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News Militari

Guerra in Ucraina: ancora protagonista il drone Bayraktar TB2 avrebbe contribuito ad affondare l’unità navale russa Moskva

I media russi hanno confermato che l’incrociatore Moskva da 12.000 tonnellate, la sua unità navale ammiraglia del Mar Nero, ha subito una grave esplosione ed è affondato causando il più grave colpo subito dalla Russia in queste settimane di conflitto. L’Ucraina afferma di aver colpito la nave con due missili Neptune, cosa che la Russia nega. Mosca ha diffuso la propria versione degli eventi affermando che un incendio di origine sconosciuta ha fatto esplodere le munizioni immagazzinate nella nave e le conseguenti esplosioni hanno provocato danni strutturali alla nave poi affondata in mezzo al mare agitato mentre veniva rimorchiata in un porto vicino.

Come rappresaglia le forze russe, successivamente, hanno condotto un attacco contro l’impianto Vizar Zhulyany, un’azienda missilistica e aeronautica a Kiev, utilizzando i missili da crociera Kalibr lanciati da una corvetta di classe Buyan-M posizionata nel Mar Nero.

In questo scenario almeno un drone ucraino Bayraktar TB2 sembra aver avuto un ruolo nell’affondamento dell’unità navale russa. Funzionari ucraini affermano che il Bayraktar TB2 è stato utilizzato per distrarre le difese aeree della Moskva. Ciò potrebbe essere possibile, ma sembra improbabile, poiché le difese antiaeree e antimissilistiche della Moskva sono gestite da due sistemi distinti: i missili a lungo raggio SA-N-6 Grumble sarebbero stati usati contro il Bayraktar, lasciando i cannoni multicanna AK-630, l’equivalente russo del sistema americano Phalanx, liberi di ingaggiare i missili Neptune in arrivo.

Sappiamo del coinvolgimento del drone da combattimento turco-ucraino da due fonti. Una è un video che l’esercito russo ha rilasciato in un tweet martedì scorso e che mostra un lancio di missili dalla fregata russa Admiral Essen, sostenendo di aver abbattuto un Bayraktar che era nell’area di operazioni del Mar Nero. L’altra fonte è un video ucraino girato dall’alto con un mirino notturno che che mostra in lontananza una nave da guerra in fiamme, che si dice essere la Moskva. Non è possibile verificarlo, ma coincide con la presenza del Bayraktar di Kiev nell’area.

L’aviazione navale ucraina ha ricevuto il suo primo Bayraktar TB2 lo scorso luglio 2021. Sebbene il drone sia meglio conosciuto come un killer altamente efficace per eliminare bersagli terrestri con missili a guida laser, come abbiamo raccontato più volte, può anche svolgere missioni sul mare e in particolare sarebbe stato acquistato proprio per fungere da osservatore per i missili antinave Neptune dell’Ucraina. L’idea di utilizzo è che il drone localizzi visivamente il bersaglio, quindi la batteria Neptune deve solo accendere momentaneamente il radar Mineral-U montato su di un mezzo ruotato per segnalare e lanciare i missili prima di spegnersi e diventare di nuovo invisibile.

Tuttavia, prima della guerra sembrava altamente improbabile che i missili Neptune fossero pronti in tempo, poiché sarebbero dovuti essere operativi non prima della fine dell’anno in corso. Quando l’Ucraina ha affermato di aver colpito la nave da guerra Admiral Essen con un Neptune il 4 aprile scorso, c’era un notevole scetticismo. I russi non hanno rilasciato alcuna informazione, non ci sono immagini e la nave ha continuato la sua missione normalmente.

Alcuni analisti hanno detto che sarebbe sconcertante che i cannoni AK-630 guidati dal radar della Moskva non siano riusciti a fare il loro lavoro. La Moskva ne ha sei per offrire una protezione a tutto tondo. Qualsiasi missile in arrivo dovrebbe essere preso di mira da almeno due armi, ognuna delle quali spara settanta colpi al secondo, con proiettili da 30 mm a frammentazione esplosiva con, in teoria, un raggio di azione più ampio. Le difese aeree russe hanno costantemente sottoperformato in questa campagna, e in questo caso potrebbero essere state ingannate dal drone TB2, il che potrebbe essere l’unica spiegazione plausibile.

@ Ukrainian MoD

I droni Bayraktar TB2 ucraini hanno quattro missili a guida laser MAM-L con una portata fino a 14 km e che possono essere utilizzati anche contro obiettivi navali. Tali missili relativamente piccoli non potrebbero causare alcun danno reale a una grande nave da guerra, a meno che non abbiano colpito esattamente nel punto giusto. Ma i droni TB2 ucraini avrebbero potuto lanciare i propri missili solo per distrarre gli AK-630 del Moskva e il suo radar principale che fornisce una copertura di soli 180 gradi.

Riprendendo il discorso sullo sconcerto dell’incapacità dell’unità navale russa di difendersi, è importante ricordare che l’incrociatore Moskva era stato impostato nel 1976, varato nel 1979 ed entrato in servizio nel 1983. L’incrociatore russo Moskva trasportava 16 missili antinave P-500 Bazalt ASM in tubi di lancio esterni. Ciascuno pesa circa 10.600 libbre ed è composto principalmente da materiale esplosivo. Un colpo ad uno di questi lanciatori potrebbe causare seri danni o una esplosione di munizioni che innescherebbe una catena secondaria di esplosioni fatali per la nave. Questo potrebbe aiutare a spiegare perché il precedente attacco di Neptune contro l’Admiral Essen non avrebbe procurato danni, al contrario del Moskva completamente distrutto.

La nave russa poteva non essere in allerta e quindi le difese non sono state attivate in tempo oppure, essendo una nave con 40 anni di attività sulle spalle, semplicemente non aveva tutti i sistemi funzionanti per poter contrastare una minaccia che forse l’equipaggio non si aspettava di dover fronteggiare. Il generale Camporini, in una intervista sul Corriere della Sera ha detto che “… il Moskva era un ferrovecchio“.

Siamo d’accordo sul fatto che al momento con l’affondamento della nave russa è venuta a galla la vulnerabilità russa in questa guerra con l’Ucraina e che la più grande perdita di una nave militare in tempo di guerra in 40 anni solleverà questioni preoccupanti per Mosca con un  effetto negativo soprattutto sul morale delle forze armate russe poiché, in quanto nave ammiraglia della flotta russa del Mar Nero, la Moskva era una delle risorse più visibili nella guerra in Ucraina. Tutto ciò solleverà ulteriori dubbi sulle capacità di combattimento della Russia. Ricordiamo che l’ultima grande unità navale affondata negli ultimi 40 anni fu l’incrociatore argentino ARA General Belgrano silurato e affondato dal sottomarino nucleare britannico HMS Conqueror il 2 maggio 1982, durante la guerra delle Falkland.

E’ importante però tener presente anche che la Moskva era un’unità navale molto vecchia utilizzata solo per lanciare attacchi missilistici verso la terra ferma e potrebbe, alla fine, non essere una perdita fondamentale per l’andamento della campagna militare russa. Questa nave è facilmente sostituibile con sistemi terrestri ed aerei con le stesse capacità. L’incrociatore lanciamissili Moskva era stato progettato per poter attaccare le grandi portaerei americane lanciando i sedici Bazalt, missili che ora per ironia della sorte potrebbero essere stati gli autori dell’affondamento della nave russa. Forse solo alla fine della guerra si potrà scoprire esattamente cosa abbia causato l’affondamento del Moskva.

Il drone Bayraktar TB-2

Sviluppato dalla turca Baykar Technologies per l’utilizzo da parte delle Forze armate turche questo drone rappresenta il primo UAV hunter-killer di costruzione completamente turca e concepito per scopi di sorveglianza a lunga autonomia ma a medie altitudini. Lo scorso anno, nel febbraio del 2021, il Chief Technology Officer (CTO) della Baykar, Selçuk Bayraktar, aveva dichiarato che il TB2, aveva raggiunto un traguardo importante completando 300.000 ore di volo operativo, facendolo diventare così il primo aeromobile sviluppato localmente a raggiungere un tempo di volo così ampio nella storia dell’aviazione nazionale turca.

Questi droni sono equipaggiati di telemetri e designatori laser concepiti per ingaggiare il bersaglio da una posizione di controllo di tipo remoto che può essere distante dall’apparecchio fino ad un massimo di 185 miglia. Sotto un profilo strutturale, i Bayraktar dispongono di un design di tipo monoscocca e sono integrati da una struttura a coda formata da due derive a V rovesciata. La fusoliera è stata realizzata in fibra di carbonio, Kevlar e altri materiali compositi ibridi con l’intento di rendere il velivolo estremamente leggero e performante.

Il suo carico utile è di 121 libbre e per la propulsione può disporre di un motore da 105 cavalli che lo spinge fino a circa 160 chilometri all’ora, interamente fabbricato in Ucraina, dato che i turchi non avevano i mezzi per spingerli a questa velocità. L’armamento è di 4 missili a guida laser Smart Micro Munition che hanno dimostrato di cosa sono capaci quando l’Azerbaigian li ha usati contro l’Armenia nel conflitto del Nagorno-Karabakh del 2020.

Il Bayraktar rappresenta una piattaforma di attacco relativamente economica e relativamente basso costo ( ciascun esemplare ha un costo che orbita attorno ai 5 milioni di dollari ) che in precedenza ha visto il suo impiego in vari teatri operativi del pianeta. Nonostante il Bayraktar sia stato ampiamente criticato per la sua facilità ad essere abbattuto, come dimostrato in Siria, dove le perdite sarebbero state pesanti, in Ucraina stiamo assistendo ad un inaspettato ribaltamento della situazione.

Photo credits: Baykar Technologies

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Redazione di Aviation Report

Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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