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Finalizzato l’acquisto di 20 Eurofighter per la Turchia

@ Aviation Report / Simone Vicari

Come avevamo anticipato due giorni fa, in un colpo di scena che rafforza i legami NATO e segna un trionfo per l’industria aerospaziale britannica, la Turchia ha finalizzato l’acquisto di 20 Eurofighter Typhoon dal Regno Unito. L’accordo, siglato il 27 ottobre 2025 ad Ankara durante la visita del premier britannico Keir Starmer al presidente Recep Tayyip Erdoğan, vale fino a 8 miliardi di sterline (circa 10,7 miliardi di dollari o 9 miliardi di euro). Questo accordo per gli Eurofighter per la Turchia non è solo una transazione commerciale. Rappresenta un passo cruciale nella modernizzazione della Turkish Air Force con un caccia multiruolo 4.5 generazione che colma il vuoto lasciato dall’esclusione dal programma F-35 e anticipa l’arrivo del caccia nazionale KAAN.

La Turchia, con l’Eurofighter Typhoon, noto per la sua capacità in missioni di superiorità aerea e versatilità in missioni aria-terra, diventa il decimo operatore globale del velivolo, unendosi a nazioni come Germania, Spagna, Italia e Regno Unito. Con motori EJ200 di Rolls-Royce e radar avanzati di Leonardo, questi jet promettono di elevare le capacità difensive di Ankara in un contesto geopolitico sempre più teso, dal Mar Nero al Medio Oriente.

Il contesto storico: dall’esclusione F-35 alla scelta del Typhoon

La genesi di questo affare risale al 2019, quando la Turchia fu espulsa dal programma Joint Strike Fighter a causa dell’acquisto dei sistemi missilistici russi S-400. Quella decisione, motivata da timori di fughe di dati sensibili verso Mosca, ha lasciato un buco nella flotta turca, ancora dipendente da F-16 datati e F-4 Phantom prossimi al ritiro. Per anni, Ankara ha cercato alternative europee, con negoziati per l’Eurofighter Typhoon che hanno vacillato per obiezioni tedesche su diritti umani e tensioni politiche all’interno della NATO.

L’accordo preliminare di luglio 2025 ha sbloccato la situazione, grazie al via libera di Germania, Italia e Spagna nel consorzio Eurofighter. Come spiega un rapporto del governo britannico, la Turchia mira a “recuperare terreno sui rivali regionali come Israele“, integrando questi Typhoon come soluzione ponte fino al 2028, quando entrerà in servizio il KAAN, il caccia stealth di quinta generazione sviluppato dalla Turkish Aerospace Industries (TAI). Ma perché il Typhoon? A differenza dell’F-35, stealth puro di quinta generazione, il Typhoon offre un mix di agilità supersonica, raggio d’azione esteso e armamenti NATO-compatibili, ideale per operazioni in scenari ibridi.

Configurazione e tempistiche degli Eurofighter per la Turchia

I 20 Typhoon ordinati sono di standard Tranche 4, la variante più avanzata con avionica aggiornata, radar AESA (Active Electronically Scanned Array) Captor-E e capacità di supercrociera senza postbruciatori. Ogni jet, lungo 15,96 metri con apertura alare di 10,95 metri, è equipaggiato con due motori EJ200 da 90 kN ciascuno, raggiungendo Mach 2 e un’autonomia di combattimento di oltre 1.800 km. Il pacchetto armi include il missile aria-aria Meteor di MBDA, con portata oltre 100 km, e pod per ricognizione LITENING, rendendolo perfetto per superiorità aerea e supporto ravvicinato.

Il valore del contratto, inizialmente stimato in 5,4 miliardi di sterline da FlightGlobal, è salito a 8 miliardi includendo supporto logistico e addestramento. BAE Systems, leader britannico, assemblerà il 37% di ogni airframe a Warton, con consegne previste dal 2030 per estendere la produzione fino agli anni ’30.

Impatti economici: 20.000 posti di lavoro nel Regno Unito e oltre

Non si tratta solo di ali e motori: questo accordo è un motore economico. Il governo britannico annuncia la salvaguardia di 20.000 posti di lavoro qualificati, con 6.000 diretti a BAE Systems tra Warton e Samlesbury per assemblaggio finale, 1.100 nel Sud-Ovest per i motori Rolls-Royce a Bristol e 800 in Scozia per i radar Leonardo a Edimburgo. “È un trionfo per i lavoratori britannici e l’industria della difesa“, ha dichiarato Starmer, in linea con il “Plan for Change” che vede la difesa come volano di crescita.

Per la Turchia, l’impatto è duplice. Oltre ai costi, l’accordo apre a joint venture industriali, con TAI potenzialmente coinvolta in manutenzione e upgrade. Analisti come Aaron Stein del Foreign Policy Research Institute notano che “la Turchia sta spostando la sua politica di difesa dall’asse USA verso l’Europa“, riducendo dipendenze e incrementando la produzione locale. Ulteriori analisi sottolineano come questo accordo porti a 44 i Typhoon totali per la Turchia, inclusi 12 dal Qatar e 12 dall’Oman di seconda mano, per un investimento cumulativo da 11 miliardi di dollari.

Eurofighter per la Turchia: rafforzare la NATO e il ruolo di Ankara

Geopoliticamente, questo è un colpo maestro per la NATO. La Turchia, custode dello Stretto del Bosforo e baluardo contro la Russia, guadagna interoperabilità con alleati europei, essenziale per missioni come l’Air Policing baltico o operazioni anti-ISIS. Il segretario alla Difesa UK John Healey ha enfatizzato l’accordo perché equipaggia la “porta del Mar Nero” con i Typhoon di ultima generazione, per la deterrenza di minacce ibride.

Rispetto all’F-35, escluso per le tensioni con Washington, il Typhoon evita embarghi USA e integra meglio con i droni turchi Bayraktar. Ma sorgono domande: come influenzerà questo le relazioni USA-Turchia? Fonti come Breaking Defense indicano che è un “ponte” verso il KAAN, riducendo frizioni all’interno della NATO. Erdoğan lo ha chiamato un “pivot strategico“.

Guardando avanti, questi 20 Eurofighter per la Turchia – più i 24 usati in arrivo – formeranno una nuova linea da combattimento che affiancherà gli F-16 attualmente in uso, in attesa del KAAN che è andato in volo per la prima volta nel 2024.

Redazione di Aviation Report: Dalla redazione di Aviation Report // From editorial staff

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