In un contesto di crescenti tensioni geopolitiche lungo il fianco orientale della NATO, l’Alleanza Atlantica ha annunciato il lancio dell’Operazione Eastern Sentry, una missione multi-dominio volta a potenziare la deterrenza e la difesa contro le minacce aeree, in particolare le incursioni di droni russi.
Questa iniziativa, resa pubblica il 12 settembre 2025 dal Segretario Generale NATO Mark Rutte e dal Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR)Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR) Generale Alexus G. Grynkewich, rappresenta una risposta diretta alle violazioni dello spazio aereo polacco avvenute il 10 settembre, quando numerosi droni russi di tipo Gerbera e Shahed-136 hanno penetrato i confini NATO. Questa operazione non solo evidenzia l’impiego di asset aerei avanzati come F-16, Rafale e Eurofighter, ma anche l’evoluzione delle strategie di air policing e anti-drone nel quadro della sicurezza collettiva europea.
L’operazione si inserisce in un momento critico, con la Russia impegnata in esercitazioni militari su larga scala come Zapad 2025, che coinvolgono Bielorussia e testano i limiti della reazione NATO. Secondo fonti ufficiali, la Eastern Sentry mira a integrare pattugliamenti aerei rafforzati, sistemi di difesa terra-aria e tecnologie emergenti per il rilevamento e la neutralizzazione di UAV (Unmanned Aerial Vehicles).
Questo approccio flessibile e agile, come descritto dal Generale Grynkewich, permette di concentrare risorse esattamente dove e quando necessario, proteggendo non solo la Polonia ma l’intero arco dal Baltico al Mar Nero. Questa missione evolve il concetto di Air Policing, estendendolo a una difesa multi-dominio che combina elementi navali e aerei.
Il lancio dell’operazione Eastern Sentry: contesto e obiettivi Strategici
L’annuncio di Eastern Sentry è arrivato durante una conferenza stampa congiunta a Bruxelles, dove Rutte ha definito le incursioni russe “pericolose e inaccettabili”, sottolineando che non si tratta di un incidente isolato ma di una frequenza crescente di provocazioni aeree lungo il fianco orientale. Il 10 settembre scorso, 19 droni russi hanno violato lo spazio aereo polacco, con quattro abbattuti da F-16 polacchi e F-35 olandesi, mentre altri si sono schiantati in territorio polacco.
Questa è stata la prima engagement diretta di forze NATO contro armamenti russi dalla invasione dell’Ucraina nel 2022, attivando difese come i Patriot tedeschi e un velivolo italiano CAEW per la scoperta radat. Gli obiettivi principali di Eastern Sentry includono il rafforzamento della postura difensiva NATO attraverso un maggiore flusso di informazioni tra alleati, l’integrazione di air defense systems e l’esperimentazione di nuove tecnologie counter-drone, in collaborazione con l’Allied Command Transformation (ACT).
Come spiegato da Grynkewich, “Eastern Sentry e questo nuovo approccio forniranno una deterrenza e difesa ancora più focalizzata e flessibile dove e quando necessario per proteggere le nostre persone e scoraggiare ulteriori atti sconsiderati e pericolosi“. La missione, che è partita immediatamente dopo l’annuncio, è modellata su operazioni precedenti come Baltic Sentry, lanciata all’inizio del 2025 in risposta a sabotaggi sottomarini nel Mar Baltico, e si concentra inizialmente sulla Polonia ma con potenziale espansione regionale.
Dal punto di vista dell’aviazione militare, Eastern Sentry rappresenta un’opportunità per testare l’interoperabilità di asset multinazionali in scenari reali. Le violazioni aeree non sono nuove – Estonia, Lettonia, Lituania e Romania hanno registrato simili incidenti – ma l’escalation del 2025, coincidente con l’esercitazione Zapad 2025, ha accelerato la risposta NATO.
La Polonia ha invocato l’Articolo 4 del Trattato di Washington per consultazioni, l’ottava volta dalla fondazione dell’Alleanza, segnalando una minaccia percepita alla sicurezza collettiva. Questo contesto sottolinea l’importanza strategica dell’operazione nel mantenere l’integrità dello spazio aereo NATO, un pilastro della deterrenza atlantica.
Asset aerei e navali coinvolti: il ruolo chiave dei caccia nella difesa anti-drone
Uno degli aspetti più importanti è la composizione degli asset schierati in Eastern Sentry, che privilegia una miscela di caccia multiruolo e supporto navale per una copertura multidominio. La Danimarca contribuisce con due F-16 Fighting Falcon e una fregata anti-aerea Iver Huitfeldt, capace di integrare radar avanzati per il tracking di droni a bassa quota.
La Francia schiera tre Dassault Rafale, noti per la loro versatilità in missioni air-to-air e air-to-ground, con capacità di impiego di missili Meteor per intercettazioni rapide. La Germania aggiunge quattro Eurofighter Typhoon e piattaforme con sensori AESA per la rilevazione precoce di minacce UAV.
Inoltre, F-35A Lightning II italiani e olandesi, già schierati in Estonia e Polonia, forniscono capacità stealth e fusione dei dati per un air policing potenziato. L’Italia supporta la missione anche con aerei CAEW (Conformal Airborne Early Warning) per il controllo dello spazio aereo, mentre la NATO impiega tanker MRTT per i rifornimenti in volo, estendendo il raggio operativo dei velivoli da combattimento . Il Regno Unito ha espresso la disponibilità a inviare fino a sei Typhoon, e la Spagna potrebbe contribuire con asset non specificati, ampliando la rete di copertura.
Queste piattaforme non sono solo difensive: i Rafale e gli Eurofighter, ad esempio, integrano pod di designazione laser e missili per neutralizzare droni, affrontando la sfida posta da UAV low-cost come gli Shahed-136 iraniani usati dalla Russia. La fregata danese aggiunge una dimensione navale, con sistemi CIWS (Close-In Weapon Systems) per la difesa costiera contro gli sciami di droni. Secondo analisi recenti, questa integrazione riduce i tempi di reazione da ore a minuti, cruciale contro minacce asimmetriche. É evidente come l’operazione Eastern Sentry stia evolvendo le tattiche della missione NATO Enhanced Air Policing.
Gli ultimi aggiornamenti indicano che i primi Rafale francesi hanno già iniziato pattugliamenti dalla base di Mińsk Mazowiecki in Polonia, con rifornimenti dagli A400M. Movimenti militari insoliti lungo il confine bielorusso-polacco sono stati riportati, sebbene attribuiti al l’esercitazione Zapad 2025, e la Romania ha fatto decollare su allarme i suoi F-16 dopo nuove incursioni di droni il 13 settembre, estendendo la portata di Eastern Sentry. Questi sviluppi, riportati da fonti internazionali, confermano l’operazione come un baluardo contro l’escalation russa.