La situazione del conflitto tra Israele e Iran, è estremamente tesa e complessa, con un’escalation che ha portato a un conflitto aperto tra i due paesi. Di seguito gli eventi recenti e lo stato attuale della guerra dopo l’offensiva su larga scala lanciata dal governo israeliano per distruggere il programma nucleare iraniano.
Attacchi israeliani del 12-14 giugno 2025
Nella notte tra il 12 e il 13 giugno, Israele ha lanciato l’operazione denominata “Rising Lion”, colpendo siti militari e nucleari iraniani con oltre 200 caccia, droni e incursioni sul terreno. Gli obiettivi hanno incluso:
- Siti nucleari come Natanz e Fordow, con danni significativi alle infrastrutture di arricchimento dell’uranio. Secondo fonti israeliane, i raid hanno interrotto l’alimentazione elettrica alle centrifughe di Natanz, causando danni che potrebbero richiedere settimane per essere riparati.
- Eliminazione di figure chiave iraniane, tra cui Esmail Qaani (comandante della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie), Amir Ali Hajizadeh (comandante delle forze aerospaziali dell’IRGC), Ali Shamkhani (consigliere politico di Khamenei) e almeno nove scienziati impegnati nel programma nucleare iraniano. Reuters riporta che almeno 20 alti comandanti iraniani sono stati uccisi.
- Operazioni segrete del Mossad per sabotare siti missilistici e difese aeree iraniane.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’attacco come “preventivo e inevitabile” per contrastare la minaccia del programma nucleare iraniano e missilistica iraniana, sottolineando che l’operazione proseguirà per giorni. Gli Stati Uniti hanno dichiarato di non essere stati coinvolti direttamente nell’attacco, definendolo un’azione unilaterale di Israele.
L’operazione ha coinvolto oltre 200 velivoli, tra cui caccia F-35, F-16 e F-15, droni avanzati (come l’IAI Harop e l’Elbit Hermes) e unità speciali del Mossad per operazioni sul terreno. Secondo The War Zone, Israele ha utilizzato missili balistici a lungo raggio, probabilmente Jericho-3, per colpire obiettivi strategici in profondità nel territorio iraniano.
L’operazione ha combinato attacchi aerei, cyberattacchi (per disabilitare i sistemi di comunicazione iraniani) e incursioni mirate del Mossad per eliminare figure chiave. Fonti di intelligence citate da The Times of Israel suggeriscono che l’operazione è stata pianificata per mesi, con il supporto di immagini satellitari e droni di sorveglianza.
Natanz (principale impianto di arricchimento dell’uranio) e Fordow (sito fortificato sottoterra) sono stati colpiti con munizioni di precisione, causando danni alle centrifughe avanzate (IR-9) e alle infrastrutture di supporto. Fonti israeliane riportano che l’attacco ha interrotto l’alimentazione elettrica di Natanz, rendendo inoperative molte centrifughe.
L’IRGC (Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche) ha subito perdite significative, con la distruzione di basi missilistiche vicino a Teheran, Esfahan e Shiraz. Il quartier generale delle forze aerospaziali dell’IRGC è stato gravemente danneggiato.
I sistemi di difesa antiaerea iraniani, inclusi gli S-300 di fabbricazione russa, sono stati neutralizzati in diverse località, consentendo agli aerei israeliani di operare con relativa libertà. The War Zone evidenzia che Israele ha utilizzato tecnologie di soppressione delle difese aeree (SEAD) per abbattere radar e sistemi di comando.
Il 14 giugno gli attacchi sul territorio iraniano sono andati avanti. Tra questi significativo è stato l’attacco degli aerei da caccia dell’aeronautica militare, sotto la supervisione dell’intelligence Branch, ad un sito sotterraneo con tunnel contenenti missili terra-terra, missili da crociera e numerosi pozzi di lancio. Il sito era stato precedentemente reso noto come parte di un video di propaganda del regime iraniano. Il sito è stato attaccato nell’ambito di un tentativo di danneggiare il sistema missilistico del regime iraniano.
Risposta iraniana:
- Nella serata del 13 giugno, l’Iran ha risposto con l’operazione “True Promise 3”, lanciando oltre 100 missili balistici e droni contro Israele, colpendo città come Tel Aviv, Gerusalemme e la zona di Masafer Yatta in Cisgiordania.
- Secondo Reuters e The Times of Israel, un missile iraniano ha colpito Tel Aviv, causando 63 feriti, di cui due in condizioni critiche, e danni a un condominio.
- L’Iran ha minacciato ulteriori attacchi contro basi militari nel Golfo Persico e navi nel Mar Rosso di qualsiasi paese che tenti di neutralizzare le sue operazioni.
- Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che l’attacco israeliano è un’azione criminale e ha promesso una risposta, mentre la Guida Suprema Ali Khamenei ha minacciato una “punizione senza precedenti”.
Come già accennato, l’Iran ha lanciato oltre 100 missili balistici (tra cui Fattah-1 e Kheibar Shekan, con gittata di 1.400-2.000 km) e dozzine di droni kamikaze Shahed-136. Secondo Reuters, alcuni missili ipersonici Fattah-1 hanno eluso le difese israeliane, colpendo Tel Aviv e causando danni significativi.
L’IDF ha riportato un tasso di intercettazione del 90% per missili e droni, grazie a una combinazione di Arrow-3, David’s Sling e Iron Dome. Tuttavia, la portata e la velocità dei missili ipersonici iraniani hanno messo sotto pressione il sistema di difesa a più livelli. L’Iran ha dichiarato di essere pronto a lanciare ulteriori attacchi, potenzialmente coinvolgendo i suoi alleati regionali come Hezbollah (in Libano), che dispone di oltre 150.000 razzi e missili, e gli Houthi (in Yemen), che potrebbero colpire obiettivi israeliani nel Mar Rosso. Anche nella serata del 14 giugno l’Iran ha lanciato missili contro il territorio israeliano.
Danni e conseguenze in Iran:
- Secondo la TV di stato iraniana, ripresa da Reuters, un attacco israeliano su un complesso residenziale a Teheran ha causato almeno 60 morti civili, tra cui 20 bambini, con 10 corpi ancora sotto le macerie.
- I siti nucleari di Esfahan e Natanz hanno subito gravi danni, ma l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) ha riferito che i livelli di radiazioni sono rimasti invariati, indicando che non ci sono stati impatti radiologici esterni. Tuttavia, si segnala una contaminazione radiologica e chimica interna gestibile.
- L’Iran ha imposto restrizioni a Internet per motivi di sicurezza, con il Ministero delle Comunicazioni che prevede di revocarle una volta normalizzata la situazione.
Reazioni internazionali:
- Stati Uniti: Il presidente Donald Trump ha dichiarato di non essere preoccupato per un conflitto regionale su vasta scala, ma ha riunito il Consiglio di Sicurezza Nazionale per valutare la situazione. Ha anche affermato che non è chiaro se il programma nucleare iraniano sia ancora attivo dopo gli attacchi.
- Europa: La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha esortato tutte le parti alla massima moderazione per evitare un’escalation. I leader di Francia, Germania e Regno Unito hanno tenuto una teleconferenza per coordinare una risposta diplomatica.
- Italia: La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto colloqui con leader internazionali, tra cui Trump, il presidente tedesco Friedrich Merz e von der Leyen, per coordinare una risposta alla crisi. Ha ribadito l’importanza di impedire all’Iran di acquisire armi nucleari e ha convocato una riunione con i vertici dell’intelligence italiana.
- ONU: Il Segretario Generale Antonio Guterres ha chiesto un cessate il fuoco immediato e un ritorno alla diplomazia, mentre l’Iran ha richiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza.
- Papa Leone XIV: Ha lanciato un appello per la responsabilità e la pace, sottolineando l’urgenza di evitare una minaccia nucleare.
Situazione attuale (14 giugno 2025):
- Stato di emergenza in Israele: Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato lo stato di emergenza in tutto il paese, con sirene d’allarme attivate a Eilat e nel Negev per droni iraniani intercettati. L’IDF ha annunciato che Gaza è ora un fronte secondario, con il focus principale spostato sull’Iran.
- Escalation in corso: Netanyahu ha dichiarato di aspettarsi ulteriori ondate di attacchi iraniani, mentre l’IDF ha aperto una rotta aerea sicura verso Teheran per continuare le operazioni.
- Impatto regionale: La Siria ha riaperto il suo spazio aereo dopo una chiusura temporanea, mentre l’Iran ha minacciato ritorsioni contro i paesi del Golfo che collaborano con Israele.
- Dissenso interno in Iran: L’attivista iraniana Masih Alinejad ha riferito che molti iraniani hanno celebrato la morte di alti comandanti militari, vedendo l’attacco come un’opportunità per opporsi al regime. Netanyahu ha invitato il popolo iraniano a ribellarsi contro Teheran.
- Impatto economico: I prezzi del petrolio sono saliti del 7% (WTI a 72,86 dollari al barile, Brent a 74,36 dollari) a causa delle tensioni, data l’importanza dell’Iran come produttore OPEC.
Analisi e rischi:
- Rischio nucleare: Gli attacchi israeliani hanno gravemente compromesso le capacità nucleari di Teheran, ma non è chiaro se il programma nucleare iraniano sia stato completamente smantellato. L’AIEA sta monitorando la situazione, ma la contaminazione interna ai siti di Natanz e Fordow potrebbe complicare i futuri sviluppi.
- Escalation regionale: L’Iran potrebbe coinvolgere i suoi alleati nell'”Asse della Resistenza” (Hezbollah, Houthi, milizie irachene) per attacchi indiretti, aumentando il rischio di un conflitto regionale più ampio.
- Pressione sul regime iraniano: Gli attacchi hanno indebolito l’IRGC e il regime, ma una risposta su larga scala potrebbe essere limitata dall’incapacità di Teheran di proteggere il proprio territorio, come evidenziato da esperti come Pierre Pahlavi.
- Sforzi diplomatici: La comunità internazionale, guidata da Stati Uniti ed Europa, sta spingendo per una de-escalation, ma la sospensione di una conferenza ONU sulla soluzione a due stati tra Israele e Palestina, prevista per il 17-20 giugno, indica una battuta d’arresto diplomatica.
Il conflitto tra Israele e Iran è entrato in una fase di guerra aperta, con attacchi diretti e significativi da entrambe le parti. Gli strike israeliani hanno colpito duramente le infrastrutture militari e nucleari iraniane, mentre la risposta di Teheran ha intensificato le ostilità, con attacchi missilistici su Tel Aviv e altre aree. La situazione rimane fluida, con un alto rischio di ulteriori escalation, nonostante gli appelli internazionali per la moderazione. Gli sviluppi futuri dipenderanno dalla capacità di entrambe le parti di limitare le ritorsioni e dalla pressione diplomatica per evitare un conflitto regionale più ampio.