenza.

La RAT sfrutta il flusso d’aria generato dal movimento dell’aereo per azionare un generatore o una pompa idraulica, garantendo il funzionamento di sistemi critici come i comandi di volo, la strumentazione di navigazione e le comunicazioni. Nel caso del volo AI171, l’attivazione della RAT suggerisce che l’aereo potrebbe aver subito un’interruzione di potenza durante il decollo, ma gli investigatori stanno ancora verificando se il dispositivo abbia funzionato correttamente o se abbia contribuito a mitigare la perdita di controllo.

Boeing Dreamliner di Air India: indagini e impatto

Gli investigatori stanno analizzando i registratori di volo, le scatole nere, recuperati dal sito, che contengono dati di volo e registrazioni audio della cabina di pilotaggio. Elementi come il carrello di atterraggio rimasto abbassato, visibile nei video, e possibili problemi a motore, flap o sistemi di controllo sono al centro delle indagini. Peter Goelz, ex direttore dell’NTSB, ha sottolineato che l’analisi dei danni alle turbine dei motori potrebbe rivelare se questi stavano generando potenza al momento dell’impatto.

In risposta all’incidente, l’autorità indiana per l’aviazione civile, la Directorate General of Civil Aviation (DGCA), ha ordinato ispezioni immediate della flotta di 33 Boeing 787 di Air India, di cui 24 sono stati controllati entro il 17 giugno. La DGCA ha dichiarato che non sono emerse “gravi preoccupazioni di sicurezza” e che i sistemi di manutenzione della flotta rispettano gli standard esistenti. Tuttavia, sono state richieste ulteriori azioni di manutenzione, tra cui controlli dei parametri di decollo, ispezioni dei sistemi di controllo di volo e test di potenza dei motori GEnx entro due settimane.

Il ministro dell’aviazione civile indiano, Ram Mohan Naidu, ha annunciato che il governo sta valutando tutte le possibili cause e ha istituito un comitato di esperti per un’indagine approfondita, con un rapporto atteso entro tre mesi. Sebbene si sia ipotizzato di mettere a terra la flotta dei 787 Dreamliner di Air India, per ora non è stata presa questa decisione.

L’incidente rappresenta una sfida significativa per Air India, che, dopo l’acquisizione da parte del Tata Group nel 2022, sta cercando di trasformarsi in una compagnia aerea di livello mondiale. La compagnia ha una storia di problemi, tra cui ritardi cronici, manutenzione carente e perdite finanziarie, e il disastro rischia di compromettere i suoi sforzi di rinnovamento. Il presidente di Tata, Natarajan Chandrasekaran, ha promesso trasparenza nelle indagini e un impegno per migliorare la sicurezza.

Per Boeing, il primo incidente mortale di un 787 Dreamliner, un modello in servizio dal 2011 con oltre 1.100 esemplari in uso nel mondo, è un duro colpo. Nonostante il Dreamliner abbia un buon record di sicurezza, con precedenti problemi legati a batterie al litio nel 2013 e difetti di produzione risolti nel 2022, l’incidente riaccende le critiche sulla qualità e la sicurezza dei suoi aerei. Il CEO di Boeing, Kelly Ortberg, ha annullato la partecipazione al Paris Air Show per concentrarsi sull’indagine, promettendo pieno supporto agli investigatori.

L’indagine, che segue i protocolli internazionali dell’ICAO, dovrebbe produrre un rapporto preliminare entro 30 giorni e uno finale entro 12 mesi. Gli esperti sottolineano che gli incidenti aerei sono spesso causati da una combinazione di fattori, come errori umani, guasti tecnici o manutenzione inadeguata, e che è prematuro trarre conclusioni. Nel frattempo, l’industria aeronautica osserva con attenzione, consapevole che un problema sistemico al 787 potrebbe avere ripercussioni globali.

Questo disastro, oltre a lasciare un vuoto nelle famiglie delle vittime, pone interrogativi urgenti sulla sicurezza aerea. Air India e Boeing dovranno affrontare un lungo percorso per ricostruire la fiducia del pubblico, mentre il mondo attende risposte su cosa sia andato storto in quei tragici 30 secondi sopra Ahmedabad.