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Esercitazioni

I potenti velivoli d’attacco A-10 Thunderbolt, incubo di tutti i carristi, arrivano in Europa

Dieci aerei d’attacco A-10C Thunderbolt II della Maryland Air National Guard assegnati al 104th Fighter Squadron sono arrivati ​​in Islanda il 5 maggio 2022 per condurre un addestramento di tipo Agile Combat Employment e supportare l’esercitazione Swift Response dell’esercito degli Stati Uniti.

La Swift Response, un’esercitazione annuale di addestramento multinazionale guidata dal comando U.S. Army Europe and Africa dell’esercito americano, è iniziata il 2 maggio in tutta l’Europa orientale, comprese le regioni dell’Artico, del Mar Baltico e della penisola balcanica. Terminerà il 20 maggio prossimo.

Ieri quattro aerei sono arrivati in Norvegia mentre gli altri sei sono arrivati oggi in Macedonia del Nord per supportare alcune operazioni dell’esercitazione Swift Response. Oltre alla Norvegia e alla Macedonia del Nord, i velivoli da combattimento A-10 dovrebbero essere schierati in posizioni operative avanzate quali Lettonia, Lituania, Estonia e Polonia per esercitare le loro capacità di Agile Combat Employment.

All’esercitazione Swift Response parteciperanno circa 9.000 tra uomini e donne provenienti da 17 nazioni alleate e partner, inclusi circa 2.700 soldati ed aviatori statunitensi. La capacità del comando USAFE-AFAFRICA di supportare ed integrarsi con alleati e partner statunitensi rafforza continuamente la determinazione collettiva e la capacità di adattarsi in un ambiente dinamico di conflitto.

Come sappiamo l’A-10 è il principale velivolo per il supporto aereo ravvicinato a bassa quota delle forze aeree statunitensi ed è il primo aereo dell’US Air Force progettato specificamente per il supporto aereo ravvicinato alle forze di terra. Queste capacità forniscono un supporto essenziale alla componente terrestre e offrono una enorme flessibilità all’esercito statunitense nel proiettare potenza in regioni altamente contese.

Gli A-10 del 104th Fighter Squadron si uniscono ad un notevole numero di aerei da combattimento della NATO dispiegati sul fianco est dell’Alleanza e tra i quali troviamo, oltre agli F-16 di Aviano e gli F-35A della Vermont Air National Guard gli ultimi arrivati cronologicamente, anche gli Eurofighter italiani e gli Eurofighter britannici schierati in Romania.

A-10C Thunderbolt II

Il Fairchild Republic A-10 Thunderbolt II festeggerà il suo 50° compleanno proprio nel 2022. Il suo primo volo fu il 10 maggio 1972 e fu introdotto in servizio con l’aeronautica militare statunitense tra il 1975 e il 1976 per essere dispiegato successivamente in tutti i teatri operativi nei quali sono intervenuti gli Stati Uniti. Dal Medio Oriente al Pacifico passando per l’Europa questi magnifici aerei hanno svolto sempre con successo un ruolo da protagonisti in tutte le campagne militari recenti contribuendo a fornire supporto aereo sul campo per le forze di terra statunitensi ed alleate.

Molti pensavano che la fine della Guerra del Golfo nel 1991, la Desert Storm, avrebbe segnato anche la fine dell’A-10, nonostante i circa 1.000 carri armati, 2000 mezzi militari di vario genere e 1000 di pezzi di artiglieria distrutti in 8624 missioni totali, ma così non è stato.

Conosciuto per la sua infaticabile resistenza, il suo cannone GAU-8 controcarro e per la capacità di offrire una protezione senza eguali ai suoi occupanti grazie ad una spessa vasca in titanio, l’A-10 fu appositamente progettato per il CAS – Close Air Support. Rispetto all’attuale versione A-10C, l’A-10 degli anni settanta era abbastanza primitivo. Oggi i motori sono quasi gli stessi e la cellula di base non è cambiata molto ma internamente è stato completamente aggiornato.

Il venerabile A-10 è l’unico velivolo costruito con la specifica missione del supporto aereo ravvicinato. L’aereo è stato progettato per supportare, volando a bassa quota, le truppe di terra, utilizzare un enorme quantitativo di armi, attaccare veicoli corazzati, carri armati e le forze di terra nemiche. Un velivolo eccezionale capace, quando necessario, di buttarsi nel fango e nel fumo della battaglia a supporto delle truppe di terra o per scortare e difendere gli elicotteri del Combat SAR in missione di recupero di personale.

Quando bisogna volare bassi, ad una velocità consona ad identificare visualmente le forze a terra tra amici e nemici e sparare al momento giusto per salvare la vita dei colleghi a terra, bisogna farlo solo con l’A-10 Thunderbolt e il suo famoso cannone GAU-8/A Avenger a 7 canne rotanti calibro 30 mm capace di distruggere un carro armato a 6,5 km di distanza con una cadenza di tiro selezionabile secondo le necessità di 2.100 o 4.200 colpi al minuto. Equipaggiato con due motori General Electric TF34-GE-100A, che lo spingono ad una velocità massimo di 880 km/h, il velivolo può operare da basi aeree avanzate ed ha capacità di decollo e atterraggio brevi con una lunga autonomia (800 miglia) che gli permette un’elevata persistenza sul campo di battaglia.

L’aereo nato sostanzialmente per contrastare l’avanzata dei carri russi nelle pianure europee dispone di 11 piloni sub-alari per l’attacco di armi e pod con un carico massimo di 7.260 kg. Ad oggi la flotta di A-10C Thunderbolt II conta 281 velivoli assegnati alla US Air Force, alla Air National Guard e alla US Air Force Reserve. 141 velivoli sono operati dall’USAF (116 con l’Air Combat Command, 24 le Pacific Air Forces e 1 con il Materiel Command), 85 con la Guardia Nazionale 55 con la Riserva.

Il futuro dell’A-10, l’iconico caccia carri americano

L’A-10 è stato utilizzato pesantemente in Medio Oriente e Afghanistan negli ultimi 20 anni per fornire supporto aereo ravvicinato. Ma l’US Air Force ha avvertito da tempo che l’A-10 non sarebbe sopravvissuto ad un combattimento di fascia alta in uno spazio aereo conteso e dal 2015 ha ripetutamente tentato di ritirare la flotta, in tutto o in parte, per liberare finanziamenti. Molto probabilmente l’A-10, come il suo omologo russo/sovietico Su-25 Frogfoot, nello scenario ucraino avrebbe grossi problemi di sopravvivenza a causa del massiccio uso di sistemi di difesa aerea mobili e spalleggiabili.

L’A-10 è un’ottima piattaforma per un ambiente permissivo“, ha detto il Capo di Stato Maggiore dell’US Air Force, il Generale CQ Brown, alla commissione per i servizi armati della Camera in un’audizione di mercoledì scorso. “Non vedo molti ambienti permissivi in cui andremo ad inserirli in futuro“.

L’US Air Force ha rinviato i lavori di riparazione strutturale della fusoliera dell’A-10 dal 2013 al 2019 cosa che ha lasciato 120 jet a rischio di rimanere fermi a terra. Anche il numero di A-10 diretti ai depositi per importanti manutenzioni è stato ridotto di oltre la metà. Oggi l’invecchiamento dei motori sta rapidamente diventando un problema significativo, rappresentando una minaccia maggiore rispetto alla sostituzione delle ali.

Gli sforzi del “re-wing” dell’A-10 stanno fallendo, con nuove ali acquistate solo per 173 dei 281 Warthog nella flotta. Questo significa che 145 A-10 non sarebbero in grado di affrontare un rischieramento operativo di sei mesi e l’US l’Air Force avrebbe tempo fino al secondo trimestre dell’anno fiscale 23 per acquistare più ali per i suoi A-10 secondo Pamela Lee, responsabile dei sistemi dell’A-10 presso la Hill Air Force Base nello Utah.

Il Generale CQ Brown ha affermato che l’aeronautica prevede di acquistare kit di ali sostitutive per circa 218 A-10, prevedendone il ritiro di 21 come parte della richiesta di budget del FY23, lasciando in servizio 260 Warthog dei quali, però, 42 non riceveranno l’upgrade alle ali. Il segretario dell’Air Force Frank Kendall ha detto che anche se i restanti 42 A-10 non ricevessero le ali sostitutive, sarebbero comunque in grado di volare ed ha aggiunto anche che l’US Air Force, se libera di farlo, ritirerà la flotta A-10 entro la fine del prossimo piano quinquennale, ritiro finora fortunatamente, aggiungiamo noi, ostacolato dal Congresso.

Immagini: 175th Wing Maryland Air National Guard

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Redazione di Aviation Report

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