L’operazione “Midnight Hammer”, condotta dagli Stati Uniti nella notte tra il 20 e il 21 giugno 2025, ha rappresentato uno dei più significativi attacchi aerei degli ultimi decenni, mirato a neutralizzare i siti nucleari iraniani e conseguentemente le capacità nucleari di Teheran. Le strutture colpite, Fordow, Natanz e Isfahan, sono state al centro di un’azione militare altamente coordinata e segreta, descritta dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth come “un successo straordinario e travolgente”.
Gli aerei coinvolti: B-2 Spirit e velivoli di supporto
Il cuore dell’operazione è stato rappresentato dai bombardieri strategici stealth B-2 Spirit, partiti dalla base aerea di Whiteman, Missouri. Secondo quanto dichiarato dal generale della US Air Force Dan Caine, portavoce dello US Joint Chiefs of Staff, l’operazione ha coinvolto sette B-2 Spirit, rendendola la più grande missione operativa di questi bombardieri nella storia statunitense. I B-2, noti per la loro capacità di penetrare difese aeree avanzate grazie alla tecnologia stealth, hanno percorso oltre 7.000 miglia, attraversando l’Oceano Atlantico e il Mar Mediterraneo, con molteplici rifornimenti in volo, per raggiungere i cieli sopra l’Iran.
Per garantire il successo della missione, sono stati impiegati anche velivoli di quarta e quinta generazione come supporto. Questi aerei, operando ad alta quota e velocità, hanno avuto il compito di neutralizzare eventuali minacce da caccia nemici o sistemi missilistici terra-aria iraniani, aprendo la strada al gruppo di attacco principale. Inoltre, è stata utilizzata una tattica di diversione: alcuni B-2 hanno volato verso ovest come diversione, mentre il gruppo principale si dirigeva verso est, eludendo le difese iraniane e mantenendo l’elemento sorpresa.
Gli armamenti: GBU-57 MOP e missili Tomahawk
L’arsenale impiegato nell’operazione “Midnight Hammer” è stato altrettanto impressionante. Per colpire i siti nucleari di Fordow e Natanz, gli Stati Uniti hanno utilizzato per la prima volta in un contesto operativo le GBU-57 Massive Ordnance Penetrator (MOP), bombe bunker-buster da 30.000 libbre (circa 13,6 tonnellate) progettate per distruggere strutture sotterranee fortemente fortificate.
Secondo il Generale Caine, 14 GBU-57 sono state sganciate: 12 su Fordow e 2 su Natanz. Fordow, situata all’interno di una montagna e considerata uno dei bersagli più difficili al mondo, è stata colpita alle 2:10 ora locale da due di queste bombe, seguite da ulteriori attacchi per garantire la distruzione delle sue strutture di arricchimento dell’uranio.
Per il sito di Isfahan, sono stati impiegati oltre 30 missili da crociera Tomahawk BGM-109, lanciati principalmente dal sottomarino a propulsione nucleare USS Georgia (SSGN 729). Questi missili, noti per la loro precisione e capacità di colpire bersagli a lunga distanza, hanno completato l’attacco, con gli ultimi colpi registrati intorno alle 19:05 (ora orientale degli Stati Uniti).
In totale, l’operazione ha visto l’impiego di 75 munizioni a guida di precisione, come confermato dal Pentagono, dimostrando un approccio mirato per massimizzare il danno alle infrastrutture nucleari senza colpire obiettivi civili o militari non correlati.
Dettagli operativi e risultati dell’attacco ai siti nucleari iraniani
L’operazione, iniziata a mezzanotte tra venerdì e sabato, è stata descritta come un capolavoro di pianificazione e segretezza. Il Generale Caine ha sottolineato che si è trattato di una “missione altamente classificata“, con pochissime persone a Washington a conoscenza dei dettagli e del timing. Le tattiche di inganno hanno permesso ai B-2 di entrare e uscire dallo spazio aereo iraniano senza incontrare opposizione significativa.
Secondo le prime valutazioni, i danni inflitti ai siti di Fordow, Natanz e Isfahan sono stati “estremamente gravi“, con le capacità di arricchimento dell’uranio iraniane rese inoperabili. Il Segretario Hegseth ha ribadito che l’operazione non aveva come obiettivo il cambio di regime o il targeting di civili e militari iraniani, ma era esclusivamente focalizzata sulla distruzione del programma nucleare. Tuttavia, ha avvertito che le forze armate statunitensi sono pronte a rispondere con ulteriori attacchi in caso di ritorsioni iraniane, con misure di protezione rafforzate in Iraq, Siria e nel Golfo Persico.
@ US DoDL’operazione Midnight Hammer, progettata per l’attacco ai siti nucleari iraniani, ha segnato un punto di svolta nella strategia americana verso l’Iran, dimostrando la capacità degli Stati Uniti di colpire con precisione obiettivi strategici a migliaia di chilometri di distanza.
L’uso combinato dei B-2 Spirit, delle bombe GBU-57 MOP e dei missili Tomahawk ha permesso di infliggere un duro colpo alle ambizioni nucleari iraniane, con un’operazione che il Pentagono ha definito “la più grande missione B-2 della storia“. Mentre il mondo attende la risposta di Teheran, le parole di Hegseth risuonano come un monito. “La deterrenza americana è tornata“.