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Midnight Hammer: la più grande operazione militare dei B-2A Spirit

Il Pentagono ha appena condiviso i dettagli dell’Operazione Midnight Hammer, la massiccia e complessa missione che ha colpito tre importanti impianti nucleari iraniani nella notte tra sabato 21 giugno e domenica 22 giugno, definendola “il più grande attacco operativo dei bombardieri B-2 nella storia degli Stati Uniti“. Sicuramente una missione con un elevato impatto psicologico per l’Iran.

Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato ai giornalisti alla conferenza stampa al Pentagono, nel suo primo discorso ufficiale dopo gli attacchi, che “la portata di tutto ciò è stata intenzionalmente limitata“, aggiungendo però che le capacità delle forze armate americane “sono pressoché illimitate“.

Il generale Dan Caine, presidente dello Stato maggiore congiunto, ha illustrato nei dettagli la cronologia dell’operazione e le tattiche di inganno impiegate per colpire gli impianti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan.

L’operazione Midnight Hammer ha avuto inizio alle 00:01 di sabato mattina, quando i bombardieri stealth B-2 sono decollati dalla base aerea di Whiteman, nel Missouri. Alcuni bombardieri, 6 – 8 circa, si sono diretti verso ovest nel Pacifico come diversivo. Caine lo ha definito come una “attività diversiva nota solo a un numero estremamente limitato di pianificatori e leader chiave”.

La forza d’attacco principale, composta da sette bombardieri B-2 Spirit, si è diretta silenziosamente verso est, con comunicazioni minime, con un volo di 18 ore verso l’area dei target, ha affermato Caine. I sette bombardieri sono stati riforniti più volte durante il volo da “dozzine e dozzine” di aerei cisterna, preposizionati anche in Europa. Durante la traversata, il gruppo d’attacco si è integrata con gli aerei di scorta e di supporto del Comando Centrale.

Caine ha descritto questa integrazione come “una manovra complessa, programmata con estrema precisione, che ha richiesto una sincronizzazione esatta tra più piattaforme in uno spazio aereo ristretto, il tutto eseguito con comunicazioni minime“.

@ US DoD

Intorno alle 00:30 in Iran, un sottomarino statunitense ha lanciato più di due dozzine di missili da crociera BGM-109 Tomahawk contro obiettivi chiave delle infrastrutture di superficie lungo la rotta, mentre la principale forza d’attacco entrava nello spazio aereo iraniano. Caine ha affermato che sono state utilizzate ulteriori tattiche di inganno con gli aerei di supporto posizionati di fronte al gruppo d’attacco principale ad alta quota e a velocità elevata per individuare eventuali caccia nemici o le minacce dei missili terra-aria.

L’impianto nucleare di Fordow è stato colpito intorno alle 2:10 del mattino in Iran. Il B-2 leader della formazione ha sganciato due bome GBU-57 Massive Ordnance Penetrator (MOP), comunemente note come “Bunker-Busters”, sul primo di diversi punti di attacco a Fordow. Anche i restanti bombardieri hanno colpito i loro obiettivi, con un totale di 14 MOP sganciate su Fordow e Natanz, ha confermato Caine. I missili Tomahawk lanciati dai sottomarini statunitensi sono stati gli ultimi a colpire i loro obiettivi a Isfahan.

Dopo aver sganciato le armi nel massiccio attacco, gli aerei hanno lasciato lo spazio aereo iraniano per rientrare alla base aerea di Whiteman. Caine ha affermato che al momento non ci sono evidenze di alcun missile sparato contro il gruppo d’attacco in uscita dallo spazio aereo iraniano. “I caccia iraniani non hanno volato e, a quanto pare, i sistemi missilistici terra-aria iraniani non ci hanno individuato per tutta la durata della missione“, ha detto Caine. “Abbiamo mantenuto l’elemento sorpresa e non siamo stati rilevati“.

@ USAF photo by Senior Airman Noah D. Coger

L’operazione Midnight Hammer ha impiegato più di 125 velivoli nella missione, tra cui sette bombardieri stealth B-2, numerosi caccia di quarta e quinta generazione, decine di aerei cisterna per il rifornimento in volo, un sottomarino lanciamissili e “una schiera completa” di aerei da intelligence, sorveglianza e ricognizione, ha aggiunto Caine. Le forze statunitensi hanno lanciato circa 75 munizioni a guida di precisione, tra cui 14 GBU-57. L’operazione ha segnato il primo impiego operativo in assoluto di quest’arma.

Caine ha definito l’operazione come “il più grande attacco operativo B-2 nella storia degli Stati Uniti” e ha affermato che “nessun altro esercito al mondo avrebbe potuto fare una cosa del genere“. Caine ha detto anche che “questa missione dimostra la portata, il coordinamento e la capacità senza pari delle forze armate degli Stati Uniti che, nel giro di poche settimane è passata dalla pianificazione strategica all’esecuzione globale“. Caine ha anche affermato che questa è stata la seconda missione più lunga mai effettuata da un B-2, superata solo dalle missioni effettuate nei giorni successivi all’11 settembre.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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